
“Oltre ai suoi amici, la cosa di Hogwarts che a Harry mancava di più era il Quidditch, lo sport più popolare del mondo della magia: altamente pericoloso, molto eccitante, si giocava su manici di scopa. Harry eccelleva nel Quidditch; era il più giovane giocatore degli ultimi cento anni.” [Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, Cap. III, J. K. Rowling]

Nel fantastico mondo di Harry Potter, il Quidditch è senza dubbio una delle invenzioni più strambe e al contempo più credibili. Un insieme di regole ben pensate lo rende uno sport a tutti gli effetti che noi “babbani” siamo perfino riusciti a riprodurre e a portare in campo grazie a squadre in carne e ossa come i Milano Meneghin Quidditch o la S.P.Q.R. (Società Professionistica Quidditch Roma). Naturalmente non potevamo esimerci dal portarlo anche sui nostri tavoli.
Ed ecco che nel 2022 vede la luce HARRY POTTER: QUIDDITCH CLASH da un’idea di Francesco Berardi per un prodotto tutto italiano edito da Clementoni, che ringrazio per la copia demo fornita. Si tratta di un titolo per due giocatori dagli 8 anni in su impegnati per circa 15 minuti a partita.

HARRY POTTER: QUIDDITCH CLASH si propone di riprodurre su un tabellone lo scontro fra due delle quattro case rivali della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts in modalità totalmente card-driven. Le meccaniche alla base del titolo sono infatti la scelta simultanea delle azioni con gestione di una mano di carte, il movimento su griglia di palle e Cercatori e i poteri variabili dei giocatori.
I materiali
Nella classica scatola bianca che contraddistingue un po’ gran parte dei giochi a tema Harry Potter troviamo il tabellone (con una bellissima immagine sul retro), 132 carte (30 per ognuna delle quattro case più 12 carte Condizione del campo), le tre palle – pluffa, bolide e boccino – rappresentate da segnalini di legno con adesivi, uno spinner, le quattro pedine dei cercatori in cartone e il segnapunti che, una volta montato, rimane in piedi da solo.
Tutti i materiali sono di buona qualità, assolutamente in linea con il prezzo e il target family del gioco. Per vederli con i vostri occhi, vi lascio il link al mio video di unboxing sul nostro canale YouTube.
Come si gioca
In HARRY POTTER: QUIDDITCH CLASH ogni giocatore controlla una delle quattro case di Hogwarts – Corvonero, Grifondoro, Tassorosso e Serpeverde – in una partita di Quidditch, lo sport preferito dai maghi, che la vede scontrarsi con un’altra casa a colpi di carte. Ogni mazzo è formato da carte Portiere, Battitore e Cacciatore (che controllano il movimento della pluffa), carte Cercatore (che definiscono il movimento di questi particolari membri del team nonché della palla più ambita di tutte, il Boccino d’Oro), carte Time-Out (che annullano le carte avversarie) e Carte Speciali (differenti per ciascuna casa).

Ad ogni round i giocatori scelgono contemporanemente una delle tre carte che hanno in mano e la rivelano. Chi vince il contrasto per la pluffa può muoverla sulla griglia-campo cercando di raggiungere gli anelli avversari e guadagnando 10 punti.
Chi gioca il Cercatore può spostare il Boccino azionando lo spinner e provando ad acchiapparlo. Se questo avviene, il giocatore guadagna 150 punti e la partita termina – così come accade realmente nelle partite di Quidditch del mondo potteriano. Le Carte Speciali attivano invece i poteri specifici di ciascuna casa.
Se nessuno riesce a prendere il Boccino prima che si esauriscano i mazzi di carte, vince il giocatore che alla fine ha più punti.
Per vedere il flusso di gioco, vi rimando al mio video-trailer HARRY POTTER: QUIDDITCH CLASH in 60” appena uscito sul nostro canale YouTube.

Considerazioni oggettive
L’ambientazione è uno dei punti forti di questo titolo. Si ha davvero la sensazione di stare giocando a Quidditch, con l’affanno a catturare il Boccino e il tentativo di segnare il più possibile. In particolare, il Boccino che si muove totalmente a caso grazie allo spinner rappresenta a pieno il movimento del Boccino reale, che non sta mai fermo ed è difficile da acchiappare.

Interessante anche la presenza dell’arbitro con le carte Time-Out: per gli apapssionati è impossibile non figuararsi nella mente i capelli d’argento di Madama Bump.
Altro punto a favore del titolo è l’ottima corrispondenza con il target che si prefigge. Gioco dal taglio family, è perfetto per i ragazzini fan di Harry, ma si lascia giocare volentieri anche da noi adulti appassionati di prima generazione.
Le partite sono talmente rapide – anche quando il Boccino non viene catturato e si arriva alla fine del mazzo di carte – che se ne fanno almeno due o tre di fila, per una mezz’ora leggera e tutto sommato piacevole. Ne deriva che il flusso di gioco è rapidissimo: niente paralisi da analisi né ripensamenti o possibilità di riflettere a lungo su una mossa. È tutto davvero estremamente veloce e l’esperienza ludica nel complesso ci guadagna molto.

La mia personalissima opinione
Appena ho letto il regolamento di HARRY POTTER: QUIDDITCH CLASH, sono subito rimasta affascinata dall’asimmetria dei mazzi di carte.
Gli studenti di Corvonero sono quelli che privilegiano l’apprendimento, la saggezza, l’arguzia e l’intelletto, e infatti il potere speciale di questa casa dà la possibilità di sbirciare la mano dell’avversario nonché le prime due carte del suo mazzo per poter fare una sorta di mini-strategia sulle prossime quattro mosse, quindi usare il cervello.

Tassorosso apprezza il duro lavoro, la dedizione, la pazienza, la lealtà e la correttezza, e il suo potere speciale permette di influire sulle Condizioni del campo, permettendo una sorta di equità dei vantaggi e di riequilibrio delle forze.
Gli studenti di Serpeverde sono famosi per essere ambiziosi, astuti e orientati all’obiettivo no matter what. E infatti il potere speciale di questa casa è proprio quello di bloccare le carte avversarie. A prescindere. Sempre molto diplomatici, i Serpeverde.

Grifondoro dovrebbe in realtà esaltare il coraggio e la nobiltà d’animo. Tuttavia, i fan di Harry Potter sanno che Grifondoro vince quasi tutte le partite di Quidditch e questa idea è stata riportata fedelmente nel gioco: la possibilità di segnare con poco sforzo quando la pluffa è a centro campo la rende senza dubbio la squadra favorita.
Tuttavia – e qui ci tengo a sottolineare questo tuttavia – ho all’attivo oltre 15 partite in cui ho cercato di mescolare le case e Grifondoro non ha sempre vinto. Soprattutto perdeva contro Corvonero, perché la possibilità di conoscere le prossime azioni di Grifondoro permetteva al giocatore di Corvonero di neutralizzare parzialmente anche carte oggettivamente più forti.
La riflessione più importante da fare riguarda, forse, la cattura del Boccino. Nel mio caso, la partita è finita per la cattura della pallina dorata nel 70% dei casi e nel 30% per la fine del mazzo. Da quanto ho potuto leggere in giro, sono un caso anomalo, in quanto l’autore ha reso di proposito l’acchiappo del Boccino più difficile per evitare che la partita finisse dopo tre minuti. Eppure vi giuro che da noi è stato così.

Questo mi porta a una seconda riflessione che riguarda l’alea. Il fattore F è totalmente dominante in HARRY POTTER: QUIDDITCH CLASH. L’unico abbozzo di strategia è legato al ricordarsi esattamente tutte le carte uscite fino a quel momento – sfido a farlo – o al potere di Corvonero. Per il resto è tutta fortuna di come le carte ci capitano in mano.

Così come è fortunosa la cattura del Boccino grazie alla presenza dello spinner. Una volta ho perfino regalato la pallina d’oro al mio avversario lanciandogliela praticamente in bocca. Un po’ come capitò a Harry durante la sua prima partita di Quidditch in assoluto durante il suo primo anno. Ma ci sta. È un gioco leggero per famiglie, non ha pretese di grandi strategie e l’acchiappo del Boccino è spesso anche nei libri una questione di fortuna.
Essendo HARRY POTTER: QUIDDITCH CLASH un titolo di scontro per due giocatori, l’interazione è, manco a dirlo, totale.
I parametri di variabilità e rigiocabilità meritano un paragrafo a sé stante. Avendo la possibilità di impersonare solo le quattro case di Hogwarts ed essendo i mazzi fissi – no deckbuilding, no incremento graduale dei poteri – una volta che si imparano le carte e si fanno incontrare in campo a turno tutte le squadre, il gioco è un po’ sempre quello e la variabilità ne risente.
Al contrario, direi che la rigiocabilità è buona, in quanto le carte sono comunque sempre mescolate, lo spinner gira in modo sempre diverso e le Condizioni del campo sono sempre mutevoli. Ne derivano sfide diverse anche fra due squadre uguali.

Perplessità
La mia unica perplessità su questo titolo riguarda il tempo effettivo di gioco. Alcune nostre partite sono durate tra i 4 e i 6 minuti a causa di una cattura fulminea del Boccino. Da una parte questo ci ha spinto a resettare tutto e a fare subito un’altra partita. Dall’altra ci ha lasciato un po’ meh, come se l’esperienza di gioco fosse un po’ monca a causa della fortuna sfacciata di uno dei due giocatori. Ma non voglio dare niente per scritto nella pietra. Ci giocheremo ancora e vedremo se le nostre statistiche verranno confermate o smentite.
In conclusione…
Non si può dare a me da recensire un gioco di Harry Potter, perché perdo totalmente l’obiettività. Sono una fan di vecchia data e non posso non amare le trasposizioni ludiche delle avventure del maghetto che mi hanno traghettato dall’adolescenza all’età adulta a cavallo del decennio 1997-2007.

Però devo ammettere che questo gioco è oggettivamente ben fatto. Si ha davvero la sensazione di essere in campo con i nostri beniamini ed è impossibile non figurarsi Fred e George Weasley che spazzano via un bolide giocando le carte Battitore o lo stesso Harry quando prova ad acchiappare il Boccino. HARRY POTTER: QUIDDITCH CLASH è un gioco semplice, ma fa egregiamente il suo dovere di intrattenere e svagare la mente.
Voi…
😍 adorerete questo titolo se vi piacciono i giochi rapidi, non disdegnate l’alea e adorate tutto ciò che riguardi Harry Potter a prescindere;
😒 non vi dirà molto e probabilmente non farà per voi se cercate qualcosa di più profondo, non tollerate che i vostri calcoli vengano mandati all’aria dalla fortuna o pensavate di avere a che fare con un gioco più fedele alla storia di Harry nel suo complesso. Per questo ci sono altri giochi.
Siamo giunti alla fine. Con una voglia matta di riprendere ancora in mano Harry Potter e la Pietra Filosofale vi saluto e vi do appuntamento alla prossima recensione. E naturalmente… GAME ON always!
“Il gioco del Quidditch continua a emozionare e ossessionare i suoi numerosi fan di tutto il mondo. Oggigiorno ogni acquirente di un biglietto per una partita a Quidditch ha la garanzia di assistere a una gara raffinata tra volatori di grande abilità – a meno che, naturalmente, il Boccino non venga catturato nei primi cinque minuti di gioco, nel qual caso ci sentiamo tutti un po’ truffati.” [Il Quidditch attraverso i Secoli, Cap. X, Kennilworthy Whisp]

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