scritto da LucaCiglione
Magic Hat è un gioco edito da Djeco creato da Jonathan Favre-Godal, e Philip Giordano ed illustrato da Corentin Lebrat. Permette partite da 10-15 minuti per 2-4 giocatori a partire dai 6 anni di età.
“La Magia è un ponte che ti permette di passare di passare dal mondo visibile in quello invisibile. Ed imparare lezioni in entrambi i mondi.”
MATERIALI
Scatola rettangolare con lato lungo di circa 20 centimetri e belle illustrazioni.
All’interno troviamo:
- 6 Cappelli Magici in Plastica dura
- 6 Carte Animale
- 4 Token “Cappello Magico”
- 1 Token “Bacchetta Magica”
- 1 Regolamento multiligua
Tutti materiali sono come per ogni scatola Djeco di ottima qualità. I cappelli in particolare sono molto scenici e belli da vedere.
GAMEPLAY E IMPRESSIONI
All’inizio della partita prendiamo un cappello e lo rimettiamo nella scatola. Lo scopo del gioco sarà indovinare quale dei sei animali è disegnato sotto al cappello rimosso e quindi, per rimanere in tema, quale animale sia sparito.
Per dedurre quale sia l’animaletto, al proprio turno, il giocatore potrà guardare sotto uno dei cappelli rimasti e poi scambiarlo con un altro cappello.
Quando si vorrà si potrà dichiarare nel proprio turno quale sia l’animale scomparso; in caso di successo si prenderà un token cappello magico, in caso di errore gli altri possono continuare a giocare e tentare di indovinare.
Il primo giocatore che indovina una seconda volta prende il token della bacchetta magica e vince la partita.
Onestamente sono rimasto perplesso davanti a questo gioco. In un primo momento mi sembrava davvero troppo semplice. Chiaramente dopo quattro turni ben fatti si sa con certezza quale sia l’animale scomparso e quindi il primo giocatore di turno lo indovina e vince.
Dopo qualche partita, però, sono riuscito maggiormente ad apprezzare l’idea alla base del gioco e la sua nascosta complessità. Tanto per cominciare, ogni turno, due cappelli vengono scambiati (addirittura quattro con le regole avanzate) e quindi ecco un primo punto di discontinuità rispetto alla mia precedente analisi: per fare un percorso netto bisognerebbe ricordarsi tutti gli spostamenti e non prendere mai lo stesso cappello.
Un’altro aspetto è che ovviamente fin da subito abbiamo un 16% circa di possibilità di indovinare anche senza toccare nessun cappello. Dopo aver visto due cappelli siamo già al 25%. Risulta evidente che quindi si può anche decidere ad un certo punto di rischiare e prendere il punto in anticipo.
Questo secondo aspetto di scommessa non è così semplice per un bambino, che tenderà ad avere la certezza prima di dare la soluzione. A tal proposito non è così semplice neppure ricordarsi i cinque animali già visti, soprattutto se non siamo alla prima partita.
Ecco che, dopo queste valutazion,i ho apprezzato maggiormente Magic Hat ed ho visto che, per i bambini, risulta comunque un gioco abbastanza sfidante ed interessante.
COSA SI IMPARA DA QUESTO GIOCO
In questo gioco si impara a valutare le proprie possibilità di successo di fronte a una conoscenza parziale. Si può introdurre il concetto di probabilità e spiegarlo.
La memoria rimane il meccanismo principe del gioco ed è importante osservare il movimento dei cappelli e ricordarlo durante i turni.
FINO A QUANDO POSSO GIOCARE
Da un certo punto di vista, senza considerare la componente di azzardo, il gioco potrebbe essere proposto sicuramente prima dei sei anni. Credo che l’indicazione dell’editore sia basata proprio su questo aspetto che i bambini più piccoli faticano molto a padroneggiare.
Come limite alto, la longevità del gioco mi pare abbastanza limitata, finendo con le elementari; giocare bambini ed adulti insieme però è una cosa sicuramente valida e si gioca alla pari.
IN QUANTI CI POSSO GIOCARE
Il gioco scala bene in tutte le configurazioni, all’aumentare dei giocatori è probabile sia più difficile vincere i due round, e quindi il gioco si dilata temporalmente durando un po’ di più. Allo stesso modo i cappelli si muovono di più ed è quindi più difficile ricordare la posizione degli animali rendendo le partite più avvincenti.
PERCHÉ GIOCARE CON MAMMA (E CON I NONNI)
La mamma ha una collezione di cappelli, e come tutti i bambini sanno è magica, come può sottrarsi ad una partita di Magic Hat?
GABRIELE DICE:
“A me piace questo gioco perché ci sono gli animali e poi ci sono i cappelli che li fanno sparire. Papà però indovina sempre l’animale prima di girare i cappelli e secondo me bara“.
CONCLUSIONI
Magic Hat è un gioco a base memory un po’ diverso dal solito dato che introduce una velata variabile di scommessa. Anche la parte relativa alla memoria è maggiormente stuzzicata grazie al continuo movimento dei cappelli.
Il tema della magia è carino e percepito grazie alla sparizione dell’animale ed ovviamente ai bellissimi copricapi.
Se cercate un gioco stile memory, molto semplice ma con un quid in più, potrebbe fare al caso vostro.
Ringraziamo Djeco per la copia recensore.
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