Fabio (Pinco11)
EARTH – PRIME IMPRESSIONI
Dalla Inside Up Games (già nota per titoli come Summit) arriva in questo 2023 Earth (in Italia distribuito dalla Lucky Duck Games), ideato da Maxime Tardif. L’ambientazione è quella della natura e l’idea è quella di operare per dar vita ad un motore di sviluppo di un ecosistema. Quanto a meccaniche siamo di fronte ad un gioco a base di carte con effetti e di gestione risorse che si è guadagnato una enorme attenzione in poco tempo, proponendosi di fatto come un qualcosa a metà strada (su BGG è percepito come un 2.88 su una scala da 1 a 5 di difficoltà) tra due enormi successi del recente come Wingspan (2.46) ed Ark Nova (3.73).

EARTH IN POCO
La struttura di base di Earth è relativamente semplice. Ad inizio partita ognuno riceve una scheda personale dove alloggia le proprie tre carte di partenza, che riconoscono risorse e carte, piccoli ‘poteri’ ed un obiettivo da perseguire. Il flusso del gioco prevede quindi che il giocatore di turno scelga una della 4 diverse azioni disponibili e che anche TUTTI gli altri possano, contemporaneamente, eseguirne una versione ‘depotenziata’ (tipo Puerto Rico, per capirci).
Centrale è sicuramente il PIANTARE, che consente di giocare (pagandone il costo in gettoni suolo) carte di fronte a se, che saranno assemblate in una griglia 4×4 ed intorno a ciò ruotano in qualche modo il COMPOSTARE (che permette di ottenere risorse suolo e di ‘riciclare’ carte), l’ANNAFFIARE (che fa ottenere germogli e suolo) ed il CRESCERE (che fa pescare carte e crescere alberi).
Ogni carta ha poi dei piccoli box colorati e la seconda fase di ogni turno prevede che tutti i giocatori attivino gli effetti indicati dai box del colore/i indicati dalla azione prescelta (es. il piantare attiva gli effetti verdi).
Il gioco termina quando uno dei presenti completa la propria griglia 4×4: terminato il giro si conteranno i punti, sommando quelli riconosciuti dalle carte, dagli alberi, quelli dei germogli, nonchè gli obiettivi, personali e collettivi.

COME SI PRESENTA EARTH
Oramai abbiamo ben inteso che la qualità della componentistica è intimamente legata al prezzo finale e che l’abilità del produttore sta nel sapersi collocare nella giusta fascia, curando gli aspetti a ciò necessari.
Sotto questo aspetto credo che Earth abbia fatto i giusti compromessi, ottenendo un risultato finale, per i materiali, decisamente buono. Il comparto grafico segue il trend recente, che è quello di fruire di immagini fotografiche e la moltitudine di colori che la natura restituisce è più che sufficiente a donare vitalità al tutto: le icone però (al netto del primo impatto, che prevede la necessità di digerire la manciata di disegnini, comunque ricordati sulla plancia personale e delle iconcine, meno visibili, degli elementi habitat) restano ben leggibili e questo è un punto a favore.
Per il resto la dotazione prevede una quantità generosa di dischetti impilabili che, assieme alle ‘chiome’ colorate, consentono di simboleggiare la crescita di scenografici alberi, che donano un bell’impatto scenico (come le uova in Wingspan) al tavolo. Meno lussuosi sono invece i gettoni risorsa in cartone o i cubetti verdi (germoglio) ma, come accennavo, per rimanere nella giusta fascia di prezzo qualche scelta si deve pur compiere …
COME GIRA IL TUTTO?
Bene. Siamo di fronte ad un prodotto curato e studiato per funzionare e per dare l’idea di essere di fronte ad un meccanismo ben oliato, che può dare soddisfazione a tutti. Earth lo spieghi, a ben vedere, in pochi minuti e la complessità risiede poi, come in tutti i titoli di questo tipo, nelle oltre 350 carte disponibili e nella capacità, che i giocatori devono sviluppare con il tempo, di saperle armonizzare e combinare tra loro.
Nelle primissime partite, così, si andrà abbastanza ad intuito, cercando di piazzare carte che contengano i simboli richiesti dalla carte obiettivo comuni (o personali), per curare poi una certa varietà di colori (o al contrario puntare su uno di essi) di effetti, dando vita a piccoli motori produttivi. A seguire si coglierà poi l’importanza di sapere scegliere come e dove collocare le carte nella propria griglia, cosa che diventa essenziale per poter sfruttare al meglio gli effetti bonus (che si attivano a partire dalla carta in alto a sinistra, procedendo poi fila per fila, a scendere) e per poter massimizzare i punti finali di alcune carte, che premiano la vicinanza a certi habitat o la presenza di essi in certe file o righe.
Giocando, quindi, si può esplorare la profondità che il gioco offre, armonizzando carte tra loro e sfruttando al meglio ciò che il mazzo offre.

SENSAZIONI DI GIOCO
Il maggiore punto di forza di Earth risiede, senza dubbio, nella rapidità con la quale si passa da non conoscerlo ad essere in grado di giocare e quindi nella velocità con la quale si spiega. Se il vostro ‘Cicerone’ sarà bravo, potrete pensare di passare al primo turno già in 10-15 minuti e questo non è poco, perchè vi fa percepire di essere di fronte ad un gioco ‘abbordabile’, aumentando il possibile target di giocatori da far sedere al tavolo.
La sensazione che poi si dovrà, però, superare, è quella successiva, di smarrimento, che si coglie quando si deve compiere la prima scelta delle carte da tenere e da scartare, perchè qui dovrà essere lo ‘spiegatore’ ad aiutarvi, dandovi quel paio di ‘dritte’ necessarie, tipo che dovete tenere qualche carta di costo basso da giocare subito e di fare attenzione, magari, anche ad paio di simboli habitat che avete ricorrenti e che compaiono negli obiettivi, vostri o comuni. Partendo da qui e facendo qualche giro, poi, tutto viene su da se.
CARTE, CARTE, CARTE ..
I primi piazzamenti di carte, poi, vengono quasi da soli e la scelta delle azioni sarà spesso dettata da esigenze immediate, tipo il cercare risorse suolo in una, per poter poi spenderle e piazzare. Gradualmente si entrerà anche nella logica dei cubetti germoglio, che varrebbero un punto a fine partita, ma che potreste voler sacrificare in momenti chiave usandoli come risorsa suolo ed in quella degli alberi, che vanno completati per ottenere più punti.
Insomma, turno dopo turno, già alla fine della prima partita si arriva alla sensazione di saper padroneggiare il tutto ed il motore può anche un attimo ‘vibrare’, nel senso che chi abbia cumulato molti box di uno stesso colore potrebbe trovarsi ad ottenere vere e proprie catene di effetti in certi momenti.
LONGEVITA’
Le indicazioni restituite dalla prima partita vanno poi ‘coltivate’ (gioco di parole) in quelle successive, nel senso che ciò che Earth vuole è proprio che si vada gradualmente a familiarizzare con il mazzo e con gli effetti delle carte, per capire come meglio selezionarle, combinarle, giocarle e piazzarle, apprezzando così i diversi sottostrati tattici che il gioco offre. Nel contempo l’utente meno scafato potrà comunque dedicarsi, in tranquillità, ad una esplorazione più superficiale dei motori di gioco, ottenendo comunque risultati in qualche modo soddisfacenti, grazie alla varietà di sottostrati che si può curare nel giocare (es. faccio attenzione solo alle icone habitat, per i punti vittoria, o studio anche i colori degli effetti e/o il piazzamento delle carte nella griglia?).
Il gran numero di carte disponibili (dei vari sottotipi) consente quindi di sperimentare diversi approcci, per cui la ripetitività sarà evitata a lungo e non dubito che, visto l’ottimo riscontro che Earth ha ottenuto in poco (gode su BGG di un solito 7.9 di voto medio ed è già nella top 300 di sempre, classifica che ritengo scalerà rapidamente), a breve arriveranno anche le prime espansioni.

ALTRI PARAMETRI
Passando agli altri fattori che di solito esaminiamo, direi che la INTERAZIONE è qui (almeno nelle prime partite) decisamente bassina, avvertendosi la altrui presenza soprattutto nella corsa agli obiettivi (non c’è nemmeno un mercato comune di carte sul quale interagire). Giocando, soprattutto nel testa a testa (in due) si può poi affinare un attimo il proprio approccio, cercando di leggere anche la griglia altrui, evitando di scegliere le azioni che lo premiano troppo in termini di bonus, però (almeno per ora) difficilmente litigherete con il vostro avversario per le bastardate che gli avete fatto, come invece può accadere in certi contesti di Ark Nova (se avete inserito le carte serpenti e simili nel mazzo o se vi siete dedicati agli scenari interattivi fan made).
L’alea è a sua volta presente, in quanto connaturata alla pesca di carte, ma il rapido ricircolo di esse e la presenza di effetti tutto sommato ricorrenti garantisce la possibilità di controllare adeguatamente la fortuna.
La varietà negli effetti, infine, è più che sufficiente, ma lo sforzo compiuto nel proporre in larga parte effetti di facile comprensione ha anche limitato, per certi aspetti la varietà.
CONCLUSIONI
Earth è un gestionale a base di carte ad effetto che si pone, efficacemente, a metà strada tra titoli che gli sono, per ambientazione e logiche di fondo, affini come Wingspan ed Ark Nova. Ben studiato e proposto, gira efficacemente e consente di essere approcciato con diverse gradazioni di impegno. Bassa l’interazione, ma anche i tempi di attesa, grazie alla logica delle azioni che si svolgono in contemporanea, è sicuramente uno dei giochi da inserire nella collezione degli amanti del genere.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa
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