Scritto in modo misterioso da
LucaCiglione
Eccoci a parlare di Sine Requie: I Randagi delle Terre Perdute un librogame edito da Serpentarium nel 2022 e che per noi, lo anticipiamo, è stata una delle migliori uscite dell’anno (Recupera il podcast nel quale ne parliamo).
La firma di Sine Requie: I Randagi delle Terre Perdute, è quella di Matteo “Curte” Cortini già autore insieme Leonardo “Moro” Moretti del GDR di Sine Requie vincitore di diversi premi nell’arco della sua ventennale storia e del cui universo narrativo, il librogame vuol fare parte.
Il comparto grafico è curato da Giulia Manucci mentre per le illustrazioni vi è un’intera squadra su cui spicca sicuramente Alberto Bontempi. Il risultato è organico e vi sono una serie di tavole a tutta pagina davvero suggestive e perfettamente integrate con la narrazione.

Editorialmente parlando
Sine Requie: I Randagi delle Terre Perdute è curato in ogni dettaglio, presentandoci una lussuosa edizione deluxe in cartonato con copertina rigida e brossura a filo refe cucita.
Le pagine interne sono arricchite da una cornice nera che danno al libro un aspetto vissuto di diario di viaggio, la carta è opaca di ottima grammatura rendendo il libro robusto ma facilmente sfogliabile.
Il libro risulta abbastanza compatto pur avendo un carattere abbastanza grande e leggibile, e si sviluppa in 525 paragrafi per 245 pagine di libro (Una ventina dedicate a regolamento, achievements e schede personaggio).
Insomma dal punto di vista editoriale credo fosse difficile far meglio: promosso con lode!
L’ambientazione
Il libro è ambientato nel mondo del Gioco di Ruolo Sine Requie, ma non è affatto un prerequisito conoscerlo; il libro, infatti, con una rapida quanto ficcante introduzione, riesce senza troppi giri di parole a presentarci lo scenario nel quale si svolge e soprattutto a farci immediatamente capire quanto sia pericoloso.
L’avventura si svolge nel 1957 ma in un mondo distopico dove, proprio il giorno dello sbarco in Normandia, è accaduto qualcosa di inimmaginabile: i morti, per qualche motivo, si sono risvegliati ed hanno cominciato ad attaccare gli umani per nutrirsi.
Questo ha sostanzialmente fatto fallire l’avanzata delle truppe alleate e così la seconda guerra mondiale è stata vinta dai Nazisti mentre in Italia ha ripreso potere il papato, rifondando il Sanctum Imperum. La maggior parte dei territori è diventata una Landa Desolata, abitata dai morti e da pochi coraggiosi: le Terre Perdute che danno il nome al libro.
La Trama
Il nostro personaggio è un cacciatore di morti, ossia qualcuno che si spinge nelle Terre Perdute, per conto di altri, affrontando disparati pericoli per ottenere in cambio denaro. La nostra missione, in questo caso, sarà trovare un templare chiamato “Fratello Giorgione” che stava affrontando un viaggio da Avignone a Parigi per portare medicine e che è scomparso nel nulla.

La scrittura
La scrittura di Sine Requie: I Randagi delle Terre Perdute è molto particolare ed ha alcune peculiarità.
La prima è che i paragrafi sono di solito piuttosto brevi ed utilizzano spesso dialoghi per raccontare cosa stia accadendo. Questo, unito ad una continua serie di eventi e colpi di scena, rende la partita tesa e molto coinvolgente, spingendo il lettore a continuare a leggere senza mai annoiarsi.
La seconda è l’uso del turpiloquio. Il retro di copertina ci avverte: “Alto contenuto di violenza, tormento e sangue e parolacce”, e non c’è modo migliore di dirlo.
Notate bene che però questo utilizzo non è fine a se stesso, ma perfettamente immerso nel mondo che ci viene presentato rendendo il racconto più vero ed umano.
In generale, possiamo dire che Cortini fa un ottimo lavoro, riuscendo a descriverci situazioni a tratti raccapriccianti facendocele però amare e lasciandoci con sano stupore per alcune trovate.

Meccaniche di Gioco
Sine Requie: I Randagi delle Terre Perdute ha un sistema di gioco senza dadi, semplice ed adatto anche a neofiti del genere. Il nostro personaggio avrà sostanzialmente un certo numero di punti salute, alcune caratteristiche, ed uno zaino nel quale potremo trasportare fino ad otto oggetti. Fine.
Se ciò non bastasse, il libro con sole due paginette di regole ci spiega a grandi linee cosa fare e poi demanda al racconto la creazione del personaggio. Nei primi paragrafi, infatti, interagendo con gli altri personaggi e prendendo alcune scelte, definiremo il carattere del nostro personaggio e poi saremo chiamati a riempire il nostro zaino potendo scegliere tra diversi oggetti.
Ho trovato questo modo di creare il personaggio, nascosto dentro al testo, davvero interessante e funzionale, anch’esso, a mantenere fin da subito un ritmo rapido e coinvolgente.
La nostra personalità sarà composta da alcune parole chiave e molte altre ne troveremo durante il testo. Esse saranno fondamentali per gestire correttamente il flusso della storia e tenere traccia delle nostre scelte. Queste parole chiave saranno sempre attinenti a quel che facciamo e perciò immediatamente riconoscibili.
Ho letto alcune recensioni che si lamentavano di come esse siano troppo “parlanti” ma personalmente avere un “Benzina 2” è per me molto più immediato di avere un “JG5” quindi per quanto mi riguarda questo è un vantaggio sia dal punto di vista mnemonico sia dal punto di vista della comprensione di cosa stiamo facendo e del perché dei vari bivi.
Un’ultima meccanica, usata marginalmente, è quella di nascondere nelle immagini alcuni indizi che ci porteranno a leggere paragrafi bonus segreti. Peccato non sia stata usata con più frequenza.

I Combattimenti
Come detto non ci sono dadi ed i combattimenti si risolvono perciò in modo predeterminato a seconda di come li affronteremo e dell’equipaggiamento in nostro possesso.
In questo il libro è molto cinico e realistico: attacchiamo disarmati all’arma bianca 10 soldati? Non finirà affatto bene. Spariamo con un fucile che non sappiamo usare? Finirà peggio.
Il realismo, che è presente in questo mondo di matrice fantastica è la vera marcia in più del libro, e rende le scelte razionali e a volte molto sofferte. In Sine Requie: I Randagi delle Terre Perdute bisogna portare a casa la pelle e trovare spazio per le buone azioni non è affatto facile.

Il Ratto
Matteo Cortini, nel tratteggiare questo mondo, porta in scena moltissimi personaggi ma, dall’enorme schiera di comprimari bidimensionali, ne fa emergere alcuni con forza tratteggiandoli in maniera impeccabile e quasi commovente.
Il personaggio certamente più riuscito è quello che fin dalla prima riga della prima pagina ci accoglie parlandoci direttamente: Bruno Storace per tutti “Il Ratto”.
Il ratto è un personaggio estremamente complesso, e sfaccettato. E’ disilluso, grande combattente, amante del rischio ma anche estremamente saggio. Durante l’avventura proveremo per lui odio, riconoscenza, stima in una continua altalena di emozioni. Al Ratto è anche associata anche una particolare meccanica di gioco “Manda Avanti il Ratto” che ci permetterà, una volta per partita, di ottenerne l’aiuto per risolvere una situazione dalla quale non potevamo cavarcela da soli.
La presenza di un comprimario così eccezionalmente definito e “vivo” riesce a farci immedesimare al meglio nel nostro di personaggio. Se in molti libri siamo qualcun altro, interpretiamo un personaggio che ha una storia all’interno del libro, qui riusciamo davvero a sentirci noi stessi e questo rende la partita davvero bella e coinvolgente.

A chi è rivolto
Sine Requie: I Randagi delle Terre Perdute è un librogame che per tematiche, scene di violenza e presenza di parolacce è decisamente consigliato ai maggiori di quattordici anni.
Dal punto di vista delle meccaniche, invece, è fruibile davvero da chiunque, anche fosse alla prima esperienza, seppur risulti molto punitivo.
Arrivare ad uno dei due finali “buoni”, contrassegnati dall’asso di picche, è impresa davvero ardua dato che, procedendo nella nostra missione, incontreremo un numero sempre maggiore di nemici avendo a disposizione sempre meno occasioni per curarci.
Questa difficoltà crescente è coerente con il climax narrativo che ci porta da una normale esplorazione ad inizio partita a situazioni sempre più critiche e pericolose. In ogni caso, ogni morte, ha sempre una motivazione realistica e non rimarremo mai troppo stupiti o interdetti.
Rigiocabilità
Da quanto specificato sopra è facile capire che saremo portati a giocare il libro svariate volte solo per raggiungere il finale migliore. A questo si aggiunge poi la presenza di alcuni obiettivi, specificati a fine testo, che probabilmente vorremmo completare. Alcuni di essi, sono in qualche modo anticipati dalle scelte di fine paragrafo, lasciandoci con la curiosità di perlustrare meglio le Terre Perdute.
Ultimo, ma non ultimo, la parte centrale del libro è molto corposa con bivi alternativi che si escludono l’un l’altro impedendoci, in una sola partita di esplorare tutto e rendendo le diverse run completamente diverse.

Considerazioni finali
Sine Requie: I Randagi delle Terre Perdute è, come direbbe il Ratto, “un fottuto” capolavoro.
Davvero non ho paura di dirlo è uno dei librogame che mi ha maggiormente coinvolto. Lo si legge tutto di un fiato, anche due o tre volte di fila per cercare di raggiungere tutti i finali.
Le meccaniche di gioco sono a completo servizio della storia che seppur “fantastica” è davvero realistica e vivida. In questo libro saremmo chiamati a una completa immedesimazione se vorremo portare a casa la pelle, sfuggendo le nostre idee e spesso superando anche dilemmi morali.
Se non lo avete ancora letto, recuperatelo.
Ringrazio Serpentarium per la Copia Review.
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–Le immagini sono tratte dal manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i (Serpentarium) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e le regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco.–
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