scritto da Matte
Ultimamente chiacchierando nel nostro gruppo WhatsApp di redazione ci siamo accorti che nel blog non avevamo ancora recensito Gigamon, un gioco che fin dalla sua uscita, nel corso del 2015, aveva colpito per aver cercato di evolvere la classica meccanica di gioco memory e per aver vinto il premio As d’Or Enfant. Eccomi quindi a raccontarvi di questo gioco creato da Johann Roussel e Karim Aouidad, adatto a 2-4 bambini dai 5 anni in su, per partite della durata di circa 15 minuti ciascuna, edito in Italia da Red Glove.
I MATERIALI
All’interno della scatola delle dimensioni classiche dei giochi “intermedi” Red Glove (ovvero circa 15x15x5 cm) troviamo:
– 7 Gigamons
– 42 Tessere Elemon (6 per ciascun tipo)
– 3 Tasselli Roccia
– 1 Regolamento
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Preparate una griglia 3×3 di tesserine Elemon sul tavolo, quelle rimanenti andranno messe in pila a faccia in giù a portata di tutti. Mettete i Gigamon nei loro supporti e quindi in piedi vicino alla griglia assieme ai tasselli Roccia.
Inizia il giocatore più giovane che dovrà scoprire due tessere Elemon dalla griglia una alla volta. Se sono uguali le prende mettendole scoperte davanti a sè ed attiva il loro potere speciale. Rimpiazza le tessere prese con le prime dalla pila e passa il turno al giocatore successivo. Se le tessere Elemon sono diverse non succede nulla, le copre ed il turno passa al giocatore successivo. Vince chi riesce ad avere davanti a sè tre Gigamon!
Questo è il flusso generale di gioco ma ci sono ovviamente delle piccole eccezioni:
– quando si hanno tre tessere Elemon uguali davanti a sè le si scartano e si prende il Gigamon corrispondente. Se quel Gigamon è già posizionato davanti ad un altro giocatore te lo cede.
– Se non ci sono più tessere nella pila, si continua finché non è più possibile formare coppie uguali. In questo caso vince chi ha il maggior numero di Gigamon davanti a sè.
La cosa più interessante sono ovviamente le abilità che gli Elemon possono attivare, ognuna legata al proprio elemento, tutte e sette diverse:
– Electromon: svolgi subito un altro turno
– Floramon: prendi la prima tessera in cima alla pila
– Pyromon: scarta un Elemon di un altro giocatore
– Hydromon: gira 4 tessere mentre gli altri non guardano
– Geomon: piazza una Roccia su una tessera. Gli altri giocatori non potranno rimuoverla, la toglierai nel tuo prossimo turno.
– Aeromon: scambia un Elemon con uno di un tuo avversario.
– Polymon: copia un altro Elemon, quindi farà sempre coppia ma non attiverà l’abilità.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Gigamon ha avuto un esordio scoppiettante, subito in lizza per l’As d’Or 2015 e la vittoria nella categoria bambini (ricordiamo che l’As d’Or è il premio francese per il miglior gioco dell’anno). Ha davvero tante frecce al suo arco per fare breccia non solo nella giuria del premio francese più prestigioso, ma in tutte le famiglie. Già il nome richiama quei famosi mostriciattoli made in Nintendo, quindi acchiappa subito l’attenzione e difficilmente si dimentica, ma tutto il comparto grafico a cura di Marie-Anne Bonneterre è davvero ispirato.
Personalmente non ho mai avuto un grande feeling con i giochi simil memory, nè ora nè quando facevo parte del target di questi giochi. Probabilmente perché non li vedevo esattamente come giochi ma come esercizi quasi fini a se stessi, senza che ci fosse una componente di logica o di meccaniche di gioco vere e proprie. In Gigamon invece c’è un netto passo avanti in questo genere: ci sono poteri diversi, ognuno associato all’elemento di cui troviamo la coppia, c’è l’evocazione dei Gigamon stessi che però non sono “al sicuro” visto che potranno essere evocati anche dagli avversari, rubandoli a chi li aveva evocati prima. È vero che la base è quella di un gioco di memoria, ma arricchito di una certa sostanza ludica.
Per questo motivo il gioco non è adatto ai bambini più piccoli come i classici memory, qui andiamo ad un target leggermente più alto, 5 anni almeno, che riescano a comprendere e memorizzare tutti i poteri dei vari Elemon. Mi sono trovato spesso a dover ricordare nelle prime partite quali effetti facevano certi elementi (anzi, sottolineo come il regolamento sia molto compatto, chiaro e soprattutto di facilissima fruizione per questo aspetto) ma più lo giocavamo e meno andavamo a consultare il regolamento. Forse tra tutti i poteri quello che i bambini faticano un po’ di più a comprendere inizialmente è quello della roccia che permette di bloccare una tessera fino al tuo prossimo turno. È quello che presenta una piccola componente strategica, visto che andrebbe utilizzato per coprire una tessera precedentemente scoperta e di cui si conosce anche la posizione della seconda, altrimenti viene posizionato casualmente andando completamente alla cieca.
Segnalo che tutti i componenti sono di ottima qualità: cartoncino spesso e resistente sia per le tessere Elemon che per i Gigamon, in pieno standard qualitativo a cui l’editore Red Glove ci ha abituato.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco, quindi un breve elenco delle cose che Maya ha imparato (o avrebbe imparato se ancora non le avesse sapute) giocando a Gigamon:
– Migliorare la propria memoria. Ricordare dov’era quell’Aeromon quando ne ho girato uno può fare una bella differenza!
– Non è facile usare i poteri contro l’avversario giusto, bisogna cercare di non farsi prendere dalla fretta!
– E non è nemmeno facile ricordarsi di usare il potere corretto! Ce ne sono tanti, a volte può succedere di sbagliarsi
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Gigamon è forse il miglior gioco di matrice memory sul mercato ormai da diversi anni. Per la sua capacità di aver evoluto il genere richiede un’età minima un più alta del solito (confermo che i 5 anni indicati sulla scatolo sono davvero il minimo necessario) e quindi può essere fruito anche più a lungo. Non a caso Maya, ormai di 9 anni compiuti, dopo averlo giocato in molte occasioni negli anni passati, ogni tanto ancora lo propone ed anzi, per questa recensione non si è mai lamentata nell’aiutarmi giocando assieme anche per più partite consecutive.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
“Giocare contro mamma o papà è sempre difficile, ma mi ricordo meglio di loro quali tessere sono sul tavolo e dove si trovano”. In questa frase Maya ha riassunto perfettamente le due anime che compongono Gigamon: la parte memory in cui lei eccelle e quella di attivazione dei poteri e di evocazione dei Gigamon in cui noi adulti siamo più smaliziati. Le partite sono quindi imprevedibili, sia nello svolgimento che nella vittoria finale e non può che essere un grande punto a favore di questo piccolo grande gioco.
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