Genotype

[Recensione] Genotype: A Mendelian Genetics Game

scritto da *Ele*

Oggi vi presento Genotype: A Mendelian Genetics Game, un titolo dal fascino squisitamente scientifico, in cui assumeremo il ruolo di ricercatori nel monastero in cui Mendel, a cui è stata attribuita la scoperta della genetica moderna, ha condotto i propri esperimenti nel XIX secolo.

Edito dalla Genius Games vede luce grazie a un progetto Kickstarter lanciato a gennaio 2020, dove ha raccolto 360.079$  a fronte di un obiettivo di 15.000$.

Ideato da John Coveyou, Paul Salomon e Ian Zang, il comparto grafico è a cura di Tomasz Bogusz e Amelia Sales.

Il titolo intrattiene da 1 a 5 giocatori di età superiore ai 14 anni, per una durata di 45-90 minuti circa.

COMPONENTI

La scatola è nel formato 29×22  cm, al suo interno troverete:

  • 1 tabellone;
  • 5 schede giocatore;
  • 20 dadi;
  • 85 carte suddivise in piante, attrezzi e assistenti;
  • token 1° giocatore e round;
  • token tratti;
  • 15 segnalini fenotipo;
  • 25 segnalini lavoratore;
  • 4 segnalini abaco;
  • slot piante e dadi extra;
  • 8 tessere geni parentali;
  • 8 carte automa per la modalità solitario;
  • regolamento inglese.

Aprendo la scatola si trova una dotazione ricca e di buon livello, anche con componenti in legno e sagomati. Il tabellone è molto ampio, con grafica chiara e un’iconografia tale da cogliere gli effetti delle azioni in maniera immediata, così come le schede dei giocatori e le carte.

Nulla da eccepire sulla qualità del resto dei componenti, i segnalini sono in cartoncino spesso, i dadi sono belli da vedere e piacevoli al tatto.

Nell’insieme, dunque, abbiamo dei componenti di buona qualità con una produzione attenta e molto curata e un ottimo impatto d’insieme sul tavolo.

COME SI GIOCA

I giocatori assumono il ruolo di ricercatori nel monastero in cui Mendel ha condotto i propri esperimenti, cercano di capire il funzionamento dell’ereditarietà genetica e con questi studi incrociano diverse piante per ottenere i risultati desiderati. L’obiettivo è convalidare le caratteristiche delle piante prendendo i dadi che corrispondono ai tratti desiderati e, una volta convalidati, saranno considerati come progressi della ricerca, per cui quando una pianta è stata accuratamente studiata farà guadagnare i punti vittoria mostrati sulle carte.

La partita si svolge in 5 round, ciascuno suddiviso in 3 fasi: lavoro (piazzamento lavoratori), incrocio delle piante (draft di dadi) e avanzamento ricerca.
Durante la 1° fase vengono piazzati i lavoratori nelle varie aree (tabellone o scheda personale) e si attivano di conseguenza le seguenti azioni:
  • giardinaggio, serve a gestire le proprie piante, seminandone di nuove e raccogliendo quelle con gli incroci completi;
  • attivazione di uno spazio aggiuntivo temporaneo per un dado;
  • modifica dei geni parentali nel riquadro di Punnett,  in modo da modificare la lettura dei dadi;
  • attivazione dello spazio 1° scelta,  assicura la prima scelta tra i dadi del colore corrispondente nella fase incrocio delle piante;
  • attivazione dello spazio 2° scelta,  assicura la seconda scelta tra tutti i dadi nella fase incrocio delle piante;
  • tesoreria, permette di prendere 2 monete;
  • attivazione di un obiettivo di ricerca per fenotipo, permette di guadagnare punti aggiuntivi focalizzandosi su fenotipi particolari;
  • università, si paga il costo in monete per completare immediatamente un fenotipo su una delle proprie carte;
  • vivaio, si pescano 2 carte pianta e si aggiungono alla propria mano, potranno essere posizionate con l’azione giardinaggio;
  • capanno degli attrezzi, si pesca 1 carta attrezzo, che ha abilità particolari.
Il dado con valore II viene confrontato
con il quadrato di Punnett, rappresenta il genotipo Gg.
Potrà essere usato per validare il tratto Gg sulla pianta

Nella seconda fase, i giocatori, a turno, selezioneranno i dadi della progenie confrontandoli con il quadrato di Punnett e li useranno per soddisfare i differenti requisiti dei tratti sulle loro carte Pianta incomplete.

In ordine di turno inverso, i giocatori avranno infine l’opportunità di spendere le proprie monete per ottenere  dei potenziamenti dalla ricerca:
  • spazio aggiuntivo per seminare una nuova pianta;
  • nuovo lavoratore, per eseguire un’azione ulteriore nei round futuri;
  • spazio aggiuntivo per posizionare i dadi;
  • un assistente, che ha abilità speciali.
Gli acquisti durante questa fase sono anche programmati per diventare via via più costosi.
Il gioco termina alla fine del quinto round; quindi i giocatori sommano i loro punti in base alle carte pianta completate, obiettivi di ricerca, monete rimaste e carte incomplete. Il giocatore con più PV sarà il vincitore.

CONSIDERAZIONI

E’ indubbio il suo ruolo fortemente educativo, il titolo è focalizzato su Mendel e i meccanismi dell’ereditarietà, basi sulle quali si è sviluppata la moderna genetica; non fatevi però ingannare da questa etichetta, spesso associata a giochi monotoni, perché Genotype stimola l’apprendimento di concetti scientifici attraverso la pratica e il divertimento ma al tempo stesso riesce a essere perfettamente focalizzato anche sull’esperienza di gioco, garantendo un flusso solido e interessante.

Il titolo è un competitivo di peso medio (2,8/5 su BGG) che sfrutta abilmente tre diverse meccaniche: piazzamento lavoratori, draft di dadi e collezione set.

In un lasso di tempo relativamente breve formato da 5 turni e con soli 3 lavoratori (che possono arrivare a 5 con la ricerca) dovremo ottimizzare le scelte e spesso prendere decisioni significative per poter portare a compimento il nostro piano.

Il titolo, infatti, offre differenti spunti: incrementare le opportunità di punteggio ottenendo più carte, impostare obiettivi di ricerca specifici, guadagnare monete per rendere più efficienti i turni oltre ad essere competitivi durante il draft dei dadi.

Genotype plancia di gioco

Il draft dei dadi è il fulcro della sfida ed è strettamente correlato alla 1° fase in cui piazzeremo i lavoratori, dove le scelte fatte si intersecano, con un ventaglio di possibilità da valutare attentamente.

Se da un lato possiamo manipolare i risultati modificando i geni parentali nel riquadro di Punnet, sarà altrettanto invitante impostare un obiettivo di ricerca per fenotipo o attivare lo spazio 1° scelta, per essere i primi a selezionare il dado di un colore, anche se lasceremo agli avversari l’opportunità di sceglierne uno qualsiasi.
Il genotipo spesso costringe a dover rivalutare le proprie priorità e frequentemente ci chiederemo quale sia l’azione più efficace da intraprendere senza dare vantaggi agli avversari.
L’interazione è alta con una buona tensione al tavolo, gli spazi azione sono limitatissimi e il titolo riesce a garantire strategie a lungo termine ma anche incertezza e necessità di adattamenti.
Genotype Carte

Le opzioni di ricerca saranno tutte allettanti e anche in questo caso il fattore tempo inciderà, così come i costi, visto il brillante meccanismo che li rende via, via più onerosi, considerando anche che le monete non saranno mai abbastanza.

Gli assistenti sono un po’ la ciliegina sulla torta, spesso incrementano o premiano altre azioni ma il loro valore diminuisce con il passare dei round.
Le carte attrezzo rappresentano abilità speciali, alcune sono uniche e possono essere sfruttate senza consumare un’azione, avremo per esempio la possibilità di prendere un dado aggiuntivo, cambiarne il risultato, convalidare un fenotipo. Aggiungono variabilità e in una sfida così stretta sono una boccata di ossigeno non indifferente, così come le carte assistente, che forniscono interessanti vantaggi.
Il lancio dei dadi è l’elemento cardine di casualità, ma se da un lato questo aspetto può essere mitigato, dall’altro non l’ho trovato fastidioso, dato che conferisce quel senso di incertezza tipica di ogni ricerca scientifica.
Genotype plancia giocatore

Le partite hanno un buon ritmo e si ha la sensazione di voler fare sempre qualcosa di più durante il proprio turno, servirebbero più lavoratori, più monete, più spazi per le piante, più dadi; le dinamiche offerte sono ben amalgamate e i giocatori hanno aspetti differenti su cui concentrarsi, non sono permesse sviste sulle scelte, il rischio di sprecare i risicatissimi turni è dietro l’angolo.

Il regolamento, in inglese, è chiaro e ricco di esempi esplicativi, ma il gioco non è indipendente dalla lingua, sulla plancia e su qualche carta trovate del testo ma è molto semplice e di facile memorizzazione. Non è necessario conoscere gli aspetti scientifici per poter giocare, anche se il ruolo educativo è un aspetto rilevante e riesce ad alimentare pure una genuina curiosità, tanto che è presente pure un compendio dove viene evidenziato e spiegato il lavoro di Mendel e la corrispettiva implementazione nel gioco, ottimo ripasso per i ragazzi e/o validissimo approfondimento.
Genotype gameplay

La scalabilità è buona: l’esperienza di gioco è interessante e piacevole con qualunque numero di giocatori ed è garantita da un setup apposito. La configurazione che preferisco però è quella a 3-4 giocatori, c’è più interazione e le scelte sono in un certo senso più sofferte. La sfida può essere affrontata anche in solitario contro un avversario fittizio controllato da un mazzo di 9 carte automa che determina azioni, dadi e avanzamenti.

IN CONCLUSIONE

Genotype: A Mendelian Genetics Game si è rivelato un titolo di peso medio estremamente interessante. Dotato di una buona componentistica e di un indiscutibile ruolo educativo,  riesce ad essere perfettamente focalizzato sull’esperienza di gioco, combinando le meccaniche di piazzamento lavoratori e draft dei dadi in maniera solida e generando buona tensione al tavolo, rimanendo al tempo stesso accessibile anche a chi non conosce gli aspetti scientifici.
 
OBIETTIVI LUDICI
Con questo paragrafetto in coda alle mie recensioni unisco le mie 2 grandi passioni: fotografia e giochi da tavolo.

 
 
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