Nella vecchia fattoria con Rolling Ranch

scritto da Fabio (Pinco11)

Chi ci segue da tempo sa della mia insana passione per i roll and write, per cui non rimarrà stupito nel vedere da me recensito anche Rolling Ranch, di Jordy Ardan, edito da Thundergryph (con edizione italiana di GateOnGames) nel 2019.

In effetti mi ero perso questo titolino, di difficoltà tutto sommato contenuta ed adatto, di conseguenza, ad un pubblico piuttosto ampio (su BGG la difficoltà è quantificata ad un sin troppo basso 1.14/5, che lo colloca alla pari di UNO, ma questo valore vi dà l’idea di quanto il gioco sia facile), ma quando mi capita l’occasione tendo a recuperare, come sto facendo ora, i titoli che per un motivo o per l’altro mi siano sfuggiti.

L’ambientazione è qui agreste, con i giocatori idealmente impegnati, nel mondo di Rolla che ti passa, a costruire un ranch (qui da noi sarebbe stata una più banale fattoria) assemblando mandrie di animali e costruendo edifici idonei a stoccare foraggio e materiali.

Panoramica dei materiali

ROLLING RANCH: IL GIOCO IN POCO

Siamo qui alle basi della categoria, quanto a regole. Ognuno riceve un foglio ranch , il quale raffigura una griglia esagonata, divisa in alcuni settori, ciascuno composto da un numero variabile di esagoni (al centro di ogni esagono compare un numero da 1 a 6). Si sceglie quindi se utilizzare il lato A del foglio (uguale per tutti) od il B (variabile) e si parte.

I DadiAll’inizio di ogni turno uno dei giocatori tira i due dadi animale ed ognuno avrà la possibilità di scegliere il da farsi tra tre opzioni:

1. disegna l’animale raffigurato sul dado blu all’interno di un esagono che reca il numero indicato dall’altro dado ;

2. disegna l’animale raffigurato sul dado giallo all’interno di un esagono che reca il numero indicato dall’altro dado ;

3. raccogli le risorse (tutte o una parte) indicate sui due dadi, annerendo le caselle corrispondenti nelle righe (a lato) nelle quali sono raffigurati gli edifici. Quando si completa una riga, si colloca il relativo edificio (diversi dei quali danno bonus da sfruttare in corso di partita).

La partita procede (a fine turno occasionalmente ha luogo un accoppiamento e gli animali possono figliare) sino a quando qualcuno non abbia completato tutti i propri edifici ed a qual punto si svolge la conta dei punti. Ogni recinto dà un punto per animale, se ve ne sono di tipo diverso, mentre attribuisce valori crescenti (a seconda del tipo di animale) se si è riusciti ad inserire nei recinti animali dello stesso tipo. Alcuni edifici a loro volta attribuiscono punti, così come sono presenti le classiche carte missione. Per maggiori info, rinvio al sito della casa editrice.

COME SI PRESENTA

Siamo di fronte ad un rolla e scrivi, per cui non è che Rolling Ranch possa particolarmente brillare sotto questo profilo. La scatolina è compatta e contiene giusto un paio di dadi di plastica colorata ed un blocchetto da 100 fogli.

Tra gli aspetti più positivi segnalo che la scheda giocatore è coloratosa e gradevole, oltre che essere double face (con l’apprezzabile presenza, sul lato B, di schemi variabili) e la copertina (affidata al talentuoso Santiago) è simpatica.

Tra gli aspetti meno convincenti annoto (a mio parere) i dadi, visto che su di essi, oltre ai simboli degli animali, compaiono anche quelli dei materiali e dei numeri, che risultano relativamente piccoli. Parimenti abbastanza piccoli sono gli spazi sulla scheda per gli edifici. Aggiungo che sconsiglio fortemente di utilizzare le matite in dotazione per scrivere, in quanto il loro tratto risulta assai poco visibile, fruendo al loro posto di pennarelli e possibilmente di colori. Nell’insieme, direi che i materiali non impressionano.

L’ambientazione è invece gradevole, con uno sfondo agreste ed è in qualche misura resa dalle logiche di gioco, che rievocano l’ideale ampliamento della nostra fattoria in corso di partita.

COME GIRA

Esordisco dicendo che Rolling Ranch  su BGG gode di un voto medio di 6.8, valore che non deve, normalmente, creare ingiusti pregiudizi, se si considera che titoli come Plenus o Railroad Ink, che sono ottimi rolla e scrivi, godono nel popolare sito di voti medi intorno al 7.0-7.2, non troppo lontani, quindi dal gioco di cui ci stiamo occupando ora. Avrete però notato il normalmente che ho aggiunto nella frase sopra, perchè, come vedremo, la mia valutazione su Rolling Ranch non colloca questo titolo esattamente tra i memorabili.

Andando però con ordine dico subito che il gioco i suoi pregi li ha, visto che è incentrato su di un set di regole decisamente immediato, offrendo nel contempo quel pizzico di profondità tale da porlo comunque, sotto il profilo della soddisfazione personale di chi si impegni un attimo, anni luce oltre agli automatismi di (per fare un esempio) un UNO. Come si gioca, infatti, lo spieghi davvero in 60 secondi, visto che devi solo illustrare la schedina giocatore e dire che o “disegni un animale illustrato in un dado nella casella che reca il numero dell’altro dado” o “annerisci i materiali indicati da ambo i dadi”. Punto, tutto qui. Resta solo da spiegare che se metti gli animali insieme fai più punti e la cosa più difficile da memorizzare sono gli effetti degli edifici.

La partita, dunque, tende a scorrere tranquilla, con poche domande anche alle primissime esperienze di gioco: non essendoci grosse scelte, anche il tempo di riflessione è contenuto ed in 10-20′, effettivamente, si porta a casa un match intero, a prescindere dal numero di giocatori presenti.

Una certa pianificazione, poi, è richiesta, per cui ci sono anche le basi per considerare Rolling Ranch una sorta di introduttivo ai puzzle game, dovendo essere posta sempre la giusta attenzione a non mettere gli animali a caso ed anche a sfruttare adeguatamente gli edifici per poter completare i recinti nel modo adeguato, piegando, grazie ai bonus garantiti da alcuni di essi, i risultati dei dadi. Ci sono, dunque, anche i classici correttivi necessari per evitare si essere schiavi della sorte.

Nel contempo manca, però, quel coefficiente di brivido della sfida tipico di altri titoli di questa categoria, rimanendo il gioco un poco a metà strada tra il facile facile ed il complicato e vittima, a seconda dell’approccio del giocatore, della semplicità di fondo che si è prescelto per potersi rivolgere ad un pubblico ampio, mentre per i gamer può risultare, paradossalmente, semplicistico.

Una volta capito, infatti, che si deve cercare di inserire più animali dello stesso tipo che sia possibile all’interno di ogni gruppo, non è che restino poi mille altre strategie da seguire e gli edifici danno dei benefici che possono essere sfruttati se le cose non vanno ma che, se tutto invece filerà liscio, equivarranno ad una costosa polizza assicurativa che non è servita a nulla.

.. ecco che succede se ‘tirate via’ nello scrivere ..

Nel contempo, poi, il fatto di dover disegnare tondi, quadrati e cerchi, oltre che schematici edifici, sembra facile e lo è effettivamente se si ha voglia di impegnarsi a scrivere bene, ma ciò richiede un minimo di attenzione ed ordine extra. Di conseguenza di sovente la scheda di bimbi più piccoli o di utenti più svogliati tende a diventare, in corso di partita, poco leggibile (i tondi ed i quadrati assomigliano e gli edifici non sono sempre così distinguibili …).

L’interazione, infine, è assente (ognuno lavora per se) e la longevità, tutto sommato, contenuta.

ALTERNATIVE?

Prima di tutto vi rimando alla mia guida sui rolla e scrivi e, se invece volete andare subito su di un paio di titoli, eccovi il link a Plenus (categoria per tutti tutti), quello a Cartographer (più complesso, ma bello bello) e quello a Ganz Schon Clever (il top dei puzzle game a numeri)

CONCLUSIONI

Rolling Ranch è un simpatico rolla e scrivi a tema agreste, che ci mette nei panni di gestori di una fattoria. Basato su di un set di regole ben ripulito, risulta immediato da spiegare ed offre anche qualche idea extra (edifici e poteri bonus), con una miscela utile ad attrarre allo stesso tavolo occasionali ed esperti. Non troppo innovativo e longevo, fatica però un attimo a sollevarsi dalla massa di titoli della categoria.

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