White Winston
Esiste un gioco che è stabilmente in vetta alla classifica wargame di BGG, e in top 10 dei tematici, nonché di quella generale, da ormai più di 10 anni: War of the Ring. Il celebre wargame a tema Signore degli Anelli non fa più molto parlare di sé, a causa della scarsa reperibilità del gioco e del tempo passato, eppure rimane lì in vetta, sostenuto da pletore di fan.
Ecco che allora i suoi autori (italiani!) decidono di riportarlo in auge con un reskin a base di Dune, che più attuale non si può, rinfrescandone tutte le regole, per renderlo maggiormente al passo con i tempi e per correggere eventuali sbavature della versione precedente.
Io non ho mai avuto il piacere di giocare a War of the Ring… ma appena ho intravisto la possibilità di provare questa “nuova edizione”, mi ci sono fiondato sopra, con un hype che non vi dico.

DUNE: LA GUERRA PER ARRAKIS
Dune: la Guerra per Arrakis è un gioco competitivo di Francesco Nepitiello e Marco Maggi (War of the Ring) per 1-4 giocatori, durata 120 minuti, edito nel 2024 da CMON Global Limited e localizzato nello stesso anno da Asmodee.
Il gioco è una specie di reskin in chiave Dune, rinnovato e rinfrescato anche nelle regole, del celebre War of the Ring. Si affronteranno su Arrakis le due celebri fazioni degli Atreides, fiancheggiati dai nativi Fremen, contro la casata Harkonnen, aiutati dalla casata Corrino.
Il gioco è uno wargame ibrido, che pende dal lato american, a base di controllo mappa, gestione carte, selezione azioni per mezzo di dadi e combattimenti (sempre con un classico sistema dadi+carte).

GRAFICA E MATERIALI
L’impatto sul tavolo di Dune: la Guerra per Arrakis è qualcosa di veramente spettacolare! Il tabellone è immenso e le miniature fanno il loro porco lavoro, con i vermoni delle sabbie che spuntano qua e là pronti a “papparsi” le gustosissime mietitrici Harkonnen. Molto belli anche gli Ornitotteri e le Ali Trasporto, che svettano grazie ai classici piedistalli trasparenti. Il sistema delle basette di forma diversa non sempre riesce a garantire la piena leggibilità… ma è anche vero che era l’unico espediente per massimizzarla più possibile.
La grafica punta tutto sul mega tabellone, dove Arrakis è rappresentata in tutta la sua desolante “sabbitudine”, interrotta solo dal blocco montuoso centrale.
Entusiasmo a parte, il gioco è ottimamente prodotto sotto ogni profilo, sia grafico, che di materiali. Oltre alle numerosissime miniature, carte, plance, dadi e segnalini completano la folta schiera dei materiali a disposizione.

L’unica cosa davvero fastidiosa (ma tanto!) è che la scatola, seppur grande e capiente, non riesce a contenere tutto il materiale una volta sballato e imbustato (parlo delle carte). Infatti, i pratici inserti in plastica impilabili e inscatolabili, occupano poi tutto lo spazio disponibile e, tanto per farvi capire, sono stato costretto a tenere fuori dalla scatola un intero mazzo di carte! E sfido chiunque di voi a dirmi come fare a infilarlo dentro, senza demolire tutti gli inserti (che vorrebbe dire tenere le miniature a giro per la scatola, col rischio di danneggiarle).
Termino con una nota positiva sulla copertina, che ha una grafica leggibile in entrambe gli orientamenti (ruotandola di 180°), per rappresentare le due fazioni opposte del gioco.

REGOLAMENTO
Dune: la Guerra per Arrakis è un gioco per giocatori esperti e lo si capisce subito dalla mole di regole, comunque ben riassunte e spiegate dal ricco manuale in dotazione.
Impossibile, e forse anche inutile, riassumervi qui le regole. Come al solito, scriverò di seguito giusto qualche concetto chiave che governa un po’ tutto il gameplay:
- Dadi azione: la selezione azioni in Dune: la Guerra per Arrakis avviene tramite lancio di dadi (gli Atreides ne lanciano sempre 4, gli Harkonnen un numero variabile in base alla raccolta di spezie e all’appoggio delle gilde spaziali). Questo, da una parte rende un po’ più incerto ogni turno, dall’altra vi sono comunque dei meccanismi di compensazione che tendono a distribuire più possibile i dadi tra le azioni.
- Dadi combattimento: i combattimenti si svolgono nella maniera classica, mediante lancio di dadi. Attaccante e difensore lanciano i dadi in base alle truppe coinvolte (massimo 6) e contano i colpiti, i gli scudi (che neutralizzano un colpito ciascuno) e le rose dei venti. Queste ultime acquistano significato solo a seconda di eventuali comandanti coinvolti nello scontro.
- Uso delle carte: le carte possono essere sempre scartate per aggiungere dadi al combattimento (una carta, un dado) oppure usate utilizzando un qualsiasi dado azione, per svolgere l’azione speciale stampata su di essa.
- Movimento: se normalmente le legioni si muovono di un territorio, gli Atreides possono sfruttare i vermi per surfare sulle sabbie e coprire grandi distanze, mentre gli Harkonnen possono usare i temibili ornitotteri per spostarsi all’interno di un settore di due territori, sorvolando qualsiasi eventuale impedimento.

PRO
- Dune: la Guerra per Arrakis è un gioco complesso e sfaccettato, ricco di possibilità in termini di carte e poteri legati ai modelli (numerosi sono anche i comandanti con specifici poteri), che garantisce una certa profondità e longevità, oltre che alla possibilità di elaborare strategie e mettere in atto veri e propri colpi di scena (gli Atreides hanno accampamenti e unità nascoste, che si rivelano solo nel momento in cui gli Harkonnen li ingaggiano o decidono di pattugliare con gli ornitotteri);
- Le due fazioni sono completamente asimmetriche, con gli Atreides che punteranno su strategie di dispersione, accerchiamento e focus con attacchi mirati su obiettivi ben precisi, mentre gli Harkonnen potranno contare su maggiori rinforzi, seppur più concentrati e lenti a muovere, su più obiettivi sparsi un po’ su tutta la mappa e sull’aiuto di un maggior numero di azioni ogni turno. Questo garantisce, nell’assoluto equilibrio, la necessità di elaborare strategie molto diversificate, riuscendo a soddisfare anche palati scafati nel genere wargame;
- Una volta conosciute le regole, il gioco si intavola e si conclude in meno di 3 ore, che è un buon tempo considerato il genere. Inoltre, anche i turni scorrono via rapidi, grazie a un sistema di selezione azioni e risoluzione piuttosto fluido;
- Se apprezzate l’universo di Dune, ritroverete tanti degli aspetti più iconici del libro/film, associati a meccaniche assolutamente calzanti che aiutano a calarsi nell’ambientazione.

CONTRO
- La mappa gremita di modelli non è sempre leggibile a una prima occhiata. Le basette con forme geometriche diverse e i colori aiutano… ma non sono risolutivi quando cominciano a esserci tanti modelli tutti ammassati. D’altro canto, il tabellone è davvero immenso e sarebbe stato impensabile pensarlo ancora più grande di così. Inoltre, una manciata di miniature per indicare gli accampamenti e le città sarebbero stati sicuramente di grande aiuto. I token piatti e piccoli sulla mappa tendono talvolta a sparire tra le miniature;
- La scatola non contiene tutti i materiali una volta imbustate le carte. Resta fuori almeno un mazzo di carte… e non è poco! Veramente nel 2024 ancora non è possibile tenere in conto questo aspetto quando si progetta una scatola e i suoi inserti?!?
- L’ambientazione, seppur molto attuale, rischia di essere più di nicchia rispetto ad altre e, se non siete un minimo immersi nell’universo di Dune, rischierete di perdervi un po’ tra nomi impossibili da pronunciare e denominazioni non semplici da ricordare, impastando un po’ l’esperienza di gioco.

PECULIARITÀ
- Il titolo premia sicuramente strategia e tattica nell’assegnare la vittoria anche se, da buon ibrido con anima american, presta comunque il fianco a tiri di dado fortunati, sia per la scelta delle azioni che per i combattimenti. Nel complesso però non mi sentirei di dire che questo sia sempre determinante;
- Dune: la Guerra per Arrakis è il classico gioco che richiede qualche partita per essere capito e compreso appieno. Le due fazioni sono fortemente asimmetriche e hanno bisogno di essere comunque conosciute entrambe per capire quali mosse fare e quali aspettarsi dall’avversario;
- Oltre a War of the Ring, l’esperienza che restituisce il gioco assomiglia a quella di Star Wars Rebellion (seppur con meccaniche piuttosto diverse). La differenza tra i tre titoli la fa però soprattutto l’ambientazione che, più riuscirà a inzupparvi nel contesto come un biscotto nel caffèllatte, e più vi alzerete appagati a fine partita;
- Dune: la Guerra per Arrakis è un gioco maggiormente fruibile in due giocatori, anche se può essere godibile anche in quattro giocatori, grazie alla possibilità di dividere in maniera verticale le azioni e le casate da controllare (non è però la sua configurazione migliore).

CONCLUSIONI
Dune: la Guerra per Arrakis è un gioco che restituisce il suo massimo in due giocatori (anche se in quattro rimane godibile), con un impianto regolistico piuttosto articolato e complesso e improntato sul genere wargame asimmetrico, con target giocatori esperti.
Esiste anche una versione in solitario con automa che però non ho provato; nonostante sia amante dei solitari non mi piacciono gli automi nei giochi ibridi o american, dove ritengo che la presenza di “persone” sia fondamentale per restituire il giusto flavour alla partita.
L’esperienza che restituisce sarà tanto più memorabile tanto più siete conoscitori dell’universo di Dune. Se Dune per voi è solo una montagna di sabbia, nonostante sia un ottimo gioco di scontri con un gameplay fluido e teso, probabilmente non riuscirete ad apprezzarlo fino in fondo. Al contrario, ogni partita potrebbe essere un pezzo del vostro personale libro/film, dove mettere in scena epici sabotaggi alle mietitrici, voli iconici con gli ornitotteri e attacchi brutali dei giganteschi vermi delle sabbie.
Il gioco in sé, al di là dell’ambientazione, rimane un ottimo wargame asimmetrico, tutto sommato abbastanza rapido (difficile andare oltre le 3 ore) e con turni fluidi, una volta assimilate bene le regole (compito non immediato).
Io ne ho apprezzato particolarmente gli aspetti strategici, legati a doppia maglia ai colpi di scena offerti dalle carte e dai tiri di dado, portatori sani di alea (non così impattante come si possa pensare), e alle sfaccettature delle due fazioni asimmetriche, in grado di ricreare l’essenza del loro stile di combattimento e presenza su Arrakis.
Personalmente, se devo intavolare uno wargame da due giocatori, continuo a preferirgli Star Wars Rebellion (non faccio il confronto con War of the Ring perché non l’ho mai provato) perché, a parità di meccaniche e sistema di gioco che funzionano bene in entrambi i titoli, mi sento molto più legato e appagato dall’ambientazione. Di Dune ho visto i due ultimi film ma faccio fatica a ricordarmi (ad esempio) i nomi propri di tutti i personaggi (dei personaggi di Star Wars potrei dire anche il colore degli occhi…). Ma questo, come potrete ben capire, è una valutazione molto soggettiva che lascio a voi.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore, fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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