Fabio (Pinco11)
WISPWOOD RECENSIONE
La CGE è una editrice eclettica, abituata a proporci titoli di peso, come il SETI dello scorso anno od il fortunato Arnak del 2020, ma anche giochi più sbarazzini ed adatti per un pubblico familiare, come è Wispwood, ideato dall’esordiente Reed Ambrose, per 1-4 giocatori, 10+ (indipendente dalla lingua, 30′-45′ a partita).
Le logiche sono quelle del piazzamento polimini, unite a quelle dei puzzle game che vanno tanto di moda in questo periodo ed il target è decisamente ampio.

WISPWOOD IN POCO
Ogni giocatore prende la propria tessera ‘gatto’ e la piazza di fronte a se. Quindi si predispone l’offerta collocando al centro del tavolo otto tessere ‘wisp‘ (possiamo tradurle come ‘spiritelli’ o ‘fuochi fatui’), si scelgono 5 carte obiettivo e si parte. Al proprio turno il giocatore altro non fa che scegliere una delle tessere spiritello e piazzarla di fronte a se, formando, con essa e con un adeguato numero di tessere sul lato ‘scuro’ che raffigura un albero, una delle due forme di polimini raffigurate a destra o sinistra della tessera prelevata.

L’idea è quella che si debba cercare di piazzare ogni spiritello nella posizione che garantirà il maggior numero di punti sulla base dei criteri indicati dalle carte obiettivo (es. non devono essere nella stessa diagonale, devono essere adiacenti ad altri spiritelli, …). Il primo giro termina quando uno dei giocatori abbia completato una griglia 4×4 e si procede ad attribuire i punti sulla base delle 5 carte obiettivo, quindi si rimuovono solo gli alberi e si riparte per il secondo turno, nel quale si andrà a comporre una griglia 5×5 e che sarà seguito dal terzo, con una griglia 6×6. A fine partita chi avrà più punti sarà il vincitore.
COME SI PRESENTA WISPWOOD
All’interno della scatola troviamo, di fatto, una manata di tesserine di dimensione e spessore che ricorda quelle del classico Carcassonne, un mazzetto di carte obiettivo e poco altro, quindi siamo di fronte ad un prodotto che cerca di collocarsi in una fascia di prezzo contenuta (la Cranio Creations, che ha acquisito i diritti per la versione italiana, lo proporrà – si stima verso fine anno – intorno ai 30 euro).
Sul tavolo, nell’insieme, la sua figura la fa, in quanto gli spiritelli spiccano sul fondo scuro delle altre tessere, per cui i componenti rientrano nel classico range dell’adatto al suo scopo.

L’assenza di una scheda personale con una griglia pre disegnata è necessaria per consentire maggiore elasticità nel piazzamento, ma può generare problemi se nella fase di rimozione delle tessere (di fine turno) non si pone attenzione a non spostare le tessere spiritello.
Gli obiettivi sono spiegati dalle carte (che ricordano per struttura quella di Tash Kalar, per chi lo ricorda), che ne contengono una breve spiegazione e risultano sufficientemente chiari, con piccoli esempi esplicativi.
L’ambientazione è di quelle esclusivamente cosmetiche, senza alcun riferimento alle meccaniche.
COME GIRA
Wispwood, proposto a diversi amici, ha generalmente incontrato un buon riscontro, grazie alla sua immediatezza e semplicità, quantomeno agli occhi di giocatori che da anni (o da decenni, per chi ha passato l’infanzia con il Tetris) si stanno confrontando con l’idea dell’incastro di polimini. La spiegazione iniziale porta via giusto quindici minuti, dieci dei quali vanno via per fare esempi della formazione dei polimini (usando la tessera spiritello ed altre tessere scure ‘riempitive’) e cinque per esaminare gli obiettivi da utilizzare per la partita e poi si parte, in genere senza che ci siano poi troppe domande o perplessità.
Le poche difficoltà che possono emergere al tavolo sono legate alla scarsa dimestichezza che alcuni possono avere per la gestione di forme nello spazio (chi le haè sicuramente utente poco adatto per questo titolo) e/o alla necessità di saper pianificare il piazzamento delle tessere che fanno punti non solo ai fini del turno in corso, ma anche ragionando di cercare di fare ‘gruppo’ con tali tessere per evitare di trovarsi nei round successivi con caselle difficilmente riempibili.

SENSAZIONI
Il punto di forza di Wispwood sta nel fatto di aver puntato su di una lineare fusione tra due idee, ossia i polimini ed i puzzle game, senza appesantire poi troppo il tutto con regole e regolette. Il risultato è un titolo che si spiega rapidamente e che dal secondo turno in poi gira già rapido e veloce. Alla seconda partita, poi, si sono già sviluppate piccole tattiche di fondo e si va via agili senza troppe esitazioni.
La sfida è quella di vivere ogni scelta come un tentativo di massimizzare il ritorno, in termini di punti, di ogni piazzamento e lo spessore del gioco (quello che attira i gamer più scafati) sta nella capacità di vedere ogni tessera non solo per il beneficio che porterà in QUEL round, ma anche nei successivi (per esempio certe tessere pagano per gli alberi circostanti, che di turno in turno possono ridursi o altre soffrono penalità per la presenza di altre vicino a loro).

La riflessione resta in genere contenuta e rapida, ma lo spazio per ricavare del margine su chi gioca in modo più casuale c’è, cosa che certifica il buon assemblaggio del gioco.
Se si desidera renderlo adatto ad un pubblico ancora più ampio, poi, sono offerte due piccole varianti, riducendo il numero degli obiettivi a 4 ed i turni a solo 2. Niente di epocale, ma abbastanza per abbassare un filo l’età di riferimento.

ACCOGLIENZA
Wispwood ha ricevuto ad Essen, dove è stato presentato, una buona accoglienza, godendo mentre scrivo di un solido 7.6 di voto su BGG, che risulta decisamente appagante per il livello di difficoltà, contenuto, che presenta.
La scalabilità è buona, in quanto l’interazione è decisamente contenuta (si limita a prelevare tessere che possono essere utili agli altri) e la versione in due consente di chiudere le partite molto rapidamente, mentre quella a 3-4 di variare più rapidamente l’offerta.
Gli aspetti potenzialmente negativi sono legati in larga parte alla necessità di una minima predisposizione o gradimento per l’assemblaggio di polimini ed alla natura abbastanza semplice del gameplay, che è però anche il potenziale aspetto più positivo del gioco (dipende, in sostanza, da ciò che si sta cercando).

CONCLUSIONI
Wispwood coniuga le logiche di piazzamento polimini e puzzle game proponendo un gameplay rapido e sbarazzino. Adatto per un pubblico ampio, rappresenta titolo idoneo per serate disimpegnate in famiglia.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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