Negli ultimi tempi i punti di contatto tra il mondo dei videogame e quello dei giochi da tavolo sono sempre più frequenti e numerosi, anche se con risultati altalenanti. Oggi esploreremo il mondo dei “picchiaduro”, ovvero quel sottoinsieme di videogiochi arcade in cui i protagonisti si affrontano in duelli uno contro uno all’ultimo sangue.
Lo facciamo partendo da un titolo tra i più iconici di questa sotto-categoria ovvero Street Fighter che ha visto la luce nel lontano 1987 grazie alla software house Capcom e che è diventata una vera e propria serie videoludica e non solo, infatti ha dato vita a crossover, film, serie televisive, anime, manga, manhua e persino un gioco di ruolo. Per quanto riguarda poi i giochi da tavolo recentemente, nel 2021 è stato finanziato su Kickstarter Street Fighter the Miniatures game della Jasco Games (qui il link alla campagna) che include appunto le statuine dei lottatori di Street Fighter.

Oggi però vi porto la recensione di Exceed: Street Fighter pubblicato in Italia dall’editore bresciano Studio Supernova (che ringrazio per la copia di review): si tratta della localizzazione del gioco di carte per due giocatori pubblicato in origine da Level 99.
L’obiettivo del gioco consiste nel far esaurire i punti vita dell’avversario giocando carte che rappresentano i colpi, o le parate, che il nostro lottatore è in grado di sferrare usando calci e pugni, cercando di riprodurre anche le terrificanti combo che nel videogioco si traducevano in colpi letali.
I MATERIALI
La scatola ricevuta da Studio Supernova per questa review (in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta) è di fatto la localizzazione di Exceed: Street Fighter – Ryu Box. La Level99 infatti, ha pubblicato anche altre due scatole Exceed: Street Fighter – Chun-Li Box e Exceed: Street Fighter – M. Bison Box. Ogni box contiene quattro mazzi relativi ad altrettanti personaggi del famoso videogioco.
In questa scatola i personaggi tra cui scegliere sono Ryu, Zangief, Akuma e Sagat, se non sapete di cosa stia parlando potete farvi un’idea qui: https://streetfighter.com/en/.
All’interno della confezione oltre al consueto regolamento troviamo soltanto carte (30 per ogni personaggio) più alcune schede riassuntive e le nove carte che costituiscono il campo di battaglia, oltre ai relativi astucci (da montare) uno per ogni personaggio. Ogni mazzo infatti è formato da quindici carte in duplice copia; di queste, otto sono identiche per tutti i personaggi e contengono le mosse di base, mentre le altre sette rappresentano le azioni peculiari di ogni lottatore. In particolare due di queste corrispondono alle mosse “speciali” tipiche del videogioco.

Le carte non sono telate e nonostante la mia riluttanza nell’imbustarle, qui è quasi un obbligo perché le manipolerete e mescolerete in continuazione ed è normale che possano presentare presto i segni dell’usura.
La scatola in sé ha un inserto che una volta assemblati gli astucci dei quattro mazzi diventa inutilizzabile e vi ritroverete a buttarlo, ma in questo modo ci sarà molto spazio vuoto e le scatole dei quattro mazzi ballano inevitabilmente all’interno.
Le carte che costituiscono la griglia di nove caselle in fila, simulando il movimento in due dimensioni del videogioco, sono identiche (ad eccezione dell’illustrazione sul dorso) per misure a quelle dei personaggi e ovviamente tendono a spostarsi durante le partite, infatti non a caso si trova su diversi store online un playmat che sono sicuro migliorerebbe enormemente l’ergonomia, anche se l’esperienza di gioco non ne risulta intaccata.

Una cosa di cui ho sentito la mancanza in realtà è una scheda con cui tenere traccia dei punti vita rimanenti dei personaggi. È vero che oggigiorno tutti possono ovviare con una nota sullo smartphone se non si ha carta e penna a portata di mano, ma mi sarebbe piaciuto trovare nella scatola una scheda simile a quella dei mostri di King of Tokyo.
Quanto alle illustrazioni e alla grafica, pur senza gridare al miracolo, devo dire che rende molto bene l’ambientazione tratta dal video gioco mentre l’iconografia è semplice, ma assolutamente chiara e anche il testo sulle carte si legge senza problema alcuno.
Regolamento ben tradotto e sufficientemente chiaro, tanto che una volta memorizzate le regole, non sarà necessario riprenderlo in mano per eventuali dubbi.


COME SI GIOCA
Ogni giocatore sceglie un personaggio e prende il relativo mazzo che ricordo contiene sia le carte con le mosse standard, identiche per ogni combattente, sia le carte delle mosse speciali specifiche per ogni personaggio: ovvero quelle più forti e devastanti per gli avversari. Come nel videogioco queste però non possono essere giocate se non si è accumulata sufficiente “Gauge”. Questa riserva di energia simula la barra presente nel videogioco che doveva essere riempita per poter sprigionare i colpi più potenti.
Il campo di battaglia è costituito da 9 carte disposte in un’unica riga e i due lottatori partiranno inizialmente ad una distanza di 3 uno dall’altro. Da tenere presente che alcune carte avranno effetto soltanto se ci si trova ad una certa distanza dal nostro avversario e proprio come nel videogame, è possibile oltrepassarlo cambiando fronte.

Il primo giocatore inizia con 5 carte, mentre il secondo ne avrà 6 in mano, ma non potranno mai superare il limite di 7 e si alterneranno in un serrato testa a testa fino a quando uno dei due non esaurirà i trenta punti vita a disposizione, oppure nel caso in cui uno dei due debba rimescolare il mazzo per la seconda volta. Ogni singola carta vale 1 Punto Forza ad eccezione di quelle delle mosse speciali che ne valgono 2.
Tenendo presente che dopo ogni singola azione si pesca una carta dal proprio mazzo ad eccezione di quando si attacca, ogni giocatore al proprio turno potrà scegliere tra una delle seguenti azioni possibili:
- Pescare una carta.
- Muovere spendendo Punti Forza ovvero scartando una carta dalla propria mano (o dal Gauge) per ogni passo che si vuole fare.
- Potenziare il proprio personaggio girandolo sul lato “exceed” pagando il costo necessario in carte prese dal Gauge. Da questo momento e per il resto del round il personaggio usufruirà della propria abilità potenziata.
- Utilizzare il boost (pagandone il costo se previsto) presente sulle carte, una sorta di effetto secondario che può essere una mossa istantanea o un potenziamento, che rimarrà attivo fino al successivo attacco.
- Mescolare il proprio mazzo prima che questo si esaurisca. Questa opzione potrebbe sembrare un controsenso visto che possiamo farlo soltanto una volta a partita, ma potrebbe essere l’estrema ratio se conoscendo le carte rimaste in fondo queste non siano utili per assestare il colpo finale all’avversario o se non siano adeguate a levarci dalle castagne dal fuoco se vicini all’esaurimento dei nostri punti vita.
- Attaccare. Quando un giocatore decide di attaccare entrambi i giocatori scelgono una carta dalla propria mano tenendola coperta di fronte a sé. Quando entrambi hanno effettuato la propria scelta, si girano le carte e si verifica la gittata della carta usata dall’attaccante che deve essere adeguata alla distanza tra i due combattenti; quindi si controlla l’iniziativa per capire chi colpirà per primo, successivamente il danno per valutare quanti punti vita verranno sottratti all’avversario applicando tutti gli effetti indicati sulle carte che possono essere impiegati prima o dopo il colpo a seconda di quanto scritto ne testo della carta stessa. Se il giocatore che ha il valore di iniziativa minore, ha un valore di guardia inferiore a quello dell’avversario, risulterà stordito e non potrà rispondere scartando la propria carta senza applicarne gli effetti, diversamente anche lui porterà a segno il proprio colpo. Ogni carta che va a bersaglio finisce nel Gauge.

A parte qualche eccezione le regole sono tutte qua (per approfondire i dettagli non vi resta che leggere il regolamento completo) e devo dire che il gioco è più difficile da spiegare che da giocare, infatti non appena si familiarizza con l’anatomia delle carte i turni filano via lisci e i 15 minuti a partita dichiarati sulla scatola, diventano la norma.
Exceed: Street Fighter ha anche una modalità “tag team” in cui i giocatori scelgono due combattenti e mescolano i loro mazzi insieme. Le carte generali possono essere giocate da entrambi i personaggi, ma quelle speciali possono essere giocate solo se il lottatore corrispondente è attivo, il che richiede di compiere un’azione supplementare. Ogni combattente ha solo 20 punti vita e il giocatore perde se uno dei due viene messo fuori combattimento.
IMPRESSIONI
Appena saputo che Studio Supernova avrebbe portato in Italia questo titolo, un orango gigante si è attaccato saldamente alle mie spalle, rendendo l’attesa di Exceed: Street Fighter (più lunga del previsto a causa dei noti problemi legati alla pandemia e ai trasporti via mare) davvero estenuante. Da fan del cabinato presente nelle sale giochi e successivamente del videogioco prodotto e riproposto su varie piattaforme, è facile intuire che nutrivo grandi aspettative, anche perché le impressioni che arrivavano da oltreoceano erano più che buone.
Aspettative rispettate, perché Exceed: Street Fighter mantiene quanto promette, ovvero farvi rivivere le sfide uno contro uno del classico picchiaduro videoludico da cui è tratto. Quindi sfide sufficientemente veloci, che consentono perciò di disputare immediatamente una rivincita, dove la strategia ha il suo peso, ma su cui incide anche un pochino, la buona sorte.
L’editore Level 99 tra l’altro non è nuovo a trasposizioni da tavolo di videogiochi di questo tipo, infatti ha già a catalogo BattleCon che però è decisamente più complesso e profondo di Exceed: Street Fighter che è giusto ricordare utilizza l’impianto Exceed Fighting System utilizzato in abbinamento ad altri IP come Seventh Cross, Red Horizon e Shovel Knight.
Questo sistema è rivolto ad un pubblico più vicino a quello occasionale, e forse è adatto quasi anche a dei neofiti grazie alla sua immediatezza. Nonostante la spiegazione risulti un po’ farraginosa, poi all’atto pratico bastano davvero pochi turni per capire il flusso di gioco: è sufficiente capire come e quando interpretare le icone presenti sulle carte e in breve la partita evolverà in un continuo “back and forth” in cui ogni giocatore gioca la propria carta, ne applica gli effetti e prepara la mossa successiva senza soluzione di continuità.
Attenzione però, non si tratta di calare carte in rapida successione per portare una serie di attacchi all’avversario, perché sarà necessario preparare gli assalti, studiare l’avversario e sfruttare al meglio le abilità del proprio combattente facendo caricare la barra di energia rappresentata dal Gauge per sferrare colpi letali.



Un grande plus di Exceed: Street Fighter è che, nonostante partite così brevi, ha la capacità di coinvolgere i giocatori, tanto che le partite continuano anche dopo la fine del combattimento, sia perché spesso gli incontri risultano molto equilibrati fino all’ultimo, ma soprattutto perché si continua a discutere sulle possibili mosse che avrebbero potuto cambiare le sorti dell’incontro.
La modalità “a squadre” può aggiungere più caos ma anche più strategia al gioco, in quanto i giocatori devono decidere quale combattente è il migliore da usare per la loro situazione attuale e anticipare gli effetti che le loro azioni avranno in una partita che potrebbe cambiare molto rapidamente.
CONSIDERAZIONI FINALI
I videogiochi di combattimento sono spesso noti per la loro miscela di gioco veloce e pensiero tattico. La maggior parte di questi giochi richiede riflessi veloci e conoscenza delle meccaniche, il che rende il genere piuttosto inaccessibile ai neofiti. Exceed: Street Fighter riesce invece a regalarvi le sensazioni di un vero picchiaduro rendendolo però accessibile a chiunque, indipendentemente dai vostri riflessi ed anzi, grazie ad un impianto regolistico piuttosto semplice, potrebbe essere utilizzato anche come introduttivo per il genere giochi di carte 1vs1.



I materiali sono costituiti esclusivamente di carte di buona fattura anche se non telate. Gli astucci per i mazzi di carte sono molto comodi e rendono il gioco facilmente trasportabile, peccato che non si sia optato per inserire di default nella scatola un playmat al posto delle nove carte che rappresentano lo scenario della battaglia: sarebbe stato un notevole salto di qualità. Personalmente poi ho avvertito l’assenza di un segnapunti per tenere traccia dei punti ferita.
Per fortuna la grafica e i disegni sono molto evocativi e l’iconografia chiara e intuitiva, così ci si dimentica in fretta delle mancanze evidenziate poco sopra. L’ingombro sul tavolo non è eccessivo, ma difficilmente riuscirete ad intavolare Exceed: Street Fighters in viaggio, anche se rinunciando alla scatola originale sovradimensionata i quattro mazzi sono facilmente trasportabili.



Come detto il regolamento è abbastanza semplice e quello della versione italiana è stato tradotto in maniera impeccabile da Studio Supernova, anche se il gioco risulta più ostico da spiegare di quanto poi non risulti il flusso della partita. La durata delle sfide è davvero contenuta, i 15 minuti indicati sulla scatola sono assolutamente realistici dopo pochissime partite di rodaggio.
Molto buone sia la rigiocabilità che la longevità. Quattro personaggi non sono tantissimi, ma sono ben caratterizzati e bilanciati e ci vorrà un po’ per imparare a sfruttare al meglio le abilità di ognuno. Se poi dovessero arrivare anche le altre scatole con i personaggi iconici del videogioco di Capcom, ce n’è abbastanza per ore ed ore di divertimento.



Essendo una sfida di combattimento uno contro uno, è chiaro che l’interazione è strettissima e diretta, ma la cosa è talmente palese che non c’è nemmeno bisogno di avvisare quelli che non amano queste dinamiche. Chiarito questo aspetto, devo però dire che Exceed: Street Fighter ha una sua profondità: i giocatori non possono limitarsi a suonarsele di santa ragione, ma dovranno applicare una buona dose di strategia per sfruttare le abilità del proprio combattente, per scatenare le iconiche mosse letali tipiche di questi giochi. La varietà delle abilità dei personaggi fa sì che ogni lottatore sia unico e che i giocatori debbano giocare in base ai suoi punti di forza per prevalere.
Tutto sommato elegante nella sua semplicità, Exceed: Street Fighter risulta estremamente fluido e veloce e raggiunge lo scopo di farci rivivere le sensazioni degli scontri del videogioco da cui è tratto facendo un lavoro eccezionale nel catturare correttamente l’atmosfera e l’emozione del corrispettivo digitale.
Il suo fascino va oltre la nostalgia. È un gioco che si regge da solo, con un’alta rigiocabilità grazie all’ampia varietà di combinazioni che si possono creare con i diversi combattenti e alla sfida che si crea padroneggiando le strategie necessarie per combattere con e contro ogni personaggio.
Un “must have” per gli appassionati della serie e un buon gioco per chi vuole esplorare le sfide a base di carte uno contro uno.

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SOMIGLIANZE LUDICHE

BattleCON
Potremmo definirlo il fratello maggiore di Exceed: Street Fighter, visto che è pubblicato sempre dalla Level99. Ha una curva d’appredimento più impegnativa ed è adatto ad un pubblico di giocatori esperti. Anche questo è un sitema di gioco che ha visto uscire negli anni diverse incarnazioni e diverse scatole.
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Yomi
Anche Yomy portato in Italia da Djama Games, ha un livello di difficoltà un gradino sopra a Exceed: Street Fighter, ma meno complicato rispetto a BattleCON; per certi versi è il più puntitivo se sbagliate qualcosa. É meno videoludico e più gioco di carte si basa sulla costruzione di combo ed ha anche una componente di bluff. Anche questo titolo ha diverse scatole con personaggi diversi.
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Unmatched
É il titolo che si discosta maggiormente da Exceed: Street Fighter, infatti pur essendo un gioco di carte uno contro uno, ha poco a che vedere con i picchiaduro videoludici. Anche questo è un vero e proprio sistema di gioco che è stato implementato in diverse scatole in cui gli autori si sono divertiti a mettere uno contro l’altro personaggi appartenenti a mondi molto diversi dando vita a scontri surreali, ma molto divertenti.
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