scritto da
simarillon (Davide)
Era dai tempi di Imagine (anche questo recensito non casualmente da me) che non trovavo un party-game divertente e coinvolgente come Fiesta del Los Muertos, gioco PlayaGame per 4-8 giocatori e che si può giocare a partire dai 12 anni di età, in partite che dureranno all’incirca quindici minuti (non ci credete è talmente divertente che ci giocherete molto di più!). Autore del gioco Antonin Boccara mentre le illustrazioni sono a cura del duo affidate al duo Margo Renard e Michel Verdu.
Fiesta de Los Muertos si ritaglia un piccolo spazio immortale nel nostro scaffale dei giochi e non solo per il 2 novembre, il giorno sacro in cui i defunti tornano in vita, e in cui non mancheremo di giocarlo!
I MATERIALI
La scatola di Fiesta de Los Muertos, quadrata e di dimensioni contenute, contiene:
- otto plance giocatore pieghevoli a forma di teschio;
- otto plance risposta;
- otto pennarelli del ricordo con spugnetta per cancellare;
- centoventi Carte Personaggio, che spaziano da persone dell’immaginario comune, a personaggi storici passando per personaggi, invece, inventati ;
- sedici token Ossa della Memoria;
- dodici carte restrizione;
- otto carte numero.
I materiali sono di livello medio alto, ma, soprattutto, ricalcano alla perfezione l’idea di essere ad una Fiesta del Los Muertos. Tutto è curato nei dettagli e i pennarelli … beh ne ho trovati di meglio (come gli imbattibili di NSV, ma sicuramente anche di peggio). Materiali quindi sicuramente globalmente promossi.
Una nota di merito al regolamento, chiaro, ben scritto e con le bellissime citazioni a corredo.
IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Disclaimer: questo paragrafo (e le sue appendici) spiegano in maniera generale
e non strutturale le regole del gioco e non si sostituiscono al regolamento
Scopo del gioco e che tutti i giocatori, ad ogni turno, riescano a ricordare i vari personaggi defunti, di modo che ne rimanga viva la memoria.
Il gioco si articola nelle seguenti fasi:
- ogni giocatore pesca una carta personaggio, la guarda in segreto, apre la propria plancia teschio e
vi scrive in modo chiaro il nome del personaggio appena letto e dopo aver chiuso il teschio scrive UNA parola che associa al suo personaggio; - si passa la carta e il giocatore successivo cancella la parola e ne scriva una che si può associare a quella appena cancellata e si colora uno dei denti del teschio, ripetendo questa procedura per quattro volte;
- si dispongono, le carte numero, i teschi e le carte personaggio (che saranno sempre due in più rispetto al numero dei giocatori);
- ogni giocatore associa scrive sulla carta plancia risposta, abbinando ogni personaggio all’ultima parola scritta nel teschio;
- si controllano le risposte e si verifica quanti sono riusciti a ricollegare correttamente i vari personaggi, spuntando una casella all’interno del teschio per ogni risposta corretta partendo da quella pari al numero di giocatori. Se si sono spuntate tutte le caselle bianche il defunto è ricordato, in caso contrario no, con la possibilità di ricordarlo ancora spendendo uno o più ossa della memoria, che si ottiene ogni qual volta TUTTI i giocatori associno correttamente la parola al personaggio.
Il gioco si può poi complicare a piacimento usando le carte restrizione per il cui uso e dettaglio rimando al regolamento completo qui.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Può un party-game essere ambientato? Beh Fiesta de Los Muertos a modo suo lo è, sarà impossibile, infatti, che non vi venga in mente il film Pixar, Coco, se l’avete visto (e se non l’avete ancora visto guardatelo, perché è molto bello!) o comunque tutti quei film/serie tv che ci portano alla mente il particolare ricordo dei propri cari che c’è in Messico e il timore delle anime di essere dimenticate.
La parte grafica fa di tutto per metterci nelle condizioni di ‘rivivere’ l’allegra Fiesta de Los Muertos per far sì che non vengano dimenticate le anime dei corpi oramai passati e, nel complesso, direi che ci riesce piuttosto bene.
Il gioco per alcuni aspetti mi ha fatto venire in mente il ‘telefono senza fili’, quel gioco che così tanto ci divertiva da bambini (eh sì sono vecchio lo so, quando ero bambini io le console non esistevano!) e che si basava tutto sulla deformazione delle informazioni via via che queste venivano diffuse passando tra i vari giocatori; la parte di distorsione dell’informazione è un aspetto importante del gioco (e probabilmente anche quello più divertente e che più facilmente porterà alla discussione) a cui si affianca quello di deduzione: sarà compito nostro provare ad associare correttamente la parola corretta al defunto con ragionamenti di vario tipo, a partire da quello dell’esclusione, passando per la considerazione del valutare le quattro parole che abbiamo scritto noi. Proprio quest’ultimo è un aspetto fondamentale e la base di partenza dei nostri ragionamenti, come, in un qualche modo, potrebbe essere un pochino più facile provare a ricostruire l’abbinamento tra il nostro personaggio di partenza e le parole che leggiamo all’interno dei diversi teschi.
Il gioco oltre alle risate, alle prese in giro, e alle perplessità che si generano al momento della scoperta dell’associazione tra la parole e il defunto da ricordare, permette di fare anche un’analisi sui diversi modi di pensare che ci sono e su come le persone facciano accostamenti logici completamente differenti, partendo magari da concetti tutto sommato simili.
Allo stesso tempo ogni partita a Fiesta de Los Muertos stimola il ragionamento creativo, ci si dovrà confrontare su cosa hanno potuto pensare i compagni di gioco, su quali collegamenti avranno fatto, e, soprattutto, provare a fare una ‘catena’ di ragionamenti. Qualche volta potrà risultare semplice, qualche volta difficile e sfidante e altre volte, infine, praticamente impossibile, ma trovarsi davanti alle parole da accostare alle carte personaggio è sempre intrigante ed interessante e dal mio punto di vista anche molto divertente (ma qui forse sono di parte amando ‘giocare con le parole’).
A livello ‘semplice’ ho trovato il gioco già sufficientemente sfidante, ma le carte restrizioni complicano, e non poco, le possibilità dei giocatori, personalmente non ne sentivo il bisogno, ma è un sicuramente un qualcosa in più e, magari, aumenta anche la longevità della scatola, che si può proporre anche a chi, oramai, è ‘azzurro di Fiesta de Los Muertos’ e, per finire, ci sono anche carte per creare i propri defunti da ricordare.
E’ difficile giocarlo con i più piccoli, e anche con i ragazzini, dal momento che non conosceranno
molti dei nomi che ci sono nelle carte personaggio e talvolta anche il 12+, pensando alle conoscenze dei ragazzini di adesso, può essere ottimistico; il limite scende se si crea un mazzo ad hoc (ovvero le carte con la stella) con all’interno dei nomi che siamo certi possano essere riconosciuti da chiunque seduto al tavolo.
Il gioco ha una durata un pochetto superiore ai quindici minuti dichiarati sulla scatola, ma non vi accorgerete minimamente del tempo che sta passando ed ha dalla sua il fatto che è un party- game molto divertente che scala benissimo in qualsiasi numero di giocatori (dai 4 agli 8, passando anche per i numeri dispari).
SOMIGLIANZE LUDICHE
Eccoci ad un capitolo che mi piace scrivere e su cui mi piacerebbe che anche i lettori dicessero la loro. Qui si proverà ad accostare il titolo appena recensito ad altri giochi o per via di meccaniche simili, o per le dinamiche che creano attorno al tavolo, o semplicemente perché c’è un qualcosa che mi ha fatto ritrovare sensazioni analoghe nel giocarli.
Imagine, cosa hanno in comune Imagine e Fiesta de Los Muertos? Sono i due party-game che negli ultimi cinque anni, appena giocati, mi hanno lasciato la voglia di fare un’atra partita e la sicurezza che sarebbero stati apprezzati da chiunque, in futuro li avrebbe giocati.
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Taboo: da piccolo Brivido, da ragazzino Risiko, un po’ cresciuto Heroquest, ai primi anni di Università Taboo. Sono queste le scatole classiche che ho consumato giocando e a cui non ho mai saputo dire di no. Come in Taboo anche qui si gioca con le parole, ci sono equivoci e ci si troverà a non capire come sia possibile arrivare a fare certi collegamenti … e poi come Taboo (e più di Taboo) Fiesta de Los Muertos è davvero divertente.
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Ensemble: Ensemble è un party game cooperativo (pubblicato recentissimamente), proprio come lo è Fiesta de Los Muertos richiede accostamenti logici che ci ‘portano facilmente fuori strada’ e che possono rivelarci molto del modo di pensare delle persone e, per finire, non manca mai la frase … <<ma no dai davvero come hai fatta a collegare ‘QUESTO’ con ‘QUELLO’>>. Ensamble si presenta come un gioco che ‘fa vivere tra i giocatori un’esperienza collaborativa e tesa’ e direi che la stessa frase si può tranquillamente applicare a Fiesta de Los Muertos.
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LA FIRMA DI DAVIDE … OVVERO COSA SI POTREBBE IMPARARE IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “Non esiste una magia come quella delle parole.”, dallo scrittore francese, Premio Nobel per la letteratura, Anatole France.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare a Fiesta de Los Muertos:
- a ragionare per associazioni di idee;
- a valutare come e se farci aiutare dal gioco;
- a confrontare i modi fi ragionare diversi delle diverse persone.
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