Simone M.
Getta l’esca e pesca è un gioco di card collection competitivo per 2-4 giocatori dai 5 anni in su creato da Gianluca Daffi e edito da Erickson (casa editrice specializzata nei giochi educativi) che ringraziamo per la copia review utilizzata per questa recensione.
Il gioco fa parte della collana “Giocare per crescere”.
In Getta l’esca e pesca i nostri piccoli ludomaniaci saranno pescatori intenti a riempire il proprio “cesto” immaginario di carte pesce colorate. Su ogni carta pesce è presente un numero che è sia la “forza” del pesce che anche il valore in Punti Vittoria da assegnare a fine partita. Giochino un po’ caotico, ma estremamente piacevole, rigiocabile e – grazie alle dimensioni contenute della scatola – portatile.
Diamo una sbirciata sotto il coperchio e poi ci si rivede per le conclusioni finali.

I. Componenti
La scatola contiene 4 plance di gioco che ricordano tre piccoli pontili su cui andremo a piazzare la sequenza di carte raccolte. I restanti componenti sono appunto carte divise in Carte Amo con Esca (14), Carte Pesce da 1, 2 e 3 Punti (14), Carte Strappo (6) e infine Carte Tiro (26). A parte le plance, pieghevoli, che vanno riposte con cura, il cartone utilizzato è di buona grammatura e sembra resistente. La resistenza è la qualità che serve in Getta l’esca e pesca, come adesso vi illustrerò.
Distribuite una plancia a tutti i partecipanti, le carte vengono dapprima mescolate e poi sparpagliate al centro del tavolo, coperte.

II. Come si gioca
Il gioco si svolge simultaneamente e si usa una sola mano. Tutti i giocatori cercano carte nel mucchietto centrale e le piazzano sui propri pontili, provando a rispettare questa sequenza: Amo con Esca + Pesce + un numero di Carte Tiro pari alla forza del pesce. Se qualcuno pesca una Carta Strappo può giocarla contro un avversario per fargli rigettare nel mucchio una sequenza di carte in costruzione. Quando un giocatore completa una sequenza, allora la prende e la pone nella sua riserva (il suo cestino immaginario e nessuno può toccarla).
Alla fine si contano i punti solo delle “sequenze corrette”: chi ha più punti vince.

III. Riflessioni da… nonsolograndi
Premetto che in un passaggio iniziale del piccolo regolamento contenuto nella scatola, la stessa casa editrice fa un’ampia analisi di gran parte degli aspetti che vi andrò a declinare in seguito. L’autore Gianluca Daffi è un docente universitario esperto in psicologia dell’età evolutiva.
REGOLAMENTO
Scritto bene, compatto, ci sono tanti esempi: non dà adito ad alcun dubbio.
COSA SI IMPARA DA QUESTO GIOCO
Citando lo stesso professor Daffi, le competenze esecutive di questo gioco sono 3: Attenzione, Memoria di lavoro (che è la capacità di tenere a mente informazioni legate a un’attività e al tempo per svolgerla) e infine Autocontrollo emotivo (ovvero la capacità di modulare le proprie emozioni in gioco per evitare che siano d’ostacolo).
LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
La scatola riporta da 5-99: OK!
IN QUANTI CI POSSO GIOCARE
Funziona bene anche con la capienza massima: ovviamente più mani che armeggiano al centro del tavolo causeranno un po’ più di confusione, quindi occhio a mantenere l’intensità della ricerca sotto controllo.

IV. Conclusioni
Getta l’esca e pesca è un piacevole filler adattissimo per darsi la buona notte oppure da portare in vacanza. Non è un banale gioco di “cattura”, ma un vero e proprio card-collection, la cui componente fortunosa e caciarona lo rende interessante e per nulla noioso. Le mani si incrociano sul tavolo e la ricerca è frenetica. A casa ha messo d’accordo sorellona di 7 e fratellino di 4 e mezzo, anche se l’effetto delle Carte Strappo va gestito con un po’ di distensione e ironia, per evitare di rovinare il clima al tavolo. Approvato dalla famiglia!
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