ha iniziato a giocare. Avevamo a casa da circa sei mesi una delle scatole qui
sotto, però i suoi componenti venivano usati solamente per inventare dei
giochi di fantasia. Poi una sera, dal nulla, ha cominciato a giocarci seguendo
le regole. Sono passati quattro anni e oltre un migliaio di partite insieme a
decine di giochi da tavolo differenti, che l’hanno sicuramente aiutata a
crescere, ma che hanno pure contribuito a stringere il nostro legame.
Ogni
bambino fa storia a sé ed è impossibile, se non deleterio, generalizzare.
Soprattutto nei primi anni di vita, anche pochi mesi possono fare una grande
differenza a livello di capacità, senza tener conto di indole personale, gusto
e propensioni. Prendete dunque questi suggerimenti con lo spirito giusto e non
fissatevi troppo sul numerino stampato in copertina: come il gattonare, come
il camminare, come il parlare, così il giocare da tavolo ha tempi diversi per
ognuno. Niente drammi!
Quello che si impara in queste scatole sono i
mattoni fondanti di tutti i regolamenti futuri: il rispetto delle regole, il
concetto di turno, fare le primissime scelte, accettare la sconfitta. Buon
gioco!
Il
frutteto (HABA)
È il collaborativo per eccellenza, in cui si vince o si
perde tutti insieme. Un tabellone enorme, 40 frutti in legno colorato, 4 veri
cestini gli conferiscono un grande impatto visivo. La meccanica base è
semplice (tira un dado e svolgi l’azione che esce), ma una delle facce
permette ai piccoli di casa di scegliere che frutti prendere. L’emozione di
quando mancano pochi frutti da raccogliere è pari alla tensione di quando il
corvo è quasi arrivato a mangiarseli.
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Balloons
(Chicco)
Ecco in una scatola più compatta e leggera un’esperienza ludica
molto simile alla precedente (un filino più impegnativa) a un prezzo
nettamente inferiore. Sempre collaborando dovremo far arrivare i quattro
palloncini sulla tessera del Sole prima che la nuvola lo copra. Uno dei punti
di forza di questa scatola è avere un regolamento a due livelli, uno adatto
dai 3 anni e uno dai 5, che permettono al gioco di crescere col bimbo. Vengono
introdotti un secondo dado e alcune tessere speciali, che offriranno ai
nongrandi qualche piccola scelta in più da fare.
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Belfiorella
(HABA)
Questo titolo ha una capacità incredibile di attirare i bambini.
Sarà il particolare tabellone esagonale, sarà la grossa pedina in legno della
pecora, saranno i colori: successo assicurato. Siamo sempre nel sicuro alveo
della semplicità, ma non manca la faccia del dado che permette al nongrande di
decidere dove andare per raccogliere più fiori possibili. In questo caso siamo
di fronte a un gioco competitivo di collezione set, il turno si compone di due
passaggi: tutti tasselli che vanno ad arricchire la dotazione ludica dei
piccoli giocatori. Grazie al suo ingombro ridotto ci abbiamo giocato
ovunque.
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Scaccia
i Mostri (Oliphante)
Arriviamo a una reimplementazione del classico
memory, ovviamente con qualche trovata in più che lo distingue, a partire dal
fatto che è collaborativo. Anche in questo caso abbiamo una presenza scenica –
è il caso di dirlo – da paura (in senso positivo!), con un bambino a letto al
centro dell’area di gioco e una scatola-armadio con le ante che si aprono
davvero, in cui infilare le carte dei mostri spaventati. Tra i suoi punti di
forza c’è la modulazione della difficoltà della partita, rendendolo
interessante sia per bimbi molto piccoli sia per quelli più grandi.
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Fantastory
(Chicco)
Un gioco di story-telling per bambini. WOW. In sostanza un mazzo
di carte dalle illustrazioni evocative genera spunti per una narrazione
condivisa. La cosa migliore è che funziona benissimo. Da noi per un certo
periodo ha sostituito i libretti ed è diventato il gioco della buona notte.
Dopo qualche decina di partite saranno i vostri figli a chiedervi di poter
essere i narratori. Anche qui si esercita la memoria, perché dopo il racconto
si mescolano le carte e bisogna ricostruire l’intera sequenza. Come ultima
cosa sottolineo la presenza di due set di regole, che consentono al gioco di
crescere con il bambino e al genitore magari di introdurre gradualmente le
novità per accompagnare fianco a fianco i passi evolutivi dei nongrandi di
casa.
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Little
Arrow (Chicco)
Questo è un gioco che coinvolge tutto il corpo,
migliorando la coordinazione psico-motoria e la percezione dello spazio
circostante. Ad occhi chiusi e svolgendo il movimento dettato dal dado, il
giocatore dovrà appoggiare la pedina su una delle aree disegnate o dei
bersagli mobili sparsi per il tabellone. Il valore dei gettoni conquistati in
caso di centro è direttamente proporzionale alla loro dimensione, per cui a
fine partita vince chi ha la fila più lunga. Il gettone del castello è il più
grande, ma l’unico che può cambiare di mano: i nongrandi dovranno valutare
rischi e benefici. Come per gli altri titoli della Chicco, pure in questo caso
abbiamo due livelli di regole e il bollino di approvazione dell’ANPE,
l’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani.
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Namastè
(CreativaMente)
Non dovete aspettarvi un vero e proprio gioco da tavolo,
quanto piuttosto l’approccio a una metodologia dello yoga che passa attraverso
il gioco. Il metodo Giocayoga© è stato ideato dall’Associazione Italiana Yoga
per Bambini (AIYB), unendo il meglio della disciplina dello yoga,
declinata secondo i metodi più moderni della pedagogia. Il regolamento
suggerisce cinque differenti modalità e i materiali si prestano a creare le
proprie. L’aspetto maggiormente positivo è il fornire 40 posizioni non troppo
complesse da eseguire, con la spiegazione di come raggiungere ognuna e cosa ci deve
trasmettere la stessa.
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