simarillon (Davide)
Bad Choice, di Yas!Games (il giovane editore che vi abbiamo presentato in questa intervista) ecco il titolo di cui vi parliamo oggi. Party Game giocabile a partire dai 18 anni (sì avete letto bene) in partite di una mezz’ora circa, e con un minimo di 3 giocatori ed un massimo (teorico) di 10 giocatori … ma tendente all’infinito Il gioco è stato pensato da Mike Lancaster.
Bad Choices è il Party Games delle domande scomode o imbarazzanti da fare alle persone giuste.

I Materiali
La scatola è elegante ed essenziale e, al suo interno, contiene solamente carte divise tra:
- oltre duecento carte Domanda;
- trenta carte Giocano Tutti;
- trenta carte Pesca+1 o Pesca+2;
- quindici carte personalizzabili con la propria scomoda domanda.
Onestamente non c’è davvero (quasi) nulla da dire sui materiali oltre a quello che è stato appena scritto. Carte essenziali, scritte e null’altro.
Il gioco … ovvero eccovi le regole
A ogni giocatore vengono distribuite sei carte.
Lo scopo del gioco è rimanere senza più carte in mano prima di tutti. A turno, ogni giocatore cerca di scartare una carta scegliendo una domanda scomoda e individuando la persona a cui porla. I giocatori possono rispondere solo ‘SI’ oppure ‘NO’. Se la risposta sarà “Si”, il giocatore potrà scartare la carta, altrimenti… dovrà tenerla. Si può anche optare per saltare il turno e sostituire il numero di carte che si desidera.
Ci sono le carte ‘Giocano Tutti’ in cui la risposta positiva deve essere data da almeno la metà dei giocatori. Introducono ulteriori rotture del gioco le carte Pesca che si giocano contro gli avversari per fargli pescare altre carte e a cui si può rispondere solo con altre carte.
Nel regolamento ci sono poi ulteriori varianti di gioco definire ‘varianti epiche’.

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e “non lasciare mai che il tuo senso della morale ti prevenga dal fare ciò che è giusto”, Isaac Asimov.
Ecco, quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Bad Choice:
- verità scomode e segreti imbarazzanti;
- che la sincerità è un elemento fondamentale del gioco;
- che ci sono giochi solo per adulti;
- a conoscere aspetti delle persone che non avremmo immaginato.
Considerazioni Personali / Impressioni
Party Game scomodo e in qualche momento esagerato ecco in sintesi come possiamo definire Bad Choice.
Eticamente Scorretto
Il gioco è eticamente scorretto. Le domande, mediamente, sono il più imbarazzanti possibile, c’è molto spesso uno sfondo sessuale a fare da cornice alla domanda e qualche volta mi sembra quasi impossibile che ci possa essere chi risponda sì a quella carta. E qui, infatti, ho apprezzato la possibilità di sostituire le carte; ok, ci farà perdere un turno nell’immediato, ma magari per guadagnarne in futuro.

Break
Le carte +1 o +2 e le carte inseriscono un minimo di variante che ‘ravviva il gioco’ e allo stesso tempo consentono un aumento dell’interazione tra i giocatori; sicuramente un aspetto positivo di Bad Choice. In generale ci devono essere dei momenti di rottura, soprattutto in un gioco di questo tipo per spezzare un po’ la follia del tipo di gioco che è.
Sincerità
Le regole sottolineano come si debba rispondere con sincerità; questa è la base del gioco, senza la sincerità non funziona nulla … e ci sono domande che ci metteranno davvero a dura prova la nostra sincerità; non entro nel merito ma alcuni sì potrebbero essere scomodi, fastidiosi, sorprendenti. E’ un gioco in cui conoscere le persone può sicuramente aiutare e allo stesso tempo potrebbe aiutare a conoscere comportamenti inaspettati dei compagni di gioco.
I miei Dubbi
Il primo dubbio è nei giocatori. Questo gioco, infatti, è fatto almeno all’80% dai giocatori. Si deve essere predisposti ad accettare domande scomode (spesso a sfondo sessuale), si deve essere pronti a rispondere con sincerità, altrimenti il gioco non funziona e non sempre le persone accettano questo tipo di sfida. Le domande sono tante, ma dopo un po’ di partite potrebbe esserci un senso un po’ di già visto, soprattutto se si è con la stessa compagnia di giocatori.
In Bad Choice mi sembra manchi un sistema alla Vudu, che tuteli un po’ i giocatori stessi; personalmente avrei dato un gettone o qualcosa si simile di modo che non si potesse essere ripetutamente ‘colpiti’ dalle domande; insomma ‘Ok, ti rispondo, ma al prossimo turno toccherà a qualcun altro rispondere’.

In Conclusione
Bad Choice è un gioco, diverso, scorretto, che, se affrontato con la giusta compagnia vi farà fare molte risate e scoprire cose inaudite dei vostri amici/compagni di gioco. Bisogna però essere disposti a mettersi nel MOOD che richiede il gioco, altrimenti sarà poco divertente e per nulla coinvolgente.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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