The Witcher: Il Sentiero del Destino [recensione]

Scritto da Krampus Box.

Eccoci qui, pronti a sguainare la spada (o meglio, a mescolare le carte) per un’altra avventura colma di mostri, combattimenti, sensualità e soprattutto sacrificio!

Se pensavate che “The Old World” avesse già dato tutto sui nostri tavoli, preparatevi, perché The Witcher: Il Sentiero del Destino è arrivato per dirci che c’è sempre un altro sentiero da percorrere, possibilmente senza finire trucidati o, peggio, masticati.

Mettetevi comodi, versatevi un buon boccale di idromele (o un digestivo qualsiasi, visto che questo articolo sta uscendo proprio in occasione del 25/12), perché oggi parliamo di un titolo che ci ha colpito e ve ne vogliamo raccontare l’esperienza.

The Witcher Il Sentiero del Destino è l’ultima fatica (o penultima, vista la super campagna di successo su The Witcher Legacy ancora in corso) della scuderia Go On Board, nata ancora una volta dalla mente di Łukasz Woźniak.

Se il nome vi suona familiare, è perché Woźniak è lo stesso papà di Valhalla e del precedente The Witcher: Old World, gioco che ha letteralmente polverizzato record su Gamefound (così come sta facendo il nuovo Legacy, ovviamente sempre suo).

Mentre Old World ci portava indietro di mille anni rispetto alle avventure di Geralt, qui torniamo dritti nel cuore pulsante dei racconti originali di Andrzej Sapkowski.

La produzione è di respiro internazionale, nata da una collaborazione strettissima con CD Projekt Red (gli stessi del celebre videogioco), il che garantisce un comparto artistico che vi farà brillare gli occhi se siete fan della saga.

In Italia, a portarci questa chicca localizzata in tutto il suo splendore, ci ha pensato Pendragon Game Studio (che ringraziamo per averci fornito la copia per questa review), una garanzia quando si tratta di titoli di un certo peso e atmosfera.

Fatte le dovute premesse andiamo a presentare questo stupendo titolo raccontandolo prima sommariamente per poi addentrarci nelle sue regole.


The Witcher: Il Sentiero del Destino – Prime Impressioni

Prima di tutto facciamo le presentazioni:

  • Thematic/Card Game
  • Durata della partita: circa 60-90 minuti
  • 1-5 Giocatori
  • Distributore: Go On Board (Pendragon Game Studio)
  • Game Designer: Łukasz Woźniak
  • Graphic Designer: Michał Długaj, Agata Skowronek, Łukasz Woźniak

The Witcher Il Sentiero del Destino si presenta come un gioco di carte competitivo per 1-5 giocatori, come la maggior parte dei titoli moderni di oggi (i gruppi giochi da 4 sono oramai allargati).

Non è il solito “vai e tira legnate”, ma un mix di strategia di carte e gestione icone dove ogni nostra decisione (alias ogni nostra carta giocata) contribuisce a scrivere una versione potenzialmente inedita della storia. A breve capirete cosa vuol dire.

Appena aprite la scatola il primo pensiero è: “Materiali top e organizer? BRAVO!”.

Il tappetino in neoprene che sostituisce il classico tabellone è lunghissimo (quasi non ci stava sul tavolo), ben stampato e ottima grafica, perfetto per dare quel tocco di “sentiero” al tavolo.

Le illustrazioni sono una gioia per il cuore di ogni fan: si basano sull’estetica dei videogiochi ma hanno un mood quasi da acquerello, per renderle ancora più particolari.

A prima vista, il gioco sembra un peso medio basso rispetto alle dimensioni della scatola ma non lasciatevi ingannare: è un gioco meccanico, molto basato sui simboli, ma con pennellate narrative che cercano di tenerti incollato al tema.

Non aspettatevi un dungeon crawler o un gioco d’avventura open world alla Witcher 3; qui siamo davanti a un puzzle strategico. Devi incastrare carte, gestire icone di Combattimento, Diplomazia, Magia ed Esplorazione per cercare di influenzare il destino della storia.

Quello che risalta subito alla lettura del regolamento è la sua accessibilità: le regole si spiegano in dieci minuti e dopo un paio di turni sei già lì a cercare la combo perfetta. C’è questa sensazione di voler “ottimizzare” la propria cronologia di carte per ottenere il massimo dai simboli dominanti.

Ed è qui che ci siamo fatti la prima e fondamentale domanda…ti chiedi quanto la storia conti davvero o se sia solo un bellissimo contorno per un gioco di maggioranze e set collection.

Risponderemo con le nostre considerazioni a questo dubbio (salta sugli ultimi paragrafi in caso) dopo avervi dato una panoramica più dettagliata di setup e regolamento.


The Witchet: Il Sentiero del Destino – Fondamenti

Prima di tutto, srotolate quel chilometrico tappetino al centro del tavolo.

Ogni giocatore sceglie (o drafta casualmente) un personaggio tra i pezzi da novanta: Geralt, Yennefer, Ciri, Vesemir o Dandelion. Riceverete una plancia giocatore, un mazzo iniziale di 5 carte specifiche del personaggio, i segnalini esperienza (uno colorato e uno dorato) e una missione secondaria segreta che infilerete sotto la plancia.

Scegliete una delle tre storie incluse nella scatola base. Ogni storia è composta da un mazzo di carte giganti numerate che non vanno mai mescolate!

Vanno disposte come se fossero un libro da sfogliare. Preparate il mazzo delle carte azione, rivelatene diverse coppie negli spazi centrali del tappetino e piazzate i gettoni simbolo (Spade, Pergamene, Mappe e Fuoco) vicino al tabellone.

I simboli presenti sulle carte capitolo sono FONDAMENTALI per la vostra strategia, e lo capirete dal flusso di gioco quando spiegheremo il match tra le carte giocate dalla mano e quelle presenti sull’attuale capitolo della storia.

Il Flusso del Gioco

Una partita si sviluppa attraverso 3 Capitoli, e ogni capitolo è diviso in 3 Turni. Ogni turno segue questi tre passi fondamentali:

1. Draft delle Carte: In ordine di iniziativa (chi è più vicino al “libro” sulla pista iniziativa agisce per primo), ogni giocatore sposta la propria miniatura su una coppia di carte della riviera e le aggiunge alla propria mano. Se scegli l’ultima fila, quella più lontana, ottieni un punto esperienza bonus ma sarai l’ultimo a muoverti nel round successivo. Infatti, è fondamentale notare che la posizione scelta per il draft determina il nuovo ordine di turno per il round successivo.

2. Giocare Carte: Tutti giocano simultaneamente due carte dalla mano e le piazzano nella propria “cronologia” (o timeline come viene definita nelle regole). Qui è dove avviene la magia: le carte hanno simboli in alto a sinistra e spesso effetti in basso. Gli effetti possono essere condizioni (es. se hai due carte rosse) che ti danno bonus.

3. Piazzamento del Gettone Destino: Alla fine del turno, si guarda chi ha la maggioranza dei due “Simboli Attivi” del capitolo. Se, ad esempio, due giocatori puntano alla Diplomazia e uno al Combattimento, il gettone Destino di quel turno va sulla Diplomazia. Dopo tre turni, la direzione della storia sarà decisa dal lato che ha più gettoni Destino.

Al termine di ogni Capitolo, si determina il Simbolo Dominante (quello che ha vinto il “tiro alla fune” del destino).

Tutti i giocatori guadagnano punti vittoria per ogni simbolo dominante che hanno nella loro linea temporale. Il simbolo che ha perso, invece, regala Punti Esperienza. L’XP serve a sbloccare abilità uniche del personaggio (utilizzabili una sola volta a partita).

Dopo il terzo capitolo, si sommano i punti del tracciato e chi ha più punti vince e viene ricordato come il vero eroe del racconto.


Come gira The Witcher: Il Sentiero del Destino

Com’è stata la nostra partita a The Witcher Il Sentiero del Destino?

Lo abbiamo trovato incredibilmente fluido e rapido. Il fatto che la fase di gioco delle carte sia simultanea elimina quasi del tutto i tempi morti, il che è un miracolo per un gioco che può arrivare a cinque persone al tavolo.

Ti ritrovi a studiare la tua mano come un alchimista che cerca di non farsi esplodere il laboratorio: “Se gioco questa verde adesso, sblocco il bonus della rossa che giocherò dopo, ma così perdo la maggioranza nel combattimento!”.

Al terzo capitolo inizierete a giocarle con molta più leggerezza date le meningi già distrutte per i capitoli precedenti.

C’è un dualismo costante che abbiamo adorato e odiato allo stesso tempo: il conflitto tra vincere la partita e far andare la storia dove vuoi.

Spesso ti ritrovi con una mano piena di spade, ma narrativamente vorresti usare la diplomazia perché sei curioso di vedere quel ramo della storia. Ma se usi la diplomazia, perdi punti. E quindi che fai?

Fai la scelta subottimale per il gusto del racconto o ti vendi l’anima al diavolo per due miseri punti vittoria? Questa ambiguità morale è molto Witcher, anche se qui è dettata più dalla fortuna della pesca che da un vero dilemma etico.

In definitiva, la scelta di seguire la storia o il punteggio è sempre soggettiva e rispecchia moltissimo il vostro gruppo giochi. Noi sposiamo sempre un comportamento di gioco competitivo ma sano il che porta a partite bilanciate e, in questi casi, anche a rinunciare a punti per il bene del divertimento.

Ovviamente…i punti vittoria sono il vostro obiettivo di gioco (da non ignorare del tutto).

Il gioco scala bene, ma in due giocatori entra in gioco una regola “curiosa”: le carte rimaste sulla riviera contano come un terzo giocatore virtuale per determinare il destino.

Questo aggiunge un livello di strategia nel draft, perché potresti voler prendere o lasciare certe carte proprio per influenzare il voto del tavolo. In tre o più, invece, diventa una vera rissa di maggioranze dove guardare cosa accumulano gli altri è vitale.

La progressione tra i capitoli è gestita bene: non ricominci mai da zero.

Dopo il primo capitolo tieni una carta, dopo il secondo ne tieni due. Questo ti permette di costruire un “motore” di icone che cresce nel tempo, rendendo i turni finali decisamente più esplosivi e ricchi di calcoli.

Un consiglio da parte nostra: immergetevi nella storia, leggete ad alta voce i trafiletti all’interno di ogni capitolo e lasciatevi trasportare dalla narrazione di questo gioco strategico che strizza l’occhio ai più classici libri game che tutti abbiamo amato da piccoli.

Poi ovviamente i punti vittoria contano sempre, altrimenti che gioco competitivo è?


Pro e Contro

Pro e contro di Wolf Street

Ed eccoci come di consueto ai nostri Pro e Contro su The Witcher: Il Sentiero del Destino

Pro:

1. Produzione e Materiali da Urlo: Che si tratti della versione base o Deluxe, il gioco è bellissimo da vedere. Il playmat è un tocco di classe, le miniature (se avete la deluxe) sembra molto dettagliate e persino le carte sono di ottima qualità. È un piacere apparecchiarlo e sfoggiarlo.

2. Accessibilità e Velocità: Nonostante l’impatto iniziale sia importante durante il setup, le meccaniche sono snelle. Si spiega in un attimo, si gioca in un’ora e non ti lascia con il cervello fuso. È perfetto per introdurre nuovi giocatori al mondo dei boardgame o per una serata Witcher senza l’impegno di quattro ore di un certo “Old World”.

3. Sistema di Catch-up Intelligente: Il fatto che il simbolo perdente dia esperienza è una genialata. Se non riesci a fare punti subito, sblocchi abilità potenti che possono ribaltare la partita negli ultimi turni. Resti sempre in gara fino alla fine, e questo mantiene alta la tensione al tavolo.

Contro:

1. Narrazione un po’ “Scollata”: Vogliamo mettere nelle note “negative” l’unico punto che potrebbe risultare per molti lettori un contro, la narrazione. Nonostante il tema forte, a volte potresti percepire che la storia e le meccaniche vadano su binari diversi. Giochi una carta perché ti serve il colore blu, non perché Geralt sta davvero investigando facendo salire il dubbio “punti o storia?”. Come abbiamo già detto, scrollatevi di dosso questo dubbio (se mai lo avrete) e prendete sempre la scelta che vi diverte di più.

3. Contenuto della Scatola Base un po’ “Stitico”: Con solo tre storie nella scatola base, il rischio è di sentirle “già viste” dopo poche partite (nonostante la rigiocabilità dovuta alle scelte narrative che faremo). Gran parte della varietà (personaggi extra e altre 5 storie) è finita negli stretch goal o nelle espansioni, il che può lasciare un po’ l’amaro in bocca a chi non ha fatto l’All-in.


Conclusioni

In definitiva, The Witcher: Il Sentiero del Destino è un gioco che centra l’obiettivo se cercate un’esperienza competitiva, veloce e visivamente splendida. Soprattutto se (come noi) siete fan della famosa saga.

Non ha la profondità di un eurogame, né la libertà di un gioco di ruolo, ma si colloca perfettamente in quella terra di mezzo dove il divertimento e l’atmosfera regnano sovrani.

È un “puzzle narrativo” che vi farà sentire parte di un mondo sporco, ambiguo e affascinante, dove anche la scelta migliore può portarvi a un finale agrodolce.

Se amate Geralt e compagni, è un acquisto obbligato, anche solo per il piacere di vedere la storia deviare dai binari del canone perché avete deciso di risolvere tutto a spadate invece di parlare.

Insomma, tra mostri, intrighi e carte colorate, c’è abbastanza carne al fuoco per soddisfare quasi ogni palato ludico.

E con questo, il vostro amato Krampus Box vi saluta e vi ricorda: se il destino vi offre una scelta tra due strade, seguite quella che vi fa fare più punti vittoria…tanto alla fine le canzoni le scrivono solo per i vincitori!

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