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cogo71
Andrea Dado, non ha bisogno di presentazioni tra gli appassionati di giochi da tavolo, ma è con grande piacere che oggi vi porto la recensione della sua opera prima: La Casa delle Mannaie.
Per chi segue Andrea e legge il suo blog Dado Critico, non è certo una novità il fatto che abbia sempre amato il genere horror e come lui stesso dichiara nell’ultima pagina del regolamento, il suo gioco è chiaramente ispirato a quei film horror che tra gli anni ’80 e ’90 venivano regolarmente trasmessi in estate in seconda serata.
La Casa delle Mannaie attinge a piene mani dai quel genere di pellicole per portare sul nostro tavolo un party game di carte dalle chiare tinte horror/splatter, per 3-7 giocatori dai 12 anni in su e per partite la cui durata varia dai 15 ai 30 minuti. La grafica è stata curata da Scribabs e l’editore è la prestigiosa Oliphante che ringraziamo per la copia review concessa per questa recensione.

Il gioco è ambientato nella dimora della famiglia Crin dove, dopo la tragica strage che colpì la famiglia nel 1974, pare siano nascosti tesori maledetti che però fanno gola a molti avventurieri. Nel ruolo di uno di questi coraggiosi cacciatori di tesori, dovremo cercare di raccogliere le preziose monete Maslè appartenute al figlio maggiore dei Crin e tentare di uscire vivi dalla Casa.
I MATERIALI
Nella scatola super compatta troveremo esclusivamente carte:
63 carte Personaggio, 17 carte Monete, 4 carte Stanza, 7 carte Turno, 10 carte Speciali, 7 carte Ferita, 1 carta Chiave e 1 carta Antidoto.
Oltre a queste 110 carte di buona fattura è presente esclusivamente il regolamento costituito da un libriccino di 12 pagine estremamente compatto ma ben fatto.

Tutto il progetto grafico è “dannatamente” coerente con il tema del gioco ed è costituito da illustrazioni dove predomina la scala di grigi e sono presenti solo alcuni dettagli colorati, escamotage necessario per distinguere le carte dei vari giocatori o gli elementi fondamentali del gioco; il tutto è sottolineato da alcuni dettagli rosso sangue che aiutano ad immedesimarsi.
COME SI GIOCA
Trovandoci catapultati in un film dell’orrore lo scopo principale del gioco è quello di sopravvivere fino alla fine della partita, cercando al contempo di eliminare i nostri avversari e, se possibile, di raccogliere il maggior numero di monete nascoste nelle varie stanze della magione. Benché si tratti di un party game, vi consiglio di non affidarvi semplicemente alle righe seguenti, ma di leggere attentamente il regolamento.
La partita durerà al massimo 7 turni durante i quali susseguono 4 fasi sempre nello stesso ordine:
- Rivelazione di una nuova carta Turno
- Scelta della carta Personaggio da giocare
- Rivelazione della carta Personaggio
- Fine turno
Prima di cominciare la partita, ogni giocatore prende le nove carte del proprio personaggio, quindi si mescolano le 7 carte turno e si mettono al centro del tavolo. Quindi si piazzano le 4 carte Stanza (Cucina, Camera da Letto, Bagno e Salotto) ortogonalmente attorno al mazzo delle carte Turno e si tengono a portata di mano di tutti i giocatori sia le carte Monete sia quelle Ferita, mentre le carte Chiave e Antidoto vanno piazzate casualmente sotto due stanze qualsiasi. Si distribuisce infine casualmente una carta speciale ad ogni giocatore che comincerà la partita con esattamente 10 carte.

Rivelazione di una nuova carta Turno
In questa fase si gira la prima carta del mazzo che potrebbe presentare una delle ricompense che sono nascoste nelle stanze adiacenti.
Scelta carta Personaggio
Tutti i giocatori contemporaneamente scelgono segretamente una carta dalla propria mano e la posizionano davanti a sé
Rivelazione carta Personaggio
Dopo che tutti i giocatori hanno scelto la carta da giocare la rivelano e la piazzano accanto alla stanza indicata sulla carta risolvendone gli effetti nel seguente ordine:
- Carta Mannaia
Una carta Mannaia colpisce tutti i giocatori che si sono nascosti nella stessa stanza in cui è stata giocata, attribuendo loro una carta Ferita. Se vengono giocate più carte Mannaia nella stessa stanza comunque i giocatori che si sono nascosti lì, prendono una sola carta Ferita. Quando un giocatore prende la seconda carta Ferita è eliminato dal gioco. - Carta Nasconditi
Tutti i giocatori che hanno scelto la carta Nasconditi e non hanno collezionato carte Ferita, guadagneranno tante monete quante quelle indicate dalla carta turno in corrispondenza della stanza in cui si sono nascosti. Se in corrispondenza della stanza in cui ci si è nascosti, invece delle monete c’è l’icona di una carta, allora invece di raccogliere il tesoro, il giocatore potrà recuperare una carta tra quelle giocate e scartate in precedenza ad eccezione della carta Speciale e di quella Armadio (di cui vi parlo più avanti). Se un giocatore è l’unico ad essersi nascosto in una stanza dove sono presenti o la carta Chiave, o quella Antidoto potrà raccoglierla (eventualmente anche in aggiunta alle monete presenti).
Fine turno
Tutte le carte giocate durante il turno finiscono a faccia in giù a formare una pila degli scarti che potrà essere consultata in qualsiasi momento dal proprietario. I giocatori inizieranno il turno successivo con le carte rimaste loro in mano.

Vediamo ora a cosa servono alcune carte particolari. Le carte Antidoto e Chiave rappresentano due momenti di lucidità e chi dovesse riuscire a raccogliere entrambe rinsavisce dalla maledizione che ha colpito la casa e riesce a fuggire (e a vincere immediatamente la partita). Se però un giocatore viene colpito mentre possiede una sola di queste due carte sarà costretto a lasciarla nella stanza in cui si trova (o in quella adiacente in senso orario) se lì è già presente l’altra carta. Se invece il giocatore che possiede una delle due carte viene colpito quando ha giocato la carta armadio, la carta viene definitivamente eliminata dal gioco e non sarà più possibile vincere la partita collezionando la coppia di carte.
La carta Armadio è particolare, infatti non rappresenta nessuna delle stanze della Casa e se siamo stati gli unici a giocarla per il turno in corso, ci permette di recuperare tutte le carte dagli scarti, ad eccezione della carta Speciale
Le carte Speciali hanno invece effetti particolari ed unici, infatti su ognuna di esse è indicato quando è possibile giocarle e i loro effetti hanno la precedenza sulle normali regole del gioco; come la carta armadio, però non è mai possibile recuperarla dagli scarti una volta che è stata giocata.
Fine della partita
Se in qualsiasi momento un giocatore rimane l’unico sopravvissuto, allora vince la partita. Ugualmente se un giocatore entra in possesso sia della carta Antidoto che della carta Chiave sarà dichiarato vincitore. Se invece si arriva alla fine del settimo turno senza che si sia verificata una delle due condizioni precedenti, vince la partita il giocatore con meno ferite e in caso di parità quello che avrà raccolto più monete.
Vi segnalo che è prevista anche una variante “sete di sangue” che oltre ad utilizzare due carte speciali supplementari, non prevede l’utilizzo delle carte Ferita: quando un giocatore viene colpito è immediatamente eliminato dalla partita. Se conosco abbastanza bene Dado, questo per me è il suo “director cut” del gioco 😛

IMPRESSIONI
La Casa delle Mannaie, essendo un gioco costituito da sole carte, non attirerà la vostra attenzione per la sua presenza fisica sul tavolo, ma piuttosto per le risate, gli scherni e gli schiamazzi dei giocatori presenti attorno al tavolo.
Il titolo rientra nella categoria di quei giochi che è più semplice giocare che spiegare, anche se non impiegherete più di 5 minuti ad illustrare le regole. È adatto a tutti: sia assoluti novizi, sia giocatori esperti in cerca di un filler per rilassarsi, dopo un titolo brucia cervello.
L’ambientazione horror è particolare e tutto sommato viene restituita abbastanza bene dalle meccaniche del gioco, in cui dovremo cercare di leggere le mosse degli altri giocatori. Come in altri giochi di questo tipo, si innescheranno meccanismi di bluff e contro bluff che rendono la fase di rivelazione delle carte Personaggio molto divertente e carica di una certa tensione, proprio come nei film a cui si è ispirato Andrea Dado quando parte la base musicale tensiva.
Qualcuno potrebbe storcere il naso per la presenza della tanto vituperata “player elimination”, ma le partite sono talmente veloci che non se ne avverte il problema; anzi, i giocatori eliminati continueranno a seguire la partita facendo il tifo e cercando di capire le strategie degli altri e preparare una “sanguinosa vendetta” al match successivo. Oppure ne approfitteranno per stapparsi una birra…

Le carte Speciali donano quel pizzico di imprevedibilità e di strategia in più, che tiene incollati al tavolo anche i giocatori più esperti, anche se devo dire che forse la strategia migliore è quella di cercare di arrivare sani e salvi alla fine del settimo round.
Il gioco gira abbastanza bene con qualsiasi numero di giocatori: in tre è forse un po’ troppo “largo”, mentre in sette, il caos e l’entropia la fanno da padrone, per cui probabilmente la sua dimensione ideale è con cinque giocatori al tavolo. Se proprio devo scegliere tra gli estremi, personalmente lo preferisco con più avversari perché risulta più caciarone.
Dopo averlo provato in fiera a Play, l’avevo definito il Bang! 2.0. Ora, dopo diverse partite, confermo le buone prime impressioni: La Casa delle Mannaie è divertente e mantiene tutte le promesse, perché è in grado di regalarvi diverse ore di puro divertimento.
CONSIDERAZIONI FINALI
La Casa della Mannaie è l’opera prima (come designer di giochi) di Andrea Dado e per chi lo conosce, anche solo attraverso i pezzi che scrive sul suo blog, sarà facile ritrovare in questo titolo molti aspetti del suo carattere e della sua personalità.
Le carte, che sono l’unico elemento del gioco, sono adeguate allo scopo, mentre l’inserto all’interno della scatola è senz’altro rivedibile.
La grafica e le illustrazioni, anche se abbastanza semplici, riflettono piuttosto bene l’ambientazione del gioco, mentre le poche icone presenti sulle carte sono chiarissime e di immediata interpretazione e anche per il testo, quando presente, è stato utilizzato un font molto comprensibile e si legge con facilità.
L’ambientazione, nonostante si tratti di un party game, c’è e si percepisce abbastanza bene. Forse non è originalissima in senso assoluto, ma non sono a conoscenza di altri giochi da tavolo a tema mannaie.

Il regolamento è scritto bene e in un librettino di poche pagine in formato 15,5×11,5 cm circa, sono riusciti a farci stare anche esempi, note e chiarimenti. Un lavoro ineccepibile.
La scalabilità è buona: il gioco funziona con qualsiasi numero di giocatori, anche se data la sua natura scanzonata è innegabile che dia il meglio di sé con più giocatori. Per fortuna le scelte da fare non sono difficili e quindi non ci sono downtime e anche quando si viene eliminati subito, la durata contenuta delle partite, non fa pesare troppo l’eliminazione dal gioco.
La rigiocabilità è pressoché infinita: in questo caso non sono le meccaniche a fare la differenza, ma le dinamiche che si creano tra i giocatori, per cui soprattutto se lo si gioca con lo stesso gruppo, sarà sempre presente quella voglia di rivincita che vi spingerà a fare una partita dietro l’altra.
La Casa delle Mannaie è un party game molto divertente, portatile e che propone sfide tese e veloci in grado di coinvolgere un ampio pubblico. Si basa su meccaniche di bluff e sul cercare di intuire le scelte dei nostri avversari e quindi in certi casi anche abbastanza strategico. L’ideale per partite sotto l’ombrellone con il vostro gruppo di mici.
Dopo aver apprezzato le doti di Andrea come scrittore di romanzi, devo fargli i complimenti anche per le abilità mostrate come autore di giochi: bravo!

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