[Prime impressioni] The Red Cathedral

scritto da Fabio (Pinco11)

 
Come si legge su Wikipedia, la cattedrale di San Basilio, a Mosca, è stata eretta tra il 1555 ed il 1561 per volere dello zar Ivan IV di Russia per commemorare una vittoria militare ed è da allora uno dei monumenti iconici della capitale.
In The Red Cathedral i giocatori sono chiamati a calarsi nei panni di coordinatori della costruzione dell’edificio di culto, destreggiandosi al meglio tra le necessità di approvvigionarsi delle risorse necessarie alla costruzione, quella di arricchire l’estetica al meglio ed il tenere adeguati contatti con i maggiorenti del luogo.
Il gioco (ideato dal duo Cendrero – Santos), per 1-4 persone, con tempo a partita dalla mezz’ora in su (ottimisti ..), consigliato per età dai 10 anni a salire, è un gestionale di difficoltà media / medio bassa, indipendente dalla lingua, edito dalla DEVIR, la quale, nel contesto di componenti privi di testo, inserisce nella scatola manuali in varie lingue, compreso l’italiano.
IL GIOCO IN POCO
L’idea del gioco è quella che si vada a costruire la cattedrale che dona il proprio nome al gioco, per cui ad inizio partita si predispone un gruppo di carte, che idealmente rappresentano le sezioni dalle quali sarà costituita la chiesa. Ogni carta indica i requisiti richiesti in termini di materiali.
L’idea del gioco è quella che i partecipanti si alternino compiendo ogni volta una delle sole tre azioni disponibili, ovvero: 1) prenota la costruzione di una sezione della cattedrale (piazzandoci sopra una delle proprie 6 bandierine) ; 2) consegna sino a 3 materiali per la costruzione / decorazione ; 3) ottieni materiali / risorse.
In particolare la dinamica centrale del gioco risiede nella terza alternativa, in quanto le risorse si ottengono operando su di un tabellone circolare diviso in sezioni: il giocatore sceglie qui uno dei 5 dadi e lo muove di tanti spazi quanto è il valore indicato dal dado, ottenendo le risorse indicate dalla caselle raggiunta, moltiplicate per il numero di dadi presenti. Nel contempo sarà possibile svolgere delle azioni speciali (che variano da partita a partita)
Non appena un giocatore avrà costruito la propria sesta sezione, si andrà a concludere, attribuendo poi bonus di punti sulla base di un peculiare meccanismo di maggioranze sulle torri della chiesa.

COME SI PRESENTA

La componentistica rappresenta un vero punto di forza del gioco, non tanto e non solo per il fatto di aver azzeccato l’aspetto grafico (proponendo disegni che ricordano abilmente l’ambientazione prescelta) ed aver dotato il tutto di risorse in legno sagomato, ma per l’incredibile rapporto qualità prezzo della scatola. 
Abbiamo infatti una scatolina di dimensioni assai contenute, ma ricca di materiali, che è presentata in una fascia di prezzo intorno ai 30/35 euro, che è assolutamente competitiva, andando con ciò in assoluta controtendenza in un mercato dei gestionali, nel quale si cerca sempre di proporre scatole grosse (semivuote) per dare l’idea di chissà quali componenti, chiedendo in cambio dai 50 euro in su.
Nel contempo sul tavolo il tutto, tra il tabellone centrale decorato in stile Russia del XVI secolo e l’assemblaggio delle carte cattedrale, ha il suo bell’impatto scenico, per cui direi che a livello di materiali ed ambientazione il gioco ha davvero le carte in regola.
Abbiamo girato anche un video di unboxing:

COME GIRA
Siamo di fronte ad un gestionale leggero, di peso equiparabile, nel complesso, ai classici Hans im Gluck di una volta, che strizza l’occhio, nella sua meccanica principale, alla ruota di Finca, arricchendo però il gameplay, come è tipico dei titoli di oggi, con altre logiche, quali quella delle maggioranze (per i bonus finali) e tocchi aggiuntivi (come l’idea di proporre due tracce di punteggio sovrapposte).
In se ciò che è richiesto è di riuscire a sfruttare al meglio la ruota per ottenere più ricorse possibile, acquisendo così un vantaggio competitivo nei confronti degli avversari nel completare le parti della cattedrale (qui l’idea è che si prenota la costruzione di una carta e gradualmente si fanno pervenire su di essa i materiali necessari, ottenendo al completamento i bonus indicati).
Il gioco si rivela, sin dalla prima spiegazione, abbastanza lineare e non difficile, almeno per giocatori un attimo navigati (non arrivo a consigliarlo per neofiti, ai quali piuttosto proporrei titoli leggermente meno articolati), come conferma il rating 2.76 su base 5 di difficoltà che reca la scheda su BGG.

L’idea di base è quella di ottenere materiali e poi spenderli per completare le classiche carte obiettivo, per cui sin da subito tutti tendono ad entrare facilmente nel meccanismo, salvo poi incontrare i primi intoppi dovendosi confrontare con il limite massimo posto alle risorse accumulabili e con i bonus che si ottengono sfruttando adeguatamente gli workshops per generare piccole combo di effetti.

Appena metabolizzata questa aggiunta, si entra poi anche nella logica delle maggioranze, che presiederà, a fine gioco, il calcolo finale dei punti bonus costruzione, che si rivela, probabilmente, la parte un filo più farraginosa del tutto. A tutto questo aggiungiamo poi la presenza di due tracce di punteggio sovrapposte, con alcune cose che danno punti base ed altre che invece tengono conto dei punti prestigio ed otteniamo un piatto che parte facile facile, assemblando ingredienti più che noti, aggiungendo poi qua e là piccoli ingredienti aggiuntivi, per donare profondità al tutto.

Come gira? Bene, perchè la struttura lineare di base aiuta a calarsi subito nel gioco ed a metabolizzare nell’arco della prima partita anche le aggiunte, tenendo adeguatamente conto.

Novità? Poche, nel senso che il titolo più che altro rielabora meccaniche note. La rondella e la sua logica, comunque, è sufficientemente innovativa, per quanto la ruota a spicchi non sia in senso assoluto una cosa mai vista (pensiamo a Finca, Carrara o anche, seppur con diverse logiche a Gerdts).
Interazione? Si avverte, in forma indiretta con lo spostamento dei dadi e diretta con le maggioranze.
Controllo ed alea? Un poco di alea c’è, perchè i dadi li rolli dopo aver giocato ed i risultati possono consegnare al giocatore seguente opportunità eccezionali o zero scelte.
PRO
Struttura di base lineare, ma gameplay sufficientemente profondo.
Ottimo rapporto qualità prezzo.
CONTRO
Può diventare un filo ripetitivo ed i tempi di attesa possono incidere, se al tavolo ci sono pensatori seriali (devi aspettare che l’avversario abbia tirato, prima di fare i tuoi conti)
Ricordo, come sempre, che il gioco è reperibile anche Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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