scritto da MeepleOnTheRoad (Valeria)
“Addio, parola di vetro.
I poeti sono vasi di Murano,
bellissimi da vedere ma delicati nel fiato.
Qualcuno ti ha tolto il respiro,
qualcuno ti ha toccato il cuore.”
[Alda Merini, poetessa, 1931-2009]
Dopo diversi mesi di assenza da queste pagine, per inaugurare il mio ritorno ho scelto questo titolo per una serie di motivi. Come ormai saprete, una profonda amicizia mi lega a uno dei due autori di questo gioco e alla sua famiglia, amicizia che va ben oltre l’hobby ludico. Inoltre, si tratta di un gioco oggettivamente bello nella sua semplicità. Infine, Murano – l’isola nella laguna veneziana – ha per me un vero significato di rinascita: dopo il periodo di reclusione forzata dovuto alla pandemia ancora in corso, la mia prima gita fuori porta è stata proprio a Venezia. È un segno: la Vale doveva tornare con questo gioco. Ed eccomi qui.
PREGO, FORNISCA LE GENERALITÀ
Titolo: Murano: Light Masters ✨
Autori: Carlo Camarotto e Francesco Testini 👥
Artwork: Camille Durand-Kriegel e Sabrina Tobal 🎨
Editore: Matagot (2021), Asmodee per l’Italia (2022) 📦
Numero di giocatori: 2-4 👫👫
Età consigliata: 8+ 👦
Tempo stimato a partita: 30-40‘ 🕒
Meccanica principale: Risoluzione contratti 💰
Meccaniche secondarie: Gestione mercato, introiti, movimento risorse 💹
In MURANO: LIGHT MASTERS i giocatori impersoneranno artigiani alle prese con la realizzazione di meravigliose opere d’arte in vetro. Il loro obiettivo sarà quello di bilanciare velocità d’azione nella creazione delle opere e possibilità di guadagno per diventare i più ricchi mastri vetrai della laguna veneziana.
COME SI GIOCA IN 100 PAROLE
A turno i giocatori girano il selettore sulla ruota-scatola e guadagnano i due frammenti colorati indicati. Sono poi obbligati ad andare al mercato del vetro per negoziare, scambiando, vendendo o comparando frammenti. Se sul loro banco da lavoro hanno i pezzi di vetro corretti, possono pagarli al magazzino per dare vita a una o due creazioni in un ordine specifico, guadagnando un numero preciso di monete. Grazie alla realizzazione di un’opera, i giocatori godono una tantum di vantaggi che cambiano a ogni partita. Chi completa per primo le proprie creazioni chiude la partita, ma sarà il più ricco a vincere.
Per vedere il flusso di gioco in meno di un minuto, vi rimando al mio video Murano: Light Masters in 60” appena uscito sul nostro canale YouTube.
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Non era la prima volta che andavo a Venezia. L’avevo già visitata in lungo e in largo, ma non avevo mai messo piede a Murano e Burano, quelle due piccole perle al largo della laguna che hanno tanto ispirato poeti, scrittori e… ebbene sì, autori di giochi da tavolo! Mi ero ripromessa di trascorrere qualche ora su entrambe le isolette appena la stretta della pandemia si fosse allentata e così è stato.
Burano è esattamente come me l’aspettavo: piccola, colorata, avvolta da un’aura magica che ti porta in un regno incantato. Lì la vita scorre lenta. Ti fa dimenticare le tue paure e riconciliare con il mondo.
Murano è un’altra cosa: botteghe in cui si lavora il vetro da cui esce un caldo infernale, negozi caotici di creazioni di tutti i tipi, i prezzi e le dimensioni, canali tagliati dai vaporetti e ponti su cui risuonano in continuazione i passi dei turisti. Burano e Murano, lo Yin e lo Yang. E insieme sono perfezione.
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LA PAROLA A ME
Non pretendo che le mie recensioni rappresentino verità assolute. Sono solo il frutto della mia esperienza di gioco con vari compagni e in diversi setting. C’è chi si riconosce di più nei miei gusti, chi invece è lontano anni luce. E, naturalmente, è proprio questo il bello!
Artwork: Di una delicatezza sublime. Le creazioni sono… be’, vere opere d’arte.
Regolamento: Scritto bene (il mio è in inglese), con tanti esempi e iconografia chiara, dopo che ci hai fatto l’occhio.
Peso: Leggero. Per durata, complessità delle regole, profondità delle scelte, setup. Adatto come antipasto per un piatto forte più corposo o come portata principale di un’oretta di gioco in famiglia.
Game flow: Fluidità totale. Due azioni obbligatorie e qualcuna opzionale, nient’altro da ricordare o inventarsi. In generale, zero paralisi d’analisi. Solo gli ultimi turni sembrano allungarsi un po’, ma semplicemente perché si tende a farsi più calcoli: Mi conviene chiudere ora? Sono sicura che se chiudo poi vinco? Come massimizzo la mia ultima mossa? Come metto in combo i frammenti con i vantaggi che ho a disposizione?
Tattica vs Strategia: Direi un 80:20. Le carte che abbiamo in mano non determinano chissà quale strategia, visto che comunque abbiamo la possibilità di cambiarne l’ordine. È tutta una questione di reagire nel modo migliore ai frammenti che ti capitano (con la facoltà di modificarne uno, grazie alla ruota esterna che gira) e di combarli con i vantaggi che si sono resi disponibili grazie al completamento delle creazioni. Non si può decidere una strategia a priori e andare con quella fino alla fine. Bisogna di continuo adattarsi.
Scalabilità: Perfetta. Il gioco è assolutamente identico a prescindere dal numero di giocatori. L’ho provato in tutte le formazioni e non ho visto differenze nel mio modo di giocare. Bisogna solo tenere d’occhio le plance e i soldi di più persone, ma niente di che.
Interazione: Quasi nulla, ma è quel “quasi” che adoro. Alla fine ognuno gioca sul proprio banco da lavoro, con le proprie carte che nessuno vede e facendo i conti con i vantaggi specifici che gli sono capitati. Ma – quanto è bello questo “ma” – quella piccola interazione è racchiusa nella possibilità di ruotare l’anello esterno dei frammenti al costo di 1 Lira. Naturalmente il regolamento suggerisce di usare questa azione extra per prepararsi la giocata al meglio. Giusto, niente da obiettare. Ma vuoi mettere usarla per togliere all’avversario proprio il frammento trasparente jolly che gli serviva per chiudere?
Alea: Totale al setup, nulla durante il gioco. Le carte sono distribuite casualmente, così come i vantaggi sono diversi e casuali per ogni partita. Poi si tratta di un gioco a informazione quasi completa – con l’eccezione delle carte che abbiamo in mano – in cui tutti vedono quali frammenti saranno disponibili, cosa c’è nei mercati e sulle plance degli altri.
Variabilità: Alta, visto che, come appena detto, il setup è randomico. In ogni partita avremo creazioni diverse da realizzare, che ci vengono distribuite in un ordine diverso e che forniranno vantaggi diversi che dovremo sfruttare nell’ordine di realizzazione.
Rigiocabilità: Dopo le prime due partite pensavo bassa, perché basta farsi due conti e si capisce che una via porta più soldi di un’altra. È matematica. In realtà, grazie anche agli approfondimenti strategici ricevuti direttamente da Francesco Testini, risulta chiaro che non si può decidere a priori di realizzare una creazione alla volta piuttosto che due di fila, che non è possibile giocare senza vantaggi e, soprattutto, bisogna sfruttarli al meglio, così come bisogna sfruttare le azioni extra, che spesso vengono ignorate. Al netto di tutto ora direi che la rigiocabilità è buona.
I MIEI TOP & FLOP
👍 La cura nella grafica: è super elegante e il componenti bianchi mi fanno rilassare e concentrare sul gioco. Ogni creazione è esattamente dei colori dei frammenti richiesti per completarla e questa attenzione ai dettagli ti fa apprezzare l’insieme ancora di più.
👍 Le numerose carte vantaggio: rendono davvero ogni partita diversa e ti costringono a modificare la strategia di volta in volta. Non sono solo una variante trascurabile, ma una parte essenziale del gioco che non puoi ignorare se vuoi vincere. E in più ti fa disattivare il pilota automatico per usare il cervello, come piace a me.
👍 Immediatezza: della spiegazione delle regole, della comprensione di come gira il gioco, della preparazione e del riordino dei materiali. Approcciabile veramente da chiunque.
👎 La durata: decisamente troppo corta. Due giocatori che sanno già come funziona il gioco possono terminare una partita in circa 12-15 minuti. E ti viene voglia di rigiocare… cosa che da una parte è un bene, dall’altra hai la sensazione di volerci riprovare solo per ammortizzare il tempo per averlo tirato giù dallo scaffale.
👎 La struttura del mercato/scatola: non si incastra perfettamente e per i fissati come me dà un fastidio immenso mentre si gioca. Un’inezia, ma l’occhio cade sempre lì.
👎 Il dover tenere le carte in mano: sei costretto a imbustarle se non vuoi che si ungano, si stropiccino, si rovinino per il sudore… Forse sarebbe stato meglio inserire una piccola basetta di plastica su cui infilarle e tenerle in piedi. Noi le appoggiamo direttamente alla scatola quando giochiamo in due uno di fronte all’altro, ma già in quattro non è un’opzione molto percorribile.
WWW MI PIACI TU?
😍 MURANO: LIGHT MASTERS ti piacerà se apprezzi: i giochi veloci ma che comunque offrono un buon livello di sfida; i titoli eleganti alla vista; i giochi di combo risorse/poteri.
😴 MURANO: LIGHT MASTERS non ti piacerà: se cerchi un unico gioco per riempire la serata; se apprezzi i titoli ad alta interazione e strategia; se vuoi un brain burner.
Voci abbastanza attendibili dicono che arriverà nei negozi italiani entro fine febbraio 2022. L’attesa è brevissima, quindi… GAME ON!
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Dopo qualche ora in giro per botteghe e canali, ecco quello che stavo cercando. Una “creazione” che fosse giusta per me, per il mio modo di affrontare la vita. Una metafora di vetro per la mia essenza di giocatrice. Perché, come dice Robert Fouch, “A qualsiasi età della vita, ogni essere umano ha il diritto di rilanciare i dadi”.
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