I draghi sono sempre presenti nell’immaginario dei bambini e sono protagonisti di moltissimi giochi.
Oggi andiamo ad analizzare la proposta di HABA, che ha la seguente sinossi:
“Ma… cosa succede? Uno spesso
strato di ghiaccio ha improvvisamente ricoperto il nido con l’uovo
del drago. Mamma drago cerca di scongelare delicatamente il
nido senza far cadere l’uovo di drago. Ma non può evitare che
cadano pietre luccicanti: i draghetti le afferrano velocemente e
decorano con esse i propri amuleti.”
Il tesoro dei ghiacci: L’uovo del drago è un gioco edito da HABA, creato da Gunter e Lena Burkhardt e illustrato da Daniel Dobner. Permette partite da 20 minuti per 2-4 giocatori a partire dai 6 anni di età.
- 3 anelli di ghiaccio;
- 35 pietre luccicanti (7 per colore in 5 colori);
- 1 uovo di drago;
- 1 dischetto nido;
- 1 mamma drago
- 1 forziere del tesoro;
- 48 carte amuleto;
- 1 regolamento.
Materiali – come sempre per HABA – di grande qualità e, dato che siamo davanti anche a un gioco pocket, non possiamo che promuovere tutto senza dubbio alcuno.
Menzione speciale per l’uovo in ceramica (che è veramente bello da tenere in mano e utilizzare) e per la figura di mamma drago (che, pur essendo solo il segnalino del primo giocatore, è davvero ben realizzata).
Un giocatore assume il ruolo di mamma drago e prende la pedina corrispondente.
Gli altri giocatori prendono ciascuno tre carte amuleto e le pongono davanti a sé.
Gli anelli vengono impilati sopra al nido, formando un cilindro, nel quale vengono messe tutte le pietre luccicanti con l’uovo in cima.
A questo punto il giocatore che impersona mamma drago toglie uno degli anelli, causando la caduta di alcune pietre luccicanti.
A turno, ogni giocatore, prende una pietra a sua scelta e la pone sulle sue carte amuleto (se può farlo).
Lo sputafuoco al suo turno prende due pietre preziose sottraendole di fatto agli avversari.
Se però, nel prendere l’anello ha fatto cadere l’uovo, lo mette in uno dei due fori del forziere e da questo momento potrà raccogliere una sola pietra al suo turno di raccolta.
Quando una carta amuleto viene completata il giocatore la aggiunge al suo punteggio e ne pesca una nuova.
Al termine dei tre round, mamma drago passa a un altro giocatore, si resetta il gioco (eliminando eventuali carte amuleto incomplete) e si continua così fino a che tutti i giocatori hanno svolto il ruolo di sputafuoco.
Il gioco è decisamente semplice: da una parte abbiamo lo sputafuoco di turno, che dovrà impegnare le sue doti di destrezza per non fare cadere l’uovo e in generale limitare anche il numero di pietre che rotolano fuori; dall’altra i giocatori dovranno cercare di massimizzare le prese rispetto alle carte possedute.
Per quanto semplice, a 5 anni non è così banale raccogliere le pietre in modo da massimizzare le carte da riempire e questo gioco è sicuramente un ottimo esercizio per imparare.
Il gioco però non decolla, a causa di un numero di turni tutto sommato ridotto (tre), che non permette alla fine chissà quale strategia: abbiamo tre carte e a seconda di quanto chi gestisce mamma drago sarà o meno attento, riusciremo all’incirca a completarle tutte e vincerà chi ha avuto una mano di pesca più fortunata.
Restiamo quindi abbastanza delusi da questo gioco che…

Ehi, ma è un’espansione!!!
Caso veramente raro, HABA ci mette davanti a un giochino stand-alone, che in realtà è un’espansione per il gioco dell’anno 2018: Il tesoro sfavillante.
Risulta subito evidente che, seppur presentato come gioco a sé stante (il regolamento dell’espansione lo dovrete scaricare da Internet), in realtà nasca per aggiungere longevità al pluripremiato progenitore.
Potrete usare questa scatolina con il gioco base in tre modi, due proposti da HABA e uno proposto da me.
Il Quinto Giocatore
Il modo più semplice di usare L’uovo del drago è giocare a Il tesoro sfavillante usando il forziere come tana per il quinto giocatore, lasciando il gioco base immutato, ma aumentandone il numero di partecipanti.
Uovo del Drago con 9 turni

LucaCiglione Mode
Sono diventato quasi pazzo a causa di un errore di traduzione del regolamento italiano: in inglese dice infatti di non usare nell’espansione le tessere gemma del gioco originale, che servivano per scommettere prima di rimuovere l’anello e che ci avrebbero fatto raccogliere le pietre solo del colore corrispondente.
In italiano dice di usare anche quelle.
Ovviamente nel prosieguo della spiegazione non vengono menzionate, ma, mi chiedo io, perché non usarle esattamente come nel gioco base?
Unire la scommessa precedente alla rimozione dell’anello al fatto di dover raccogliere determinate pietre per completare i propri amuleti è una miscela decisamente esplosiva.
Ho provato il gioco in questo modo, e non ho trovato grandi controindicazioni, benché ovviamente data la quantità di variabili disponibili è probabilmente corretto usarla con bambini di età leggermente maggiore dei 5 anni previsti, il che però rende l’espansione ancora migliore, perché aumenta la fascia di età in cui si può intavolare con successo la scatola.
COSA SI IMPARA DA QUESTO GIOCO
In questo gioco si addestra la manualità fine e la destrezza nel rimuovere gli anelli di ghiaccio.
Si impara a ragionare per ottimizzare le raccolte di pietre luccicanti, in modo da riempire più carte possibili nel minor numero di mosse.
Si impara che, a volte, un gioco aggiunge un pezzo a un’altro gioco (prima espansione per Gabriele).
Gioco 6+, target veramente generoso. Il gioco in modalità stand-alone si gioca quasi da solo, non dovendo ottimizzare troppo le scelte e credo che già a 4 anni si possa usare senza alcun problema.
Come espansione invece il target è azzeccato, perché in questo caso serve una certa lungimiranza e organizzazione mentale.
Nonostante questo, il gioco non sfonda nel gameplay e credo che oltre le elementari, come per il fratello maggiore, non tenga alto l’interesse del bambino.
IN QUANTI CI POSSO GIOCARE
Il gioco scala perfettamente con qualsiasi numero di giocatori. Essendo un’espansione per il quinto giocatore ovviamente permette di giocare in questa configurazione, prima non utilizzabile nel gioco base.
GABRIELE DICE
“Papà, giochiamo a quel gioco del drago che poi prendiamo anche l’altro gioco e diventa grandissimo.”
“Ma dall’uovo esce un altro draghetto?”
Il tesoro dei ghiacci: L’uovo del drago è un gioco che, se considerato in stand-alone, manca sicuramente in qualcosa, dando l’impressione di un gioco troppo rapido e con potenzialità inespresse.
Come espansione è certamente interessante: va ad arricchire come minimo il numero di giocatori, ma secondo me anche nel gameplay un gioco che di per sé era molto solido e ben fatto, ma che aveva nella sua semplicità, a mio parere, la sua pecca, in quanto poco proponibile a bambini oltre i 7, 8 anni.
Grazie alle nuove carte amuleto e all’ottimizzazione riesce a reinventare il gioco base, proponendo una sfida diversa e, volendo combinare le due modalità, anche decisamente più interessante e sfaccettata.
Se avete il gioco base e vi è piaciuto, l’espansione è assolutamente consigliata, altrimenti passerei oltre.
Segnalo che l’edizione con la scatola in italiano non è ancora stata localizzata, ma come sempre per HABA una qualsiasi versione internazionale (al momento esistono solo quella tedesca o inglese) contiene le istruzioni multilingua che potrete in ogni caso trovare anche sul sito Internet di HABA.
Le istruzioni dell’espansione, invece, si trovano solo sul sito di HABA.
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