APIARY PRIME IMPRESSIONI
Stavolta l’ambientazione proposta dal gioco di cui ci occupiamo è leggermente più bizzarra del solito, in quanto in Apiary (1-5, 60′-90′, 14+), l’ultimo uscito della Stonemeier Games (la stessa di Scythe e Wingspan, con edizione italiana sempre proposta da Ghenos Games), rivestiamo i panni di api iper evolute ed ipertecnologiche impegnati in viaggi di esplorazione nello spazio (qui ricordo di aver letto di guerre tra popolazioni frutto di ideali evoluzioni di insetti in una serie, Shadow of the Apt, di Adrian Tchaikovsky, giusto per dare il “la” a chi fosse fan della scifi e volesse spiccare il volo verso una nuova saga).
A livello di meccaniche siamo nel campo dei gestionali, con elementi di gestione lavoratori, risorse, azioni, carte azione e Sim City, mentre come difficoltà l’ambito è quello del pesi ‘medi’, con una complessità percepita dagli utenti di BGG in un 2.96 su base 5, che lo rende idealmente vicino a titoli come Marco Polo (3.18).

APIARY IN POCO
La struttura di base di Apiary è quella dei gestione azione, per cui al proprio turno il giocatore andrà normalmente a piazzare uno dei propri ‘lavoratori’ in uno dei sei spazi azione del tabellone o passerà (ottenendo delle piccole rendite ed eseguendo alcuni step). Tra le cose che si possono fare spicca l’acquisto di tessere (esagonali) da aggiungere alla propria ‘astronave – alveare’, le quali possono contribuire (a seconda del tipo) a potenziare le azioni, ad aumentare le rendite o a fornire punti vittoria a fine partita. Sul contorno abbiamo poi la raccolta di risorse (esplorando lo spazio), l’acquisto di lavoratori, l’espansione dell’astronave, il ‘mercato’ o la pesca di carte multiuso (che possono essere poi spese in corso di partita per ottenere effetti, per fissare obiettivi o quali risorse).
Altra peculiarità è quella della ‘crescita’ delle nostre api lavoratore ogni volta che tornano ‘a casa‘, che le farà rendere maggiormente al successivo impiego (ma che le farà ‘ibernare’ dopo aver raggiunto il proprio potere massimo.
A fine partita (che scatta dopo un tot di ibernazioni) si procede al classico calcolo dei punti finali sulla base di diversi parametri.

COME SI PRESENTA
La Stonemeier è sempre stata tradizionalmente una editrice piuttosto attenta ai componenti e l’abitudine non è smentita anche in questo caso, con un tabellone ampio, tessere cartonate di dimensione generosa e risorse in legno sagomate. La grafica di Apiary è coerente con l’ambientazione (pur prettamente cosmetica nel suo vago sfondo sci fi, con protagoniste tante belle api, che evitano un sacco di problemi sul ‘politically correct‘ tanto di moda in questo periodo) e non invasiva e le tessere, difatti, risultano relativamente spoglie per non impattare negativamente sulla leggibilità.
C’è testo un poco ovunque (tessere e carte), per cui la versione nella nostra lingua è sicuramente consigliata per chi non mastichi l’inglese. Il manuale non è troppo brillante nella prima lettura, ma in compenso ne è fornito un secondo che illustra uno per uno tutti gli effetti di tessere e carte e quello è sicuramente un plus.
Se devo lamentarmi di qualcosa, forse la critica maggiore sta nel testo sulle tessere esagonali, in quanto quando si è seduti in diversi intorno al tavolo, è necessario spesso avvicinarsi per poter avere una chiara visione d’insieme di ciò che è disponibile nel mercato (non credo però fosse possibile rendere tutto solo con icone).

COME GIRA APIARY
Siamo di fronte ad un titolo che ha preso atto chiaramente della evoluzione avuta dai gestionali nell’ultimo decennio ed oltre. Abbiamo quindi diverse meccaniche mescolate tra loro, tutti ripulite e raffinate, raccogliendo e sintetizzando idee di varia provenienza. La miscela finale risulta quindi, come era prevedibile, solida e funzionale, girando tutto con una sua logica, senza troppi patemi o perplessità (naturalmente dopo aver metabolizzato alcuni effetti più complessi).
Per fare un paio di esempi la gestione lavoratori così prevede la ‘crescita’ del loro potere, così come il miglioramento della nostra ‘astronave’ non si limita a potenziare il ‘motore produttivo, ma propone anche diversi effetti che si attivano sfruttando le corrette adiacenze ed anche alcuni effetti immediati possono essere riattivati ottenendo piccole o grandi combo. Parimenti abbiamo anche un bel mazzotto di carte con effetti speciali, tutto studiato per dare vivacità e frizzantezza al gameplay.

SENSAZIONI
Il livello di gradimento del gioco è intimamente legato al tipo di giocatore che si confronta con esso ed a ciò che egli richiede da un gestionale che appartenga, come Apiary, alla fascia dei giochi giusto un filo meno complessi dei classici cinghiali. Tra i miei commensali, per esempio, ho avuto riscontri diversi, con alcuni che sono rimasti decisamente rapiti da questo titolo ed altri che si sono alzati con maggiore indifferenza e la scriminante è stata rappresentata proprio dai molteplici effetti peculiari prodotti da carte e tessere.
Questa impostazione, che a ben vedere aveva fatto la fortuna, diversi anni fa, di un Viticulture (sempre della Stonemaier), che incrociava il classico schema del piazzamento lavoratori con gli effetti multipli prodotti dai tre mazzi di carte presenti, è stata negli anni raffinata e ripulita e ricompare oggi in Apiary, facendo la felicità di chi ama questa lettura di fondo.
Chi invece gradisce maggiormente lavorare con azioni più codificate e lineari (prendi risorse, combinale, ottieni risultati, sali in tracce, …) la presenza di così tanti effetti diversi può dar luogo ad una certa dispersione dell’attenzione.

PARAMETRI VARI
La longevità, proprio grazie alle carte e tessere varie, è piuttosto buona, necessitando gli utenti di diverse partite prima di memorizzare gli effetti più classici e l’impostazione di fondo è tale da consentire il futuro arrivo delle classiche espansioni (che qui possono contenere nuovi mazzi di carte e di tessere).
La scalabilità è dicreta, nel senso che l’impostazione data, con spazi azione che non sono mai esauriti dall’altrui presenza, consente di giocare grosso modo nello stesso modo con qualsiasi numero di utenti. In cinque, tuttavia, il downtime tende a farsi sentire.
L’interazione non è aggressiva e si limita a pestarsi i piedi nell’esplorazione o nel portarsi via tessere, con il ‘picco’ che consiste in alcuni bonus di maggioranza nel settore delle ‘api ibernate’.
La complessità è quella di un peso medio, destinato comunque a giocatori tendenzialmente abituali.

CONCLUSIONI
Apiary è un validissimo gestionale di peso medio, che mescola diverse logiche tipiche della categoria, con un effetto finale ben raffinato ed efficace. La presenza di carte ad effetto e di potenziali combo può rappresentare elemento di spicco o disincentivante a seconda del gusto personale, ma nell’insieme la giocabilità del titolo è indubbiamente assai valida.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa e si ricorda cheSe ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it

Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it