Funny Lines è il titolo del nostro Mago Charlie (alias Carlo Emanuele Lanzavecchia) di cui parleremo oggi. Party Game giocabile a partire dai 7 anni in partite di una mezz’ora circa, e con un minimo di 3 giocatori. Il gioco è stato portato in Italia da Oliphante, citiamo ancora Lea Wojcik per le illustrazioni della scatola. Pronti a spendere i vostri Fricos per compare figure geometriche da far disegnare al regista del gioco e così indovinare l’oggetto da trovare?
I Materiali
La scatola di Funny Lines contiene:
- due lavagnette cancellabili;
- due pennarelli;
- un porta carte di plastica;
- un gettone Carlo [disegnatore] in cartonato spesso;
- un gettone Giocatore Attivo in cartonato spesso;
- un mazzo di 75 carte con gli oggetti da illustrare;
- i gettoni Fricos nei tagli da 1, 5 e 10 in cartonato spesso.
Il materiale è standard, niente fuori posto e niente che attiri particolarmente l’occhio. I pennarelli sono abbastanza buoni mentre le lavagnette sono forse un po’ leggerine.
Nota di merito per un regolamento ben scritto, chiaro, e molto esplicativo.

Il gioco … ovvero eccovi le regole
Dopo aver preparato il gioco dando 75 Fricos (la moneta del gioco) ad ognuna delle due squadre partecipanti ed aver scelto il giocatore che dovrà disegnare (nel regolamento viene chiamato Carlo) si può iniziare a giocare. Uno dei due giocatori “Carlo” pesca una carta a caso dal mazzo e gli altri giocatori vedono soltanto il retro della carta appena pescata. Si crea il piatto in base alla difficoltà del disegno della carta e si procede con la prima Squadra che seleziona uno o più forme da disegnare, pagandone il costo indicato, la seconda squadra poi farà lo stesso. I due disegnatori, iniziano a illustrare le forme acquistate dalla propria squadra e in qualsiasi momento, i componenti della squadra possono provare ad indovinare, pagando il costo di 2 Fricos per ogni tentativo. La squadra vincente prenderà tutto il piatto, in caso non si sia indovinato si provvederà ad acquistare altre forme (si deve sempre scegliere almeno una forma).
C’è la possibilità di giocare il gioco non a squadre ma Ciascuno per sé: il regolamento rimane sostanzialmente uguale, con la differenza che ci sarà un disegnatore e un giocatore attivo (che ruota in caso non si indovini) e con il piatto che viene diviso tra il disegnatore e chi ha indovinato.
Il regolamento conclude evidenziando la possibilità di usare il gioco in maniera cooperativa e come strumento didattico; piccolo plus che mi fa, sicuramente, piacere citare.
La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “il disegno è la sincerità nell’arte. Non ci sono possibilità di imbrogliare. O è bello o è brutto”, da Salvador Dalì.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Funny Lines:
- che a un gioco con i disegni non sempre è fondamentale saper disegnare;
- a confrontarsi con i compagni di squadra;
- che provare a dare una soluzione può avere un costo;
- che uno stesso gioco si può giocare in due modalità simili che danno sensazioni molto differenti.

Considerazioni Personali / Impressioni
Pennarelli, lavagnette cancellabili carte con delle indicazioni da disegno, il gioco si presenta con materiali standard ma … c’è un bel cambiamento.
Una Nuova Prospettiva
Il gioco, infatti, ha il suo twist più interessante sicuramente nel fatto che non è chi deve disegnare a scegliere come far procedere il gioco, ma è la sua squadra a scegliere (senza avere nessuna idea della figura!) le forme da comperare. Questo aspetto ribalta la prospettiva a cui siamo abituati e il Carlo disegnatore incrocerà le dita nella speranza che vengano scelte le forme giuste.
E’ anche carino il fatto che ci sia la possibilità, da parte dei giocatori, di acquistare delle forme che poi all’atto pratico non saranno presenti nel disegno. Il disegnatore ha sulla carta il numero di ognuna delle forme da disegnare, mentre su retro della carta c’è solo l’indicazione di costo delle forme e con il costo più alto ci sono le forme più importanti, mentre con quello più basso c’è la possibilità che la figura non sia presente.
Ma quanto mi costi
L’acquisto delle forme, come già detto, è una parte fondamentale del gioco. Si deve trovare il giusto equilibrio tra i soldi da spendere e il minimo di figure da disegnare per aiutare a far capire il disegno. Finalmente! Amo Imagine, ma ho sempre odiato che si potessero sparare soluzioni a mitragliatrice. Qui l’autore ha dato un costo (di due Fricos) per ognuno dei tentativi fatti per indovinare il disegno, così che si pensi un attimo prima di dare la soluzione e comunque sia, venga stimolata la discussione tra i giocatori della stessa squadra.
Gioco di Squadra o gioco Singolo
Funny Lines prevede due modalità di gioco differenti, quella in cui ogni giocatore ha un proprio capitale e quella di squadra. Non credo ci sia alcun dubbio nel dire che sia preferibile la modalità del gioco a squadre, che, sicuramente, esalta le caratteristiche positive del gioco. Nel gioco in team, poi, non è raro sbirciare il disegno dell’altra squadra, per cercare di assommare i due disegni ed arrivare alla soluzione; questa aspetto è sicuramente originale e ritengo sia un punto di forza del gioco per le dinamiche che si creano al tavolo, anche se potrebbe far storcere il naso ai più competitivi.
I miei dubbi
Ci sono alcuni aspetti che, pur non condizionando la giocabilità, mi hanno lasciato un po’ perplesso e riguardano tutti il momento di acquisto delle forme. Inizio con il dire che ci è capitato, più di una volta, di non ricordarci esattamente quali fossero le figure acquistate (la soluzione poteva essere davvero banale: una carta cancellabile dove scrivere il numero delle figure acquistate, tanto che noi lo facciamo su un figlio di carta).
Altro aspetto sempre legato a questa meccanica è relativo al fatto che avrei fatto acquistare alle due squadre, contemporaneamente, e in segreto, le forme, così da non basarsi sulla scelta della squadra avversaria e in modo da ridurre un po’ il downtime nel momento della scelta. Inoltre segnalo che il disegnatore/Carlo non ha idea del costo delle forme e forse avrei messo questa informazione su entrambi i lati della carta.
Concludo col segnalare che 75 carte non sono tantissime se, come probabile, intavolerete spesso il gioco e ne limita parzialmente la rigiocabilità, soprattutto a breve termine.

In Conclusione
Funny Lines è un buon party games che fa parte di quella serie di giochi per disegnatori che non sanno disegnare (mi viene in mente Duplik come titolo significativo, ma ce ne sono sempre di più). Il gioco ha spunti interessanti (e qualche piccolo neo) ma, nel complesso raggiunge, soprattutto nel gioco a squadre, il suo obiettivo di far passare una mezz’ora di puro divertimento ai giocatori.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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