{Da padre fondatore della rubrica ho il piacere di accogliere un nuovo collaboratore, recensore, ma soprattutto papà giocatore. Benvenuto a SigFapos, che, con il suo piccolo Gregorio di 6 anni, saprà regalarci uno sguardo nuovo e fresco (e, visto il periodo, ci vuole!) nelle recensioni del venerdì, cominciando da Le Cronache di Avel. I bimbi crescono, diventano ragazzi e, di conseguenza, giocatori a tutto tondo (ieri sera Everdell con il mio Lorenzo, come sono lontani i tempi de Il Frutteto… che bello, ma anche che nostalgia) e quindi abbiamo bisogno di nuovi piccoli giocatori da far entrare nello splendido mondo dei giochi in scatola per raccontarvi i titoli da nonsolograndi.
E se il nome del nostro SigFapos dovesse dirvi qualcosa è perché, grazie al suo aiuto, il nostro podcast ha avuto un salto di qualità notevole per il suo ottimo lavoro di post-produzione.
Ma ora basta chiacchiere e pronti a leggere il secondo esordio del mese di luglio (dopo il mitico Simone M. con Siria). – Simarillon}
scritto da SigFapos
Ed eccomi qui alle prese con la mia prima recensione su GSNT. Dopo aver passato tanto tempo a leggere articoli, finalmente sono dall’altra parte. Il lato oscuro mi ha attratto e chissà cosa riserverà questa nuova esperienza. Come esordio ho deciso di affrontare il gioco che ultimamente sta spopolando in casa mia, ovvero Le Cronache di Avel di Rebel Studio e portato in Italia da Asmodee. L’ha ideato Przemek Wojtkowiak.
Il gioco si propone come un 1-4 giocatori cooperativo, anche se sulla modalità in solitario ho delle riserve. Durata di 60 minuti a partire dagli 8 anni.

Noi impersoniamo un eroe alle prese con il miglioramento del suo equipaggiamento prima dello scontro finale con la temutissima Bestia, un essere proveniente dalla Luna Oscura che avrà il compito di rubare il Cristallo Guaritore.

I COMPONENTI
I materiali de Le Cronache di Avel sono come dovrebbero essere tutti i materiali: solidi, belli e intuitivi. Provate a guardare la foto precedente: le plance giocatore sono un esempio da manuale di ergonomia e facilità d’uso. Ognuna ha uno spazio in cui inseriamo il nostro personaggio pronto per essere colorato, ha gli incavi dove inserire i nostri punti vita a forma di cuore e lo spazio per armare e custodire il nostro equipaggiamento. Non è mai stato così facile creare un personaggio prima della battaglia!
LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Per prima cosa useremo le tessere esagonali per formare la mappa di gioco. A seconda delle disposizioni delle tessere si potrà scegliere pure il livello di difficoltà: base/media/difficile.
Si posizionerà anche il castello dove è custodito il nostro Cristallo da proteggere e il tracciato dei turni. A questo punto dobbiamo 5 secondi a testa per pescare il nostro primo oggetto equipaggiamento. Una volta che saremo tutti pronti, avremo DUE azioni a testa (tenete a mente quel “DUE”) e potremo scegliere se muoverci, combattere, compiere le azioni della tessera in cui siamo oppure riposare e recuperare vita.

Queste due azioni sono il perno che regge Le Cronache di Avel: sembrano poche, ma fanno scorrere i turni veloci e donano una sensazione di leggera ansia ai giocatori. Quando il tracciato dei turni arriverà a metà, ci sembrerà di non aver fatto nulla, ma non è così. Una volta terminati i turni arriva la Bestia, che tenterà di entrare nel castello e rubare il Cristallo Guaritore.
CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Oltre alla meccanica delle due azioni sopra citata, ci sono alte due cose che rendono attraente questo gioco: il potenziamento dell’equipaggiamento e il combattimento.
Potenziamento: Quando sconfiggiamo un mostro avremo delle ricompense, come pescare un nuovo oggetto da un sacchetto oppure fare un upgrade di un oggetto che abbiamo già. Un oggetto migliorato dà diritto a dadi aggiuntivi per il combattimento, mentre la meccanica di pesca è come un brivido lungo il braccio. Nei nostri occhi si noterà proprio la concentrazione per cercare quell’ultimo oggetto che ci serve per completare il nostro equipaggiamento.

Combattimento: Si combatte tirando i dadi e ogni personaggio inizia con solo due dadi verdi, ma poco a poco, miglioramento dopo miglioramento, avremo accesso a dadi aggiuntivi. Immaginatevi a questo punto di avere due dadi, poi tre, poi quattro, eccetera. Più dadi si tirano, più ci si sente potenti e si percepisce proprio la crescita del proprio personaggio.
Ora provate a prendere un bambino o anche un adulto al suo primo gioco di avventura e dategli un leggiadro senso di ansia, il brivido della pesca e la sensazione di sentirsi più forte… Cosa ottenete? La risposta a questa domanda è ciò che vi servirà per capire se questo gioco è quello che stavate cercando oppure no.
Ho trovato il gioco facile da imparare e affascinante. Il gameplay è semplice e veloce da spiegare, anche a chi si approccia per la prima volta a un gioco di avventura.
Le Cronache di Avel si attesta come un ottimo gioco per famiglie. Dà il meglio di sé quando combina piccoli e grandi, creando un piacevole metagioco in grado di stimolare e divertire.
Devo dire che la cosa più bella è sentire il figlio che dice: “Papà, facciamo il gioco dove bisogna uccidere la Bestia”. Come si fa a non voler scendere in campo e rispedire i mostri da dove sono venuti?!

E i difetti? Per quel che mi riguarda ne ho trovati due, però li definirei più “esperienze di gioco alternative”. La modalità in solitaria prevede un setup per 2 persone, ma con un solo personaggio e 4 azioni per turno. È un gradino più difficile e non restituisce le stesse sensazioni del gioco cooperativo: meglio giocare controllando due personaggi. Nel passare da 2 a 4 giocatori l’esperienza cambia: se in 2 bisogna essere sempre coordinati, in 4 questo non è necessario. In tutte le partite in 4 ho notato che c’è un giocatore che rimane un po’ indietro di equipaggiamento, tuttavia si riesce a esplorare la mappa velocemente e a sconfiggere prima la Bestia.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ci sono essenzialmente due aspetti molto importanti che sviluppiamo. Il primo è che collaborando si raggiunge prima un obiettivo. Il lavoro di squadra è essenziale per poter abbattere la Bestia: se uno va a scontrarsi faccia a faccia con lui, gli altri devono proteggere Avel dal resto dei mostri. E non importa tu che equipaggiamento abbia, sei comunque essenziale. La vittoria è di tutti.
Il secondo aspetto è quello che però reputo più importante: sconfiggere il boss è solo la fine di un percorso, fatto di gradini più piccoli. Con piccoli passi si possono affrontare grandi obiettivi.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
Il regolamento riporta 8+, però Le Cronache di Avel può essere tranquillamente anticipato un po’. Non ci sono testi da leggere, ma c’è una componente di programmazione a lungo termine che i più piccoli non sempre gestiscono. Per sconfiggere la Bestia devo prima sconfiggere i mostri medi e per sconfiggere i medi devo prima sconfiggere quelli piccoli. I nongrandi hanno bisogno di essere guidati lungo questo processo.
Pensare poi che il gioco sia solo per bambini o per grandi alle prime armi sarebbe un errore.
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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