Scritto da
cogo71
La recente Play è stata per noi occasione per conoscere realtà del panorama ludico italiano, in parte ancora inesplorate, almeno sulle nostre pagine.
Oggi vi propongo un’interessante intervista con Oscar Biffi di NessunDove che collabora in maniera molto stretta con un’altra importante realtà del gioco di ruolo: Dreamlord. Si tratta di editori impegnati nella divulgazione dei GdR, fautori di numerose iniziative ed eventi che hanno voluto condividere con noi la loro esperienza. Buona lettura!

Ciao Oscar, all’ultima Play Dreamlord Games e NessunDove hanno partecipato insieme al Festival del Gioco, puoi riassumerci come nasce questa collaborazione e raccontarci la storia di queste due realtà?
Volentieri. Mia moglie Maria e io siamo amici di lunga data di Nicola Urbinati, il fondatore di Dreamlord Games. Tra le altre cose è sempre stato presente alle convention di Laiv.it, la nostra comunità dedicata al gioco di ruolo dal vivo da camera, quindi dopo aver giocato insieme e scritto insieme non ci restava altro che provare a lavorare insieme. Il progetto di Dreamlord è iniziato nel 2014 per portare in Italia il sistema Fate ed è diventato uno dei marchi storici nel panorama indie del gioco di ruolo italiano. NessunDove invece, al di là della pubblicazione del mio romanzo Guazzabuglio, nasce come marchio editoriale di giochi di ruolo nel 2017 con la campagna Kickstarter per Crescendo Giocoso, la prima antologia di chamber larp di Laiv.it. Quando durante la pandemia Nicola ci ha raccontato che gli avrebbe fatto piacere un po’ di compagnia nel viaggio di Dreamlord, abbiamo capito che era il momento giusto per lanciare NessunDove anche nel mondo degli adattamenti. Del resto io mi occupo da sempre di libri, Maria di illustrazioni e possiamo contare su Chiara Locatelli per le traduzioni. Di fatto ci siamo trovati a essere le persone giuste nel momento giusto.

Tornando a Play, come avete vissuto questa esperienza? Come vi ha accolto il pubblico?
Il festival è stato animato da un grandissimo entusiasmo. Per noi come NessunDove è stata la seconda apparizione e ci stiamo ancora chiedendo se siano la pandemia e i suoi strascichi a generare tutta questa voglia di giocare e ritrovarsi o se possiamo aspettarci che vada tutte le volte così. Abbiamo avuto la fortuna di frequentare ambienti sempre molto appassionati, ma è chiaro che le dimensioni di un evento come Play colpiscano sempre.

Ci parli un po’ del catalogo di Dreamlord Games? Che tipo di giochi avete, cosa può aspettarsi un giocatore di ruolo dalle vostre opere?
Dreamlord Games propone per lo più giochi di scuola americana, eredi del fermento nel campo del design dei primi Anni Duemila. Il catalogo è organizzato in collane: la Chiave del Fato, dedicata ai titoli che utilizzano il sistema Fate; la Chiave dell’Apocalisse, per i giochi powered by the Apocalypse; la Chiave di Casa, riservata agli autori italiani e infine la Chiave delle Storie, per tutto il resto. L’obiettivo è quello di proporre giochi moderni e innovativi, per esperienze sempre diverse. Uniche.
E invece per quanto riguarda NessunDove? In cosa si differenzia la vostra proposta?
NessunDove ha un occhio di riguardo per i giochi fuori dal coro, che siano solitari o per gruppi numerosi, dal vivo o epistolari. Siamo convinti che il gioco di ruolo abbia molte forme e vogliamo fare la nostra parte per far appassionare il maggior numero di persone possibili. Se c’è chi si avvicina al gioco di ruolo arrivando dai giochi da tavolo, quindi è già abituato e disponibile ad apprendere regolamenti complessi, c’è anche chi ci arriva dalle suggestioni del teatro o della scrittura, perciò è intrigato dall’aspetto narrativo, ma non necessariamente da quello tattico. Nel momento in cui l’offerta diventa abbastanza varia chiunque può trovare la propria chiave per entrare nel labirinto fantastico del gioco di ruolo. Il bello è proprio perdersi tra le infinite possibilità.

Il nostro sito, come sai, è incentrato soprattutto sui giochi da tavolo, ma abbiamo deciso di seguire anche il mondo dei GdR perché ci sembra in grande fermento: è davvero così, o abbiamo preso un abbaglio? Come vedi il mercato italiano e come credi si svilupperà nei prossimi anni?
Senza dubbio ci sono tanti progetti ambiziosi, capaci di attirare l’attenzione anche dei mondi vicini. Come spesso succede, quando sei immerso in un ambiente, a te sembra sempre molto attivo, ma ci sono ottime ragioni per avvicinarsi al gioco di ruolo adesso. Non me la sento mai di fare previsioni, anche perché i nostri sono progetti di nicchia e portati avanti innanzi tutto per passione, quindi non ci aspettiamo di fare tendenza. Tuttavia ci sono tanti autori, tante case editrici e tantissimi giochi. Basta essere curiosi e sperimentare fino a trovare quello che fa per te. E poi continuare, perché ci sono tanti giochi che non ti aspetti, pronti a farti perdere la testa.
Quanto ad autori, come siamo messi nel Belpaese? Possiamo parlare di una scuola italiana, o siamo ancora indietro rispetto ad altri paesi?
Come in molti altri campi, siamo per lo più un mercato che vive di riflesso. Nel gioco di ruolo al tavolo a dettare la linea sono sempre stati gli autori americani, nel LARP c’è una scuola scandinava molto attiva. Questo non significa che gli autori italiani scarseggino, anzi, ma spesso sono loro stessi a iscriversi all’interno di scuole internazionali, ereditando terminologie e modalità. Confrontandomi spesso con autori ed editori stranieri, mi è capitato di sentirmi dire che “negli ultimi anni gli Italiani fanno un sacco di cose”, con riferimento a campagne di crowdfunding dagli ottimi risultati, ma non mi risulta che ci sia un approccio all’ideazione di giochi per i quali siamo noti all’estero. Dal mio punto di vista non è qualcosa di negativo, significa solo che dobbiamo rimboccarci le mani e renderci riconoscibili.

Ti confesso che conosco poco o niente riguardo ai LARP. Potresti spiegare a chi come me è un totale neofita del genere di cosa si tratta? Le vostre realtà organizzano eventi di questo tipo?
Come Laiv.it ci occupiamo di un tipo di LARP molto particolare. Non grandi eventi con decine di persone in costume, ma esperienze riproducibili in casa con un gruppo limitato di amici: solo che non si gioca seduti intorno al tavolo raccontando cosa fa il proprio personaggio, ma ci si alza e lo si interpreta come se si giocasse a fare l’attore. Se ci pensi, giocare a “facciamo che io sono un cavaliere e tu lo stregone malvagio” è una cosa che si fa fin da bambini. Spesso usiamo un sacco di termini tecnici con la convinzione di dare una dignità da adulti ad attività molto semplici. Ci sono progetti che hanno reso il LARP popolare e diffuso presentandolo come grandi eventi, non troppo diversi da un concerto o una vacanza: vivi per tre giorni come un cavaliere o un pirata, con costumi e in location fuori dall’ordinario. Maria, Chiara e io abbiamo aiutato con piacere a organizzare anche giochi di questo tipo, ma il nostro cuore batte per la scrittura di regolamenti alla portata di chiunque, dove ogni gioco è radicalmente diverso dall’altro e si fa un uso simbolico di materiali semplici. Di recente mi è capitato di scrivere un articolo per lo Knutepunkt, il principale evento dedicato al LARP nei paesi scandinavi, dove paragonavo i LARP a rituali, fatti di assoluta sospensione della realtà e gesti simbolici. Ecco, questa è la cifra stilistica che portiamo avanti con le antologie di Crescendo Giocoso, grazie all’Italian Chamber Orchestra, la comunità di appassionati di Laiv.it. E considerando che i libri di questo genere in tutto il mondo si contano sulle dita di una mano, facciamo del nostro meglio per lasciare il segno con un’idea di “chamber LARP all’italiana”. Del resto nella musica da camera siamo sempre andati forti storicamente e, trattandosi di un campo così nuovo, non ci troviamo nella condizione di dover recuperare troppo terreno. Anzi, l’anno scorso il secondo volume, Crescendo Giocoso Ritornello, ci ha sorpreso vincendo il premio come Miglior Gioco del 2021 agli Indie Groundbreaker Awards, un concorso americano per giochi di ruolo con una giuria di autori internazionali che non aveva mai visto né italiani, né giochi dal vivo tra i finalisti, perciò speriamo di essere nella direzione giusta.

Parlando di progetti futuri, cosa bolle nelle vostre pentole? Puoi darci qualche anticipazione?
Come NessunDove in questo momento stiamo collaborando con un autore inglese per dare un’edizione italiana a una campagna Kickstarter che ha avuto un buon successo. Le due edizioni usciranno a pochi mesi di distanza (noi puntiamo dritti a Lucca Comics) e siamo felici di avere l’opportunità di lavorare ai giochi quando sono ancora in fase di elaborazione. Così possiamo dare una mano facendo playtest e riflettendo insieme all’autore sulla forma da dare al prodotto finale. Questo progetto in particolare non uscirà in forma di libro e si occuperà di storie di vendetta. Chissà se tra i lettori c’è qualcuno pronto a indovinare il titolo!
Siamo giunti alla fine di questa piacevole chiacchierata. Se vuoi aggiungere qualcosa, questo è il momento giusto per farlo. Vai!
Vi ringrazio per avermi proposto questa chiacchierata. Il gioco di ruolo ha la caratteristica di essere un’attività esigente, dove si passa tanto tempo ad ascoltare, e trovare qualcuno interessato a stare a sentire come procede questo piccolo pazzo mondo è un motivo di grande soddisfazione. Perciò grazie a voi e a tutti i lettori che sono arrivati fin qui.

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