simarillon (Davide)
Bazarquatik, immergiamoci con Djeco nei misteri delle profondità, dove ogni scelta conta! si può a partire dai 6 anni, dai 2 ai 4 giocatori, in partite di 15 minuti circa. Il gioco è stato pensato da Jeaan-Jacques Derghazarian ed illustrato da Kate Read.
I materiali
Scatolina classica della Djeco con apertura scorrevole (ho perso il conto, oramai, di quante scatole di questi tipo abbiamo a casa) che contiene quarantotto carte così suddivide:
- undici carte Sub
- dodici carte Squalo
- dodici carte Anemone
- tredici carte Tartaruga
Regole che stanno in una carte con il regolamento che trova spazio in diverse lingue differenti, grammatura e dimensioni delle carte buone e nello standard con tutti gli altri giochi della di questa tipologia, disegni che fanno il loro, diciamo che i materiali sono adeguati allo scopo.

Il gioco… ovvero eccovi le regole
Inizia il giocatore più giovane che può posare una o due carte dalla propria mano, scelte liberamente, a faccia in su al centro. Le carte posate devono toccarsi ortogonalmente (orizzontalmente o verticalmente) in una griglia 4*4 seguendo anche vincoli di piazzamento: tartaruga e anemone non possono stare vicini (la tartaruga mangia l’anemone) e squalo e tartaruga non possono stare vicini (lo squalo mangia la tartaruga); inoltre non è possibile posizionare carte uguali sulla stessa riga, come sulla stessa colonna, esiste ancora la carta sub che può stare vicino a tutte e tre le altre carte, con il vincolo appena descritto. Se non è possibile posare nessuna delle due carte che si hanno in mano durante il proprio turno, si deve gridare “Bazarquatik!”:
- Il giocatore precedente prende tutte le carte presenti al centro del tavolo.
- Il giocatore ti turno tiene le due carte in mano e nel prossimo turno potrai posarne almeno una.
Dopo aver posato, pesca dal mazzo fino ad avere di nuovo due carte in mano. Il gioco termina quando le carte del mazzo sono finite e tutti i giocatori hanno finito di giocare le carte in mano; vince chi ha il maggior numero di carte.

Considerazioni Personali / Impressioni
Una griglia quattro per quattro per posizionare le nostre carte che propongono una buona sfida pur con regole davvero semplici da imparare e memorizzare, ecco Bazarquatik.
Una mossa avanti
I vincolo di piazzamento, come già scritto sopra, sono abbastanza semplici, con la Tartaruga che è la carta più difficile da avere sulla potendo stare solo vicina al Sub (lo Squalo la mangia mentre lei mangia l’Anemone) e il Sub che è il jolly che è praticamente possibile giocare sempre. Avendo due carte in mano e potendo verificare la griglia, soprattutto in due giocatore si deve guardare avanti, magari impostando la carta nella griglia di modo da non vincolarci eventuali future mosse. Chiaramente al crescere dei giocatori questo si perde un po’ dal momento che la griglia si compone più velocemente prima di ritornare al nostro turno. Comunque, un minimo di azione ponderata e valutazione (quando il piazzamento non è obbligato) va sicuramente fatto.

Uno o Due
La possibilità di giocare una o due carte apre una piccola ed interessante riflessione, la maggior parte delle volte ho notato che si tenderà a giocare una sola carta, ma è possibile che una giocata accoppiata possa mettere maggiormente in difficoltà l’avversario dal momento che al suo turno avrà maggiori vincoli di piazzamento.
Frustrazione
Uso questo termine con cognizione di causa, può essere frustante, per alcuni bambini, non avere la carta corretta da giocare, soprattutto avere questo ‘problema’ ripetutamente in partita, inoltre, può essere che già a metà partita si sappia che le nostre possibilità di vincita siano basse (se non prossime allo zero) e questo potrebbe togliere un po’ il piacere di giocare, pur considerando, comunque, che le partite sono davvero molto veloci.
Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “il mare, una volta che ammalia, trattiene per sempre una persona nella sua rete di meraviglie“, da l’esploratore ed oceanografo francese Jacques Yves Cousteau.
Ecco, quindi in elenco le cose che Letizia ha imparato (o ripassato) giocando a Bazarquatik:
- a pensare con un po’ di anticipo;
- che non ci si deve arrabbiare quando le carte e la loro pesca non è fortunata;
- a conoscere il mondo marino e l’interazione fra alcuni degli abitanti del mare.
Le età giuste per giocarci
L’indicazione della scatola di Bazarquatik è 6+, in realtà, probabilmente, per coglierne tutte le sfumature credo si debba essere un po’ più grandi, probabilmente almeno 7 anno se non 8 anni. Non perché non ci si riesca a giocare prima di questa età, ma perché alcune scelte potrebbero non essere ponderate in pieno. Non penso si possa giocare solo da adulti, ma sicuramente giocandolo con i bambini gli adulti non si annoieranno e potrebbero anzi condizionare la partita in modo velato.

In Conclusione
Bazarquatik si inserisce nei giochi di carte (numerosi) della Djeco. Formato portatile e scatolina che ci lascia una buona sfida e che si può giocare, in un tempo anche abbastanza ridotto dai due ai quattro giocatori. Carino nella costruzione della griglia 4*4 con i suoi vincoli di piazzamento, personalmente lo trovo più piacevole da giocare un due perché risulta essere un po’ più ragionato e un po’ più sfida, dove i vincoli della fortuna si fanno sentire sicuramente di meno. Funziona, comunque, anche in quattro e, quest’anno visto anche il tema, ha fatto spesso capolino sotto il nostro ombrellone durante le vacanze.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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