scritto da Fabio (Pinco11)
C’era una volta una valle abitata da un sacco di gente felice, che non aspettava altro che arrivasse un re che li governasse, che li indirizzasse, che li tassasse. Beh, forse l’ultima parte un po’ di meno, ma quando prendi un re, prendi il pacchetto completo … 😉
Questo il presupposto alla base di King of the Valley, titolo della The Game Master BV, ideato da Hans van Tol (Opera, Rotterdam), per 2-4 giocatori, età 10+, tempo a partita da 30 a 60′ (indipendente dalla lingua, salvo il manuale, che trovate qui), simpatico titolo a base di set collection, indirizzato ad un pubblico sostanzialmente familiare o poco più (il livello di difficoltà è catalogato su BGG a 2.00/5, titolo che è riuscito alla recente fiera di Essen a farsi notare, chiudendo al 7° posto nella classifica di gradimento dei visitatori della fiera stilata da Faiplay Magazine.
IL GIOCO IN POCO
Siamo di fronte ad un classico gioco incentrato sulla raccolta di diversi personaggi, da utilizzare poi per formare dei set di essi e/o in combinazione tra loro.
Ad inizio partita si forma quindi una griglia 5×5 di tessere e ciascuno dei giocatori colloca su di essa il proprio pedone e riceve una scheda personale, utile essenzialmente per incolonnare i personaggi acquisiti.
Il flusso del turno è immediato, perchè prevede (a partire dal secondo turno) la possibilità (opzionale) di acquistare un personaggio dalla riserva (c’è un apposito dispenser che ne indica anche il costo) e la necessità di muovere il proprio pedone (come una regina degli scacchi), acquisendo o il personaggio sul quale si arriva o le tessere dello stesso tipo che si saltano per arrivare alla destinazione (vedi esempio sotto).
I personaggi base valgono (in punti) quanto indicato a fianco del loro nome (da 1 a 5), ma ad essi si aggiungono i jester, che non hanno alcun valore, ma sostituiscono qualsiasi personaggio ai fini della raccolta set.
L’idea è infatti quella che ogni set completo di personaggi di valore da 1 a 5 attribuisce subito 5 soldi (che a fine partita valgono ciascuno 1 punto, ma che consentono anche, durante la partita, di comprare personaggi ed attivare il priest) e 5 punti vittoria.
Sono poi presenti tre personaggi speciali, tra i quali cito i tax collectors, i quali consentono di ottenere denaro tassando i vostri (una volta) allegri sudditi (che diverranno così inutilizzabili per i set bonus).
La partita ha termine una volta esaurite le tessere che fanno riempire il dispenser (si va fino a fine turno) e vince chi ha più punti.
COME SI PRESENTA
L’ambientazione prescelta non è poi così ricercata, identificandosi con un generico reame medievaleggiante, ma il tratto grafico è gradevole, puntando in larga parte sull’ironia, con diverse illustrazioni caricaturali.
Le tessere sono chiare ed abbastanza ben identificabili grazie ai colori di sfondo, con la sola eccezione dei cavalieri viola e rossi (ci sono dei bonus per la raccolta di cavalieri dello stesso colore), per i quali però aiuta l’iconcina posta in basso a destra.
Nel complesso la produzione restituisce la sensazione di aver voluto contenere i costi (i materiali sono nell’adeguato allo scopo), non eccedendo in nulla e con tessere personaggio di dimensione adeguata ma non troppo grandi. L’effetto finale, però, è quello di un prodotto che potrebbe stare, come costo, nella fascia intorno ai 25 euro, con un ottimo rapporto qualità -prezzo.
COME GIRA
Siamo di fronte al classico giochillo dalle regole di base molto semplici, che potrete proporre praticamente a chiunque, bambini compresi, ma che nasconde dietro alle pieghe di qualche regoletta addizionale quel minimo di spessore utile a rendere divertenti le partite premiando anche chi si impegni un attimo.
Di fatto, una volta preparato il tavolo, basta che spieghi giusto con due esempi le regolette di movimento e presa delle tessere e che ci aggiungi come funzionano le tre-tessere-tre speciali e puoi partire.
I personaggi base, poi, ti aiutano a rendere semplice il gameplay, perchè non producono nessun effetto secondario, per cui il ritmo di gioco è davvero immediato, come nei titoli della scuola classica, incentrati su una meccanica di base e stop.
Giocando poi cogli come il fulcro del gioco stia nel cercare di risolvere il piccolo puzzle game offerto dalla griglia delle tessere, dovendo i giocatori cogliere al volo le occasioni offerte da essa, cercando, nel contempo, di prendere il meglio a disposizione, senza lasciare all’avversario occasioni troppo ghiotte.
Decidere cosa fare è spesso facile, visto che quando ho una regina a tiro (che vale 5) è ovvio che la preferirò ad altre tessere singole, ma nel contempo, soprattutto giocando a 2, è anche possibile magari puntare piuttosto su raccolte di tessere multiple, magari coprendo lo spazio per evitare che l’avversario faccia altrettanto.
Il proprio pedone, infatti, impedisce che l’avversario prelevi la tessera sulla quale si trova ma, nel contempo, non blocca la presa di tessere multiple (che prevede che il pedone sia posto nella casella successiva all’ultima tessera prelevata).
Le tessere speciali, poi, donano un poco di vivacità al tutto, perchè il priest consente di cambiare direzione al volo, mentre i raccoglitori di tasse portano denari utili sia come punti vittoria (pagano fino a 10 monete per tassare 5 tessere uguali, quindi premiano set diversi da quelli base che vanno da 1 a 5) che per comprare nuovi personaggi dalla riserva.
Alla fine il gioco resta assolutamente semplice, ma consente anche di sperimentare diverse tattiche di gioco a chi desideri impegnarsi un attimo, per cui è, a mio parere, ideale per gruppi eterogenei e come introduttivo.
Per fare qualche esempio, è possibile concentrarsi solo sulla varietà , cercando di collezionare i set da 1 a 5, andando così sul facile e sicuro, oppure alternare quella tattica con la presa di tessere uguali, combinate con i tax collectors.
Se prendo così 5 tessere diverse raccolgo un equivalente di 25 punti (5+4+3+2+1 + i 10 punti di bonus per il set), ma ho bisogno di 5 turni di raccolta (o giù di li), mentre se porto a casa 4 cavalieri dello stesso colore ed un tax collector in 3 turni posso tirare su 21 punti (8 per i 4 cavalieri + il bonus di 5 per i cavalieri uguali + 8 punti per l’omino del fisco), con inoltre il beneficio di avere più denari disponibile per acquistare dal dispenser.
Il gameplay chiaramente, è diverso a seconda di quanti siano i giocatori e non a caso il retro della scatola precisa che il gioco è “eccellente per due giocatori”, perchè consente, nel contesto di un titolo comunque facile, di esercitare un buon controllo sul mercato centrale, potendo essere impostata una partita solo guardando i propri interessi o anche giocando un poco più sull’avversario.
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| Il dispenser 3D |
Quello che nasce come un titolo a bassa interazione in due può quindi diventare più competitivo, potendo le mosse essere vissute anche in chiave di blocco delle altrui opzioni, oltre che del proprio beneficio immediato, pur rimanendo sempre nella logica della interazione indiretta.
Sulla scalabilità direi poi che anche in 3 il gioco funziona adeguatamente, mentre in 4 le tessere (si gioca sempre con il solito numero di esse) iniziano a sembra pochine per poter adeguatamente variegare le strategie ed il controllo sul mercato cala tantissimo, diventando spesso aleatorio il fatto di trovarsi o meno in buone condizioni al proprio turno.
Volendo fare un paragone con un titolo che per certi versi lo potrebbe ricordare, ovvero Majesty:for the Realm, nel quale ancora ci trovavamo di fronte ad una raccolta di personaggi diversi, King of the Valley (nella mia visione) soccombe quanto a componenti (là decisamente più curati), ma propone un minigioco centrale più stuzzicante (anche se meno interattivo) di quel potenziale predecessore. Conto, quindi, di giocarci più partite di quante avevo dedicato all’epoca a Majesty, che pure avevo nel suo piccolo gradito abbastanza.
Quanto alla accoglienza riservata a King of the Valley segnalo che il gioco gode al momento (pur con non molti voti, giusto una quarantina) su BGG un lusinghiero 7.7 di voto medio e che, come segnalavo, è riuscito a farsi notare (complice la vicinanza del suo stand a quello di Fairplay) nella classifica degli istant poll di Essen.
CONCLUSIONE
King of the Valley è un simpatico gioco a base di raccolta set che si rivolge ad un pubblico ampio. Incentrato sul piccolo puzzle game rappresentato dalla griglia centrale 5×5 di approvvigionamento tessere, riesce nella versione a due giocatori ad essere suscettibile anche di una interpretazione piuttosto competitiva, mentre scalando a 3 o 4 diviene un family più pacifico, adatto come introduttivo. Un titolo, nel complesso, che merita un’occhiata se cercate qualcosa di semplice, ma anche di potenziale soddisfazione per chi durante la serata voglia anche svolgere qualche riflessione, pur senza far surriscaldare la propria cpu.
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