“Chi ha il cuore puro ha tutte le acque purificatrici del Gange a casa sua.” [Proverbio indiano]
Tre anni dopo l’uscita di Rajas of the Ganges, Inka e Markus Brand tornano con un nuovo titolo che ne riprende ambientazione e meccaniche: sto parlando di RAJAS OF THE GANGES: THE DICE CHARMERS, edito da HUCH! in questo 2020 tutto particolare. Gioco per 2-5 “ammaliatori di dadi” dai 12 anni in su, per una durata approssimativa di 30-45 minuti a partita.
THE DICE CHARMERS è la versione roll&write del gioco di cui riprende il titolo. Ambientato sempre all’epoca dell’Impero Moghul del grande Akbar, vede i grandi ragià che governano le terre intorno al Gange sfidarsi per ampliare, arricchire e abbellire la propria provincia per acquisire prestigio agli occhi dell’imperatore. Cercano di raggiungere questo scopo costruendo edifici magnifici; commerciando rare spezie, pregiati tessuti e finissimo tè al mercato; navigando il Sacro Fiume per ottenerne i vantaggi; frequentando i palazzi reali per entrare nelle grazie delle grandi personalità che vi abitano; e provando a compiere azioni buone per incrementare gli influssi positivi del karma. Il tutto con i soliti materiali dei roll&write: una plancetta di carta su cui scrivere e qualche dado da lanciare.
Lo scopo di THE DICE CHARMERS rimane lo stesso di quello del gioco padre: guadagnare monete e punti fama attraverso le varie azioni disponibili e riuscire far incrociare prima degli altri giocatori i due tracciati su cui segniamo i nostri progressi. Per la spiegazione dettagliata delle regole vi rimando al mio nuovo tutorial appena pubblicato sul nostro canale YouTube.
Penso che non sia facile realizzare un gioco di dadi rapido e compatto partendo da un titolo che è già un gioco di dadi, anche se non così rapido e compatto. E infatti credo che THE DICE CHARMERS non sia poi così diverso dal gioco padre. Proviamo a vedere in cosa si differenzia per capire se può fare al caso nostro o meno.
Nel roll&write l’interazione (sempre indiretta) si limita all’azione del primo giocatore che, di fatto, elimina un dado rendendolo inutilizzabile agli altri. Certo, si potrebbe pensare di fare una mossa strategica per eliminare proprio quello che serve agli avversari, ma vedrete che penserete più alla vostra provincia che a quello che fanno gli altri.
L’unica cosa che mi ha fatto storcere il naso sono proprio i materiali: hanno voluto inserire nella scatola l’elefante-porta dadi da montare (forse per richiamare quello presente anche in Rajas of the Ganges) e le tessere su cui appoggiare i dadi scelti, ma entrambi non servono a nulla e durante il gioco si finisce semplicemente per mettere i dadi davanti a sé. La plancia, inoltre, è caratterizzata da un artwork molto carico, quasi confuso, ma richiama perfettamente l’ambientazione indiana (e quella del gioco padre che ha una grafica super-colorata) e una volta comprese le diverse aree in cui è divisa, la confusione non dà più fastidio all’occhio.
Ricordo, infine, che il gioco non esiste in italiano, ma è indipendente dalla lingua a esclusione della lettura del regolamento. Tanto c’è il mio tutorial per questo, no?!
Alla prossima e GAME ON!
Come sempre, vi segnalo che il gioco è disponibile sullo Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
“Se davanti a te vedi tutto grigio, sposta l’elefante.” [Proverbio indiano]
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