Scritto da:
cogo71
Quasi sei anni dopo aver scritto la recensione di Wingspan, sono qui a scrivere la recensione di Finspan la seconda re-implementazione di uno dei più chiacchierati bestsellers di sempre. Nel mezzo, ma arrivato soltanto lo scorso anno, Wyrmspan che a questo punto mi riprometto di procurarmi e di recensire, visto che manca l’articolo nei nostri archivi.
Ma andiamo con ordine: in Finspan vestirete i panni di un ricercatore marino che cerca di trovare e osservare forme di vita acquatica alle varie profondità oceaniche; i pesci che scoprirete nel corso di quattro settimane genereranno una serie di bonus man mano che vi immergerete nell’oceano.
In ogni sito di immersione dovrete cercare di accrescere la vostra collezione di pesci, di scoprire uova appena deposte e di farle schiudere per formare nuovi banchi. Il gioco è stato progettato da David Gordon e Michael O’Connell ed illustrato da Ana Maria Martinez Jaramillo e Mesa Schumacher ed è pensato per 1-5 giocatori a partire dai 10 anni. Pubblicato in origine da Stonemaier Games, è arrivato in Italia grazie a Ghenos Games, che ringrazio per avermi fornito la copia review utilizzata per questa recensione.

L’annuncio di Finspan da parte dell’eclettico Jamey Stegmaier è stato accolto dalla comunità dei gamer con molta ironia tanto che è possibile trovare in Rete un divertente video in cui lo stesso fondatore della casa editrice, commenta i meme più divertenti pubblicati sui vari social.
Al di là dei gusti e dei commenti più o meno ironici, o addirittura sarcastici, ci sono alcuni dati incontrovertibili: infatti mentre scrivo questa recensione, Wingspan occupa il terzo posto tra i titoli più giocati dalla comunità di BGG (a sei anni dall’uscita!), mentre Finspan è al diciottesimo posto. Sempre stando alla “bibbia” dei giocatori nella classifica dei più venduti Finspan è al nono posto mentre Wingspan al 22 e Wyrmspan al 23. Insomma, almeno dal punto di vista commerciale siamo di fronte ad una delle serie maggiormente apprezzate dai giocatori di tutto il mondo.
Di seguito vi lascio una piccola tabella riassuntiva che mette a confronto i tre giochi, ma vi invito a leggere tutto l’articolo per sapere cosa ne penso di Finspan e per un confronto (quasi completo) con i suoi fratelli maggiori.
| TITOLO | DESIGNER | DURATA PARTITA | DIFFICOLTÀ SU BGG | VOTO MEDIO SU BGG | POS. TRA I PIÙ GIOCATI | POS. TRA I PIÙ VENDUTI |
| Wingspan (2019) | Elizabeth Hargrave | 40’-70’ | 2.47 | 8.0 | 3 posto | 22 posto |
| Wyrmspan (2024) | Connie Vogelmann | 90’ | 2.80 | 8.0 | n.d. | 23 posto |
| Finspan (2025) | David Gordon, Michael O’Connell | 45’-60’ | 2.33 | 7.8 | 18 posto | 9 posto |
I MATERIALI
Nella scatola di Finspan troviamo 5 plance Oceano, 1 plancia Obiettivi double face (lato A per principianti, lato B per esperti) 9 tessere Obiettivo (3 per ogni settimana), 125 carte Pesce, 10 carte Pesce Iniziale, 30 Sommozzatori (6 per ogni colore: rosa, verde, bianco, nero e giallo), 90 segnalini fronte retro con un lato Uovo e l’altro Avannotto, 40 segnalini Banco, 1 segnalino Primo Giocatore, 5 schede riassuntive, 1 blocchetto segnapunti, 1 segnalino settimana, il regolamento e un regolamento per il “Nautoma” l’avversario artificiale per la versione solitario.

La produzione è sontuosa, in linea con gli altri tioli di casa Stonemaier Games. Carte robuste e con illustrazioni realistiche, segnalini in legno sagomati, cartone bello spesso e un dispenser di plastica con coperchio che consente di tenere tutto in ordine. Qui mancano le uova in resina presenti negli altri due titoli, ma la scelta, oltre che economica, si spiega anche con alcune esigenze legate alle meccaniche di gioco, visto che in Finspan le uova diventano avannotti che poi si riuniscono in banchi. Ho veramente poco altro da aggiungere se non che non riesco a trovare un reale difetto.
La grafica, sebbene la trovi meno affascinante di quella di Wingspan (probabilmente più per i soggetti ritratti) è davvero ben fatta e l’iconografia chiara e immediata. Una piccola chicca è costituita dal retro delle plance oceano che, se affiancate, formano un bellisomo planisfero fisico (vedi immagine in fondo a questa recensione).
Piacevole anche la sensazione al tatto dei materiali usati ed in particolare quella del regolamento che al pari di quello di Wingspan, è stampato su carta di grande qualità, anche se il formato è più piccolo. Le regole sono chiare ed anche il lavoro di traduzione mi pare ottimo.
COME SI GIOCA
Come accennato nell’introduzione, in Finspan impersoniamo dei biologi marini che devono catalogare le forme di vita acquatica presenti nei mari nelle diverse zone Eufotica, Disfotica e Afotica (così classificate in base alla penetrazione della luce solare) che sono fondamentali per ampliare la propria collezione di pesci, scoprire le uova deposte e far nascere nuovi avannotti. I pesci registrati forniscono bonus durante la partita al termine della quale sarà dichiarato vincitore il giocatore che avrà ottenuto il punteggio più alto che tiene conto dei pesci, delle uova, degli avannotti, dei banchi scoperti e degli obiettivi soddisfatti.
Dopo aver preparato le varie riserve, scelto il lato della plancia Obiettivi e mescolato il mazzo con le 125 carte Pesce, ogni giocatore sceglie un colore, piazza davanti a sé la plancia Oceano, che rappresenta la propria “fetta” di mare da esplorare e prende casualmente 2 pesci iniziali. Si piazzano un segnalino uovo su ciascuna casella Uovo iniziale e un segnalino Avannotto nella corrispondente casella. Quindi ognuno prende 3 carte Pesce dal mazzo, che vanno ad aggiungersi alle 2 Pesce Iniziale: queste cinque carte costituiscono la mano iniziale e vanno sempre tenute scoperte di fianco alla propria plancia Oceano.

Una partita a Finspan dura esattamente 24 turni (6 per ciascuna delle 4 settimane) e durante ciascuno di questi, i giocatori devono utilizzare uno dei propri Sommozzatori per decidere se giocare una carta Pesce o “tuffarsi” in un sito di immersione per ottenere vari bonus.
Giocare una carta Pesce
Dal punto di vista tematico equivale alla scoperta di un pesce in una zona del nostro oceano. Da un punto di vista meccanico si tratta di giocare una carta dalla nostra mano pagandone il costo. Per farlo dovremo piazzare uno dei nostri sommozzatori nel riquadro grigio in alto a sinistra della plancia Oceano e pagare il costo in carte da scartare indicato nell’angolo in alto a sinistra della carta stessa.
Le carte così scartate finiscono scoperte nella propria pila degli scarti, mentre eventuali altri costi da pagare in uova, o avannotti, vanno scartati rimettendoli nella riserva generale, dopo averli presi da una zona qualsiasi della propria plancia Oceano.
Alcune carte Pesce richiedono di “consumare” un pesce precedentemente giocato, in tal caso la carta va giocata coprendo un pesce di lunghezza inferiore presente sulla nostra Plancia.
Per piazzare un pesce, solitamente dovremo scegliere uno spazio vuoto del nostro Oceano e rispettare le seguenti regole:
- Zona – ogni pesce può essere piazzato in una (o più) zone tra le tre disponibili, come indicato dalla carta.
- Siti di immersione – i pesci la cui carta è contrassegnata con una banda colorata blu, verde, o viola, possono essere piazzati solo nel sito d’immersione del colore corrispondente. Le carte che non riportano bande colorate possono essere piazzate ovunque.
- Coprire uova, avannotti, o banchi – Se un pesce viene piazzato sopra un segnalino uova, avannotti, o banco, questi verranno spostati sopra la carta del pesce appena giocato.
- Consumare pesci – è possibile piazzare un pesce sopra un pesce più corto (controllando l’angolo in basso a sinistra della carta) sia per scelta che per soddisfare un costo. Eventuali segnalini presenti sul pesce consumato si trasferiscono sopra la nuova carta giocata. I pesci consumati rimangono sotto la carta e valgono un punto vittoria a fine partita.
Immersione
Da un punto di vista tematico equivale a studiare i pesci presenti in un preciso habitat. Per farlo bisogna scegliere una delle tre colonne della propria plancia oceano e spostare un sommozzatore dall’alto verso il basso ottenendo i bonus indicati lungo il percorso che comprendono:
- Pescare una carta Pesce
- Piazzare un uovo su un pesce presente nel nostro oceano (ogni pesce può avere al massimo un uovo)
- Far schiudere un uovo (si gira il segnalino uovo dal lato in cui è raffigurato un avannotto che esce dal guscio)
Man mano che il sommozzatore si sposta verso il basso attraversando le tre zone una alla volta, può ottenere i bonus denominati “quando attivata” (colore marrone) presenti sulle carte Pesce presenti nel nostro Oceano, oltre ai bonus presenti nel sito di immersione che però potranno essere riscossi solo se è presente almeno un pesce nella stessa colonna della zona corrispondente.
Quando un sommozzatore raggiunge i fondali possono accadere due cose:
- Se è la prima volta che un sommozzatore raggiunge i fondali di quel preciso sito d’immersione nella settimana corrente, viene piazzato nella casella bianca del fondale e ottiene il bonus corrispondente.
- Se non è il primo sommozzatore a raggiungere quel fondale nella settimana corrente, non guadagna il bonus e va piazzato nel riquadro grigio del fondale.

Quando tutti i giocatori avranno utilizzato i propri sei sommozzatori la settimana si considera conclusa e si sposta il segnalino corrispondente in avanti. Alla fine delle prime tre settimane bisogna eseguire i seguenti passi:
- Si segnano gli eventuali punti in base all’obiettivo della settimana in corso per ogni volta che si soddisfa il requisito.
- Se si sta utilizzando il lato B della plancia obiettivi, il giocatore che ha ottenuto più punti dagli obiettivi settimanali, ottiene ulteriori tre punti.
- Si recuperano tutti i sommozzatori dal proprio oceano.
- Si passa il segnalino primo giocatore a sinistra
Le regole di fatto sono tutte qui, ma vale la pena ricordare alcuni principi supplementari.
Quando tre o più avannotti si trovano nella stessa zona del proprio Oceano, si forma un banco per cui verrà piazzato il corrispondente segnalino Banco al posto dei segnalini Avannotti. Non può essere presente più di un Banco nello stesso spazio Oceano e per la stessa ragione non è possibile spostare o attraversare uno spazio con un Banco se in tale posizione ne è già presente un altro. Una volta formato un banco non può essere scisso nuovamente in avannotti.
Ogni volta che vengono pagate carte per giocare un Pesce abbiamo detto che queste vengono scartate in una pila degli scarti personale; la sua funzione è legata al bonus presente su alcune carte e evidenziato da un’icona a forma di lisca di pesce, che consente di aggiungere carte prese da tale pila.
Nella zona verticale, sulla destra delle carte Pesce troviamo le loro abilità che sono facoltative e non obbligatorie e possono coinvolgere solo il giocatore che l’ha giocata o anche tutti gli altri.
Le abilità possono essere immediate, ovvero si attivano nel momento in cui si gioca la carta; oppure possono prevedere un bonus che sia innesca solo quando la carta viene attivata (abilità con fondo marrone), ovvero quando durante un turno di immersione, un sommozzatore si sposta su tale carta; infine se l’abilità è scritta su fondo giallo si attiverà solo a fine partita.
Se è presente l’icona con più segnalini vuol dire che l’abilità può essere sfruttata da tutti i giocatori anche se chi ha giocato la carta decide di non attivarla.
I pesci stampati sulle plance Oceano sono detti pesci Foraggio: questi contano come gli altri pesci per i bonus e per gli obiettivi e possono essere consumati come gli altri.
Molti pesci accanto al nome hanno delle icone che indicano i tratti, ovvero delle caratteristiche speciali che possono essere oggetto di bonus di alcune tessere Obiettivo.

Alla fine della quarta settimana invece, si procede con la sequenza di fine partita che prevede:
- Si ottengono i punti dalle abilità di fine partita (colore giallo) dei pesci non consumati presenti sul proprio Oceano.
- Si contano i punti indicati nelle carte pesce.
- Si ottiene un ulteriore punto per ogni pesce consumato.
- Si ottiene un punto per ogni uovo ed ogni avannotto presente nel proprio Oceano.
- Si ottengono 6 punti per ogni banco presente nel proprio Oceano.
Chi ha totalizzato più punti è il vincitore della partita e in caso di parità vale chi ha conservato il maggior numero di carte nella propria mano.
Le partite in solitario contro il bot denominato Nautoma, si svolgono grossomodo come quelle in due giocatori con la differenza che Nautoma non ha una plancia Oceano propria e ha delle regole particolari per come ottiene e spende uova, avannotti, o banchi. Inoltre è possibile scegliere tra cinque livelli di difficoltà che si distinguono per il numero di punti che Nautoma ottiene dai pesci e dagli obiettivi. Per il regolamento in solitario, così come per le regole da seguire in più giocatori, il consiglio è quello di leggere attentamente il regolamento dedicato.
IMPRESSIONI
Non è la prima volta che Stonemaier Games pubblica un gioco che a prima vista sembra una parodia di un loro titolo di successo: chi si ricorda My Little Scythe, la versione per famiglie di Scythe? Un titolo “puccioso” che strizzava l’occhio al mondo dei My Little Pony e che invece si rivelò un ottimo introduttivo alle complessità di Scythe.
Ora, sulla scia del popolarissimo Wingspan e del suo recente successore Wyrmspan, la notizia di un nuovo titolo a tema ittico alla serie, ha suscitato una ridda di commenti ironici e prese in giro e la domanda che sorge spontanea è: c’era proprio bisogno di questo Finspan? Proverò a rispondere di seguito nella maniera più oggettiva possibile.
Certamente gran parte del fascino iniziale di Wingspan era costituito dalle bellissime illustrazioni delle carte, mentre come ho già rilevato sopra, i pesci non hanno lo stesso fascino, ma le illustrazioni sono di qualità analoga e, alla fine Finspan, si presenta molto bene sul tavolo e al pari del suo padre putativo, necessita di un bel po’ di spazio.
Quello che traspare sin da subito già dopo la lettura del regolamento, o la prima spiegazione, è che Finsapn è più facile da giocare: la mancanza dei gettoni cibo presenti in Wingspan è stata una semplificazione notevole ed inoltre elimina, almeno in parte la fastidiosa presenza del fattore fortuna che qui rimane legato alla pesca delle carte.
Per giocare un pesce, in Finspan, si sacrifica un certo numero di carte della propria mano, ma non saranno perse per sempre, infatti queste vengono messe nella pila di scarto privata, dove rimarranno per essere eventualmente ripescate in un secondo momento.
Un’altra semplificazione arriva dal fatto che ci sono solo due azioni: o si piazza un pesce o si esplora una sezione del proprio Oceano e questo porta quasi ad azzerare i downtime.
L’immersione di uno dei nostri sommozzatori è una delle azioni più soddisfacenti che si possa avere in un gioco da tavolo, una volta scelta la zona, si attivano la maggior parte degli effetti: i pesci depongono le uova, i piccoli si riuniscono in branchi e si mettono in salvo, nuovi pesci migrano nella vostra mano: è una bella sensazione.

Un aspetto che invece accumuna tutti i titoli della serie è la presenza delle uova: qui i pesci le depongono, ma questa volta le uova si schiudono in avannotti che potranno muoversi sul nostro tableau anche raggruppandosi in banchi. Grazie a questi piccoli twist le plance giocatore di Finspan prendono vita e sembrano più reali piuttosto che una mera collezione come apparivano nei suoi predecessori.
Nel complesso ho trovato Finspan decisamente fluido, soprattutto se confrontato con gli altri titoli della serie, ma rimane un solitario di gruppo, con scarsa interazione tra i giocatori, qui non si avverte nemmeno la sensazione del vedersi rubare una carta che avrebbe fatto comodo alla propria strategia.
A proposito di carte, le combo possibili, mi sembrano più evidenti che in Wingspan per cui alcune strategie risultano più “scriptate”, ma la sensazione di costruzione di un motore produttivo è comunque molto soddisfacente anche se più semplice da far funzionare.
Siamo quindi di fronte ad un titolo adatto ad introdurre alle meccaniche degli altri due titoli più complessi? Non direi, pur rimanendo un gioco più accessibile, non mi pare adatto a dei neofiti assoluti, anche se ha il grandissimo pregio di essere decisamente più veloce e senza downtime.
Finspan funziona grazie ad un approccio più semplice e veloce rispetto agli altri titoli della serie “span” è anche meno penalizzante o frustrante (a volte ho odiato a morte la mangiatoia lancia-dadi di Wingspan) e decisamente più veloce da assimilare.
Restituisce una piacevole sensazione grazie ad una plancia che prende vita turno dopo turno, tuttavia non è un gioco leggero: la meccanica del pesce grande che mangia il più piccolo va utilizzata con intelligenza e tempismo producendo decisioni importanti che cambiano permanentemente la strategia e alla fine premia chi ha saputo giocare meglio.

Penso di poter dire che Finspan ha davvero poco in comune con Wyrmspan, mentre qualche punto di contatto in più con il titolo che ha dato inizio a questa serie è innegabile, ma al netto del fatto che ho fatto un buon numero di partite a Wingspan (e quindi forse mi sono un po’ assuefatto), il suo successore mi sta piacendo di più, sia per la sua fluidità che per un maggiore controllo sulle strategie da adottare.
CONSIDERAZIONI FINALI
Stonemaier Games con Finspan ha presentato un nuovo engine-building, bello da vedere sul tavolo, con materiali che continuano la tradizione dell’editore statunitense restando su livelli d’eccellenza: pedine in legno sagomato, cartone bello spesso qualità delle carte superiore.
Grafica all’altezza dei predecessori anche se meno affascinante per via dell’ambientazione, non del tutto originale (c’è stato anche il recente Endeavor: Abissi Marini) ma davvero ben realizzata a cui si affianca un’iconografia molto chiara ed efficace.
Il regolamento è ben fatto, semplice, compatto e per di più stampato su una carta molto piacevole al tatto. Anche il lavoro di traduzione mi è sembrato impeccabile e pur non essendo un esperto in materia mi pare che anche la modalità solitario sia stata sviluppata molto bene.
Data la sua natura di “solitario di gruppo” il gioco scala molto bene con qualsiasi configurazione al tavolo. Il gioco rimane veloce anche in cinque anche se magari si potrebbe verificare qualche rallentamento quando i giocatori vorranno scegliere un pesce dalla propria pila degli scatti, ma nulla di drammatico.
La rigiocabilità è data dall’elevato numero di carte Pesce e se Finspan avrà lo stesso successo dei suoi predecessori, aspettiamoci delle espansioni che ne aggiungeranno di nuove rendendo questo aspetto quasi infinito.

L’utilizzo di carte bonus e delle tessere obiettivo aggiunge ulteriori livelli di variabilità, per cui i giocatori hanno molto da esplorare e ottimizzare nel corso di più partite. Vi ritroverete a scoprire costantemente nuove sinergie tra le carte e a perfezionare le vostre strategie man mano che imparerete a conoscere il gioco.
Essendo dichiaratamente un gioco ispirato al sistema di Wingspan e sfruttando un tema bene o male già visto, l’originalità non è certo il punto forte di Finspan, ma lo sviluppo delle plance giocatore risulta molto innovativo e singolare.
L’interazione è sostanzialmente assente, ma questo non impedisce al gioco di mostrare un buon lato strategico pur senza raggiungere chissà che picchi di profondità e rimane elegante e fluido grazie anche a partite veloci tanto che in una serata ce ne possono stare tranquillamente un paio.
Sebbene Finspan mantenga le meccaniche di base per la costruzione di un motore e di un tableau, che i fan dei predecessori conoscono bene, mostra un proprio carattere distinto: la gestione delle risorse e il modo in cui i pesci interagiscono con i diversi habitat (acque basse, acque aperte, acque profonde) aggiunge anche un livello strategico che non si trova nei giochi precedenti.
Il mio consiglio è quello di dargli una possibilità per capire se possa sostituire o affiancare uno dei precedenti titoli. Se invece vi avvicinate per la prima volta alla serie *span, questo Finspan non vi deluderà e mi sento di consigliarlo ad occhi chiusi.

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