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| Malaga |
5. CITRUS – dlp games 2013, 2-5 giocatori, 10+, 60′ a partita. Titolo di piazzamento tessere e controllo del territorio, l’ho voluto fortemente nella mia collezione perché mi ricordava tanto le griglie perfette degli aranceti di Siviglia e il profumo dei frutti che riempiva le strade… e il mio naso. Gioco dalle regole molto semplici – nel nostro turno possiamo solo costruire i terreni di agrumi intorno alla “finca” (la casa di campagna) oppure raccoglierne la produzione – mi ha colpito non tanto per l’ambientazione o la grafica, migliorabili, quanto per il flusso di gioco estremamente lineare e per la giusta dose di interazione, che apprezzo sempre. I meeple con il cappello da contadino sono la ciliegina su… un albero di sanguinella!
4. LA GRANJA – Stronghold Games 2014, 1-4 giocatori, 12+, 90-120′ a partita. Lo ammetto, ho fatto solo una partita a questo titolo, ma mi è rimasta una voglia così grande di rigiocarlo e approfondirlo – complice la gestione delle risorse e la possibilità di fare combo con le carte, tra le mie meccaniche preferite – che secondo me si merita un posto in questa classifica. Abbiamo sei turni di tempo per fare davvero un sacco di cose, dalla fase di produzione a quella dei trasporti, per guadagnarci il titolo di migliore fattoria (“granja”) sotto il sole di Maiorca. Ricordo che mi ha colpito la combinazione perfetta di dadi e carte, nonché la sensazione che sia un gioco che dà il meglio di sé dopo qualche partita… e questo suo meglio non vedo l’ora di scoprirlo.
3. EL GRANDE – Hans im Glück 1995, 2-5 giocatori, 12+, 60-120′ a partita. Una pietra miliare di questo hobby, il capostipite dei giochi di maggioranze, il vincitore dello Spiel des Jahres 1996, un titolo che quando uscì fece scalpore per la sua innovatività e che oggi si gioca ancora molto volentieri. Ambientato nella Spagna medievale in cui vigeva il sistema nobiliare del grandato (da qui il titolo), ci vede competere con i nostri avversari per nove turni per il controllo di varie regioni tramite la gestione oculata del nostro mazzo di carte personale e il movimento su mappa dei nostri caballeros. Come tutti i giochi di maggioranze, l’interazione – anche diretta – è elevatissima e più giocatori siedono al tavolo meglio è. Un titolo che davvero ha fatto epoca e non può mancare nelle nostre collezioni.
2. FINCA – Giochi Uniti 2009, 2-4 giocatori, 10+, 45′ a partita. Meccaniche di collezione set, mancala, risoluzione contratti e uso della rondella per questo gioco rimasto impresso nella memoria di chiunque l’abbia provato soprattutto per le bellissime risorse di legno colorate da caricare sul carretto trainato dal vecchio asino della fattoria e vendere in tutta l’isola di Maiorca. Un titolo semplice e immediato che si gioca sempre volentieri. Irreperibile per un sacco di tempo, è ora disponibile in una nuova edizione per chi non vuole lasciarselo scappare di nuovo.
1. ALHAMBRA – Queen Games 2003, 2-6 giocatori, 8+, 45-60′ a partita. Il vincitore dello Spiel des Jahres nel 2003 non poteva che essere al numero 1 della mia classifica. Innumerevoli espansioni, varianti, big box, nuove edizioni e versioni ne fanno un titolo ancora assolutamente vivo che per me rappresenta una delle migliori alternative a Carcassonne per il genere del piazzamento tessere, al quale accompagna il draft di carte, la gestione mano e la collezione di set in logica di maggioranze. Ogni volta che piazzo la tessera centrale con il Patio dei Leoni mi ricordo di quando passeggiavo tra le bellissime fontane della vera Alhambra: davvero aveva ragione il cieco del proverbio dell’incipit. Un gioco che nella mia collezione ha un valore affettivo enorme, ma che intavolo con piacere anche per il flusso di gioco semplice e le scelte mai banali.
Outsider #1: IBERIA: PANDEMIC – Asmodee 2016, 2-5 giocatori, 8+, 45′ a partita. Spin-off del ben più celebre Pandemic, in questo capitolo della serie siamo chiamati a collaborare con i nostri compagni per liberare l’intera penisola iberica (quindi Spagna + Portogallo) dalle malattie che l’affliggevano a metà XIX secolo: malaria, tifo, febbre gialla e colera. Presenta alcune differenze con il gioco padre, tra cui l’azione della purificazione dell’acqua – che va di pari passo con l’avanzamento del sistema idrico in tutta Europa – e il movimento via treno. Le meccaniche sono quelle conosciute di Pandemic: punti azione, movimento da punto a punto, gestione mano di carte, collezione set, poteri variabili dei giocatori. Da provare se avete divorato l’originale e vi manca, come a me.
Outsider #2: CASTELL – Renegade Game Studio 2018, 2-4 giocatori, 12+, 60-90′ a partita. Si tratta di un gioco davvero folkloristico e dall’ambientazione a dir poco particolare: i festival di torri umane che si tengono nelle città della Catalogna. Le ho viste dal vivo e vi assicuro che sono uno spettacolo. Gioco di movimento su mappa, collezione set e costruzione di un pattern, Castell è un titolo a mio parere davvero complesso nel suo svolgimento e, soprattutto, nel calcolo dei punti delle torri. Ci vuole qualche partita per entrare nell’ottica, ma lo tiro fuori sempre volentieri perché mi riporta con la mente ai pomeriggi caldi e colorati di Tarragona. Da provare una volta nella vita.
Pablo Picasso diceva: “Todo lo que puedas imaginar es real”. E allora continuiamo a sognare e a viaggiare con la fantasia, finché non potremo tornare a farlo in sicurezza, di nuovo.
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| Alhambra, Granada |
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