scritto da
Simarillon (Davide)
Oggi, nella rubrica nonsolograndi, parliamo di un titolo classico per il catalogo Clementoni, che spesso rilascia versioni di giochi da tavolo di trasmissioni televisive di successo; nel caso specifico scriviamo de Il Pranzo è Servito. Il gioco si può giocare a partire dai 10 anni (ma anche prima in verità), da 2 a 7 giocatori, in partite che avranno una durata 30 minuti circa.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Ero (sono?) un amante della storica trasmissione ‘Il Pranzo è Servito’ condotta dal mitico Corrado, programma che guardavo con mio papà e mio fratello mentre pranzavamo (appunto!), naturalmente avevo anche la scatola del gioco, edito allora dalla Editrice Giochi, con il piccolo inconfondibile biscione di un noto canale TV in alto a sinistra; purtroppo uno delle poche scatole della mia giovinezza mai più ritrovata. Per parlare dell’edizione vintage rimando, semmai, un buon gancio al nostro Mago Charlie e alla sua rubrica Vetust Games, mentre qui le mie considerazioni saranno tutte per la scatola, appena uscita da Clementoni, la quale si basa sul programma oggi in onda su Rai1 e condotto da Flavio Insinna. Normalmente non sono un fan delle trasposizioni televisive di giochi in scatole ed, infatti, i giochi che appartengono a questa categoria e sono nella mia ludoteca stanno, comodamente, nelle dita di una mano (non vi dico quanti giochi io ma diciamo che si avvicinano al numero di recensioni che ho fatto su questo BLOG). Il gioco rispecchia abbastanza bene quello che avviene nella trasmissione televisiva (sì l’ho voluta vedere un paio di volte per vedere come fosse e altrettante prima di scrivere questa recensione) e ricalca molto bene il flusso del gioco e le dinamiche che si vengono a creare. La conferma è arrivata anche dai nonni, che, normalmente, guardano la trasmissione e quasi ‘aspettavano’ il successivo passo del gioco per confrontarlo con la trasmissione TV e vedere in un quasi meta-gioco uguaglianze e differenze; alla fine i nonni, comunque, hanno ‘approvato’ la trasposizione del gioco [potremmo aprire la nuova rubrica nonsoloanziani 😀].
La Ruota
La parte più divertente, ovviamente, è il girare la ruota con la speranza di far comparire la pietanza che
ci manca e la delusione quando arriva l’ennesimo doppione della portata che abbiamo già (dai Lorenzo 4 piatti di spaghetti quando ti capita di ri-mangiarli). Il meccanismo con cui è stata ricreata la ruota, pur nella sua semplicità, rende molto, e rispecchia fedelmente l’imprevedibilità di quale sarà la portata che potremo mettere sulla nostra plancia tovaglia.
Le carte si dividono in due macro tipi, quelle che saggiano la nostra cultura, in vari campi dello scibile umano e le divertenti carte pratica; parto dalle seconde che ci propongono divertenti sfide dal recitare l’alfabeto al contrario alla gara con cannucce ed ovatta passando per la costruzione del castello di carte o la torre di bicchieri. Tra le altre carte sfida alcune mi piacciono altre decisamente meno, promuovo decisamente ‘Che anno era’ con i suoi aiuti progressivi e boccio invece ‘Ping Pong’ (il classico vero o falso in cui si poteva osare di più) e ‘La domanda è in fondo’ (che avrei fatto in modo leggermente differente). Le carta portata sono tonde e contengono le ‘classiche’ domande di cultura generale, che rispecchiano il flusso della trasmissione TV, ma nulla aggiungono al gioco.
Preferisco (e di molto) il gioco quando giocato in un numero dispari di giocatori, anche se in questa conformazione un giocatore in realtà sarà non giocante, ma rappresenterà il conduttore; e se lo si sa fare potrebbe essere anche un ruolo divertente. Il gioco così si può giocare nella modalità classica (tre giocatori due concorrenti e il presentatore) o con squadre di due/tre concorrenti; in caso di gioco a squadre il regolamento suggerisce che i componenti della squadra si alternino nella risoluzione delle prove, noi l’abbiamo provato anche come cooperativo e così, tra l’altro, si presta al confronto nella squadra e alle sfide di gruppo, sicuramente molto piacevole. Il due giocatori segnalato sulla scatola è, probabilmente, un po’ forzato, dal momento che il presentatore serve anche a derimere le prove dove sia necessario un intervento esterno per giudicare/derimere le questioni.
Il 10+ può essere eccessivo, come troppo basso, mi sento abbastanza in difficoltà nel dare un giudizio in merito, dipende la prospettiva da cui vede il gioco diciamo che comunque sotto gli otto anni è davvero impossibile andare. La rigiocabilità non è il suo puto di forza, le carte sono 40, la memoria – per noi adulti – latita, ma per i più giovani molto di meno e il flusso di gioco è sempre abbastanza simile, seppure esattamente nel solco di quello che ci si potrebbe attendere da un gioco di questo tipo.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e citando ancora James Joyce “
non riesco a sopportare quelli che non prendono seriamente il cibo“.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo, Letizia (e i nonni) hanno imparato giocando a Il Pranzo è Servito:
- a valutare la trasposizione di una trasmissione televisiva in gioco in scatola;
- ad accettare un ruolo, importante, dalle dea bendata verso la vittoria;
- il concetto di caloria e quali cibi ne contengono di più e quali ne contengono di meno;
- la competizione diretta con l’avversario;
- la possibilità di giocare un gioco in diverse modalità.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sicuramente non c’è limite di età per giocare a questo gioco, che rappresenta il perfetto stereotipo del gioco da tavola family, che si può facilmente giocare trovandolo nella grande distribuzione. Il gioco saprà coinvolgere gli appassionati del programma, recente, e incuriosire, come è stato nel mio caso, chi ricorda con nostalgia e ‘affetto’ (perdonatemi questo termine) lo storico programma di Corrado, che, tra l’altro, documentandomi, ho scoperto essere stato condotto anche da Claudio Lippi e Davide Mengacci, anche se per me esiste solo Corrado! A riprova di quanto detto ricordo che noi l’abbiamo piacevolmente giocato, piacevolmente, anche, con i nonni materni.
PERCHE’ GIOCARE CON PAPA’ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Chi meglio di una mamma può prepararci un pranzo con deliziosi manicaretti, e poi mamma devi regolare le calorie di quello che prepariamo perché a papà sta arrivando la pancia e quindi è meglio metterlo a dieta … per lui niente pasta e soprattutto niente dolce quindi il suo non sarà mai un pranzo servito, ma una bella dieta.
Per chi interessato lascio qui
I MATERIALI
La scatola contiene:
la ruota con le portate per realizzare il nostro pranzo;- due plance tovaglia;
- la lavagna delle calorie;
- trenta tessere portata, divise, equamente tra Primo, Secondo, Formaggio, Dolce Frutta;
- duecentoventi carte divise in varie categorie:
o Abbiamo perso la testa
o Ping Pong
o Che anno era?
o Musica e dintorni
o Prova Pratica (le uniche presenti in 20 esemplari, tutte le altre sono presenti in quaranta esemplari)
- ottanta piatti con le domande finali;una spugnetta.
Ho anche girato un video di unboxing, con validi aiutanti, che potete vedere qui:
Sottolineo, come i materiali de Il Pranzo è Servito siano complessivamente buoni, con la ruota
che, ovviamente, èe il vero punto forte e chiudo con una curiosità utile
ed originale l’idea di fornire degli elastici per tenere separati, ed
ordinati, i diversi mazzi di carte.
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