Give us Victories [Recensione]

Nella primavera del 1863 le Forze del Potomac (Unione) si scontrarono contro l’armata confederata della Virginia guidate dal generale Lee nei pressi di Chancellorsville. Le forze dell’Unione erano guidate dal generale Hooker e contavano circa 130.000 unità, il doppio dei confederati e sulla carta si presentava come uno degli scontri più sproporzionati della guerra civile americana. Forte di questo vantaggio, Hooker, divise le sue truppe in due schieramenti pronto per una manovra di accerchiamento all’esercito di Lee e preparò parte della cavalleria per distruggere le efficaci linee di rifornimento nemiche.

Tuttavia Quello che successe nei primi giorni di maggio viene ricordata ancora oggi come “la battaglia perfetta di Lee”. I comandanti confederati scelsero rischiosamente di dividere le truppe in 3 schieramenti e, senza farsi notare, contro-accerchiarono l’unione nei pressi di Chancellorsville. Quello che accadde è storia.

Give Us Victories è un titolo di Sergio Schiavi, curatore del game design e dell’artwork. Edito da Dissimula Edizioni, per 1-2 persone e della durata di 120-480 minuti. Il titolo è in inglese ma è possibile scaricare il manuale in italiano dal sito dell’editore ed è impostato per essere sia tattico che operazionale che strategico

Tra i credit presenti nel manuale, sotto la voce Combat System, spicca un certo Alessandro Barbero. Se in questo momento vi è venuto in mente QUEL Barbero, sappiate che è proprio lui!

Materiali

La scatola di Give us Victories è una ma all’interno troviamo tutto il necessario per giocare a 4 giochi differenti: la campagna vera e propria comprensiva di scenari brevi, il gioco strategico, lo skirmish e il solitario. Altra caratteristica degna di nota è quella di presentare doppie pedine, quelle con la sagoma delle truppe e quelle con i simboli nato. Tutte le pedine sono di spessore ottimo e sono da clippare (smussare gli angoli).

La mappa è un vero gioiello è stata interamente studiata e disegnata dallo stesso autore che è anche un cartografo. Rimane leggibile anche quando è sollecitata da molti counter. Non è montata (di cartone spesso) ed è composta da due fogli componibili. Graficamente curata nei minimi dettagli.

Il materiale presente è diviso per tipologia di gioco ed ogni scheda all’interno è stampata fronte-retro.

Condizioni di vittoria

In Give us Victories è possibile vincere la campagna per vittoria automatica (eccessivo divario di truppe uccise) oppure ai punti. I punti si ottengono in 3 modi: truppe uccise, controllo località e facendo uscire le proprie truppe dalla mappa nei lati controllati dagli avversari.

IL GIOCO: La campagna (5-6 ore)

È il gioco principale è si basa sul chit-pull ovvero ad ogni turno i giocatori spenderanno i loro punti attivazione estraendo a turno le pedine comando da una “tazza”. Le pedine comando sono i comandanti superiori che parteciparono alla battaglia ed ognuno di loro può attivare differenti truppe.

Le truppe dispongono di punti movimento e punti forza. I punti movimento sono influenzati dal terreno e dalla vicinanza con il nemico. Non ci sono delle vere e proprie “zone di controllo” che bloccano il movimento delle truppe vicine. La fase di combattimento si risolve grazie ai rapporti di forza tra le unità in combattimento ed è di facile gestione. Per aumentare il grado di simulazione e la profondità strategica sono presenti anche alcune regole opzionali. Senza di esse si riduce di poco la durata della campagna.

Scenari brevi (40-60min)

Sono 4 e sono ottimi per imparare a gestire le regole, comprese le opzionali, rimanendo in tempi di gioco ristretti. Gli scenari riprendono accadimenti reali. Sono diventati la mia modalità di gioco preferità perchè hanno tempi di setup brevi e hanno durata contenuta ma mantengono una profondità strategica elevatissima.

 

IL GIOCO: Modalità strategica (40-50min)

Ottima per introdurre il concetto di wargame strategico. Rende ottimamente le difficoltà a cui andarono incontro le due formazioni. La modalità si basa su un numero determinato di impulsi che i giocatori hanno e con i quali possono sia muovere che attaccare. A chiudere il tutto c’è il recupero delle unità perse a fine turno che rende la partita incerta per tutti e 6 i round. Rapido e divertente.

La sintesi di tutto il materiale presente in scatola

IL GIOCO: Modalità skirmish (3D – durata 50-60min)

Questa modalità permette di sfruttare degli standee presenti all’interno della scatola. Riproducono fedelmente le uniformi e le armi dell’epoca ma devono essere ritagliate con le forbici. Io non me la sono sentita di farlo e ho usato i soldatini di mio figlio. L’esperienza ludica è stata comunque soddisfacente. Ha un regolamento molto basilare e può essere considerato un introduttivo agli operazionali-skirmish. 

IL GIOCO: Modalità solitaria (per fare campagne di circa 6 ore)

Il solitario permette di giocare una campagna nei panni dei confederati e ci farà affrontare un bot. Quest’ultimo, per essere utilizzato, richiede delle sue pedine, una sua plancia e un libretto delle decisioni. Il bot è stato studiato bene e ad ogni nostra mossa lui è in grado di rispondere in modi diversi e attendibili. Non è facile da gestire, ogni tanto è facile bloccarsi perché le informazioni per usarlo al meglio sono diverse e vanno tutte utilizzate. Si riconosce che è stato fatto un gran lavoro di game design per rendere il tutto più simulativo possibile ma non è una modalità per tutti.

Ho provato ad ussare il bot in scenari piccoli da me inventati e mi sono trovato molto bene, è così che ho imparato ad usarlo ma questo mi fa pensare che con uno scenario introduttivo apposito mi sarei trovato meno spiazzato. 

Tutto quello che troverete per giocare in solo

CONCLUSIONI:

Give us victories è un titolo fatto da wargamer per wargamer. Ha un gamplay leggero e asciutto che lo rende adatto a chi si avvicina da poco agli esagoni ma lo fà senza scendere troppo a compromessi, permettendo anche ai più esperti di avere in mano un titolo simulativo di alto livello. Questa pulizia del gameplay lo troviamo anche in altri titoli dell’autore ed è una delle tendenze del mercato moderno, proprio per questo mi sento di dire che il titolo non ha nulla da invidiare a produzioni internazionali ben più blasonate. Il più grande grande pregio che questo comporta è la tendenza alla riduzione del downtime.

Le uniche riserve che ho sono nel sistema in solitario (vedi sopra) e in alcune piccole regole ed eccezioni sparse qua e là nel regolamento che rendono il titolo altamente simulativo e probabilistico ma un po’ ruvido da gestire in alcuni momenti. Sono anche sicuro che questa mia riserva farà sicuramente felice chi è alla ricerca di una simulazione più attendibile possibile.

Com’è giocare una campagna di 5-6 ore?

Molto appagante e in realtà l’ho trovato l’unico modo per apprezzare il titolo in tutti i suoi aspetti, dalla difficoltà dell’Unione a contrastare i confederati all’importanza di gestire rifornimenti, dallo sfruttare i bonus terreno alla necessità di passare da un atteggiamento passivo ad uno più aggressivo.

Per fare un esempio, se gli schermagliatori negli scenari brevi tenderemo ad usarli tutti subito, nella campagna serve un più attento e oculato utilizzo perché possono essere usati molto efficacemente come stratagemma per rallentare i movimenti del nemico in più parti del campo. Senza contare il fatto che i contributi dati da alcuni comandanti (parlo soprattutto di Lee) vengono rappresentati benissimo e in una campagna si comprende pienamente perché il loro apporto è stato importante nella storia reale.

Il chit-pool è un sistema tanto geniale quanto perfido, non è un qualcosa che ti fa sentire il peso dell’alea (e lo si capisce in breve tempo) ma è un qualcosa che ti costringe a ponderare bene la mossa e a massimizzare spostamenti e bonus territorio. Questa meccanica lascia molta variabilità e diversi accorgimenti porteranno il giocatore a non sentirsi in balia degli eventi (per es. l’uso dei distaccamenti, l’attivazione degli indipendenti e l’uso alternato dei comandanti maggiori). Anche i combattimenti vanno ponderati bene, vanno sfruttate le maggioranze il più possibile e anche una ritirata al momento opportuno può salvare la situazione.

Concludo dicendovi che il gioco è stato da poco candidato come “Best American Civil War Wargame” per i prestigiosi Charles S. Roberts Awards del 2022. Tra pochi giorni scopriremo i vincitori!

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