simarillon (Davide)
Erickson è un editore sicuramente importante quado si parla di gioco in ambito didattico. Oggi qui a nonsolograndi, presentiamo un titolo un po’ particolare sia per contesto sia per età consigliata, ma ci è sembrato un gioco che meritasse attenzione e questo era, certamente, il posto giusto dove dargliela. Stiamo parlando di Spunti di Vista, titolo da 30-45 minuti a partita, indicato dai 12 anni (ci faremo una riflessione dopo sull’età suggerita) e giocabile in un numero di persone sostanzialmente indefinito. Il titolo è stato pensato da Barbara Laura Alaimo, mentre le illustrazioni sono di Davide Comai e il progetto grafico è di Leonardo Michelon.
I Materiali
La scatola di Spunti di Vista, in formato quadrato, contiene:
- dieci flashcard con i principi del Manifesto della Comunicazione Non Ostile;
- quaranta flashcard con attività guidate di discussione;
- istruzioni con le tecniche di discussione.
I materiali sono sicuramente promossi, per questa scatola che ha sostanzialmente solo schede. Le flashcard sono di grosse dimensioni e molto ben strutturate; inoltre hanno un’ottima grammatura.
Il gioco… ovvero eccovi le regole
Il gioco si propone i seguenti obiettivi:
- riflettere su situazioni tipiche del mondo giovanile;
- esprimere e condividere il proprio punto di vista;
- ascoltare il punto di vista altrui e rispettare le diversità;
- apprendere tecniche di discussione e saperle mettere in pratica.
Come si raggiungono questi obiettivi? Facendo DISCUSSIONE in maniera strutturata, predisponendo sia l’ambiente sia la modalità in cui deve avvenire questa discussione, che sarà, in un qualche modo, guidata dalle flashcard. Ognuna di queste contiene le informazioni al contesto, ovvero alla situazione che si vuole discutere, poi uno dei punti del decalogo del Manifesto che fa da riferimento rispetto alla situazione che si discute, la tecnica di discussione suggerita per affrontare la situazione, delle domande per dare via alla discussione, degli spunti per concludere e… ampliare la riflessione più un suggerimento per il finale, ad esempio per raccontare un’esperienza simile che è stata vissuta.

Considerazioni Personali / Impressioni
Faccio difficoltà a definire Spunti di Vista un gioco nel concetto più tradizionale del termine, eppure mi sono sentito dei presentarlo qui su Giochi sul Nostro Tavolo, in questa rubrica, perché mi sembra sia un contesto perfetto in cui si possa inserire.
Parole non O_Stili
Il progetto Parole O_Stili è nato a Trieste nell’agosto del 2016 e ha l’obiettivo di responsabilizzare e educare gli utenti della Rete a scegliere forme di comunicazione adeguate, diffondendo pratiche virtuose della comunicazione in Rete e promuovendo la consapevolezza delle responsabilità individuali. Riassumendo in breve quanto scritto nel regolamento del gioco, mi piace sottolineare la grande importanza che viene data alla comunicazione e il fatto che si cerchi di responsabilizzare le persone sul fatto che le parole sono importanti strumenti che usiamo per relazionarci con chi ci sta attorno.

Il Decalogo
Qui riporto il decalogo completo, così che ognuno possa riflettere sui punti che sente più propri o su quelli che fa più fatica a mettere in pratica (con Lorenzo abbiamo anche fatto questo ragionamento).
- Virtuale è reale
- Sì è ciò che si comunica
- Le parole danno forma al pensiero
- Prima di parlare bisogna ascoltare
- Le parole sono un ponte
- Le parole hanno conseguenze
- Condividere è una responsabilità
- Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare
- Gli insulti non sono argomenti
- Anche il silenzio comunica
Il punto forse per me più interessante è quello che “LE PAROLE HANNO CONSEGUENZE”, mentre quello su cui, personalmente, faccio più difficoltà è l’ultimo; nel tempo mi sono ammorbidito, ma sono pur sempre nato nel segno zodiacale dell’Ariete e “devo dire (a volte) ancora un po’ troppo impulsivo”.
Le tecniche di Discussione
Il manuale ci consiglia diverse tecniche di discussione, ovvero:
- I sei cappelli con cui pensare;
- Opinion Continuum;
- Cerchi Concentrici;
- Fishbowl;
- Save the last word for me.
Personalmente amo molto la tecnica dei sei cappelli con cui pensare, perché ci obbliga a metterci in prospettive fuori dalla nostra zono di comfort. Il sociologo Edward De Bono elaborò la teoria del pensiero laterale, che rappresenta un modo diverso di affrontare i problemi, che scarta idee preconcette e cliché a favore di nuovi modi di organizzare i concetti e affrontare i problemi, al contempo favorendo l’abilità di pensare in modo creativo e fuori dagli schemi. Oltretutto è molto interessante l’obbligo di far cambiare il cappello all’interno della stessa discussione.

L’altra tecnica che mi piace (e che non conoscevo) è quella del fishbowl. Interessante, perché obbliga a metterci nei panni di ascoltatori attivi e, allo stesso tempo, ci fa interpretare due ruoli primari, con lo switch o ancora più interessante con il Tap.
Qui trovate il PDF completo per chi vuole sapere qualcosa di più sulle tecniche di discussione.
Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita e che “l’idea che si possa dire qualsiasi cosa non significa necessariamente che si sia obbligati a farlo. La libertà comporta responsabilità enormi, e questo è un aspetto che sfugge ai più”, Pagani & Caluri” dai fumettisti Emiliano Pagani e Daniele Caluri.
Ecco, quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Spunti di Vista:
- a esporre le proprie idee;
- a confrontarsi e a rispettare le idee degli altri, specie se sono diverse dalle nostre;
- diverse tecniche di discussione;
- l’importanza che può assumere ogni singola parola.
Le età giuste per giocarci
Tema discretamente difficile! L’utilizzo della rete avviene (purtroppo) sempre prima e spesso anche in modo inadeguato da parte dei piccoli fruitori (a quando una normativa che provi a regolamentarlo meglio?). L’approccio a essa è quindi sempre più veloce. La scatola suggerisce i 12 anni, ma penso che, specie alcuni temi, si possano (debbano?) affrontare anche un po’ prima.


In conclusione
“Spesso interpretiamo il mondo che ci circonda sulla base del nostro background sociale e culturale, dei nostri valori e delle nostre esperienze. Per questo motivo la stessa situazione può essere osservata sotto diversi punti di vista, e non è detto che debba essercene necessariamente uno corretto e uno sbagliato”, dal manuale di gioco. Con queste flashcard si cerca di far capire l’importanza delle parole e quanto la RETE sia comunque un luogo virtuale con forti influenze e riflessi sul reale.
Strumento che consiglio sicuramente a chiunque si occupi di educazione!
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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