simarillon (Davide)
Cat in the Box, è un gioco di trick-taking del giapponese Muneyuki Yokouchi illustrato da Osamu Inoue, da giocare da 2 a 5 giocatori della durata compresa tra i 20 minuti e i 50 minuti, l’età che compare sulla scatola è 10 anni, come età consigliate per iniziare a giocare a questo gioco. il gioco è molto liberamente ispirato al Paradosso del gatto di Schrödinger ed è stato recentemente aggiunto all’ottimo catalogo di Lucky Duck Games.
Cat in the Box è un insolito esperimento scientifico… o per meglio dire, un gioco di presa quantistico in cui dichiari il colore della carta solo dopo averla giocata. Ogni combinazione di colori e valori può esser giocata solo una volta: fai attenzione a non creare un paradosso! I soggetti dovrebbero essere tenuti individualmente in un recipiente a forma di scatola che non possa essere osservato dall’esterno. Tranne che durante l’esperimento, evitate tassativamente di tenere più esemplari nella stessa scatola, meglio non ne scopriate gli effetti.

I materiali
La scatola, particolare, di Cat in the Box, di dimensioni contenute, contiene:
- quarantacinque carte Gatto (cinque serie da 1 a 9);
- quattro carte Ricerca;
- una plancia Ricerca;
- cinque plance Giocatore;
- sessanta segnalini giocatore, dodici di ciascun colore/forma;
- quattro segnalini osservazione a forma di faccia di gatto, neri;
- un taccuino Risultati Esperimento.
Materiali che fanno il loro: le plance dual-layer (giocatore e soprattutto ricerca) sono assolutamente indispensabili, i disegni sono particolari, ma perfettamente in tema, i segnalini giocatore sono anche questi perfettamente in tema (dal profilo di Saturno alla Beuta Graduata) e il regolamento è TOP, rimandando a costantemente alla supposta ambientazione, rendendone così molto divertente la lettura.

Il gioco … ovvero eccovi le regole
Ad ogni giocatore vengono distribuite dieci carte, i giocatori ne scartano uno e sanno che giocheranno, al massimo otto delle carte in mano. Dai tre giocatori in su ognuno scommette sul numero di prese che effettuerà. Si inizia a giocare dichiarando il colore del gatto, infatti le carte hanno un numero assegnato ma con nessun colore, fino quando non vengono giocate, gli altri giocatori rispondono al colore o ‘dichiarano’ di non avere carte di quel colore (che quindi non potrà più essere giocato in nessuno dei turni futuri) e scelgono uno degli altri colori sulla plancia, con l’accortezza che il rosso è il seme dominante e quindi vince sempre la presa, i giocatori mettono uno dei propri segnalini sulla Plancia Ricerca, bloccando, di fatto, la combinazione numero/colore
Al termine della manche si conta un punto per ogni presa, ma, soprattutto, se si è puntato sul numero giusto di prese si fanno i punti per il più grande agglomerato di propri segnalini sulla plancia.
Il round può terminare prima qualora non sia, per un giocatore, possibile giocare nessuna combinazione? In questo caso si è causato un paradosso, la manche sarà invalida e il giocatore che ha causato il paradosso perderà i punti accumulati durante il round.
La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “la vita non ti dà le persone che vuoi, ti dà le persone di cui hai bisogno: per amarti, per odiarti, per formarti, per distruggerti e per renderti la persona che era destino che fossi” da Albert Einstein.
Ecco, quindi, in elenco le cose che si possono imparare a Cat in the Box:
- a conoscere il paradosso del gatto di Schrödinger e, se si ha voglia, a conoscere un minimo di basi di fisica quantistica;
- che un gioco eterno, come la briscola, può avere sfaccettature che lo rendono appetibile anche ed ancora oggi;
- che si può vincere perdendo;
- la bellezza dei giochi di trick-tacking o giochi di presa.

Considerazioni Personali / Impressioni
Da italiano, e ancora più da piemontese amo molto i giochi di prese (qui in Piemonte i Tarocchi sono un bellissimo gioco di prese, così per fare un esempio, con cinque semi e qualche particolarissima regola che se vi interessa potete leggere qui). Bene! La sfida di presentare un gioco di prese interessante è quindi alta e chissà se Cat in the Box è riuscito a convincermi o meno?
Il Twist … ovvero una carta senza seme
L’idea assolutamente geniale è non avere un colore associato ad una carta, ma ogni carta è del colore che si dichiara, il primo giocatore ‘sceglierà il seme’ e gli altri possono ribattere con un numero dello stesso seme, oppure dichiarare di non avere più quel seme (e quindi non potranno più giocarlo) e scegliendo, invece, il seme da giocare, compreso il ‘rosso’, che è la briscola del gioco. Si deve valutare molto bene quando rinunciare ad una giocata su un colore, sia per fare la presa, sia, eventualmente, per evitarla. A me questo meccanismo è piaciuto davvero tantissimo e l’ho trovato una cosa non vista, originale, e ben pensata.

2-5 giocatori
Il numero consigliato di giocatori è da 2 a 5, con delle regole adattate per le partite a due giocatori. Cat in the Box funziona in tutte le configurazioni? In due il gioco è molto differente (… si gioca quasi a perdere), mentre in tutte le altre configurazioni si comporta bene (od ottimamente) a seconda del numero di giocatori, forse in tre risulta un poco più difficile creare un paradosso mentre in cinque è un po’ più facile, ma direi che la plancia dimensionata sul numero di giocatori aiuta e rendere piacevole in gioco in tutte le sue configurazioni. Personalmente, avrei creato anche delle plance con numeri non consecutivi per un gioco ancora un poco più strategico … considerando che già così, comunque, il gioco piace dai neofiti ai giocatori esperti.
La Scommessa
L’idea di provare a dire quante prese si effettueranno è interessante per due motivi collegati, si può provare a fare dei punti anche con una mano di carte non particolarmente fortunata e soprattutto indirizzerà un pochetto la nostra strategia di gioco, portandoci o a forzare delle prese o a cercare di non farle; inoltre, si potrà anche valutare quale sia la tattica sulla singola manche dei nostri avversari, rendendo il gioco ricco di ulteriori sfumature che lo rendono ancora più interessante.
Il Paradosso
Come scritto appena sopra nelle regole il PARADOSSO fa terminare immediatamente la partita, penalizzando, e non di poco chi ha creato il Paradosso, ovvero non è stato in grado di giocare nessuna delle carte che ha in mano. A seconda dei gruppi di gioco, soprattutto in quattro o in cinque giocatori, il round può terminare con una certa frequenza con un paradosso; questo potrebbe anche sembrare un po’ un problema di design, mentre per me è un aspetto molto interessante in quanto è molto importante valutare quando giocare per primi, di modo da avere più possibilità di evitare il paradosso e contestualmente è sempre utile verificare quali carte hanno giocato i nostri avversari e quali abbiamo noi, di modo da metterci al sicuro dal creare il paradosso e, nuovamente, legandoci all’idea della scommessa di prima.

In Conclusione
Geniale! Un gioco che gli amanti del trick-tacking non devono assolutamente farsi scappare, e che tutti, comunque, dovrebbero provare almeno una volta… ne avevo letto molto bene (affiancato spesso alla parola inglese CLEVER, che gli rende giustizia), le aspettative erano alte – che è il modo migliore per rimanere delusi – e devo dire che ne sono stato assolutamente conquistato e non esito a metterlo nel mio podio dei giochi che fanno del trick-tacking la meccanica principale.
Lo ripeto MUST HAVE!!! E per chi avesse qualche dubbio ecco un elenco di premi vinti dal gioco negli ultimi anni:

Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale ed intellettualmente onesta.
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