White Winston
Quando un’ambientazione molto affascinante, come il mondo della produzione e del commercio del caffè, incontra un cinghiale, spesso nasce un Lacerda, ma talvolta anche no. E’ questo il caso di Coffee Traders, gestionale di peso medio-alto, ultimo titolo della celebre Capstone Games.

COFFEE TRADERS
Coffee Traders è un gioco euro competitivo di Rolf Sagel e André Spil (Wildcatters) per 2-5 giocatori, durata 120-150 minuti, edito nel 2021 da Capstone Games e localizzato nel 2023 da Giochix.
Il gioco è ambientato nel decennio 1970-1980, nel pieno dell’espansione dell’industria planetaria del caffè. Impersonerete una compagnia di commercio del caffè, e dovrete seguire la produzione dei migliori chicchi di caffè del mondo, dalla loro coltivazione all’interno delle piantagioni, fino alla vendita al mercato di Anversa, o direttamente ai migliori bar d’Europa.
Parliamo di un gestionale piuttosto setoloso (coefficiente di complessità BGG pari a 4.3/5), a base di piazzamento lavoratori, gestione risorse, risoluzione di contratti e maggioranze.

GRAFICA E MATERIALI
Fin dalla scatola (bella pesante, quasi 4 kg), che ricorda una cassa in legno piena di caffè, è facile capire come Coffee Traders punti molto anche sull’aspetto, oltre che sulla sostanza.
La grafica è davvero molto curata e riporta all’ambientazione in ogni suo dettaglio. Dalle macchie di caffè nel regolamento, alla grande plancia con raffigurate le grandi piantagioni dei paesi esportatori più importanti del mondo, fino alle plance personali, che simulano una sorta di libri contabili della compagnia di commercio. Colori tenui, caldi e che rimandano ad atmosfere contadine, tipiche di una piantagione di chicchi di caffè.
I materiali sono davvero molto belli. Non siamo ai livelli della Eagle-Gryphon Games (editore dei Lacerda), ma neanche molto sotto, direi. Tanto legno sagomato, oltre alle piantagioni e a una vasta gamma di edifici e meeple, troviamo infatti anche gli zibetti, gli asini e i camioncini! Immancabili, ovviamente, i chicchi di caffè, realizzati in plastica, ma comunque molto ben fatti. Ciliegina sulla torta sono le splendide monetine in metallo argenteo, pesanti e piacevoli al tatto.
Il gioco apparecchiato sul tavolo con tutti i suoi componenti in gioco fa davvero una gran porca figura, anche grazie alla plancia principale extra large (occhio che serve spazio!), colorata, ma molto chiara nella simbologia.
Unica mancanza per elevarsi al livello extra lusso, sono le plance personali che non sono dual layer… peccato perdonabile, comunque.

REGOLAMENTO
Innanzitutto voglio fare un plauso alle numerose pagine del regolamento dedicate all’approfondimento dell’ambientazione. Al di là che le ho trovate molto interessanti, si vede proprio la cura e la passione con le quali gli autori si sono approcciati all’ambientazione, facendola filtrare sia nelle meccaniche del gioco, che in queste pagine di flavour.
Passando al gioco vero e proprio, una partita di Coffee Traders si articola su 3 periodi (che di fatto sono i 3 round di gioco): 1970, 1975 e 1980. Ogni periodo è suddiviso in 6 fasi, ciascuna delle quali è caratterizzata da specifiche azioni da compiere a girare, fino al loro esaurimento:
1- Fase lavoro: in questa fase si possono spendere i propri punti azioni per piantare piantagioni di caffè in una delle 5 cooperative, mandare lavoratori a lavorare nelle piantagioni (di tutti, non solo le proprie), allevare un asino (servono per collegare le piantagioni più lontane), mandare uno zibetto a Sumatra (veri e propri generatori di Kopi Lowak, il caffè più pregiato del mondo ed elemento jolly del gioco per soddisfare i contratti);
2- Fase lavoratori: ogni giocatore potrà mandare lavoratori dalle proprie plance alle piantagioni (proprie o avversarie). Alla fine di questa fase, le piantagioni prive di lavoratori daranno dei malus ai propri proprietari;
3- Fase costruttori e mercanti: forse la fase più importante del gioco, nella quale sarà possibile utilizzare i propri meeple costruttori/mercanti (possono essere usati in 2 modi) per costruire edifici nelle piantagioni oppure ottenere caffè dalle piantagioni. In questa fase sarà possibile anche mettere in atto azioni “a seguire” (meccanica del follow) giocando nei turni degli avversari;

4- Fase del raccolto: il caffè viene raccolto dalle piantagioni delle 5 cooperative, sfruttando la posizione dei propri mercanti al mercato di Anversa (e specifici edifici costruiti nelle piantagioni);
5- Fase dei contratti: in questa fase si potranno risolvere i contratti utilizzando le varie tipologie di caffè immagazzinate, ottenendo così svariati bonus, oppure spedire il caffè ai vari bar per ottenere punti e soldi;
6- Fase di aggiornamento: classica fase di refresh nella quale si preparerà il gioco per il round successivo.
A fine partita, oltre ai punti generati da tutto il caffè venduto durante la partita, una delle fonti principali di punti saranno anche le maggioranze all’interno delle singole cooperative e sulle colonne dei bar.

PRO
- La prima cosa che mi ha positivamente stupito di Coffee Traders è l’altissima interazione, declinata sia come confronto diretto (maggioranze sulle piantagioni e sulle colonne dei bar), sia come corsa ad accaparrarsi posizioni e traguardi migliori (ad esempio sulla tabella dei bar), sia come possibilità di sfruttare le azioni altrui per ottenere vantaggi, giocando anche nei turni avversari (meccanica del “follow”). Nei giochi euro in particolar modo, non sempre l’interazione è un sinonimo di qualità… in Coffee Traders però questi elementi si fondono molto bene tra loro, lasciando sempre l’impressione di piena governabilità, che si porta dietro anche una dose di strategia, oltre alla parte tattica (probabilmente predominante).
- Altro elemento che ho trovato davvero molto interessante e che contribuisce all’ambientazione, è l’assenza di un collegamento diretto tra ciò che andrete a sviluppare in termini di piantagioni ed edifici e il caffè che infine potrete raccogliere per risolvere contratti e richieste dei bar. Le piantagioni, infatti, nonostante vengano costruite da ogni giocatore, sono fondamentalmente di tutti (non a caso sono cooperative, non aziende!), e per essere sfruttate hanno bisogno del giusto timing nella fase dei mercanti.
- Anche i lavoratori che dovranno esser mandati nelle piantagioni sono, non a caso, incolori, in quanto non appartengono a nessuno e possono essere sfruttati da tutti quando si trovano nei centri delle città. Addirittura, possono essere mandati a lavorare nelle piantagioni avversarie, in cambio di un gustoso bonus sul tracciato arabica.
- Ho trovato ingegnosa anche la meccanica legata alla riserva bonus, una vera e propria riserva di emergenza, che rende disponibile un punto azione aggiuntivo, un costruttore/mercante e 3 monete, a patto che sfruttiate al massimo 2 possibilità su 3, e che alla fine di ogni round siate in grado di rifondare il denaro eventualmente preso in prestito.
- Ultima nota positiva è la durata. Da un gioco così complesso ci si potrebbe aspettare una durata proibitiva… e invece, esclusa la spiegazione, è possibile giocare una partita stando tranquillamente nelle due ore.

CONTRO
- La lettura del regolamento richiede tempo e dedizione. Tutto abbastanza chiaro, ma fitto di informazioni (scritte molto piccole!) e fasi da ricordare. L’assenza, tra l’altro, di un foglio riassuntivo, si fa sentire, soprattutto alla prima partita.
- Il gioco non scala benissimo e questo probabilmente è il suo difetto maggiore. Intanto non è presente alcuna modalità solitario (troppo interattivo probabilmente per poter godere di questo plus); inoltre in due giocatori dovrete necessariamente ricorrere alla simulazione del terzo al tavolo attraverso un automa. Consiglierei quindi di prenderlo in considerazione per giocarlo con gruppi di 3-5 giocatori.
- Non è un Lacerda, ma il prezzo di listino è decisamente “Lacerdiano”. Nonostante la scatola sia piena zeppa di materiali e il tutto appaia davvero molto curato (non ultime le monete in metallo già incluse), 140€ risultano comunque tanti, troppi per il tipo di gioco che è Coffee Traders. Poi sappiamo tutti che questo è comunque un parametro variabile (saldi, promozioni, abbonamenti VIP, etc.) e assolutamente soggettivo.

PECULIARITÀ
- Dal punto di vista della complessità di gioco, siamo ai livelli di un Lacerda (è il primo autore al quale ho pensato dopo aver letto il regolamento), anche se forse, una volta dentro alle meccaniche, Coffee Traders risulta più scorrevole, in quanto privo delle tipiche azioni secondarie Lacerdiane, in grado di creare paralisi da analisi. Considerate che io non sono un amante a priori dei Lacerda (il contrario forse), ma con Coffee Traders è scattata la scintilla fin dal primo turno (non alla lettura del regolamento a dire il vero!).
- A differenza di molti altri eurogame, potrete trovare qualche difficoltà alla prima partita a individuare una strada per arrivare ai punti. La meccanica delle piantagioni cooperative (vedi sopra) slega di fatto la fase di costruzione da quella della raccolta, sodalizio che normalmente si è abituati a sfruttare in molti altri giochi; questo può generare un iniziale spaesamento, colmabile concentrandosi più sulla fase dei costruttori/mercanti, che su quella delle azioni.

CONCLUSIONI
Coffee Traders mi ha stupito. Dopo la lettura del corposo regolamento e la lunga spiegazione che ho dovuto fare ai miei colleghi di tavolo, pensavo di ritrovarmi a giocare una specie di Lacerda, con tante cose da ricordare e da digerire. In realtà, per ammissione di tutti, dopo il primo round di rodaggio, il gioco si è dimostrato molto più fluido e rapido del previsto.
Uno dei punti forti del gioco è la marcata interazione, indiretta ma molto incisiva. Maggioranze, timing nella scelta delle azioni per rubare piazzamenti agli avversari e meccanica del “follow” che permette in una particolare fase di gioco di compiere azioni anche nei turni altrui (anche con una certa convenienza talvolta).
Ambientazione molto affascinante, curatissima nella grafica, nella narrazione (ci sono ricche pagine di flavour text all’interno all’interno del regolamento) ma che trova un riscontro anche nelle meccaniche, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle piantagioni cooperative.
Coffee Traders è sicuramente un cinghiale piuttosto setoloso, per amanti del genere euro un po’ più complesso e articolato. Allo stesso tempo però, non pensiate di ritrovarvi tra le mani un gioco così pesante da essere scoraggiante per i non appassionati al genere.
Attenzione alla scalabilità, che in 2 giocatori propone l’utilizzo di un automa (che non è mai una scelta felice), oltre a non prevedere alcuna modalità solitario (oggi come oggi una vera eresia!).
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Si ringrazia l’editore per la copia recensore, fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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