
White Winston
Il trend dei nostri amati solitari sembra essere in costante crescita, forte
sicuramente del motore propulsore gentilmente offerto dal COVID, ma anche
spinto da una diffusione capillare di queste modalità, pensate per momenti di
relax, approfondimenti sul regolamento (prima magari dello “spiegone” con gli
amici) o sessioni di puro divertimento, al pari di un videogame o di una serie
televisiva gustata in solitaria.
Quest’anno, rispetto agli scorsi anni (qui l’edizione 2020), troverete un paio di new entry ai piani alti, e non solo. Domina
incontrastato, come al solito, il “team German” anche se, piccolo spoiler, per
l’anno prossimo potrebbe esserci anche qualche sorpresina per gli amanti degli
american (tutto dipenderà dalla puntualità di alcuni Kickstarter che ho già in
saccoccia).
Prima di lasciarvi alla classifica però, l’ormai consueta premessa (per chi
arriva per la prima volta a questa classifica): questa è
una top10 esclusivamente dedicata ai solitari. Chi segue la mia rubrica
“Solo Sul Mio Tavolo” ormai sa che dentro alle mie recensioni, oltre al focus
sulle modalità solitario, c’è sempre una panoramica generale sul gioco, che
abbraccia aspetti che fanno da contorno a tale modalità e che talvolta fa
riferimento anche alla più classica modalità multigiocatore. Al contrario,
questa vuole essere
una classifica basata esclusivamente sulle modalità solitario; il gioco
può anche essere un capolavoro ma se il suo “solo mode” non eccelle, non lo
troverete qui menzionato. Il suo target (e il suo scopo) vuole quindi essere
il solitarista che cerca una rapida classifica d’opinione, per approcciarsi a
questo mondo per la prima volta o per consolidare la propria già nutrita
collezione di titoli, lasciandosi incuriosire dai titoli proposti.
Un’ultima precisazione: questo non è un premio e non c’è nessuna oggettività
nella scelta e nel posizionamento dei titoli. Semplicemente,
è la mia personale top10! Tenetelo a mente quando scriverete un bel
flame sulla mancanza del vostro titolo preferito…
Basta chiacchiere… andiamo a vedere chi occuperà l’ambitissima posizione di:
“TOP SOLO SUL MIO TAVOLO 2021”
– TOC TOC!
– Chi è?
– Sono la scimmia!
– E cosa vuoi?
– I tuoi soldiiiiiii!!!!!!!

10. Aeon’s End, ideato da Kevin Riley (2016). Editore Action Phase
Games (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 60 minuti,
dipendente dalla lingua).
Quest’anno mi ero imposto di inserire un deck-building (puro) all’interno
della classifica, perché è un genere che si presta davvero molto bene per la
modalità solitario. La scelta è ricaduta su Aeon’s End perché, oltre ad avere
l’originale twist del mazzo che non si mescola mai (con le carte che vengono
invece messe negli scarti nell’ordine scelto dal giocatore), proprone una
sfida tesa, articolata e interessante, anche con la sola scatola base. Se poi
vi va di sposare le sue meccaniche e siete disposti a investire di più (in
termini di tempo e soldi!), avrete a disposizione fior fior di espansioni,
personaggi, nemici, campagne, per una longevità praticamente illimitata. Unico
(incomprensibile) “difetto”: nessuno si è ancora azzardato a tradurre il gioco
in italiano (e forse nessuno mai lo farà).
Qui una recensione più completa.
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9. Mage Knight Ultimate Edition, ideato da Vlaada Chvátil (2018).
Editore WizKids e localizzazione italiana a cura di Giochi Uniti (1-5 giocatori,
età 14+, tempo a partita in solitario 120-150 minuti, parzialmente dipendente
dalla lingua).
Riedizione del famosissimo gioco Mage Knight Board
Game del 2011, raccoglie al suo interno il gioco base e le tre espansioni uscite
negli anni (La Legione Perduta, Krang e Le Ombre di Tezla), oltre
ad alcune carte promo (5) appositamente create per questa edizione. Parliamo di
uno dei solitari più famosi, discussi, apprezzati e osannati di tutti i tempi,
che basa il suo enorme successo su meccaniche di deck-building, esplorazione,
crescita del personaggio e combattimenti (molto matematici). Re indiscusso di
molte classifiche, è in realtà un german travestito da american estremamente
complesso e unico. Capolavoro di genere, è un gioco capace di lasciare il
segno per originalità e profondità, dalla longevità praticamente infinita, anche
se con un target assolutamente di nicchia.
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8. La Festa per Odino, ideato da Uwe Rosenberg (2016). Editore
Feuerland Spiele e Z-Man Games Inc. e localizzazione italiana a cura di Cranio
Creations (1-4 giocatori, età 12+, tempo a partita in solitario 90-120 minuti,
parzialmente dipendente dalla lingua).
Gioco di piazzamento
lavoratori, piazzamento tessere e gestione/trasformazione risorse che nasce
letteralmente dall’unione di 3 dei migliori giochi mai pubblicati dal celebre
Rosenberg: Agricola, Patchwork e Le Havre. L’autore prende il meglio dei tre
giochi e lo combina sapientemente con (inaspettato) successo, creando un
cinghiale indubbiamente più complesso ma molto strategico, stretto e a tratti
punitivo (più di quanto si possa pensare viste le 60+ azioni disponibili). Il
solitario è tradizionale (sfida te stesso e fai più punti possibili) ma di
grande soddisfazione vista la complessità e la difficoltà nel perseguire in
maniera efficace la propria strategia. Il sapore di cinghiale è molto forte… ma
se siete dei fan di Uwe qui troverete forse il suo miglior solitario.
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7. Newton, ideato da Nestore Mangone e Simone Luciani (2018).
Editore Cranio Creations (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario
45-60 minuti, indipendente dalla lingua).
Newton è un gioco per
cervelli da corsa, ovvero, uno splendido rompicapo in un tempo contenuto. Un
pizzico di innovazione misto a sapori più classici fanno di questo italianissimo
german un gioco solido, bilanciato e squisitamente strategico. La cornice della
scienza è gradevole quanto evanescente ma per i fanatici del genere sono sicuro
che questo non rappresenterà un grosso problema. Importantissima è la lettura
del setup iniziale e la pianificazione, per risultare ottimale, deve essere
fatta fin dall’inizio del round su tutti e 5 i turni da svolgere. Solitario
rapido sia nel setup che nello svolgimento, con obiettivo il raggiungimento del
punteggio più alto (provate a battere il mio 126!); niente di originale quindi
ma, data la natura solitaristica del titolo in generale (interazione ai minimi
termini), risulta essere forse la modalità migliore per apprezzare il
gioco.
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6. Kepler-3042, ideato da Simone Cerruti Sola (2016). Editore
Placentia Games (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 60-90
minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).
Gioco italianissimo
(autore, editore e disegnatore) di esplorazione, colonizzazione e
sfruttamento/gestione risorse. Ambientazione spaziale molto curata, per un 3X
(la parte mancante è quella bellica) strettissimo, quasi claustrofobico, dove la
famosa coperta corta diventa un fazzoletto. La modalità solitario è forse la
migliore mai concepita in un gioco german: 5 campagne a difficoltà crescente,
ciascuna costituita da 4 partite/missioni con obiettivi specifici e concatenate
tra loro. Scegliere ogni turno l’azione ottimale, gestire il limitato numero di
risorse (17, non una di più), decidere quando sacrificarne una per potenziare
l’azione, capire quale strategia è la migliore per il raggiungimento
dell’obiettivo, tutti elementi che fanno di Kepler-3042 un vero brucia cervelli
estremamente sfidante e appagante.
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5. Terraforming Mars, ideato da Jacob Fryxelius (2016). Editore
FryxGames e localizzazione italiana a cura di Ghenos Games (1-5 giocatori, età
12+, tempo a partita in solitario 60-90 minuti, dipendente dalla lingua).
Uno
dei migliori titoli usciti nel 2016 (annata d’oro!), gioco card-driven dalle
meccaniche classiche, quasi scontate (“gioca carta, produci risorse, gioca
carta, fai combo, prendi punti”), che in pochissimo tempo è riuscito a scalare
la classifica BGG. Solitario senza automa ma che ripropone perfettamente il
flavour del gioco, mantenendo comunque un buon livello di sfida: terraformare il
pianeta in 14 turni cercando di ottenere il maggior punteggio possibile.
Materiali che sono diventati “l’esempio da non seguire”, grafica discutibile,
meccaniche non innovative,… eppure Terraforming Mars si è affermato come uno dei
migliori giochi di sempre. Quando è così vuol dire che c’è davvero tanta stoffa.
Provare per credere!
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4. Spirit Island, ideato da R. Eric Reuss (2017). Editore Greater Than
Games e localizzazione italiana a cura di Ghenos Games (1-4 giocatori, età 13+,
tempo a partita in solitario 60 minuti, dipendente dalla lingua).
Eurogame
collaborativo (senza alpha player!) profondo e complesso, dotato di
un’ambientazione particolare ed accattivante, basato su meccaniche di gestione
mano e interazione diretta su mappa. Longevità praticamente infinita grazie ad
un sistema di difficoltà crescente che lega tipologia degli invasori, scenari e
regole aggiuntive. Come ogni buon collaborativo, si presta particolarmente bene
al solitario, riuscendo ad offrire un ventaglio di possibilità e modalità di
gioco davvero notevole, per un’esperienza impegnativa ma estremamente appagante
e varia. In pochi anni è diventato uno dei punti di riferimento dei giochi
collaborativi, conquistando il cuore di solitaristi e giocatori euro di tutto il
mondo.
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3. Scythe, ideato da Jamey Stegmaier (2016). Editore Stonemaier
Games e localizzazione italiana a cura di Ghenos Games (1-5 giocatori, età 14+,
tempo a partita in solitario 90 minuti, dipendente dalla lingua).
Scythe,
oltre ad essere un ottimo mix di tante buone idee (alcune originali, altre
magari meno), ha una fluidità e una rapidità davvero ineguagliate. Un 4X
(esplora-espandi-sfrutta risorse-stermina) che mescola in maniera sapiente tutti
i quattro aspetti e li condensa in partite, con o senza automa, di durata media
90 minuti. Il suo solitario è stato uno dei pionieri della modalità automa
intesa come AI interattiva e a tutt’oggi è un punto di riferimento del genere
(così come i suoi creatori, Automa Factory). L’automa infatti non si limita,
come accade nel 99% dei giochi euro, ad accumulare punti, magari intralciando
qualche vostra decisione e diventando un semplice traguardo da sorpassare a fine
gioco; in un certo senso è adattivo, si muove in conseguenza dei vostri
movimenti, si espande, conquista e, soprattutto, è molto aggressivo.
Un’esperienza di gioco in solitario complessa, profonda e unica.
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2. Under Falling Skies, ideato da Tomáš Uhlír (2020). Editore Czech
Games Edition e localizzazione italiana a cura di Cranio Creations (1 giocatore,
età 12+, tempo a partita in solitario 30 minuti, dipendente dalla lingua).
Solitario
puro, nato inizialmente da un progetto P&P, dove materiali, gameplay,
campagna, meccaniche, si fondono in maniera pressoché perfetta, per creare un
gioco che vi terrà letteralmente incollati al tavolo. Il puzzle tattico proposto
dalle meccaniche, oltre ad essere molto aderente all’ambientazione, risulta di
non facile risoluzione, garantendo una discreta longevità. Scatola compatta,
regolamento abbastanza lineare e prezzo accessibile, rendono questo gioco un
vero must-have per qualsiasi solitarista amante dei giochi euro.
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1. Maracaibo, ideato da Alexander Pfister (2019). Editore Game’s Up
e localizzazione italiana a cura di uplay.it Edizioni (1-4 giocatori, età 12+,
tempo a partita in solitario 60 minuti, dipendente dalla lingua).
Gioco
che di per sé rappresenta una sintesi perfetta della carriera di un autore che,
ormai, non ha più bisogno di presentazioni. Forse il suo titolo migliore in
assoluto, dove il mix tra varie meccaniche, tipico della sua mano, raggiunge una
vetta difficilmente arrivabile, per profondità e fluidità di gioco. Il
solitario, poi, è davvero perfetto, privo di difetti. Ad un prezzo
computazionale bassissimo, restituisce un livello di sfida molto alto, scandita
da una campagna che propone scenari sempre diversi e stimolanti. Ad oggi,
rappresenta senza dubbio il miglior solitario euro che io abbia mai intavolato e
un nuovo punto di riferimento per il suo genere. Devo aggiungere altro?
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