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Oggi vi parlo di un gioco un po’ particolare. Fa infatti parte della collana di Oink Games, un editore giapponese famoso per le sue scatoline molto compatte e (spesso solo apparentemente) costose in rapporto alla dimensione.
In questo caso si tratta di Durian (2-7 giocatori, 20-30 minuti), ideato da Masato Uesugi che è un autore giapponese abbastanza prolifico con già diversi titoli internazionali alle spalle (tra questi ricordiamo Paper Tales, Lost Legacy, i due Welcome to the Dungeon e Magnolia).
È un gioco con meccaniche di gestione del rischio e bluff che mi è piaciuto molto per la sua semplicità e per la pulizia (molto giapponese va detto) sia delle regole che della grafica. Il nome del gioco è lo stesso del costosissimo e famigerato frutto asiatico (considerato uno dei più buoni del mondo ma anche il più puzzolente).
Oggi il negozio di frutta della giungla è di nuovo pieno. I commessi, avendo troppo da fare, hanno iniziato ad aiutare i clienti prendendo ordini senza controllare bene l’inventario e durante i momenti di punta è facile che qualcuno prenda un ordine di troppo. Se succede basta chiamare il manager del negozio e saranno guai… ma attenzione a non accusare i colleghi ingiustamente!
Nella scatola
Aprendo la scatolina di Durian la troviamo stipata fino all’orlo di materiale. Abbiamo una campanella bellissima, un mazzo di carte dal formato non standard, una plancetta di cartone, otto solidi token arrabbiatura e 7 leggi in legno (!!) più naturalmente il regolamento in tre lingue (inglese, francese e tedesco). I token sono già defustellati per permettere l’incastro stile tetris dei materiali.

Prezzo alto, scatola piccola?
Questa è una cosa interessante, perché mostra come le differenze socio-culturali impattino anche su estetica e componentistica: infatti in Giappone lo spazio è molto poco e le case sono piccole. Noi ci lamentiamo che i Kallax (i mobili Ikea più usati per conservare i giochi da tavolo… per quanto io sia “team Besta”) si riempiono subito, ma il giapponese medio un Kallax dedicato ai giochi non avrebbe nemmeno lo spazio per metterlo. Questo ha fatto sì che mediamente i giochi giapponesi abbiano scatole molto piccole e spesso sfruttate al millimetro, per non occupare troppo spazio; allo stesso tempo il costo di un gioco si è sempre più slegato dalla dimensione della scatola, legandosi invece al tipo di esperienza che ti fa vivere.

Come si Gioca
Una partita a Durian è composta da più manche e alla fine di ciascuna il manager sgriderà uno dei giocatori che riceverà un “token cazziatone” (non è il termine ufficiale, ma mi piace). Questi token sono di valore crescente pari al round in corso e la partita finisce quando un giocatore ha un totale di 7+ “punti cazziatone”: il vincitore a quel punto sarà il giocatore meno “cazziato”.
All’inizio di ogni manche ciascun giocatore riceve un leggio in legno su cui pone una singola carta, senza guardarla, rivolta verso gli altri giocatori.

Ogni carta rappresenta due tipi di frutta in due diverse quantità e l’insieme di tutti i frutti visibili rappresenta quanta frutta è attualmente disponibile in magazzino. In questo modo nessuno saprà il totale esatto poiché a tutti mancherà la propria carta, essendo visibile solo agli altri.
Al proprio turno si pesca una carta che rappresenta l’ordine di un cliente. La si guarda e la si mette sotto la plancia che, come se si vede dalle foto, mostra due colonne: una con la X (da ignorare) e una con una spunta verde che indica il lato scelto dal giocatore. Tutti i frutti visibili in quella colonna sono quindi ordini accettati, ma siamo sicuri di poterli davvero soddisfare?

Il giocatore dopo di noi potrà pescare un nuovo ordine da aggiungere alla lista, se ritiene che sia tutto ok, oppure suonare il campanellino per chiamare il manager dal retrobottega lamentando che il collega ha preso un ordine impossibile da soddisfare. A questo punto tutte le carte sui leggii vengono mostrate e si verifica se la frutta presente basta a soddisfare tutti gli ordini: se questo non avviene il giocatore che ha preso l’ultimo ordine (quello dopo cui è stata suonata la campanella) verrà sgridato e prenderà il token. Se invece tutti gli ordini sono soddisfabili la lavata di capo andrà a chi ha chiamato il manager senza ragione.

Nel mazzo vi sono poi anche tre carte speciali con i “fratelli gorilla” che, se pescate come ordine, obbligano il giocatore a ribaltare una carta ordine precedente a sua scelta (cambiando quindi il lato che conta ai fini degli ordini totali). Se invece finiscono su un leggio, hanno effetti speciali: ad esempio la gorillina vale come “infinite banane”.

Considerazioni finali
Durian è un gioco di bluff, valutazione sociale e logica che non crea nulla di nuovo ma che rimescola diverse meccaniche in modo molto elegante. Ad esempio ricorda il classico Coyote a cui però aggiunge il fatto di ragionare su 4 valute, oppure ricorda Perudo con la differenza che il rialzo non è libero ma legato ai due lati della carta pescata, il che lo rende più appetibile per giocatori timidi o insicuri, in quanto non devi scegliere di quanto rialzare ma solo fare una scelta A/B.
Nota di plauso all’estetica del gioco che trovo bellissima e in linea con ogni altro prodotto Oink Games: stile minimalista, immagini pulite ma chiare con una fortissima influenza da scuola di design. Inoltre la componentistica è eccezionale, di buona qualità e appagante (campanella in stile retrò, sette leggii in legno, plancetta, carte, token).

La durata di gioco è contenuta e comunque limitata a un massimo di 7 manche anche giocando in sette, e spesso vi basteranno 5 manche per avere un vincitore, soprattutto quando giocate in 3-5 persone.
Per quanto concerna la scalabilità siamo davanti a un buon titolo che funziona con qualunque numero di persone al tavolo (ad esempio in tre gira già benissimo) tranne in due giocatori. Le regole lo permettono grazie a una variante che aggiunge “il morto”… ma il gioco perde tantissimo e, diciamocelo, se siete in due avete decine di cose più interessanti a cui giocare.
Inutile dire che dal punto di vista della portabilità siamo ai massimi livelli… la scatola ha la densità dell’osmio, ma sta in una tasca e occupa pochissimo spazio, quindi è ottimo sia che vogliate portarlo in giro, sia che vogliate aggiungerlo alla vostra sicuramente già corposa collezione.
Il prezzo di listino di Durian è 19,90 euro per le ragioni elencate sopra… il prodotto in sé vale questo prezzo sia per l’esperienza che fornisce, sia per la bellezza dei materiali, sia per la loro quantità (un editore italiano lo avrebbe fatto facilmente uscire nel formato di Just One).
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