scritto da
simarillon (Davide)
Abbiamo presentato da poco un editore internazionale che fa del momento ludico didattico il suo primario obiettivo, stiamo parlando di Luma World (qui l’intervista) ed oggi recensiamo il primo gioco del loro catalogo (e arriveranno altre recensioni in futuro). Il gioco di cui parliamo è Guess the Fence, si può giocare a partire dagli 8 anni, in due giocatori, in partite di una durata di trenta minuti circa; non abbiamo crediti di autore ed illustratore, che, comunque, ci vengono indirettamente indicati nell’intervista di cui sopra.
Ci siamo spesso interrogati qui a nonsolograndi se ci si può divertire con la matematica e spesso abbiamo letto di intelligenti trasposizioni ludiche di grandi classici, perché scrivo questo? Continuate a leggerci e lo scoprirete.
I MATERIALI
La scatola di Guess the Fence contiene:
- due plance fattoria di cartonato spesso;

- due fogli marcatori
- quattro pennarelli, due rossi e due verdi per colorare sui fogli marcatori;
- due salviette di panno per pulire i fogli;
- una plancia divisoria;
- ventiquattro token punto in cartoncino leggero, otto del valore di tre punti e sedici del valore di meno un punto;
- ventotto recinti di plastica, quattordici per colore, divisi in otto recinti piccoli, tre recinti lunghi, tre recinti diagonali.
Sono rimasto davvero piacevolmente sorpreso dai materiali, a partire da un packaging molto ordinato (ne potete avere evidenza dalla foto qui sopra). I fogli marcatori mi lasciavano qualche perplessità sul riutilizzo, ed invece funzionano perfettamente, con le accortezze spiegate nelle istruzioni, la plancia divisoria è ben pensata e ci fa anche un rapido compendio del gioco e per finire i recinti hanno una soluzione intelligente e molto funzionale. Guess the Fence promosso con lode, materiali super!
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
I giocatori preparano, segretamente, sulla propria plancia quattro figure con i recinti che hanno a disposizione (un quadrato, un rettangolo, un triangolo rettangolo piccolo e un triangolo isoscele grande) prendono il foglio marcatore, un pennarello rosso e un pennarello verde e possono iniziare a giocare.
Al proprio turno i giocatori dovranno ‘chiamare’ un numero e l’avversario dovrà dire colpito o mancato, se ci verrà detto colpito coloreremo il vertice corrispondente nel foglio marcatore di verde, in caso contrario di rosso. Qualora supponessimo di avere i vertici precisi di una delle figure allora potremo, al posto di chiamare il numero, definire la forma indicandone nome e numeri dei tre/quattro vertici; se corretto prenderemo tre punti, in caso di errore prenderemo il token meno un punto. Il gioco finisce quando uno dei giocatori ha individuato le quattro forme (o se volete tre forme) e vince il giocatore con il maggior numero di punti.
Variazioni sul tema
Credo che la variazione più semplice che si possa fare sia quella di far condividere alle varie forme un vertice, di fatto rendendo il gioco un pochetto più complesso, perché ci sono più ragionamenti da fare su quali potrebbero essere le figure che si vengono a creare, e soprattutto rende il gioco più difficile anche per gli adulti (e forse un po’ troppo difficile per la fascia iniziale dei nongrandi).
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Guess the Fence di presenta come gioco educativo ed è proprio quell’aggettivo che incute un po’ il timore di educativo quindi non divertente. Nell’intervista già menzionata sopra Venkat sottolinea come “nessun gioco funziona se non si capisce il pubblico di destinazione e si mappano le loro esigenze” e in questo caso il pubblico sono i bambini e l’obiettivo è quello di far imparare concetti matematici senza accorgersi di starli imparando. Il quest’ottica il gioco funziona e funziona benissimo, ma è anche divertente, nell’idea che ci si sfida. L’aspetto più interessante del gioco è nel quando si può valutare, in base alle situazioni di gioco, di prendersi dei rischi, ovvero posso (e forse devo) provare ad anticipare il mio avversario nell’individuazione delle forme, soprattutto se sono in svantaggio, prendendomi dei rischi, prima di avere le informazioni complete di tutti i vertici.
Questo aspetto è il più interessante dal momento che nelle diverse partite ho proprio notato diversi atteggiamenti dei giocatori, da chi, prima di dire i vertici deve essere sicurissimo di non sbagliare (e così facendo rischia di perdere importanti tempi di gioco) a chi con pochissime indicazioni prova ad indovinare le forme dei recinti quasi a caso. E’ proprio nel timing sul quando ‘colpire’ il recinto del nostro avversario che consiste la parte più divertente del gioco.
Inoltre mi ha sorpreso vedere le difficoltà di riempimento spaziale riscontrate da alcuni nongrandi nelle varie partite, forse sono io che ho sottostimato le difficoltà del gioco, memore delle numerose crocette messe da me sui fogli nelle ore del Liceo (forse questo non dovevo dirlo) ma pensavo che per i nongrandi fosse più semplice entrare velocemente nelle meccaniche di gioco.
C’è anche un tentativo di tematizzazione del gioco, sicuramente da non disprezzare, siamo infatti dei contadini che costruiscono dei recinti per proteggere la propria fattoria da ogni evento negativo, però una volta che si inizieranno a dire i numeri e si sentirà ‘colpito’ oppure ‘mancato’ sicuramente ci saremo dimenticati di essere dei fattori.
Concluderei segnalando come anche meccaniche di gioco collaudate come quelle che tutti conosciamo ed abbiamo giocato, anche soltanto su un foglio di carta, si possano prestare ad essere re-interpretate e ri-vitalizzate, rendendo l’esperienza di gioco bella sia per i grandi, con un po’ di effetto nostalgia, sia per i più piccoli con quell’effetto gioco nuovo, ma che in fondo un po’ già si conosce.
Il gioco si presenta come un 8+, direi sostanzialmente corretto in relazione sia all’accessibilità del gioco sia a quanto si propone di insegnare.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando con le carte di Guess the Fence:
- i concetti geometrici come le forme, i vertici e, indirettamente, gli angoli;
- a ragionare per astrazione;
- ad analizzare ed interpretare i dati che ci vengono forniti;
- a valutare tutte le possibilità e calcolare i rischi che si possono prendere.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Farei un netto distinguo sul gioco e sulla sua accessibilità, se, infatti, pensiamo alla sua funzione ludico-educativa non penso sia fruibile oltre gli ultimi anni della scuola elementare, se, invece, al di là del valore didattico, lo pensiamo come ad un battaglia navale re-interpretato non vedo alcun limite di età, ad anzi saranno anche le persone anziane a sentirsi in una comfort-zone dovuta al fatto che il gioco, all’atto pratico, ‘già lo conoscono’.
PERCHE’ GIOCARE CON PAPA’ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Qui si gioca in due, quindi o mamma la coinvolgiamo per darci un aiuto (magari ci suggerisce il modo migliore per posizionare le nostre figure), oppure la sfidiamo papà e Lorenzo contro mamma e Letizia e che la battaglia abbia inizio.
Luma World spedisce i suoi prodoti in tutto il mondo. Se volete saperne di più visitate il sito: www.mylumaworld.com.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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