Fabio (Pinco11)
OFRENDA RECENSIONE
Come di sovente accade per alcune ambientazioni particolari, l’approccio ad Ofrenda (del duo Orlando Sa – che ricordiamo per Celtae e Pessoa – ed Andrè Santos, edito da Osprey Games, per 1-4 giocatori, 60′, 14+, indipendente dalla lingua) offre l’occasione per la classica ricerca su Wikipedia per scoprire (chi già non lo sapesse) che il nome fa riferimento ai piccoli altari votivi costruiti per la celebrazione del Dia de los Muertos messicano.
Siamo qui di fronte ad un puzzle game a base di carte dalla componentistica assai ‘pimpata’, con un livello di difficoltà percepita dagli utenti di BGG che si attesta su 2.2 su scala 5, quindi in linea, grosso modo, con un Calico.

OFRENDA IN POCO
L’idea di base è assai semplice, ossia in ogni turno il giocatore sceglie dall’offerta (di 4 carte) una carta da prendere in mano e tra le tre che si possiedono (due sono distribuite ad inizio partita) se ne sceglie una da collocare sulla propria scheda personale.
La cosa si ripete per ciascuno dei 12 turni e si deve cercare di collocare le carte (che una volta piazzate non si muovono più) in modo tale da rispondere ai requisiti richiesti da ciascuna (es. vicini di un certo colore o tipo). In tal caso la carta si considererà ‘soddisfatta’, si girerà sul lato opposto e produrrà punti a fine partita.

A rendere il tutto più complesso sono poi presenti dei gettoni ‘candela’, i quali propongono a loro volta requisiti e dei ‘fiori’ che si spendono per poter scegliere le carte più recenti uscite o si giocano sulla plancia a loro volta per ottenere punti.
A fine partita si procede ad una valutazione del risultato, conteggiando carte, candele e fiori.
COME SI PRESENTA OFRENDA
Già appena tolto il coperchio della scatola si comprende come Ofrenda sia stato realizzato avendo a mente il chiaro desiderio di offrire una versione, per certi versi, ‘deluxe’ del prodotto. Le schede giocatore, infatti, che in diversi altri titoli sono in cartonino leggero (servono solo per appoggiarci le carte ed i segnalini) sono invece in cartone spesso e ‘doppio’ ed offrono appositi incavi pensati per evitare che i componenti possano spostarsi. Per intuire l’attenzione dedicata faccio presente che negli spazi delle carte sono stati ricavati anche dei buchetti solo per aiutare a toglierle ..

La grafica poi è assai curata ed aiuta indubbiamente ad entrare nella logica del tema di fondo prescelto (il ‘giorno dei morti’ messicano), argomento che può risultare per alcuni ‘delicato’, ma che è reso efficacemente dalle scelte dei disegni.
Unico aspetto forse meno convincente è quello legato alle icone presenti sulle carte, che nelle prime partite possono risultare non perfettamente identificabili a colpo d’occhio. Anche qui, però, sottolineo come già alla seconda o terna partita io stesso non abbia più avuto alcuna difficoltà nella identificazione.
COME GIRA
Avendo giocato numerose partite devo dire che Ofrenda è un titolo davvero ben pensato e costruito, che si basa su poche regole, relativamente rapide da spiegare e che propone poi una sfida di composizione del ‘puzzle’ delle carte dotata di adeguata profondità. Tutto quello che si chiede, insomma, da un titolo di questa categoria.

Alla primissima partita, chiaramente, si è presi dal desiderio di soddisfare TUTTE le carte e questo può portare a momenti di classica ‘paralisi da analisi’, tuttavia già alle esperienze successive si comprende come sia possibile puntare solo su risultati ‘sub ottimali’, dovendo indirizzare la propria creatività verso la massimizzazione e non sulla ‘perfezione’.
Le prime soddisfazioni sono facili, nel senso che anche i meno esperti potranno riuscire a soddisfare i requisiti di diverse carte, tuttavia il vero e proprio ‘salto’ nei punteggi può pervenire solo se si riuscirà ad armonizzare la parte legata alla soddisfazione dei requisiti delle carte con quella delle candele e con l’uso dei fiori sulla scheda.
SENSAZIONI
La prima indicazione che vi rendo è quella legata alla scalabilità, dicendo che il gioco gira perfettamente in due, rappresentando questa conformazione l’optimum quanto ai tempi di gioco. Come ho premesso, infatti, è possibile in Ofrenda soffermarsi in certe occasioni a lungo per comprendere cosa scegliere e dove piazzare certe carte, soprattutto nelle fasi di metà partita, per cui essere in due aiuta riducendo di molto i tempi di attesa.
La versione multi giocatore, invece, offre paradossalmente migliori possibilità di massimizzare il proprio punteggio, visto che aumenta la varietà delle carte (il mazzo scala con il numero di giocatori), ma al prezzo di dover attendere di più e di non avere un pieno controllo sull’offerta (quando sta nuovamente a voi, è facile che le carte siano tutte cambiate).

L’interazione è minima (ci si portano solo via, involontariamente, carte) e riservata ai più attenti a cattivi (quelli che scelgono una carta solo per togliere all’avversario l’occasione per l’incastro perfetto).
Tirando le somme, ai miei occhi (di amante dei puzzle game) un titolo ottimo, che sintetizza anni di evoluzione dei classici titoli alla ‘sim city’. Il principali aspetti negativi li trovo quindi solo nell’accoppiata tra tema prescelto e grafica, che ho notato poter essere non gradita a tutti, e nel prezzo, che è di rilievo, per un titolo a base di carte, per quanto congruo con i materiali utilizzati.
CONCLUSIONI
Avevo adocchiato Ofrenda nel pre Essen con un puzzle game da tenere d’occhio e la prova su strada ha confermato la correttezze delle mie sensazioni. Solido, ben strutturato, gira bene ed ha piena potenzialità di accattivare i fan del genere. Piuttosto costoso, ma dotato di una componentistica indubbiamente di livello.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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