[Prime impressioni] Juicy Fruits, il gioco degli enormi fruttini

scritto da Fabio (Pinco11)


Christian Stohr fino ad un paio di anni fa era “noto” solo per aver ideato, nel lontano 2014 Schraube Locker, un poco memorabile gioco di carte accreditato su BGG per un risicato 5.9 di voto medio.

Nel 2019, però, ecco il suo nome sulla scatola di un party game che ad Essen non degnavo neppure di uno sguardo, godendo tra i componenti di assai poco appetibili (all’occhio) tessere ‘riccamente’ illustrate con foto. Mentre lo stavo dimenticando, quel gioco, dal nome di Pictures, vince lo Spiel des Jahres. Quel titolo continua a non interessarmi minimamente, ma la cosa mi insegna a stare attento ai segnali che si colgono in fiera.

A questo giro, dunque, quando ad Essen noto la scatola di Juicy Fruits (1-4 giocatori, 20-50′, 10+, indipendente dalla lingua, edito da Deep Print Games con una edizione italiana in arrivo verso fine anno da Uplay.it – U200), mi fermo a guardare. I tavoli demo sono pochi, ma lo sguardo è stavolta attirato dai fruttini di legno in formato maxi contenuti nella scatola, che sul tavolo fanno davvero bella mostra di se. I disegni sono carini e fumettosi e la meccanica centrale, che intravedo, è da minipuzzle game, per cui appena lo trovo in offerta lo prendo e mi ripropongo di provarlo al volo al rientro ed eccomi ora qui a parlarvene.

Difficoltà: family game Meccaniche: raccolta set con spruzzate di piazzamento tessere Appetibilità: elevata

IL GIOCO IN POCO

Andando al succo l’idea è quella che ciascuno riceva una propria plancia personale, la quale riproduce una griglia 5×5, che ad inizio partita è parzialmente ostruita da alcune tessere barca – obiettivo, lasciando fruibile una minigriglia 3×3, all’interno della quale sono collocati 5 segnalini fruttini.

Al proprio turno il giocatore a cui sta altro non fa che muovere uno sei segnalini fruttino sulla griglia in direzione verticale o orizzontale, di quante caselle può o vuole, guadagnando un fruttino del colore del segnalino mosso per ogni casella di cui ci si è mossi. A seguire, quando gli sarà possibile, il giocatore potrà restituire fruttini per soddisfare una delle tessere barca che gli ostruiscono la plancia (ottenendo punti) o una delle tessere commercio presenti nella plancia centrale.

Queste ultime, distribuite casualmente ad inizio partita, consentono di ottenere nuovi e più potenti tessere fruttino miste (!), tessere edificio (danno spesso un botto di punti, immediati o a fine partita, ma ostruiscono la plancia), o tessere che abilitano l’acquisto di gelati e frappè (che danno un botto di punti vittoria, pagando un botto  di fruttini).

La partita procede fino a quando non sono state prelevate un tot di cose dalla plancia e chi ha più punti, vince.

Arricchisce il gioco la variante succhini, che abilita il lato  della plancia segnapunti, aggiungendo una opzione per spendere i propri fruttini.

COME SI PRESENTA

Gorgeous!

Senza inventare nulla di sconvolgente, Juicy Fruits ti fa capire come sia possibile elevare ed in modo significativo il livello di gradimento di un gioco semplicemente dotandolo dei componenti adatti ed il tutto senza che la scatola ti costi un occhio della testa.

Messo sul tavolo il gioco, infatti, acchiappa la vista ed attira utenti di tutte le età, semplicemente con il colpo d’occhio. La grafica è colorata ed a tema fruttini, per cui non avrete difficoltà a far avvicinare anche i bambini, mentre i materiali, in primis i fruttini di legno, cicciosi ed oversize, ti fanno desiderare subito di sederti al tavolo. Le meccaniche di base le spieghi in due minuti, ma nel contempo la presenza del minigioco puzzle che ti fa muovere i segnalini come se fossero tesserine del vecchio gioco del 15 fa intendere ai gamers che probabilmente c’è ciccia anche per loro, per cui ecco impiattato un bel gioco gateway.

L’ambientazione non è poi così sentita a livello di meccaniche, ma funziona alla grande grazie ai maxi fruttini, per cui il giudizio d’insieme sui materiali, tenendo conto che alla fine il tutto costa intorno ai 30 euri e spicci, è entusiasta.

Critiche? Beh, qualcosino di migliorabile nella seconda ristampa ci sarebbe, come un paio di simbolini nelle tessere edificio obiettivo, ma onestamente sono solo finezze.

COME GIRA

La spiegazione del gioco è, come accennavo, rapida, perchè dovete solo apparecchiare il tutto e far capire il meccanismo di approvvigionamento dei mitici fruttini. Fate 2-3 esempi, spostando i segnalini nella griglia, ne aggiungete un paio soddisfando le carte barca obiettivo ed in 120 secondi avete spiegato il succo del gioco.

I più occasionali si possono quasi fermare lì, perchè con quel paio di nozioni potranno tranquillamente andare avanti per metà partita o più, mentre i gamers ascolteranno con attenzione per i successivi 240 secondi, quelli nei quali spiegherete le tessere commercio – edificio che si acquistano nella apposita scheda mercato e che consentono di ottenere i big points.

Da lì il gioco si gioca quasi da soli, nel senso che ognuno parte a costruirsi le proprie catene di movimenti, segnandosi mentalmente quali tessere vuole eliminare per prime per allargarsi il tabellone e quindi come sistemare le 5 tessere sulla griglia in modo tale che si ostacolino il meno possibile.

Gradualmente, mano a mano che (in meno di dieci minuti) la griglia di ognuno inizierà a essere un filo più sgombra, restituendo botte di 3-4 fruttini al colpo, ecco che l’attenzione si riversa sulle cose ulteriori da fare con la montagna di fruttini che si va ad accumulare.

Qui gli occasionali prenderanno nota del fatto che l’amico sgamato già ci è passato qualche turno prima e che le tesserine frutti misti (che consentono di scegliere quale fruttini prelevare e danno un +1 di bonus) sono già andate, ma si chiederanno quanto siano convenienti le tesserine dei gelatai. La risposta la anticipo io, dicendo che rappresentano una fonte di punti, punti punti e dovete prenderle il prima possibile, per avere un posto dove buttare i vostri fruttini, che all’inizio vorreste avere in quantità, ma che ad un certo punto della partita non saprete che farvene, se non vi sarete trovati un obiettivo da perseguire.

Quello che cerco di far comprendere è che, come spesso accade nei titoli che fungono validamente da gateway, si apre un fossato tra chi si focalizza troppo sul solo motorino di approvvigionamento della griglia personale e chi invece coglie come i motori da coltivare siano due, affiancandosi al primo quello che permette anche di spendere efficacemente quanto acquisito.

Altro aspetto centrato è poi quello di timing, perchè la fine partita scatta quando sono state prelevate dalla plancia un tot di cose ed è possibilissimo che, proprio quando hai liberato la plancia e sei pronto per ottenere tonnellate di fruttini ed inondare il mercato, in realtà la partita sia finita ed a vincere è proprio l’amico che ha una plancia inzeppata di cose ed apparentemente insensata.

Ciò detto, non vi voglio vendere l’idea di essere davanti ad un gioco rivoluzionario, perchè alla fine la raccolta set è in giro, come meccanica, da una vita e la logica di fondo è quella, se vogliamo, tipica di un Finca  di 12 anni fa, titolo che godeva a sua volta di una bella dotazione di fruttini e di un giochino – puzzle centrale che presiede all’approvvigionamento di essi. Mentre in Finca, però, il tutto rimaneva solo nell’ambito del raccogli set e restituiscili, con qualche decoro, qui il segno degli anni passati si avverte grazie alla varietà di cose da fare offerta dalle tessere mercato e dalla fabbrica di succhini che ben presto aggiungerete.

Nell’insieme non è certo il titolo che ci metterete una vita a risolvere, se siete di quelli che cercano di applicarli per spaccare il gioco, ma mentre lo farete Juicy Fruits si sarà garantita la sua permanenza sul tavolo per un periodo apprezzabile.

Andando ai vari aspetti che di solito consideriamo direi che il gioco tende a scalare adeguatamente, perchè la base del gioco resta invariata e le tessere mercato aumentano proporzionalmente al numero dei giocatori. La mia preferenza per il gioco a 2 risiede quindi solo nel tempo a partita che nel testa a testa è talmente contenuto (una volta presaci la mano) per giocare un paio di partita in un’oretta. Il rischio, in certe partite, diventa quello di essere sin troppo rapidi, perdendo di vista completamente ciò che sta facendo l’avversario, visto che in una certa fase del gioco ognuno lavora solo sulla propria plancia o quasi.

Sulla interazione direi che dipende molto dal numero di giocatori e dall’approccio, perchè è assolutamente possibile giocarlo come un solitario di gruppo, se le strade prescelte divergono, visto che il proprio motore plancia non te lo tocca mai nessuno. Nel contempo la presenza altrui si sente soprattutto nel timing  di fine partita e nella corsa alle tessere mercato, che è proprio la cosa da capire meglio per sbilanciare gli avversari.

Sulla longevità essa è astrattamente garantita dalla varietà delle tessere mercato, ma il gameplay può rivelarsi alla lunga un pelo ripetitivo e questo è potenzialmente il maggior difetto del gioco.

COME E’ STATO ACCOLTO

Per ora il gioco è passato relativamente in sordina, godendo su BGG di un 7.3 di voto medio, buono comunque per  questa classe di difficoltà, tenendo conto che lo Spiel des Jahres Pictures ha 7.2.

CONCLUSIONI

Juicy Fruits rappresenta una simpatica sorpresa del raccolto di Essen 2021

Family incentrato su di un minigioco tipo puzzle da sviluppare nella plancia personale di ogni giocatore, con un set di regole di base semplice e con materiali azzeccatissimi (vedi i maxi fruttini di legno), riesce nel contempo ad offrire quel tot di profondità rendendosi adatto ad accomunare alla tavola, almeno per qualche partita, sia palati più raffinati che gli amanti del fast food. Qualche rischio di divenire ripetitivo rapidamente c’è, ma più di una occhiata, a mio modesto parere, la merita 🙂

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