scritto da Fabio (Pinco11)
QUALCHE PAROLA INTRODUTTIVA
L’idea è quella che ognuno riceva ad inizio partita un foglio (misura 12,5×18, double face, con il lato B per gioco ‘avanzato’) all’interno del quale è contenuta una griglia quadrettata di 11×11 caselle. Alcune di esse (5) raffigurano una montagna, altre due colonnine (rovine) ed altre ancora (solo sul lato B del foglio) hanno un fondo grigio che le rende inutilizzabili.
Al termine di essa si attribuiscono punti per ciascuno dei due obiettivi che si valutano in essa (ci sono apposite carte riepilogo che lo indicano), per il numero di monete ottenute (si ottengono disegnando certe forme o costruendo intorno alle montagne) e penalità per (le caselle vuote vicino a) i mostri nella propria mappa.
Sottolineo sin d’ora, quanto al livello di difficoltà, che esso è apprezzato dagli utenti di BGG come di 1.91 su di una scala da 1 a 5, che reputo corretto (mentre Doodle è 1.19 e Second chance 1.26), per cui siamo nel novero dei giochi proponibili davvero a tutti dai 10 anni in su (e forse anche un paio d’anni in meno, per i bambini già avvezzi ai boardgames). Non fatevi ingannare, quindi, dal fatto che il gioco ricada, per la giuria dello Spiel des Jahres, nella sezione dei giochi per esperti, visto che il premio in questione fissa tradizionalmente l’asticella della difficoltà per i giochi base davvero sul semplice.
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| .. usando colori e penna .. |
Per capirci, se un obiettivo di questo turno mi richiede (foresta di montagna) di collegare le montagne tra loro con delle foreste, ragionevolmente cercherò di scegliere sempre (visto che spesso le carte consentono una scelta tra due tipi di terreno) le foreste come tipo di disegno, ma se nel contempo mi esce anche baronia sperduta, che paga punti che premia l’occupazione di un angolo della scheda, dovrò operare delle scelte. Se tengo conto, ancora, che l’obiettivo della prossima stagione sarà insediamenti , che premia ogni blocco di almeno 6 caselle destinato ad abitazioni, magari potrò pensare di privilegiare la costruzione di villaggi nell’angolo della mappa e così via.
Le carte punteggio (obiettivi) sono 16, una quantità tale da garantire sufficiente varietà e, tenendo conto che se ne utilizzano solo 4 a partita e, soprattutto, che l’ordine di uscita a sua volta incide pesantemente, direi che con poco (le carte con i polimini sono solo 13) l’autore è riuscito a dar vita ad un gioco dalla rigiocabilità sufficientemente elevata.
Difficoltà?
Onestamente non eccessiva, ma il mio modesto suggerimento è quello di perdere qualche minuto extra nell’illustrare per la prima volta il gioco ad un nuovo giocatore, facendo qualche esempio sia di piazzamento, che del funzionamento degli obiettivi, per consentire a tutti di divertirsi sin dalla prima partita. Alcune delle carte punteggio, per altro, sono semplici (es. 8 punti per ogni blocco di caselle villaggio da 6 o + caselle contigue), mentre altre richiedono un attimo di riflessione (es. 3 punti per ogni blocco villaggio che confini con almeno 3 tipi di terreno, o 3 punti per ogni linea diagonale continua che collega il bordo sinistro della mappa con quello inferiore), per cui spiegarle bene subito evita poi incomprensioni e la conseguente insoddisfazione di qualcuno.
Spiegato a modo, comunque, il tutto è fruibilissimo anche in famiglia.
Il bello del tutto sta, in sostanza, nell’equilibrio del gioco, che sta sulla linea di passaggio tra i tira e scrivi basici e quelli complessi, fornendo abbastanza spessore per ingolosire i giocatori più appassionati, senza però richiedere calcoli matematici esagerati, che spesso invece allontanano i giocatori più occasionali.
C’è poi una quota di interazione, anche se non esagerata, rappresentata dall’introduzione dei mostri, che consentono ad un avversario di disegnarti, proprio nel mezzo della tua bella mappa, una forma messa a cavolo cappuccio, con piccole irritazioni di chi odia le bastardate, che da un pizzico di spezia alla ricetta, senza renderla troppo piccante. L’idea è utile, insomma, per far capire che ci sono altri al tavolo, mentre per il resto ognuno fa per se.
Diciamo quindi (è qui sta ragionevolmente il perchè del suo inserimento tra i nominati nello Spiel) che il gioco è abbastanza facile da poterci giocatore praticamente con tutti ed abbastanza spesso da poter trovare soddisfazione quando si riesce a far combinare tutto.
La fortuna, chiaramente, c’è, perchè si pescano carte e non ti viene quello che cerchi, i punti che volevi non li fai, ma il tutto è abbastanza controllabile da poter almeno indirizzare il gioco.
Un aspetto potenzialmente negativo?
Ragionevolmente è da ricercare nella classica altra faccia della medaglia, ovvero nell’idea che ad ogni forma disegnata deve corrispondere un riempimento. Questo è il vero twist del gioco rispetto ai fratelli minori a base di disegna polimini, ma nel contempo alcuni giocatori possono non gradire il doversi ‘impegnare’ con i disegnini (altri invece realizzano veri e propri dipinti …), che magari tirano via, salvo poi non riuscire a vedere bene, a colpo d’occhio, le cose necessarie, soprattutto se si gioca solo con le matitine di ordinanza. Se invece si fa uno sforzo, mettendo sul tavolo qualche penna colorata, il tutto diventa assai più facile …
A CHI PIACE E A CHI NO
Su BGG il gioco gode al momento di un assai lusinghiero 7.7 di voto medio, raggiungendo la posizione 266 della classifica di sempre.
Direi che il suo pubblico abituale è quello degli amanti dei tira e scrivi e può essere considerato un valido introduttivo al genere per gli utenti più smaliziati, mentre per i giocatori proprio occasionali suggerirei, probabilmente, di partire magari con un più semplice Plenus o Railroad Ink.
Chi invece proprio ci si deve tenere lontano è chi non ama i giochi alla Tetris o non si trova per niente a proprio agio con la rotazione di forme nello spazio.
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| Ganz Schon |
FRATELLI E CUGINI?
Se Cartographer vi piace, così come se volete scegliere quale tira (o pesca) e scrivi prendere, vi dico, per darvi delle alternative, che nella mia ludografia del genere compaiono:
– Welcome to. Molto simpatico ed incentrato sullo scommettere sulla costruzione di ‘scale di numeri’. Una sorta i Yatzee 3.0. Grosso modo lo stesso livello di difficoltà di Cartographer. Più indicato a chi odi i polimini. Qui la recensione.
– Railroad Ink. Con dadi, propone la simpatica idea di disegnare e cancellare con pennarello sulle schede lucide. Molto azzardo, ma anche qualche riflessione. Di una spanna più facile rispetto a Cartographer e Welcome. Qui la recensione.
– Trails of Tucana. Poco conosciuto, ma apprezzato dai pochi 🙂 Grosso modo del livello di Railroad. Personalmente lo preferisco a molti perchè è facile (disegni solo righe per collegare) di base, ma abbastanza coinvolgente. Qui la recensione.
– Ganz Schon Clever (Optimus). Il punto di arrivo ed il più profondo del gruppo. Onestamente non comprendo come abbia per gli utenti la stessa difficoltà di Cartographer , ma poi leggo che il suo seguito, che gira sulle stesse logiche, è valutato come di una spanna più complesso. L’ho giocato molto su tablet e lo ritengo il più complesso, ma soddisfacente del gruppo, intercambiabile, quando si ha voglia di varietà, con il seguito. Numeri e conti a go-go lo rendono sconsigliato per chi ricerchi qualcosa di più light. Qui la recensione.
CONCLUDIAMO
Cartographers è un ottimo pesca e scrivi a tema Tetris. Gira intorno all’idea di partenza, semplice ma efficace, di disegnare all’interno di una griglia dei polimini, identificandone poi anche il contenuto (tipo di terreno). Ci aggiungi la presenza di 4 obiettivi da perseguire nel corso della partita, ciascuno dei quali è però valutato due volte nel corso di essa, alla fine di due stagioni ed ottieni un gioco che ti spinge anche a pianificare, dando spessore alle logiche di piazzamento polimini dalle quali era partito.
Il risultato è piacevole e tale da farlo emergere dalla marea di tira o pesca e scrivi usciti nel recente e ne giustifica l’inserimento tra i nominati nel Kennerspiel.
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