Oggi parliamo con Emanuele Sassi Zanichelli, CEO di Craerdo, una nuova realtà editoriale che ci fa piacere farvi conoscere nel dettaglio e che ha fatto il suo esordio nel nostro BLOG, con la recensione dell’ultimo titolo: Maretta.
Ringraziamo Emanuele per la disponibilita e non esitate a fare domande nei commenti, avrete soddisfatte le vostre curiosità.
Ciao Emanuele, Creardo è una realtà relativamente giovane, ce la puoi presentare? E raccontaci anche qualcosa di te.
Direi Molto giovane vista l’esperienza dei nostri colleghi editori e vista la gestazione di 2-4 anni che hanno normalmente i giochi. Creardo esiste fiscalmente dal giugno del 2022 e informalmente da poco prima.
Non volevamo fare gli editori o meglio non era nei nostri piani (miei e di mio fratello). Siamo partiti come tanti a sviluppare il nostro primo gioco Finis Terrae pensando che l’avremmo poi pubblicato con un editore. Mentre lo realizzavamo e mentre ci confrontavamo anche con grandi gruppi della distribuzione ci siamo però accorti che stavamo dando un taglio editoriale molto preciso, anche poco applicabile se vogliamo. Pensa che siamo partiti raccogliendo letteralmente “rifiuti”, scarti di lavorazione industriale per fare il primo gioco con componentistica di riuso.
Di sicuro questa idea non ha appassionato i più, ma abbiamo capito che era quello che volevamo fare.
Le caratteristiche di Creardo sono:
Mettere al tavolo giocatori diversi e farli giocare a qualcosa di ibrido che non sia troppo complesso, che lasci liberi di giocare o che sia un momento di interludio tra giochi diversi.
La sostenibilità in senso ampio: ambientale, sociale, relazionale di filiera e anche economico. Non solo quindi produrre con elementi certificati ma anche occuparci della relazione umana nella nostra rete commerciale, nella relazione diretta coi giocatori, e ovviamente tutto questo ad un costo sostenibile per l’acquirente.
Abbiamo aperto ad altri Editori e Investitori. Ci piacerebbe aprire quante piu’ collaborazioni possibili. Non crediamo esistano competitor ma partner strategici per sviluppare cose piu’ grandi di quelle che faremmo da soli. In italia è molto difficile fare comprendere questo aspetto. Insomma la sfida è altissima.
Ultimo elemento la nuova struttura di Creardo.
Da Dicembre Creardo ha accolto 18 nuove anime: nuovi soci che vengon dal mondo del gioco, ma anche appassionati oltre che capaci professionisti del settore. Ultimo ma non ultimo, splendide persone, che completa il nostro impegno a coniugare Etica e Business.

Quale pensi sia, oggi, il vostro punto di forza? E come volete caratterizzare il vostro catalogo in futuro?
Punto di forza non te lo posso dire dovrei ucciderti dopo eheheh. Posso dirti molta ricerca non solo di materiali e soluzioni per la produzione ma in stile Creardo molta ricerca di autori ed illustratori emergenti. Ci piace moltissimo questo aspetto.
Per il catalogo in divenire abbiamo individuato due linee principali di catalogo.
- PICO-MEGA Piccoli giochi grandi emozioni
Un catalogo di giochi in piccole scatole che abbiano qualcosa di diverso per tematiche di gioco, e/o meccaniche e una forte immagine. - Altri giochi di peso MEDIO sempre con gli stessi valori elencati ma che siano giochi piu’ orientati ai Gamer
Qual è il principale target dei vostri giochi? A che tipi di giocatore vi rivolgete?
Principalmente sviluppiamo gioco Family+ con derive verso i Gamer.
Il prossimo catalogo vedrà piccoli Filler che abbiano tematiche e/o meccaniche il piu’ possibile inusuali.
Su questa tematica vorrei fare una puntualizzazione importante credo. Quando ci avviciniamo ad un piccolo editore è necessario comprendere il mondo che rappresenti e cosa stia facendo. Credo sia sbagliato vedere o pretendere che il piccolo editore sia come il grande editore.
Tobia Botta ha fatto, a mio parere, uno splendido esempio: “noi piccoli editori siamo una trattoria”.
Devi venire a cercarci per lo stesso motivo per il quale vai in trattoria. Un sapore diverso a volte sperimentale a volte tradizionale. E chi se ne frega se la sedia è un po’ scomoda o la tovaglia non perfetta.
Quanto pensi sarà difficile costruire un catalogo ‘forte’, che possa essere un segno distintivo di Creardo.
Molto difficile, necessario ma soprattutto fondamentale per raccontarci. Il catalogo non è solo un elemento commerciale che fornisce possibilità di circolazione per Creardo ma è anche una sorta di manifesto di intenti e che delinea e racconta chi siamo.
Sebbene abbiate un Catalogo ancora giovane quale è il vostro best seller e quale, invece, il gioco che non ha rispecchiato le aspettative?
Troppo presto dirlo. Quando parti niente rispetta le tue aspettative perche le aspettative sono sempre sbagliate all’inizio. Piu’ progrediamo piu’ si chiariscono modi migliori di agire e si comprendono le dinamiche commerciali nazionali ed internazionali. Credo servano almeno 3 anni per assestarsi e partire.
C’è un gioco che avreste voluto produrre voi da subito e non ci siete riusciti? Insomma, ve lo siete lasciati scappare …
Sí ma da poco abbiamo scoperto che forse non l’abbiamo ancora perso. Te lo dico tra un mese.

Avete molti progetti per il futuro, cosa ci aspettiamo per il 2024? Avete qualcosa di segreto da dirci sul futuro prossimo o remoto di Creardo e dei suoi giochi.
Abbiamo in uscita diversi giochi e titoli sia nostri che di altri autori italiani e stranieri.
Per il 2024 avremo:
1_AGAPE un piccolo gioco di prese di carte ed attivazioni di effetti che presenteremo a fine mese in una campagna CROWDFUNDING. Consegna ai Backer fine Settembre.
Particolarità: Identità di Genere come meccanica di gioco

2_DE INFLUENCER un altro piccolo gioco gestionale che stiamo affinando e che uscirà dopo AGAPE.
Particolarità: è un “Follower” Placement ma ad alta interazione.
Anomalo per la tematica, saprà essere molto cattivo. Pubblico GAMER

3_Un gioco sugli Zombie molto interessante ma non possiamo svelare molto per ora.
Mi dirai: serviva un altro gioco sugli Zombie?
E io ti dirò: un solitario economico da giocare anche multiplayer con un feeling da videogioco arcade.Che ne dici?
Vi siete affidati e vi affiderete alle piattaforme di crowdfunding per ‘aiutare’ i vostri giochi, quale pensi sia il rapporto tra il gioco da tavolo e queste piattaforme.
Abbiamo sicuramente un’esperienza molto limitata in questo campo ma come ti anticipavo sopra è una dinamica che vogliamo usare e alternare alla produzione diretta.
Crediamo sia molto utile per raggiungere il pubblico estero ma anche per misurare e far crescere la cultura del Crowdfunding in Italia.
Di scuro non è piu’ una miniera come negli anni passati ma serve a costruire una riconoscibilità e uno storico d’azienda importante a livello nazionale ed internazionale.
Lavorare all’estero ti espone ad un pubblico molto diverso per gusti e cultura del gioco. E’ un lavoro necessario per crescere capire come siamo percepiti da tutto il pubblico.
Quale è il tuo rapporto personale con i Giochi da Tavolo? Sei giocatori e, in caso positivo, che tipo di giocatore sei? Quali sono i giochi che ti piace giocare? Riesci a conciliate il gioco come hobby/passione e come professione?
Inutile dire che ho sempre giocato e giocato a tutto fino ai pesi medi diciamo. I giochi troppo complessi o troppo deterministici un po’ non li so giocare, un po’ non mi divertono.
Sono un giocatore che ama giocare per l’emozione che mi da l’esperienza di gioco: vincere per me è un plus. A volte mi sento stupido a volte mi sento un genio a volte non mi sento proprio.
Mi piace il feeling al tavolo con gli avversari o con i compagni di gioco. Vorrei fare giochi che abbiano queste caratteristiche.
Per ora mi diverto molto sia a sviluppare che a giocare giochi di altri. In questo sia IdeaG che il rapporto con tanti autori mi permette di vivere le due anime e di vedere nascere tanti progetti.

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