Scritto mentre sbarcava da:
SigFapos
Se provate a guardare il database di bgg noterete che i wargame sulla WWII sono tantissimi e ogni anno ne escono a decine. Il gioco di cui scriverò oggi si chiama D-Day Dice che, per differenziarsi dalla massa, fa uso di un sistema di dadi per simulare lo sbarco in Normandia.
D-Day Dice. Do or Die! è un gioco di Emmanuel Aquin ed edito dalla Valley Games nel 2012. Il titolo è nato grazie ad una campagna Kickstarter e propone partite per 1-4 giocatori con una durata di circa 45 minuti a scenario. Perliamo di un wargame che in realtà è un gestione dadi con combattimenti molto semplificati. Il regolamento è in inglese ma su bgg potete trovare tutto in italiano (QUI)
Questa recensione è stata fatta sulla base del solo gioco base, senza nessuna espansione.


Panoramica e condizioni di vittoria
I giocatori impersonificano delle unità di fanteria subito dopo lo sbarco, l’obiettivo è quello di avanzare sotto il fuoco nemico per neutralizzare un nido di mitragliatrici. Se si riesce ad entrare nel bunker e a neutralizzare tutti i nemici avendo almeno un uomo ancora in vita allora si vince.
Nel multigiocatore è possibile scambiare risorse fra i giocatori ed è necessario che tutti sopravvivano altrimenti si perde la partita.
Materiali
I materiali sono curati sotto vari aspetti, per esempio abbiamo quattro mappe di battaglia a doppia faccia, sono di cartone molto spesso con una grafica minimale e curata. Le mappe non hanno grandi dimensioni, non è necessario che siano ampie e in alcuni casi potete affiancarle fianco a fianco.
Per ogni giocatore c’è poi tutta una dotazione apposita, un indicatore delle risorse con 4 rondelle, un set di 6 dadi (2 bianchi, 2 blu e 2 rossi) un dado unità e un set di 13 carte specialisti regolari. I dadi sono tutti molto belli e sono di dimensione generose.
A concludere il tutto ci sono numerosi mazzi di carte che indicano gli oggetti e gli specialisti che possiamo acquistare durante la partita. I mezzi motorizzati che potremo trovare e le onorificenze che acquisiremo sul campo.

Come si gioca a D-Day Dice
Per prima cosa bisogna scegliere lo scenario da giocare tra gli 8 disponibili, sono tutti numerati in modo crescente con il numero 1 che rappresenta lo scenario introduttivo. Ognuno di essi ha poi un diverso setup di partenza, infatti il manuale ci indicherà quali sono gli specialisti, gli oggetti e i mezzi che potremo trovare l’ungo la spiaggia.
A questo punto siamo pronti per iniziare e le regole sono facile e veloci da imparare. Il tutto si articola in 5 fasi che sono in simultanea nel caso del multigiocatore:
Fase 1: lancio dei propri dadi
Fase 2: raccolta delle risorse ottenute
Fase 3: reclutamento di specialisti o mezzi
Fase 4: movimento delle unità
Fase 5: combattimento

I dadi e il sistema di ricompense BWR
Come dicevamo, ogni giocatore ha un set di 6 dadi da lanciare ad ogni round (2 blu, 2 rossi, 2 bianchi), sono tutti uguali e se si ottiene lo stesso risultato nei tre colori si ottiene una ricompensa BWR speciale. Questa può comprendere uomini aggiuntivi, materiali per acquisire oggetti, il coraggio necessario per avanzare, onorificenze e mezzi.
Ognuno ha a disposizione due rilanci per ottenere il resultato che più gli conviene e collezionare poi i risultati. Qualsiasi faccia e colore decidiamo di tenere come risultato valido avremo comunque risorse utili al nostro scopo. l’unica faccia a costituire un problema è il teschio che andrà ad annullare un qualsiasi altro dado a nostra scelta.

Gli specialisti e i mezzi
Dopo il lancio dei dadi collezioneremo tutte le risorse ottenute e se soddisfiamo le richieste potremo acquisire equipaggiamenti e specialisti che andranno a rinforzare la nostra unità. Tutti garantiscono vari bonus riducendo l’effetto dell’alea, i morti o i danni in combattimento e molto altro. Alcuni sono usa e getta altri garantiscono bonus permanenti.
Ogni giocatore può acquisire uno degli specialisti regolari che il proprio mazzo mette a disposizione oppure uno degli specialisti unici presenti in un mercatino comune tra i giocatori.
Tra gli acquisti più forti abbiamo i mezzi corazzati, che andranno trovati in specifiche aree della mappa e le onorificenze che garantiscono sempre e comunque bonus permanenti forti.
Tutte le facce del dado garantiscono risultati utili ad eccezione del teschio che letteralmente annulla un secondo dado a nostra scelta (quindi con un teschio è come giocare con due dadi in meno).

Il movimento e il combattimento
Ovviamente, più volte lanciamo i dadi più abbiamo la possibilità di acquisire potenziamenti e uomini ma i tedeschi non staranno inermi nel vedervi “ingrassare”. Le nostre unità possono stare ferme in un settore al massimo 3 round (quindi 3 lanci di dadi) poi dovranno avanzare. Possiamo spostarci in avanti o in modo laterale senza mai occupare due volte un stesso settore e senza mai indietreggiare. Se non possiamo spostarci perdiamo la partita.
Ogni settore riporta quello che i tedeschi hanno in serbo per noi. Potremo trovare raramente mezzi corazzati abbandonati, specialisti perduti mentre più sovente troveremo il fuoco incessante delle mitragliatrici avversarie e le maledettissime mine anti-uomo.
Alcuni settori hanno lati bloccati invalicabili e possono riportare indicazioni di determinati specialisti che moriranno non appena ci metteremo piede. Se non abbiamo quello specifico specialista non potremo avanzare in quel settore.
Arrivati a fine turno ogni settore ci dirà quante saranno le perdite della nostra unità di uomini. Niente dadi da tirare e niente tabelle da guardare, se c’è scritto che perdiamo 15 uomini dobbiamo sottrarli al nostro totale e se non abbiamo uomini a sufficienza perdiamo. Inutile dire che più avanziamo maggiori saranno le perdite di uomini e mezzi.

L’esperienza di gioco
Il gioco ha poche regole e il gameplay è fluido. I settori su cui avanzeremo riportano in anticipo quello a cui andremo in contro per cui cui possiamo programmarci una strategia da adottare e le risorse da preservare. La programmazione delle nostre mosse è fondamentale.
La programmazione si scontra spesso con il risultato dei dadi. Abbiamo due rilanci in cui possiamo rilanciare quasi tutti i dadi che vogliamo e abbiamo accesso a carte che smorzeranno l’alea ma non pensate che fili liscio tutto fino alla fine. Il gioco, di base, ha una difficoltà di vittoria elevata a causa delle ingenti richieste da soddisfare per avanzare fino alla fine.
(Ndr. Lo scenario introduttivo l’ho completato solo 2 volte su 5 partite mentre il secondo scenario 1 su 4. Ci sono scenari che non sono mai riuscito a completare come gli ultimi due.)

La mia opinione
Il titolo è del 2012 e si trova ancora nei mercatini ma l’ho trovato invecchiato male. Compatto, facile da intavolare, rapido e bei materiali ma dopo poche partite ho iniziato a storcere un pò il naso. Ben presto ho notato che tutto quello che riuscivo a costruirmi in termini di potenziamenti e uomini andava piano piano logorandosi eliminando completamente quel senso di crescita che spesso si cerca nei titoli moderni. Il gioco vuole mostrare come sia difficile vincere e se ad inizio partita mi domandavo “vediamo cosa riesco a raccogliere ora“, dopo solo due settori avanzati l’unica cosa che mi chiedevo era “che sfiga mi succederà?“.
Ho trovato poco comprensibile mettere delle zone sulla mappa in cui puoi accedere solo se hai un determinato specialista, come se il gioco mi dovesse guidare per forza verso una determinata strategia. E se nel mercatino ci fosse uno specialista migliore da prendere?
Il sistema dei dadi che ti permettono di ottenere ricompense ulteriore in base al sistema BWR è geniale e estremamente utile ma più si va avanti con gli scenari più si ha la sensazione che senza queste ricompense non si andrà da nessuna parte. Giusto che i giocatori si affidino a questo sistema peccato però che cozzi terribilmente con l’alea del dado. Solo alcuni specialisti possono alleviare l’alea ma potremo anche non vederli mai in partita.

La difficoltà e le varianti
Come avrete capito la difficoltà elevata del gioco è una delle sue caratteristiche principali, il regolamento infatti ti catapulta in battaglia con possibilità minime di successo. In fondo al manuale però l’autore scrive una serie di varianti per diminuire questa difficoltà, c’è la possibilità di avere specialisti fin dall’inizio o il modo di avere già dell’equipaggiamento a portata di mano. Per fortuna c’è anche una variante che permette di avere a disposizione tutte le carte che vuoi invece di quelle descritte nel setup iniziale.
Negli ultimi anni questo approccio così “hard” è stato sostituito a favore di una difficoltà più morbida con successive varianti per aumentare e/o diminuire la difficoltà.
PRO
- Sistema di ricompense BWR interessante
- Facile e veloce da intavolare
CONTRO
- Livello di difficoltà iniziale elevato
- Scarso senso di crescita
- Strategie da prendere spesso guidate dal gioco
- Alea eccessivamente presente per essere un gestionale dadi

Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it