Scritto da:
cogo71
Questa volta vi porto la recensione di Radlands, gioco di carte per 2 (e solo 2) giocatori, protagonista di una fortunata campagna Kickstarter del 2021 di Roxley Games che convinse oltre 9000 giocatori a finanziare il progetto. Oggi arriva in italiano grazie a Lucky Duck Games (che ringrazio tantissimo per la copia review concessa) che ne ha curato la localizzazione.
L’ambientazione è post-apocalittica e ricorda tantissimo la serie cinematografica di Mad Max, infatti in Radlands, interpreteremo il leader di un gruppo di sopravvissuti che lotta per proteggere i propri accampamenti da feroci tribù rivali, inoltre la risorsa principale del gioco è l’acqua che deve essere spesa per giocare carte personaggio ed eventi e per utilizzare le abilità delle carte già presenti sul tavolo. Quando tutti gli accampamenti vengono distrutti, la partita è persa.

Il gioco ideato da Daniel Piechnick e illustrato dal trio composto da Lina Cossette, Damien Mammoliti e Manny Trembley è consigliato a partire dai 14 anni e la durata delle partite varia tra 20 e 40 minuti.
I MATERIALI
La scatola di Radland è decisamente fuori standard: misura circa 18cm X 4cm X 10cm e si fa notare soprattutto per l’illustrazione di copertina con la silhouette di un punk che si staglia sullo sfondo bianco. Essendo un gioco di carte tout court all’interno troviamo quasi esclusivamente carte 63mm x 89mm di buona fattura anche se credo sarà inevitabile imbustarle se volete evitare di rovinarle. A tal proposito però sappiate che se deciderete di proteggere le carte, queste non entreranno più nella scatola a meno di qualche compromesso (come ad esempio rinunciare all’inserto interno in cartoncino).
Il mazzo di pesca di Radlands è formato da 46 carte Personaggio e 20 carte Evento, a cui si aggiungono 34 carte Accampamento, 2 carte Silo d’Acqua, 2 carte Razziatori e 2 carte “aiuto giocatore”. La dotazione del gioco è completata da 6 gettoni Acqua con sfondo bianco e 6 gettoni Acqua extra con sfondo nero in cartone bello spesso.
Il regolamento ha un formato molto caratteristico (landscape) dettato dalle particolari dimensioni della scatola del gioco, però risulta organizzato molto bene anche se il font utilizzato è piuttosto piccolo e avrei preferito fosse un paio di punti più grande. Vi troverete però tutto il necessario, compresa un’ampia sezione di FAQ suddivisa per tipologia di carte.

Ritengo la grafica di questo Radlands davvero superba: in particolare la scelta dei colori trovo sia originale e di grande effetto con il ciano e il magenta che la fanno da padroni senza risultare stancanti per la vista. Le illustrazioni delle carte, in stile fumetto, sono dettagliate e ben caratterizzate e offrono un bel contrasto con la pulizia degli altri elementi grafici. Ben leggibile il testo presente su alcune carte, mentre le icone, seppur facilmente distinguibili tra loro, non sono di immediata interpretazione. Fortunatamente sono solo 8 in tutto il gioco e quindi si memorizzano facilmente già durante la prima partita.
Credo sia stato fatto un lavoro eccellente sia per quanto concerne l’aderenza al tema, sia l’usabilità delle carte, un esempio certamente da seguire.
COME SI GIOCA
Come già accennato, in Radlands, i giocatori riceveranno tre accampamenti unici da proteggere, contestualmente si vince distruggendo tutti e tre gli accampamenti dell’avversario. La risorsa principale del gioco è l’acqua che verrà utilizzata per giocare carte personaggio e carte eventi oltre che per utilizzare le abilità delle carte già presenti sul tavolo. I personaggi proteggono i vostri accampamenti e forniscono abilità particolari, mentre gli eventi sono potenti effetti che però richiedono tempo prima che diano i propri frutti. I giocatori pescheranno le carte dallo stesso mazzo comune. Tutte le carte nella mano dei contendenti possono essere giocate al tavolo, oppure scartate per ottenere effetti “rottamazione” immediati.
Quello che segue è un estratto del regolamento che può fornire un’idea del flusso di gioco, ma non spiega in dettaglio tutte le regole, per cui si raccomanda di leggere attentamente il libretto presente nella scatola.

In Radlands avremo a che fare con 3 tipi di carte differenti:
- Accampamenti: queste carte hanno un bordo nero e possono avere una o più abilità e/o tratti, inoltre riportano un certo numero di carte da pescare ad inizio partita.
- Personaggi: hanno il bordo bianco e vengono piazzate davanti agli accampamenti a protezione degli stessi. Hanno un costo in acqua, un effetto rottamazione e una o più abilità e/o tratti.
- Eventi: hanno il bordo a strisce gialle e nere, un costo in acqua, un effetto rottamazione, un effetto evento e un’icona a forma di bomba numerata che determina a quale livello va collocata la carta sulla coda Eventi, quando giocata.
A questi 3 tipi si aggiungono i Punk, ovvero un Personaggio a tutti gli effetti, ma privo di abilità ed è rappresentato da una carta girata con il dorso verso l’alto (praticamente è sempre possibile pescare una carta dal mazzo comune senza guardarla e usarla come Punk).
I tratti delle carte citati poco sopra, possono trovarsi su Accampamenti e Personaggi e sono sempre indicati con parentesi quadre verdi su sfondo bianco; sono sempre attivi sui personaggi non danneggiati e sugli Accampamenti (anche se danneggiati) finché non vengono distrutti.
Il setup dell’area di gioco prevede di pescare 6 carte dal mazzo, posizionare i 3 accampamenti a faccia in giù nell’area di gioco lasciando uno spazio per 2 carte davanti a ogni accampamento, dove verranno giocate le carte personaggio durante la partita. Quando entrambi i giocatori sono pronti si girano gli accampamenti a faccia in su. Successivamente si prende una carta Silo d’Acqua e una carta Razziatori e si piazzano nella propria area di gioco insieme a una scorta di 3 dischi d’acqua. Per finire si pesca un numero di carte nella propria mano pari alla somma totale delle carte mostrate nei rettangoli neri sugli accampamenti.

Le partite di Radlands sono organizzate in turni durante i quali i giocatori si alterneranno svolgendo tutte le loro azioni. Ogni turno prevede tre fasi:
- Eventi – Se si possiede un evento in cima alla coda degli eventi lo si risolve e si scata, quindi si fanno avanzare le eventuali altre carte evento di una posizione.
- Raccolta – Si pesca una carta dal mazzo e si raccolgono i 3 dischi d’acqua da utilizzare in questo turno.
- Azioni – Si mettono possono svolgere le seguenti azioni quante volte si vuole e in qualsiasi ordine:
- Giocare una cartaPescare una cartaRottamare una cartaPrendere Silo d’Acqua
- Usare un’abilità
Da notare che alcune carte e alcune abilità non hanno un costo in termini di acqua per cui una volta giocate devono essere contrassegnate con un segnalino acqua extra (uno di quelli con sfondo nero) per segnare che sono state usate per quel turno. Terminate le azioni, tutti i dischi d’acqua (anche eventuali dischi d’acqua extra) vengono riposti nelle rispettive scorte.
Quando si gioca un personaggio questo va collocato davanti ad uno dei nostri accampamenti (anche se distrutto) pagando il costo in acqua. Il turno in cui si gioca un Personaggio questo non è “pronto” (lo sarà al turno successivo). Se giochiamo un Personaggio nella colonna dove ne è già presente uno, si può scegliere se collocarlo davanti o dietro a quello già presente. Se tutte le colonne sono piene è sempre possibile distruggere un personaggio per fare posto al nuovo.
Le carte Evento come detto vanno giocate nella coda Eventi piazzandole nello spazio indicato dall’icona “bomba” e pagandone il costo in acqua. Ogni spazio può contenere un solo Evento, ma è possibile collocarne uno, dietro allo spazio corrispondente se già occupato. Se però la coda è piena non sarà possibile giocare nessun Evento.
Per pescare una carta si spendono sempre e comunque due gocce d’acqua, mentre se ne spende una soltanto per prendere Silo d’Acqua e metterlo nella propria mano; questa carta può essere rottamata per ottenere una goccia d’acqua extra e a differenza delle altre carte non viene scartata, ma rimessa nella propria area di gioco.
Gli effetti delle varie carte sono accompagnati da icone e prevedono:
- Distruggere
distruggere una o più carte; un Personaggio distrutto viene scartato, mentre un Accampamento viene girato sul lato “distrutto”. - Danneggiare
danneggiare un Personaggio o un Accampamento, ovvero la carta viene girata orizzontalmente e nel caso di un Personaggio questo diventa “non pronto”. Una carta danneggiata per la seconda volta viene distrutta. - Ferire
si applica soltanto ai personaggi e corrisponde a danneggiare. - Risanare
si può ruotare in verticale una carta danneggiata; se si tratta di un personaggio questo viene ruotato, ma risulta “non pronto”. - Pescare
si può pescare una carta dal mazzo comune. - Ottenere Punk
si può mettere in gioco la carta in cima al mazzo senza guardarla in una qualsiasi colonna. - Acqua extra
si ottiene un gettone Acqua extra da spendere nel turno corrente. - Razziare
consente di giocare o far avanzare la propria carta Evento Razziatori a patto che non abbia un’altra carta Evento davanti nella specifica coda. Da notare come questo evento può danneggiare anche un Accampamento protetto da uno o più personaggi.
Come detto la partita termina quando uno dei due contendenti distrugge i tre Accampamenti dell’avversario; se il mazzo di pesca si esaurisce si mescolano gli scarti per costituirne uno nuova, ma nel caso questo si esaurisse nuovamente la partita finisce in pareggio.

IMPRESSIONI
Radlands rientra in una categoria di giochi che ultimamente ha fatto breccia nel mio cuore. Dopo che per anni ho considerato solo ed esclusivamente 7 Wonders Duel degno di essere giocato, da qualche tempo a questa parte, ho cominciato ad apprezzare diversi altri titoli pensati esclusivamente per una sfida 1vs1 e se sono giochi di carte “duri e puri”, ancora meglio.
Riguardando la campagna Kickstarter, in occasione di questa recensione l’unico mio rammarico è quello di non averla finanziata per poter giocare Radlands con i fantastici playmat della deluxe edition. Non che senza sia ingiocabile o poco ergonomico, ma il colpo d’occhio al tavolo, stando alle immagini che girano in rete, è davvero di un altro livello.
Comincio subito col dire che la cosa che mi ha maggiormente colpito, da un punto di vista meccanico, è che Radlands ha regole piuttosto semplici e intuitive (già a metà della prima partita avrete tutto chiaro) ma risulta incredibilmente profondo. A differenza di un classico uno contro uno asimmetrico che sfrutta la meccanica del deck-building (come ad esempio Shards of Infinity) qui non dovremo costruire il nostro mazzo, ma abbiamo un unico pool di carte, da cui pescano entrambi i giocatori e l’abilità dei due contendenti, sta nel capire come ottimizzare la propria mano di carte.
La cosa più impressionante è il modo in cui crea un’esperienza incredibilmente coinvolgente, che varia molto da una partita all’altra, con solo 66 carte. Al posto di scegliere un personaggio o una fazione con i loro poteri peculiari, sarà possibile costruire la propria strategia partendo dalle tre carte Accampamento e le combinazioni possibili sono talmente tante da rendere ogni partita diversa dalle altre e stimolante nella ricerca delle combo che possano garantire la vittoria.
Questa caratteristica chiaramente premia il giocatore esperto rispetto ad un principiante, perché conoscendo le carte, avrà il vantaggio di sapere quali combo funzionano e quali no e di quali carte ha bisogno. Ho notato però come in Radlands siano state implementate alcune meccaniche che favoriscono il giocatore che ha subito un duro attacco: infatti mentre l’avversario si prepara a sferrare un colpo letale, metterete in campo tutte le difese possibili e quando inevitabilmente arriverà la mazzata, il vostro avversario dovrà necessariamente recuperare l’acqua spesa, mentre voi sarete pronti a colpirlo di rimessa.
In altre parole quasi mai vi troverete nella frustrante situazione (non così rara in altri giochi) in cui la partita risulta compromessa dopo qualche turno e non potrete far altro che assistere al lento declino dei vostri Accampamenti; qui il lumicino della speranza è sempre acceso e dovrete essere bravi a ribaltare la situazione a vostro favore.

Potrà capitare qualche partita particolarmente sfortunata in cui nulla andrà per il verso giusto, e non riuscirete a combinare tra loro le carte, ma anche in quel caso, potrete cercare di rovinare il motore del vostro avversario e contemporaneamente sfruttare i Razziatori per colpirlo di rimessa.
A proposito di fortuna nella pesca delle carte, questa è mitigata dal fatto che è possibile disfarsi gratuitamente di quelle che non ci servono, innescando l’effetto rottamazione (anch’esso gratuito); inoltre, quando i propri accampamenti vengono attaccati, il più delle volte si può decidere quale accampamento danneggiare o distruggere, scegliendo in base alle carte che si hanno ancora in mano.
Grazie alle risorse limitate e una manciata di carte multiuso, Radlands vi mette di fronte a un flusso costante di decisioni difficili da prendere: attaccare o curarsi? Scartare una carta per ottenere un gettone d’acqua extra, o pagare quelli che mi sono rimasti per aggiungere il personaggio al mio tableau e sperare di averlo disponibile al prossimo turno? Attivo un’abilità di difesa o di attacco? Queste sono solo alcune delle domande che vi farete, mentre cercate di leggere l’avversario.
Il gioco comunque risulta molto veloce e dinamico: ci si picchia continuamente, e si è sempre nel vivo dell’azione senza turni “fiacchi” e i tempi morti sono praticamente inesistenti. Tutto ciò rende Radlands un gioco davvero divertente e coinvolgente e grazie alla durata contenuta vi ritroverete spesso a giocare al meglio delle tre partite.

CONSIDERAZIONI FINALI
Radlands è un gioco di carte per due giocatori che propone sfide veloci e tesissime. Le carte sono di buona fattura, ma meglio imbustarle per non rischiare di rovinarle, però quello che attirerà sicuramente la vostra attenzione è l’estetica: la grafica è bellissima e colorata e restituisce un’atmosfera quasi psichedelica grazie alle scelte cromatiche e all’effetto neon delle illustrazioni che gli conferiscono una decisa personalità.
Volendo cercare il pelo nell’uovo, qualche piccolo difetto Radlands lo mostra da un punto di vista della praticità: la scelta di proporre una scatola di dimensioni fuori standard e il più possibile contenuta, impedisce di riporvi le carte una volta imbustate, a meno di rinunciare all’inserto interno, inoltre il regolamento per quanto ben redatto e con una comoda sezione FAQ, è scritto con un font davvero piccolo.
La rigiocabilità di Radlands è molto buona, nonostante l’esiguo numero di carte che costituiscono il mazzo da cui entrambi i giocatori pescano le carte, le combinazioni possibili tra queste e le carte Accampamento garantiscono un’alta variabilità e partite sempre diverse.
L’originalità non è certo il punto forte di questo titolo, l’ambientazione post-apocalittica in stile Mad Max non è certo una novità e anche dal punto di vista delle meccaniche, Radlands non inventa nulla di nuovo, piuttosto l’autore ha puntato molto sull’interazione e la strategia e con poche e semplici regole è riuscito a rendere il titolo profondo e appagante mettendo i giocatori di fronte a una sequenza continua di scelte sfidanti, ma mantenendo una fluidità ed un’eleganza non scontate.
Non mi considero un esperto di questo genere di giochi, non ne ho ancora provati molti, ma penso di poter affermare che Radlands sia riuscito a coniugare un design eccellente, elegante e minimalista con una meccanica di gioco semplice ma che crea dipendenza e che tiene i giocatori costantemente su di giri per tutta la partita istigandoli a giocarne subito un’altra.



Se vi piacciono i giochi per due giocatori, le sfide uno contro uno, dovete assolutamente provare questo titolo. Se vi piacciono le dinamiche che stanno dietro a molti TCG, ma vi spaventa il possibile esborso economico, allora Radlands potrebbe essere il giusto surrogato. Se infine, state cercando un gioco appagante per gli occhi e in cui lanciare potenti combo devastanti, allora non potete sbagliare: Radlands di Lucky Duck Games Italia è il titolo che stavate cercando!
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