Scritto in modo misterioso da
Errante
Prima di partire per Carcosa, trovo doveroso fare una premessa, anche in risposta ad alcuni commenti ricevuti alla recensione sul Gamebook gemello di quello che mi appresto a recensire.
La vita è questione di gusti. Quindi succede (e anche piuttosto spesso) che un libro, un film , un gioco, per le più svariate ragioni piaccia molto a qualcuno e molto poco a qualcun altro. Ma ricordiamoci sempre che la nostra opinione non è Vangelo: rimane la nostra opinione.
Detto ciò, cari amici e nemici, ci siamo persi per voi negli incubi e nei rituali oscuri di Carcosa un Libro Game della serie The Necronomicon Gamebook, ideata e di Valentino Sergi (basata sulle storie di Howard P. Lovecraft), edito da Officina Meningi
“Sulla spiaggia s’infrange l’onda nebulosa e i soli gemelli tramontano nel mare quando le ombre s’allungano a Carcosa” (The Necronomicon Gamebook – Carcosa)
Vi ricordo che avete la possibilità di implementare la vostra esperienza di gioco di Carcosa grazie al volume già recensito Kadath da utilizzare come estensione delle Terre del Sogno in sostituzione dell’omonimo capitolo in fondo al libro e grazie al The Necronomicon Playset, disponibile sul sito dell’editore.

Ambientazione e Trama
Howard Philips Lovecraft, scrittore americano dei primi del 1900, è riconosciuto come uno dei maggiori autori di letteratura horror, precursore della fantascienza angloamericana, autore di opere che sono una contaminazione tra horror, fantascienza soft, dark fantasy e low fantasy.
Fra gli ispiratori del Maestro possiamo annoverare Ambrose Bierce e Robert W. Chambers con racconti e opere come “An Inhabitant of Carcosa” (1893) e “The King in Yellow”, ed è dall’ispirazione di tutti e tre che prende vita The Necronomicon Gamebook – Carcosa nell’ambientazione e nella trama.
The Necronomicon Gamebook – Carcosa vi porterà a percorrere le vie di Kingsport, cittadina costiera a sud di Arkham ricca di abbaini, campanili, tetti sporgenti, antiche guglie, salici e cimiteri. Vi confronterete con creature mostruose, esplorando territori da incubo divisi tra sogno e realtà. Riuscirete a contrastare il terribile potere del Re Giallo o ti perderai negli incubi di Carcosa?
In The Necronomicon Gamebook – Carcosa la vostra mente sarà messa a dura prova di fronte non solo alle terribili creature che cercheranno di fermarvi, ma anche dai potenti artefatti in cui vi imbatterete, come il Necronomicon o il Talismano del Negromante (se lo avete trovato nella predente avventura)
Come avrete quindi capito The Necronomicon Gamebook – Carcosa è il seguito e la conclusione di The Necronomicon Gamebook – Dagon e personalmente se cercate un’esperienza di maggior “spessore” vi consiglio di leggerli insieme uno dopo l’altro.
Insomma, preparatevi a morire male o ad impazzire…

The Necronomicon Gamebook – Carcosa
L’illustrazione…
Considerando la “trilogia del Necronomicon” come di fatto un’unica opera, non posso che riproporre quanto già scritto nelle precedenti recensioni: “Essenziale” emerge come la parola chiave tanto nella scrittura quanto nell’illustrazione di The Necronomicon Gamebook – Carcosa.
L’opera è stata adattata con uno stile quanto più simile possibile alla scrittura dei testi classici di riferimento, in molti casi ripresi integralmente.
Le illustrazioni di Carcosa ad opera di Alberto del Lago e Jacopo Schiavo ci mostrano immagini cupe, in cui il colore nero è dominante, con uno stile affine all’ acquarello, le cui pennellate decise ed il contrasto netto con i pochi punti completamente bianchi, mostrando grande maestria nel giocare con le luci, le rendono di ancora maggiore impatto per il lettore.
Ritroviamo nelle illustrazioni più piccole o a mezza pagina l’impiego di uno stile a matita, che crea un perfetto movimento di sfumature, rendendo le immagini ben vive.
Anche questa volta si raggiunge perfettamente lo scopo che tutte le rappresentazioni visive di Carcosa, così come già in Dagon, hanno nel gettare il lettore in una sensazione di angoscia sempre più incalzante.
… e la scrittura
La scrittura si conferma semplice, lineare e di facile comprensione.
“Le descrizioni in Carcosa si concentrano in maniera straordinaria su ciò che circonda il lettore in quel preciso istante: è come se ci si muovesse attraverso una nebbia che ostacola la visione oltre l’attimo presente, lasciando il resto del mondo sfocato. Una costante sensazione di estraneità e intrappolamento pervade il lettore, il quale avverte che l’unica via d’uscita è completare il compito assegnato, come se fosse in una sorta di trappola dalla quale non si può fuggire se non portando a termine la missione.”
Si, mi auto-cito di nuovo dalle recensioni precedenti, perché la sensazione di percorrere l’incubo è costante in questi volumi, garantendo al lettore un’immersività davvero angosciante adattando le meccaniche alla narrazione per valorizzare al massimo lo stile narrativo dei maestri della letteratura horror.

Le meccaniche di gioco
Le meccaniche di gioco di Carcosa sono semplici e ben oliate, di immediata lettura, mantenendo un ottimo equilibrio fra alea e strategia, ovvero le decisioni che prenderete in fase iniziale sull’assegnazione dei punteggi del personaggio o sulla scelta dell’equipaggiamento durante l’avventura.
Le Terre del Sogno
Non so bene se parlarvi delle Terre del Sogno nella parte dedicata alla trama o in quella sulle meccaniche di gioco… Poco importa, perché temo di aver tralasciato questa parte nella recensione di Dagon e quindi mi faccio subito perdonare.
In The Necronomicon Gamebook – Carcosa vi capiterà di essere stanchi o feriti e di dover recuperare. Ecco, dormire vi sembrerà la soluzione più semplice, tuttavia non è mai una buona idea…
Quando vi addormenterete tirerete un dado sommando il risultato al punteggio di follia: questo vi porterà a percorrere le Terre del Sogno o sarebbe più giusto dire “dell’incubo”, perché questi incubi avranno per voi delle conseguenze.
Naturalmente se volete leggere la Trilogia del Necronomicon al massimo delle sue potenzialità potete sostituire l’appendice delle Terre del Sogno con il volume Kadath.
Il personaggio e i suoi punteggi
I punteggi sulla scheda di The Necronomicon Gamebook – Carcosa si suddividono in tre categorie fondamentali: Vigore, Volontà (per cui dovrete distribuire 6 punti caratteristica) e Resistenza.
Il Vigore incarna la vostra forza fisica, rivelando la vostra abilità principale nel combattimento. Al contrario, la Volontà riflette la vostra capacità di resistere ai molteplici traumi mentali cui sarete esposti, fungendo da baluardo contro la completa perdita di ragione e l’immergersi nella follia.
La Resistenza, infine, quantifica il numero di ferite che potete subire prima di arrivare alla morte. Un aspetto che, per dirla schiettamente, non sarà affatto piacevole…
Alla base della scheda troverete uno spazio destinato a segnare il progresso nel vostro percorso verso la follia. Credetemi, perdere la sanità mentale sarà un’impresa tutto fuorché difficile ed influenzerà tutti i vostri punteggi…

I combattimenti, le armi e gli oggetti magici e tutto l’equipaggiamento
I combattimenti in The Necronomicon Gamebook – Carcosa si decidono grazie ad un’utile tabella presente nella Scheda dei Combattimenti.
In sostanza, il procedimento è semplice: è sufficiente confrontare il vostro punteggio di Vigore, al quale avrete aggiunto il bonus fornito dall’eventuale arma e il risultato del tiro di dado, con il punteggio di Vigore del vostro avversario per determinare l’esito dell’azione. In base al numero risultante subirete o meno dei danni ed infliggerete o meno danni al vostro avversario, ripetendo l’azione fino a che uno dei due va a zero e muore.
Parliamo un secondo dei combattimenti e della morte. Spesso nei vari librogame mi sono imbattuto in “se sconfiggi il nemico vai al n. x, se invece sei sconfitto vai al n. y”… e invece no: tranne qualche eccezione in The Necronomicon Gamebook – Carcosa o vinci o muori.
Per quanto riguarda l’equipaggiamento, partirete con l’essenziale: qualche moneta, della morfina per non cedere al sonno, un vecchio coltello, ma potrete recuperare altri oggetti e armi fino ad un massimo di 5, da annotare ovviamente nell’apposita sezione.

Editorialmente parlando
The Necronomicon Gamebook – Carcosa è un libro immersivo e coinvolgente, ma che si legge in un paio d’ore al massimo, caratterizzato da una copertina morbida, una doppia spillatura e un formato A5.
Quest’opera, con un numero contenuto di pagine, si articola in 110 paragrafi, preceduti da un’introduzione, il regolamento del gioco e le schede del personaggio da riempire ed in appendice altri 10 paragrafi nel capitolo “Le Terre del Sogno”. Formato, struttura organizzativa del gioco, trama e regolamento, rendono The Necronomicon Gamebook – Carcosa un’esperienza avvincente e accessibile, perfetta per chi cerca una lettura dinamica e coinvolgente.
Come già indicato più volte, Carcosa può essere considerato parte di un’opera più estesa formata da tre volumi – Dagon, Carcosa e Kadath – che offre un’esperienza nuova ai fan dell’horror lovecraftiano, valorizzandone lo stile narrativo.
The Necronomicon Gamebook – Carcosa è uno dei vincitori del 3° Gran Premio del Librogame di Lucca Comics & Games e Librogames Land del 2019.
Rigiocabilitá
Sicuramente The Necronomicon Gamebook – Carcosa può essere rigiocato almeno un paio di volte: la prima per vedere quanto velocemente sarei morto se fossi stato un po più temerario nelle scelte, la seconda per provarlo in combo con il resto dei volumi della trilogia. Non a caso la storia prevede 12 differenti finali.
Conclusioni
Le mie conclusioni rimangono sostanzialmente invariate rispetto alle altre opere della trilogia recensita e si evincono già da quanto scritto nella recensione completa: anche The Necronomicon Gamebook – Carcosa a me è piaciuto, l’ho trovato scorrevole, avvincente, capace fin da subito di farti calare nelle atmosfere oniriche e spaventose del Maestro di Providence.
Ringrazio Officina Meningi per la Copia Review
–Le immagini sono tratte dal manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e le regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco.–
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