scritto da Caterina
{Un’altra mamma, già lettrice di questa rubrica e membra del gruppo Telegram Giochi da tavolo per bambini, ha accolto la nostra richiesta/proposta di cimentarsi con le recensioni di giochi per la fascia d’età tra i 2 e gli 8 anni. Quella che state per leggere rappresenta il suo esordio: fatele sapere nei commenti se ne volete altre. Da parte di tutti noi benvenuta, grazie e buon inizio! F/\B!O P.}
Il re dei dadi junior (Würfelkönig Junior) di HABA è uno dei giochi con cui sto giocando di più assieme a mio figlio Zeno. Creato da Nils Nilsson e illustrato da Gus Batts, è il fratellino minore de Il re dei dadi (stesso autore e illustratore), giocabile a partire dai 4 anni, fino a 4 giocatori per una durata massima di 15 minuti.
Benvenuti nel regno dei dadi! Qui si può far pratica sin da piccoli! Tutti sono in attesa della proclamazione del nuovo re e sperano di potersi fregiare del titolo di re dei dadi! Affrettati dunque a costruire un grande castello con tante torrette e abitanti. Chi possiede la manina più fortunata e riesce a completare per primo il proprio castello?

I COMPONENTI
La scatola de Il re dei dadi junior, di dimensioni 153×153×49mm, contiene:
- il regolamento (NL, EN, FR, DE, IT, ES);
- 4 dadi con facce di tre colori diversi (verde, rosso e blu) sulle quali troviamo disegnati gatti, diamanti o fiori al posto dei normali numeri;
- 4 tessere cortile a forma di pentagono;
- 40 carte raffiguranti le torri del castello;
- 4 corone di legno.
I dadi sono di legno, facilmente leggibili e di dimensioni ridotte per consentire anche alle manine più piccole di poterli lanciare tutti assieme. Le carte hanno un formato standard e raffigurano le torri del castello, che i giocatori dovranno costruire: alcune avranno alla finestra delle dame mentre altre avranno tetti colorati.
Le tessere cortile e le corone di legno sono molto resistenti, maneggiabili tranquillamente pure dai bimbi più distratti. Tutto questo è chiuso in una scatolina facilmente trasportabile anche in vacanza.

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
La preparazione consiste nel comporre il mazzo di pesca delle carte e nel distribuire una tessera cortile e una corona ad ogni giocatore. Si andrà poi a rivelare due carte torre, ognuna delle quali avrà raffigurato il pattern di dadi richiesto per essere costruita.
Il giocatore di turno avrà a disposizione due lanci di dadi, in cui potrà scegliere quali e quanti dadi rilanciare, per ottenere la combinazione richiesta per costruire una delle due torri. Nello sfortunato caso in cui il giocatore non dovesse riuscire a ottenere almeno uno dei risultati richiesti, potrà spendere la propria corona per un ulteriore lancio di dadi. Questa azione però potrà essere fatta una sola volta durante la partita: non si otterranno altre corone durante il gioco e non si possono rubare quelle degli avversari… come avrebbe voluto fare Zeno!
I turni di gioco proseguiranno finché uno dei giocatori non costruirà la sua quinta torre, vincendo così il titolo di Re dei Dadi.
Il regolamento completo de Il re dei dadi junior lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Ho comprato Il re dei dadi junior a scatola chiusa, essendo io amante dei dadi (un amore a senso unico T_T) e apprezzando il precedente Il re dei dadi: ne sono rimasta molto colpita.
I pattern rappresentati sulle carte vanno da combinazioni di due fino a quattro dadi: si tratta di combinazioni di colori oppure di figure. Questo permette ai giocatori di concentrarsi su un solo aspetto e allo stesso tempo crea più possibilità di riuscita del lancio, pur avendo una scelta limitata a due sole carte (limitazione che trovo ideale per la fascia di età a cui è rivolto il gioco).
I giocatori infatti potranno facilmente confrontare il risultato del proprio lancio con le combinazioni richieste e attuare la propria strategia per ottenere un successo.
Mentirei se vi dicessi che Zeno, quattrenne, riesce ad attuare la scelta migliore in base a probabilità e statistiche: in genere cerca di ottenere la torre con il disegno che gli piace di più, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa quando – in autonomia – ha iniziato a cambiare l’obiettivo iniziale dopo aver confrontato il risultato del primo lancio con le due combinazioni possibili.

È presente anche una variante in cui si prosegue finché tutti i giocatori non avranno completato il proprio castello. A quel punto chi avrà costruito più torri raffiguranti gechi (torri con combinazioni più complesse) sarà il vincitore.
Essendo Il re dei dadi junior un gioco di soli dadi e carte, non si può pensare che il fattore fortuna sia assente, ma le combinazioni richieste dalle carte sono studiate in modo da rendere molto bassa la percentuale dei lanci fallimentari. Allo stesso tempo la quantità di carte e la loro tipologia dà quel tocco di diversità che basta per mantenere viva la voglia di giocare.
In quanto a scalabilità, l’unica diversità che si avrà giocando in più giocatori è quella dei tempi di attesa, che saranno più lunghi pur restando nei 15 minuti dichiarati. Giocando in 2 la durata sarà inferiore a 5 minuti.
L’interazione è praticamente inesistente: le carte non hanno punteggi diversi, ma essendo presente il fattore velocità non c’è l’impressione di giocare un solitario. Giocando invece con la variante i giocatori cercheranno di realizzare più torri con i gechi, quindi ci sarà un po’ più di influenza reciproca.
Lati negativi?
L’unico lato negativo a mio avviso riguarda i tempi di attesa, che non sono eccessivamente lunghi, ma se i vostri figli, come Zeno, soffrono seduti sulla sedia – neanche il sedile fosse pieno di chiodi – non troveranno i turni degli altri giocatori così interessanti da rimanere attenti al gioco. E questo è il motivo principale per cui preferisco giocarci da sola con lui.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Zeno e gli altri bambini che hanno giocato con lui hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Il re dei dadi junior:
- a sviluppare le capacità di scelta;
- a elaborare strategie;
- a essere flessibili e gestire l’imprevedibilità;
- ad accettare la frustrazione del fallimento;
- ad aspettare il proprio turno.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
Trovo corretta l’età indicata di 4+: si può pensare di anticipare un po’, cercando di mettere in evidenza le scelte che i bambini possono fare nelle varie situazioni, ma anticipando troppo diventerebbe un semplice gioco di associazione di colori e immagini, che alla lunga potrebbe bruciare il titolo. E questo sarebbe un peccato, dal momento che ho trovato il gioco divertente e stimolante non solo per i bambini, che vi stupiranno con le loro scelte improvvisamente sempre più mature, ma anche per noi genitori, che non saremo più combattuti dal dilemma “lascio vincere o no mio figlio”, perché ci penseranno i dadi per voi!

ZENO DICE:
«Mi piace prendere tutte le torri con i tetti colorati prima della mamma!»
— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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