scritto da LucaCiglione e Sayuiv (Yuri)
Dopo un po’ di tempo torno a parlare di un gioco a tema Escape Room.
Fuga dal Manicomio è un gioco di Martin Nedergaard Andersen, Alexander Peshkov ed Ekaterina Pluzhnikova, illustrato da Anastasia Durova, Dmitry Krasnov, Nadezhda Mikhailova, Pavel Korobkov, Anastasia Stupak, Maxim Suleimanov, Victoria Kochkina e Victoria Volina-Lukian.
Edito in Italia da dV Giochi, promette partite per 1-6 giocatori a partire dai 12 anni della durata di 1 ora a sessione per 10 sessioni totali.
MATERIALI
- 1 Mazzo di carte Principale (130 carte nella parte 1 e 162 nella parte due);
- 1 Mazzo Supplementare con il quale andremo a sostituire carte nel principale a seconda delle nostre scelte (6 carte nella parte 1 e 15 nella parte 2);
- 29 Buste (ciascuna delle quali rappresenta un ambiente e che potremo aprire solo in determinate circostanze);
- una piantina del manicomio;
- tre libretti degli aiuti (Primo Suggerimento, Secondo Indizio, Risoluzione);
- il segnapunti;
- un listato dei componenti con le istruzioni per il reset del gioco.
Le soluzioni degli enigmi sono tutti numeri a quattro cifre che ci indirizzeranno a una nuova carta e si proseguirà così fino al termine dell’avventura.
Di base non ha difetti macroscopici, anzi a prima vista ha molte peculiarità interessanti. Ben 10 avventure nella stessa scatola (con un rapporto prezzo/ore giocate al top tra le varie Escape presenti sul mercato), enigmi vari, una storia complessa sottesa a tutte le avventure.
Eppure ogni volta che approcciavo una nuova avventura non ho mai avuto quella gioia e quel pathos che ho provato con altri giochi, né la soddisfazione di terminare la partita.
Per questo ho chiesto al buon Yuri, che sapevo aver giocato Fuga dal Manicomio, di darci le sue impressioni, in modo dal capire meglio cosa, nel mio caso, non abbia funzionato.
Ciao a tutti e un grande grazie a Luca per avermi reso partecipe.
Prima di passare alla mia opinione sul titolo in questione, una piccola curiosità: nonostante siano più di tre anni che faccio parte di Giochi sul Nostro Tavolo, questa è la mia prima recensione!!!
Ogni volta che torno in Italia, è ormai diventato un rito andare con mio fratello a comprare un gioco datavolo. Entrati in negozio abbiamo visto questa bella scatola ciccia, una copertina intrigante, con la
descrizione di una escape room da tavolo divisa in due parti di 5 capitoli ciascuna, ambientata dentro un manicomio, dove ci ritroveremo a effettuare una fuga con diversi personaggi. La prima cosa che ho fatto è stata contattare Luca per sapere se ne sapeva qualcosa, la cui risposta fu: “L’ho comprato ma ancora lo devo giocare”. A quel punto, senza pensarci troppo, presi la scatola e proposi a Luca una recensione a 4 mani. Giustamente ora vi starete domandando: “Eh ma Luca è la Treccani delle escape da tavolo, cosa puoi aggiungere tu?”. Proprio perché Luca è un super-esperto, ho pensato che un punto di vista di un giocatore più novizio in questo settore possa aiutare coloro che non hanno la sua esperienza.
Abbiamo affrontato i vari capitoli in un gruppo fisso di 4 giocatori, con un quinto che ha partecipato a circa la metà delle sessioni.
Il giudizio complessivo del gruppo è stato molto buono, anche se con alti e bassi, ma c’è anche da considerare che, visto il poco tempo a disposizione, abbiamo dovuto fare un tour de force: ci siamo fatti i 10 capitoli in 4 serate e questo può aver influenzato alcuni aspetti che ci sono piaciuti di meno.
La prima cosa che ci è piaciuta e ci è subito saltata all’occhio sono state le varie buste, tematizzate con delle illustrazione delle porte delle stanze. L’abbiamo trovata originale e molto ambientata, aiutandoci a immedesimarci un po’ di più.
Sul lato enigmi mi verrebbe da dire che la difficoltà è media, con alcuni semplice e pochi un po’ più difficili. A parte un paio di enigmi molto simili, c’è molta varietà e alcuni anche molto originali nel modo in cui hanno utilizzato certi tipi di componenti “speciali”. Se considerate che ci sono una media di 10 enigmi a capitolo, per 10 enigmi, vi ritroverete di fronte a un centinaio di enigmi.
La fruibilità della narrazione. Tutto è messo sulle carte, il testo è tanto e a volte vi ritroverete a leggere 4-5 carte di puro testo che non sono messe nemmeno in fila, quindi ogni volta bisognerà andarsi a cercare la carta in mezzo al mazzo, spezzando un po’ il ritmo narrativo. Alcune storie poi risultano più interessanti di altre, ma quella potrebbe essere anche un fattore soggettivo. Altra cosa che personalmente ha un po’ “annoiato” sono proprio le carte: le soluzioni degli enigmi sono tutti numeri a 4 cifre riferiti alla carta da andare a cercare, quindi, ogni volta che affronterete un enigma, sapete già che la soluzione dovrà essere un numero.
Una forte nota dolente è la successione degli enigmi. Non vi ritroverete mai ad avere più enigmi aperti di fronte a voi, ma vi ritroverete sempre e solo con 1 enigma da risolvere per proseguire la storia fino a che troverete il prossimo enigma. Altre escape invece vi mettono di fronte a diversi elementi ed enigmi in contemporanea, permettendo al gruppo di dividersi e tenersi occupato. Qui, purtroppo, la natura di alcuni enigmi ci ha fatto trovare in situazioni in cui uno di noi analizzava l’enigma e gli altri stavano ad aspettare che finisse solo per cercare di analizzarlo! Diciamo che probabilmente un 30% degli enigmi ci ha fatto ritrovare in questa situazione, ma forse l’esasperazione è stata anche accentuata dal tour de force che stavamo facendo. Piccolo dettaglio anche il fatto che non ci sono molti elementi che vi porterete dietro per risolvere enigmi futuri.In conclusione, come già anticipato, l’esperienza è stata perlopiù positiva e secondo me il gioco si adatta sia a un pubblico novizio che uno con un po’ di esperienza. Enigmi che ci hanno richiesto di leggere la soluzione saranno stati non più di 5. Per godervelo al meglio di sicuro non vi consiglio di fare come abbiamo fatto noi. Vi consiglio 1 capitolo a serata, 2 si possono fare, 3 cominciano a pesare. Al tempo stesso però cercate di non far passare troppo tempo tra i vari capitoli, visto che comunque dà soddisfazione riconoscere citazioni e cross-over tra i vari personaggi. Un esempio inventato potrebbe essere Tizio nella storia 1 lancia una scarpa dalla finestra, Caio nella storia 3 mentre cammina in giardino trova una scarpa. Se volete sentire anche i pareri del mio gruppo QUI trovate la videorecensione fatta sul nostro canale.
Yuri devo dire ha fatto un’analisi molto precisa e mi ha aiutato a capire meglio cosa nel mio caso non ha funzionato a dovere. Il problema più grande credo che sia capire come giocare a Fuga dal Manicomio.
La forza di questa uscita è avere 10 storie interconnesse tra loro, ma per poter apprezzare il filo che lega le varie avventure non possono trascorrere settimane tra un’avventura e l’altra. D’altro canto giocare molte avventure la stessa serata può diventare troppo stancante.
Il terzo problema è il flusso della storia, che è spesso interrotto dalla ricerca delle carte, ma anche presenta una grande quantità di testo che stenta a farsi leggere, non so se per colpa di una traduzione magari troppo letterale o se per una scarsa qualità alla fonte. Chiarisco che non ho trovato errori, ma proprio una pesantezza nella lettura che personalmente ho trovato faticosa.CONCLUSIONI
Fuga dal Manicomio è sicuramente un’escape room controversa: le sue basi sono interessanti e la scatola ha un ottimo rapporto tempo di gioco/prezzo, tuttavia soffre di una non omogeneità tra le varie avventure, per cui alcune risultano ottime e altre decisamente zoppicanti.Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
