scritto da *Ele*
Oggi vi presento un titolo che, in pochissimi turni di gioco, invita a sviluppare una base economica attraverso la costruzione di un motore produttivo, diffondendo il rispetto ambientale.
Terra Futura, novità della scorsa Essen dell’editore Albi, è un gioco ideato da Petr Vojtěch, mentre la progettazione grafica è curata da Jindřich Pavlásek.
Il titolo intrattiene da 2 a 4 giocatori di età superiore ai 10 anni, per una durata di circa 20-40 minuti.
In Terra Futura coltivi il tuo territorio e crei un’ economia autosufficiente. Ci sono molte strade per la vittoria, ma attenzione: non sono tutte salutari per l’ambiente.
Ringrazio l’editore per la copia recensore concessa.
I COMPONENTI
La scatola nel formato 26×26 cm contiene:
- 82 carte;
- 100 cubi suddivisi in 4 colori;
- 60 token beni prodotti;
- 30 token moneta;
- blocco segna punti;
- regolamento multilingua.
Le carte sono le protagoniste di questo gioco, sono suddivise in: set di partenza, punteggi/obiettivi e produzione in 2 differenti livelli. Le illustrazioni a corredo richiamano l’ambientazione e sono dotate di un’iconografia molto chiara e intuitiva, agevolando l’apprendimento del regolamento.
Completano la dotazione i numerosi cubetti in legno che rappresentano le materie prime, mentre quelli neri l’inquinamento. I beni prodotti sono suddivisi in 3 categorie principali: cibo, costruzione, prodotti generici, anche questi in legno e sagomati.
Tutti i componenti possono essere riposti in apposite scatoline in cartoncino, comodissime per mantenere in ordine il contenuto e avere un setup rapido, oltre a manifestare un impegno eco-responsabile, visto che non è presente alcun elemento in plastica.
I materiali sono di buona fattura e funzionali, anche se avrei preferito una grammatura superiore per le carte.
COME SI GIOCA
Durante la fase di setup viene creata un’area mercato suddivisa su 2 livelli e ogni giocatore riceve una carta di partenza e due carte punteggio/obiettivo.
Il giocatore attivo sceglie una delle carte disponibili nel mercato e la posiziona nella proprio territorio entro i confini della griglia composta da 3 carte x 3, così facendo vengono attivate tutte le carte posizionate sulla stessa riga e colonna di quella appena giocata.
![]() |
| Dopo aver piazzato la carta (7), si attivano gli effetti delle carte nella stessa riga e colonna (8) |
La carta di partenza, uguale per tutti, offre differenti opportunità quando si attiva: produce una qualsiasi materia prima o denaro e può copiare l’effetto di una carta presente nel territorio di un avversario, che
riceverà una ricompensa.
Le carte danno l’opportunità di raccogliere risorse e denaro, utile per produrre beni e far crescere l’economia, ma al tempo stesso una produzione non troppo attenta può causare inquinamento e, raggiungendo certi livelli, bloccherà gli effetti di alcune carte nei turni seguenti.
Il cubetto nero va posizionato nell’apposito spazio inquinamento della carta; se quest’ultimo non fosse più disponibile, si posizionerà al centro di una carta, rendendola inattivabile. I cubetti inquinamento non
possono essere posizionati su carte inattive.
Il gioco termina quando tutti i giocatori hanno costruito il loro territorio di 9 carte, a quel punto si procede con l’ultima fase; i giocatori potranno, infatti, scegliere una delle carte punteggio per attivare ancora 4 carte, secondo lo schema prescelto.
Si contano quindi i punti vittoria, in base alle risorse acquisite e ai beni prodotti, oltre ai punti bonus ottenibili raggiungendo determinati obiettivi delle carte punteggio, sottraendo però punti per ogni tipo di cubetto inquinamento nel proprio territorio.
CONSIDERAZIONI
Terra futura ci invita a sviluppare una base economica, facendoci scegliere tra risultati rapidi ma con un alto tasso di inquinamento o ecologici ma più lenti, lanciando allo stesso tempo un messaggio: costruire in maniera rispettosa e intelligente per poter creare un futuro migliore per noi e la nostra terra.
Si tratta principalmente di un gioco di carte, accompagnato dalla costruzione di un motore produttivo, dove il modello da costruire è supportato da diversi elementi che dovremo far coesistere, cercando di ottenere un buon compromesso: obiettivi, una produzione che crescerà in base alla griglia 3×3 su cui posizioneremo durante i round le carte selezionate dal mercato e l’inquinamento.
Ho apprezzato particolarmente l’idea della griglia, limita molto visto che si piazzano solo 9 carte, ma questo design richiede decisioni tutt’altro che banali e risulta ai miei occhi particolarmente sfidante. Si dovrà costruire considerando la griglia e l’attivazione delle carte, ma anche e fin da subito, i punteggi/obiettivi, per l’ultima attivazione che innescherà 4 carte secondo lo schema prescelto e potrà scatenare interessanti combo.
Oltre ad essere perfettamente in tema con il messaggio del titolo, l’inquinamento rappresenta anche nel gioco un aspetto tutt’altro che marginale, i cubetti neri, infatti, crescono rapidamente se si punta a una produzione poco ecologica e possono inibire l’attivazione di carte utili, oltre a dare punti negativi a fine partita, che potranno fare la differenza.
Il mercato è suddiviso in 2 differenti livelli, ma i giocatori possono scegliere liberamente da entrambi; nel primo si trovano principalmente carte per reperire materie prime, mentre nel secondo appariranno maggiormente carte produttive.
Sarà sempre in continua evoluzione, specialmente nelle partite affrontate da più giocatori. Rappresenta anche il componente di casualità nella pesca delle carte, ma non ho avvertito il peso della fortuna nelle mie partite, anche perché i giocatori hanno a disposizione un’opzione di refresh di una singola carta e si può utilizzare l’abilità del set di partenza per copiare l’effetto di una carta posseduta da un altro giocatore.
Il titolo combina tattica e strategia e invita i giocatori a ottimizzare il più possibile, ragionando sugli obiettivi e costruendo il motore migliore, ma visti i pochi round di gioco, non si può tergiversare sulle decisioni e spesso ci appariranno sofferte, ma non mancherà la soddisfazione nel veder girare il proprio motore produttivo.
Il regolamento è chiaro ed esaustivo, anche se in inglese/francese/tedesco, ma il gioco risulta comunque indipendente dalla lingua. E’ anche presente un capitolo dedicato al futuro della terra, per sensibilizzare il grande pubblico su questo tema, con l’intento di trasmettere il valore della sostenibilità e l’importanza del rispetto per l’ambiente attraverso il gioco.
La curva di apprendimento non è ripida e sarete in grado di affrontare una partita senza particolari problemi dopo una rapida spiegazione, l’espediente della griglia fa sì che tutto scorra in maniera fluida e intuitiva, senza il rischio di eccessivi tempi di analisi.
Lati negativi? Per chi lo considera come un difetto, l’interazione è molto limitata, relegata principalmente alla scelta delle tessere mercato.
La scalabilità è buona: ho trovato l’esperienza di gioco interessante e piacevole con qualunque numero di giocatori, anche se cambia leggermente l’approccio. In più giocatori il mercato cambia molto e spesso, per cui il titolo diventa molto più tattico, rispetto alla configurazione a 2.
La mia configurazione preferita è quella a 2, principalmente per la durata della sfida che difficilmente sfora i 15 minuti, una tempistica ottimale da fine serata o quando si ha poco tempo a disposizione, mentre in più giocatori la durata rientra in quella dichiarata.
In conclusione Terra Futura mi ha davvero colpita, si è rivelato un engine building minimal e interessante; invita i giocatori a ottimizzare e a costruire il motore più efficiente in un arco temporale scandito da 9 risicatissimi round.
Rapido ma incredibilmente ricco di tensione, riesce a combinare tattica e strategia con un’esperienza di gioco fresca e appagante lanciando allo stesso tempo un messaggio educativo: costruire in maniera rispettosa e intelligente per poter creare un futuro migliore per noi e la nostra terra.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it






