simarillon (Davide)
El Grande, di Giochi Uniti, finalmente la ristampa (necessaria!) di un grandissimo classico ecco il titolo di cui si parla oggi. Autori del gioco Wolfgang Kramer e Richard Ulrich, mentre le illustrazioni sono del trio Doris Matthäus, Stefan Sonnberger, Franz-Georg Stämmele. Il titolo si può giocare da 2 a 5 giocatori con tempo a partita di 60 minuti (sulla scatola compare anche un improbabile 120 minuti come tempo massimo di gioco), ad El Grande si può giocare a partire dai 12 anni.
Spagna, XV secolo, da quasi 700 anni imperversa il conflitto tra dominatori cristiano e musulmani per ottenere il contorllo del paese. La Spagna si trova divisa in numerosi regni, contee, province e un emirato. In questo scenario i rappresentanti dell’altà nobilta, noti come i “Grandi”, svuolgono un ruolo decisivo. Essi inviano i loro valorosi cavalieri per prendere il controllo di nuove regioni, ottenendo sempre maggior potere, grazie alla conquista e difesa di nuovi castelli. Chi otterrà in controllo della Spagna e potrà essere proclamato “El Grande”?.
I materiali
La scatola di El Grande, nel classico formato quadrato alla Ticket to Ride contiene:
- Il tabellone di gioco;
- Cinquantacinque Carte Azione;
- Nove Carte Regione;
- Il Castello;
- Il Re sagomato e di grosse dimensioni in legno;
- Il Segnalino del Round;
- Una pedina in cartone inizio gioco;
- Due Segnapunti Mobili;
- Ottantuno Carte Potere in sei colori differenti;
- Cinque Dischi dei Segreti;
- Cinque Segnalini Punteggio (nei cinque colori verde, azzurro, viola, arancione, bordeaux);
- Cinque meeple Grandi (nei cinque colori verde, azzurro, viola, arancione, bordeaux);
- Centocinquanta meeple Cavalieri, Trenta per ognuno dei cinque colori nei cinque colori verde, azzurro, viola, arancione, bordeaux.
I materiali di gioco sono molto buoni, mi hanno colpito alcune piccole accortezze come le scatoline in cartone a contenere tutto il materiale di un giocatore (che si sostituiscono alle ziplock per una scelta anche ecologica e al passo con i nostri tempi) il tabellone di gioco è molto grande e funzionale; il Castello fa molta figura regalando tridimensionalità al gioco, i meeple dei Grande si fanno vedere e anche il Re si nota subito sul tabellone. La produzione non è suntuosa (anche se rispetto alla versione storica è assolutamente suntuosa, basta pensare ai cubetti, sostituiti dai meeple e al tabellone grande, colorato), ma perfettamente funzionale e, comunque, al termine del gioco con tutti i meeple piazzati sul tabellone il gioco è anche molto piacevole da vedere.

Le regole
Come sempre prima di sintetizzare le regole ricordo che “questo paragrafo (e le sue appendici) spiegano in maniera generale e non strutturale le regole del gioco e non si sostituiscono al regolamento”.
Mi sento un po’ in imbarazzo a sintetizzare le regole di questo grande classico, ma parlando ho scoperto come, comunque, anche nel mondo dei ‘giocatori’ ci sia ancora un nutrito gruppo che non ha ancora approcciato il gioco.
Il gioco si compone di nove round, tutti strutturati allo stesso modo, con l’eccezione che al terzo, al sesto e al nono round ci sarà come ultima fase il conteggio dei punti delle maggioranze. Ecco il dettaglio di ogni round:
- Vengono rivelate le carte azione da ciascuno dei cinque mazzi;
- Il primo giocatore sceglie una delle Carte Potere e la mette davanti a sé. Quest carte hanno un numero, che indica la priorità di gioco (chi ha il numero più grande inizia per primo) e eventualmente la rappresentazione di meeple che indicano quanti cavalieri si potranno portare dalla provincia (la riserva comune) alla propria corte (la riserva personale); i giocatori giocano ognuno la propria carta potere con l’unico vincolo di non poter giocare numeri già presenti;
- I giocatori, in ordine di turno, scelgono una Carta Azione, e ne eseguono, nell’ordine che preferiscono, le due fasi, l’azione speciale, che si può anche decidere di non svolgere e il posizionamento dei cavalieri dalla propria corte ad una delle regioni della Spagna (con il vincolo di piazzamento che si possono mettere solo nelle regioni adiacenti a quelle dove si trova il re), in alternativa i cavalieri possono essere messi nel Castello.
- Nell’eventuale fase di conteggio dei punti per prima cosa si sceglie una regione con il disco dei segreti e li verranno indirizzati i cavalieri del Castello, poi si verificano le maggioranze e si assegnano i punti come indicato su ognuna delle regioni, il giocatore al primo posto nella regione del re otterrà due punti supplementari, come il giocatore otterrà due punti extra in caso di maggioranza in una regione con il proprio Grande. In caso di pareggio verrà assegnato il punteggio della posizione inferiore.
Ovviamente a El Grande vince chi avrà totalizzato il maggior numero di punti.

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “la Spagna è stato il primo grande paese a uscire dalla storia, prefigurazione grandiosa di ciò che è l’Europa oggi” dal filosofo e aforista rumeno Emil Cioran, in Un apolide metafisico.
Ecco, quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a El Grande:
- che i capolavori, in qualsiasi campo, lo rimangono per sempre;
- ad apprezzare i giochi di maggioranze;
- che i giochi di maggioranza possono avere ribaltamenti vari ed inaspettati durante la partita.

Considerazioni Personali / Impressioni
El Grande ha, sostanzialmente, inventato, nella sua accezione moderna, il concetto del gioco di maggioranze, e fin dalla sua primissima pubblicazione, del 1995, ha vinto numerosi premi, tra cui il prestigioso Spiel des Jahres nel 1996. Ci sono giochi che si devono conoscere e provare ed El Grande è nella ristretta lista dei giochi che non possono assolutamente mancare nella libreria di un giocatore. Il gioco era introvabile e la ristampa di Giochi Uniti assolutamente necessaria!
Novità
La parte grafica, fortunatamente, è stata aggiornata e rende giustizia ad un gioco che aveva proprio nella parte della grafica uno dei suoi punti di criticità. Nella scatola, in questa edizione, sono già presenti le espansioni “Nuova Reggenza” e “Cambio di Potere” e ci sono anche alcune carte azione aggiuntive rispetto all’edizione storica. Mi è sembrata assolutamente superflua la mini espansione “Cambio di Potere”, che permette di modificare il numero giocato nella Carta Azione, mentre decisamente più interessante l’espansione Nuova Reggenza che noi abbiamo introdotto subito dopo le primissime partite.
Come già accennato le novità riguarda anche la parte grafica dai disegno per arrivare ai classici meeple alla Carcassone, al posto dei cubetti dell’edizione storica.

Scalabilità e Rigiocabilità
La scalabilità è ottima anche se la mia configurazione ideale è 4 giocatori, inizialmente avevo qualche dubbio sulla configurazione 3 giocatori che è stato ampiamento smentito dalla prova dei fatti, mentre lo sconsiglio decisamente in 2 giocatori. In cinque la mia piccola perplessità è il fatto che il Re venga, obbligatoriamente, mosso. Forse mi sarebbe piaciuto avere sei mazzetti di carte da scegliere (lasciando così una reale scelta anche all’ultimo giocatore nella configurazione in 5).
Per il discorso maggioranze, ovviamente, avere più giocatori sul tabellone rende la sfida più tesa ed intrigante. La rigiocabilità è molto buona, se è vero che le carte sono quelle e si vedono tutte durante la partita è altrettanto vero che il momento in cui escono, le combinazioni fra le 5 carte fra cui scegliere e le posizioni che si creano tra i giocatori sul Tabellone lasciano l’impressione (reale) di un’ottima rigiocabilità. In tema di rigiocabilità anche avere la piccola espansione aiuta ad aumentare la rigiocabilità dando un’ulteriore sfumatura di rigiocabilità.
Interazione
E’ un gioco di maggioranze e quindi, per definizione, è un gioco ha forte interazione diretta tra i giocatori. Le carte donano inoltre un secondo tipo di interazione diretta; infatti, diverse carte hanno effetti direttamente sulle corti e sui cavalieri degli avversari, spostandoli o eliminandoli dalle aree in cui sono. Bisogna essere bravi a fare punti, ma in certi momenti bisogna essere ancora più bravi nel non far guadagnare punti agli avversari; proprio per questo necessario astenersi amici permalosi o amicizie appena iniziate.
Strategia e tattica compagne di gioco – The Best Of
Il gioco non può che impressionare perché con poche regole facili da spiegare ed apprendere lascia ai giocatori una profondità di scelte, dimostrandosi in un certo qual modo difficile da padroneggiare ed essendo un perfetto mix tra strategia e tattica.
Ogni scelta, sia delle Carte Azione sia delle Carte Potere, ha effetti immediati, ma deve essere pensata anche (soprattutto?) in funzione dei conteggi intermedi del punteggio e del conteggio finale, quando le posizioni del re e dei grandi saranno particolarmente importanti nel conteggio dei punti assegnati dalle maggioranze.
Anche il Castello è un altro elemento particolarmente importante da un punto di vista strategico, che introduce anche un pizzico di rischio e di imprevedibilità nel gioco e nelle azioni degli avversari.

Piccolissimi Dubbi
Se devo dire i miei dubbi sono molto marginali la prima piccolissima critica che mi sento di fare è il fatto che regolamento non spiegate tutte le carte e ci sono dei momenti e delle situazioni in cui la spiegazione dettagliata della carta è assolutamente utile (quasi necessaria); ci siamo trovati in diverse situazioni con la necessità di dirimere un dubbio e con il non trovare la spiegazione della carta, dando quindi la nostra (condivisa) interpretazione personale. L’altro dubbio è che il piazzamento, iniziale, casuale, può in minima parte influenzare la tattica iniziale dei giocatori, lievemente avvantaggiandoli, è diverso avere i propri Grandi a Toledo, piuttosto che in Galizia. ne.
In Conclusione
Mi piacciono molto i giochi di maggioranza (non a caso The King is Dead è uno dei miei giochi preferiti) e soffro molto i giochi di maggioranza, non riuscendo quasi mai a vincere una partita a giochi con questa meccanica. El Grande è ‘perfetto’, un must have per tutti coloro i quali piace la meccanica delle maggioranze, ma anche un gioco da provare (ed avere) per tutti gli appassionati di gioco.
Potrei sintetizzare semplicemente così: INFINITO IMMENSO CAPOLAVORO!
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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