simarillon (Davide)
The Great Split di Ghenos Games della coppia Horrible Hjalmar Hach e Lorenzo Silva, con le illustrazioni di Weberson Santiago, ecco la ricca recensione di oggi. Il titolo si può giocare da 2(23?) a 7 giocatori con tempo a partita di 45 minuti circa, assolutamente indipendenti dal numero di giocatori, potete iniziare a divertirvi e aprire i portafogli a partire dagli 8 anni.
Benvenuti alla più esclusiva serata di gala dell’anno! I più rinomati accumulatori di ricchezze sono già qui, ansiosi di scambiarsi irresistibili offerte … e pronti a tirarsi l’un l’altro grosse fregature, per mettere insieme la collezione migliore. Comincia il Great Split.
I Materiali
L’elegante scatola di The Great Split contiene:
- la plancia centrale;
- sette plance Giocatore in sette colori differenti;
- sette Portafogli, coordinati con le plance;
- sette carte separatore;
- ventinove carte risorsa di livello I;
- ventuno carte risorsa di livello II;
- ventuno carte risorsa di livello III;
- trentacinque cubetti risorsa in divisi in cinque risorse differenti;
- trentacinque cubetti sigillo;
- quattordici cubetti prestigio;
- sette tessere personaggio ognuna con caratteristiche differenti;
- un indicatore round;
- un cursore mercato;
- nove segnalini mercato;
- quattro segnalini punteggio.
I materiali di The Great Split sono … perfetti per il gioco. Il disegno è stilizzato, ma sicuramente evocativo, i cubetti sono ‘vintage’, ma sono perfettamente integrati con il tema del gioco ed eleganti. Risorse sagomare avrebbero sicuramente in questo caso stonato. Le place dual-layer sono un plus, ma in realtà, visto il molto muoversi dei vari indicatori sono quasi indispensabili. I portafogli sono quel piccolo tocco ce ci fa sentire proprio dentro le dinamiche e l’ambientazione del gioco. Magari il gioco non vi conquisterà per lo sforza, ma sicuramente per l’eleganza e la ‘pulizia’ del tutto.

Il gioco … ovvero eccovi le regole
Preparate la plancia centrale e la plancia personale, preso il portafoglio associato alla seconda e scelto un personale per ogni giocatore si prendono 5 carte e via si inizia a giocare.
Una partita a The Great Split si svolge in sei round, che si ripetono uguali, ciascuno composto dalle seguenti fasi:
- Distribuzione, ogni giocatore riceve una carta dal mazzo specifico, a seconda del round che si sta giocando;
- Split, in cui si divide la propria mano di carte in due gruppi differenti e la si scambia con i giocatori seduti alla propria sinistra;
- Scelta di uno dei due Split e restituzione del portafoglio al giocatore che ce lo ha passato, componendo così la mano delle proprie carte del turno;
- Risoluzione delle carte in cui si guadagnano ricchezze in base alle carte che si hanno in mano dopo la fase di Split, tenendo traccia del valore totale di Prestigio, Libri Rari, Opere d’Arte, Gemme, Oro e Sigilli sulla plancia personale e attivando gli affetti quando raggiunti degli obiettivi parziali, ad esempio quando si raggiungono delle caselle opportune sul tracciato Sigillo dei Libri Rari si avanzerà sul tracciato del valore relativo; questa fase si gioca in contemporanea (alle prime partire e con giocatori alle prime armi vi consiglio di giocarla singolarmente, soprattutto i primi turni per far capire a tutti i giocatori il meccanismo). In questa fase ci sono anche la carta divisione che è una ‘carta jolly’ per avanzare su un tracciato a propria scelta e la possibilità di vendere carte per guadagnare una casella sul tracciato Oro;
- Mercato. Durante questa fase, il valore attuale delle Opere d’Arte sulla plancia comune aumenta di un valore non predeterminato prendendo uno degli appositi talloncini tra quelli disponibili.
Da rimarcare anche che dopo il terzo e dopo il quarto turno c’è una conta parziale del punteggio, sapendo con anticipo il set-collection che verrà valutato e la possibilità di (nuovamente) indirizzare la propria strategia.

Alla fine della partita si valuta chi avrà fatto il maggior numero di punti considerando: il punteggio dei libri rari, il punteggio delle gemme, il punteggio delle opere d’arte in considerazione del valore del mercato e il punteggio dei contratti.
La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “l’atteggiamento con cui i collezionisti corteggiano i quadri è romantico solo in apparenza: alla base di tutto non c’è che pura e semplice lussuria”, da Steve Martin.
Ecco, quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a The Great Split:
- a fare le offerte giuste agli avversari;
- a creare combo interessanti;
- a modificare la propria strategia con l’evolversi del gioco;
- a essere ricchi collezionisti :D.
Considerazioni Personali / Impressioni
Ho notato il gioco a Modena Play di quest’anno … e appena ho visto la sua versione definitiva e quel ‘sette’ come numero massimo di giocatori ho deciso che questa scatola sarebbe entrata in casa … e grazie a Ghenos ci sono riuscito.

Il Portafoglio
La meccanica dello SPLIT è, ovviamente, la parte caratterizzante del gioco. Si dovrà dividere in due la propria mano cercando di far scegliere al nostro avversario proprio quella parte di mano che noi non vogliamo così che ci tornino in mano quelle carte su cui abbiamo basato la nostra strategia. Se saremo bravi succederà spesso, se non troppo egoisti succederà che ci tornerà indietro una mano di scarso valore. Il costruire lo Split giusto ci metterà in difficoltà; dovremo essere abili nel saper rinunciare a qualcosa per avere quello che vogliamo, dovremo essere abili nell’offrire lo Split giusto per avere indietro quando vogliamo e quando, nonostante tutto, arriverà lo Split sbagliato dovremo essere abili nell’utilizzarlo al meglio.
Set Collection
Il gioco è un’implementazione molto interessante della meccanica di set-collection, dopo la fase di draft si applicano gli effetti delle carte per aggiungere Gemme, Oro, Opere d’Arte o Libri Rari alla propria collezione, cercando di muoversi in maniera quanto più ottimale possibile. Ogni tracciato fornisce punti prestigio in maniera differente e, potenzialmente, in momenti differenti della partita. Inoltre, bisogna di convalidare i contratti con i sigilli per ottenere ulteriori punti a fine partita avanzando su ulteriori tracciati; senza dimenticarsi del tracciato delle monete, particolarmente interessante e della carta jolly che abbiamo ad ogni turno e che dobbiamo usare al meglio. Un set-collection davvero particolare, con un’ottima rigiocabilità e che crea connessioni interessanti tra le varie track della plancia personale.
Scalabilità
Questo, in casa nostra, è l’anno dei giochi da sette persone, dopo Splito, la nostra ‘sorpresa dall’estate’ eccoci a The Great Split. Il gioco funziona molto bene a partire dai tre giocatori e continua a funzionare in qualsiasi numero di giocatori fino ai sette. Non ci ha convinto completamente la versione a due giocatori, dove il mazzo ‘diventa in qualche modo’ il terzo giocatore e dove il riciclo delle carte avviene in maniera differente … e un po’ casuale, rispetto al gioco dai tre giocatori in su. Sicuramente un aspetto positivo del gioco è quello che non esiste downtime, si gioca tutti in contemporanea; si passano insieme i portafogli e quando abbiamo le carte alla fine dalla mano ognuno risolve le proprie carte. In questa fase, ovviamente, non c’è controllo sulle azioni dei compagni di gioco (… non barate!!! …) ma permette di mantenere il gioco i tempi delle partite contenuti. I giochi ad azioni simultanee sono per me sempre interessanti hanno pregi e difetti e anche in questo caso mi sembra di vedere sfumature, conosciute, sia dell’uno sia dell’altro.

Un po’ di strategia e tanta tattica
Il personaggio che scegliamo ad inizio della partita ci dà un minimo di indizio su quale sarà la strategia per noi più premiante, indirizzando alcune delle nostre scelte. Non sarà semplicissimo però perseguire la strategia a lungo termine senza fare degli aggiustamenti tattici in base alle carte in nostro possesso ad ogni mano e le carte che ci vengono passate. Anche l’evolversi della situazione sulla plancia personale, proprio in base alle scelte effettuate in precedenza, ci può fornire qualche indicazione su come sviluppare il nostro gioco dal momento che non sarà possibile salire al massimo su tutte le tracks.
Interazione
L’interazione è molto spinta, essendo ogni turno un passaggio diretto di carte tra i giocatori, ma è un’interazione monodirezionale solo con i giocatori alla nostra destra, a cui passiamo il portafoglio e alla nostra sinistra (in maniera minore) da cui riceviamo il portafoglio. Mi è sembrata mancare un pochino di ‘corsa’ verso gli obiettivi; ovvero avrei preferito che ci fosse un qualche premio anche per chi ha raggiunge per primo un obiettivo, di modo di sentire maggiormente l’interazione tra tutti i giocatori seduti al tavolo.
Tanti, tantissimi punti
Un aspetto che ho trovato davvero molto interessante è quello del punteggio. Ci sono diversi modi di fare punti da quello più incerto del mercato a quello molto premiante dei libri rari (un tracciato dove non si può e non si deve rimanere indietro) a quello delle gemme che valuta il peggior collection set per determinare quella particolare tipologia di punteggio. Ci sono, quindi, diverse sfaccettature e si deve valutare bene su quali investire, ma non lasciando troppo indietro nessuno dei tracciati. Questo pone un problema di scelte durante le fasi di gioco che potrebbe far perdere un minimo di immediatezza se avete pensatori incalliti al tavolo.

In Conclusione
The Great Split è un collection-set, in cui dovremo ottimizzare le nostre risorse draftando le carte in modo originale, con la meccanica dello Split. La meccanica dell’azione simultanea permette di mantenere i tempi delle partite ridotti e dà la possibilità di far accomodare allo stesso tavolo fino a sette giocatori giocando non ad un semplice party-game, ma ad un gioco articolato e ragionato, in cui durante i sei turni della partita dovremo impostare una strategia iniziale e correggerla ad ogni turno sulla base delle carte che abbiamo peschiamo e riceviamo.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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