scritto da LucaCiglione
A mia moglie piacciono da morire gli investigativi. Non a caso, con i miei figli, le cantiamo “Detective Vera” sulle note di Detective Conan.
Ultimamente però siamo sempre abbastanza stanchi per lanciarci nei soliti giochi da tre o quattro ore.
In questo ci è venuta in aiuto la serie Decktective che ha il grande pregio di farci sempre rimanere nell’ora di gioco.
Abbiamo affrontato in sequenza tutti e tre i casi ma oggi vi parlerò in particolare dell’ultimo arrivato.
Decktective: Incubo allo Specchio è un gioco edito in Italia da
dV Giochi, creato da
Silvano Sorrentino e Martino Chiacchiera illustrato da
Alberto Besi. E’ un’avventura investigativa one-shoot da
60 minuti circa per
1-6 giocatori dai
12 anni in su.
MATERIALI
Come dV Giochi ci ha abituato questa serie investigativa, così come il cugino Deckscape, è composta principalmente da un mazzo di carte extra large (dimensioni 11 x 8,5 cm) che di fatto riempono alla perfezione la scatola.
In questo caso abbiamo 55 carte ed oltre ad esse troviamo nei materiali 7 fermagli rossi che serviranno per segnare le risposte sulle carte al momento di dare la soluzione.
Ecco, una cosa che mi piace di Decktective, è la dimensione delle carte che sono chiare e leggibili e, qualora contengano al loro interno indizi segreti, non dovremo fare una sorta di “pixel hunting” per trovarli.
Se seguite il
Podcast di Giochi sul nostro Tavolo saprete della mia battaglia contro la Lobby degli Oculisti ed in questo caso ringrazio dV Giochi per aderire alla mia battaglia e salvaguardare la vista dei giocatori.
GAMEPLAY
Lo scopo del gioco è, ovviamente, risolvere il caso che ci viene proposto o, entrando nel dettaglio, rispondere correttamente alle 5 domande a risposta multipla che ci verranno fatte alla fine della partita.
La peculiarità dei Decktective è di iniziare subito badando al sodo, nessun regolamento inutile quondi, ma si comincia subito a giocare, ricevendo mano a mano le istruzioni necessarie.
Una seconda particolarità del titolo è la creazione di una scena del crimine in 3D che viene assemblata utilizzando le prime carte del mazzo, scena che muterà con il verificarsi degli eventi e che conterrà importanti indizi per portarci alla risoluzione del mistero.
A seconda del numero dei giocatori ognuno riceverà un numero di carte compreso tra una e cinque. Ognuna di esse ha in alto a sinistra un numero: esso indica il numero di carte presenti nell’archivio necessario affinché la carta possa essere giocata.
Al proprio turno, infatti, si potrà decidere di giocare la carta scoperta in modo che tutti la vedano, oppure coperta nell’archivio. In questo secondo caso il contenuto non potrà essere reso pubblico nella discussione fino al momento di dare la soluzione.
Ogni volta che giocheremo una carta ne pescheremo una nuova.
Pescando potrà accadere, terza peculiarità del gioco, di voltare una carta: “Colpo di Scena”.
Queste carte fanno avanzare la trama, ci danno nuovi indizi e solitamente vanno a modificare la scena 3D del crimine scandendo il tempo della partita e rendendola movimentata.
Continueremo così fino a che sarà il momento di dare la soluzione del caso, ci verranno poste cinque domande a scelta multipla e per ogni risposta esatta riceveremo un punteggio.
Il totale ci dirà se la missione sia stata o meno risolta con successo.
IMPRESSIONI
Come anticipato nei paragrafi precedenti mi piace che le carte di Decktective siano grandi e chiare ed oltre a questo devo dire che il ritmo di gioco è serrato e rapido e si riesce sempre a stare nell’ora di gioco promessa.
I turni sono rapidi ed alla fine dobbiamo solo decidere se le carte che abbiamo in mano contengano o meno indizi utili. Poiché le carte sono pescate in ordine saremo in qualche modo guidati, avremo quasi sempre le informazioni necessarie per una scelta consapevole e quindi difficilmente portati a scegliere a caso; resterà comunque la nostra capacità di deduzione la protagonista della partita.
Il caso proposto in “Incubo allo Specchio” è un po’ diverso dai precedenti, non siamo infatti fisicamente nella scena del crimine, ma dovremo trovare una persona scomparsa.
Da un certo punto di vista questo è in parte spiazzante perché ci risulta chiaro, ad esempio che dovremo trovare il luogo del sequestro, prima di avere effettivamente la possibilità di farlo.
In ogni caso la trama è plausibile e vengono create diverse false piste cosicché, quando leggiamo le domande e tra le varie opzioni vediamo quelle improbabili teorie che ci erano venute in mente, rimaniamo notevolmente confusi e messi alla prova.
E’ proprio il creare false piste plausibili ci fa apprezzare la bravura dei due autori che ci tengono per tutta la durata della partita in tensione ed all’erta.
Consiglio a tutti di non farsi fuorviare da raffinate elucubrazioni e deduzioni; in questo Decktective è molto onesto e tutti gli indizi che ci servono sono chiaramente esposti davanti a noi (a meno di non fare come mia moglie e mettere nell’archivio tutte le carte fondamentali per la risoluzione del caso).
La scena in tre dimensioni del crimine non è fine a se stessa ma, come già successo nelle precedenti avventure, offre preziosi spunti ed indizi utili alla soluzione finale.
CONCLUSIONI
Credo che Decktective sia una collana molto interessante per chi ama gli investigativi. Portabile, di durata limitata, ci permette di effettuare una bella indagine dal giusto impegno ma restando lieve e soprattutto senza costringerci a deduzioni mirabolanti.
Gli indizi sono spesso disseminati in più’ di una carta ed è molto difficile che una carta scartata per errore ci impedisca di trovare una risposta.
L’avventura Incubo allo specchio rispetto alle precedenti è più realistica e benché sia semplice risolvere il caso basilare, rispondere a tutte e cinque le domande correttamente necessiterà di una grande dose di attenzione.
L’avventura è giocabile una sola volta ma il prezzo contenuto e la facilità di rivedibilità (nessuna carta viene rovinata ed addirittura neppure mischiata) lo rendono un acquisto decisamente interessante se piace il genere.
Ringraziamo dV Giochi per la copia recensore.