Vi presento Small Star Empires, titolo edito dalla Archona Games che vede luce grazie a un progetto Kickstarter del 2016, per poi ripresentarsi come 2ª edizione nel 2018.
Ideato da Milan Tasevski, il comparto grafico è a cura di Jose David, Lanza Cebrian e lo stesso Milan Tasevski.
In Italia, la versione deluxe è distribuita da Boardgames Invasion.
Il titolo intrattiene da 2 a 4 giocatori di età superiore ai 13 anni, per una durata di circa 15 minuti.
È una nuova alba per la galassia. Quattro delle principali specie che popolano la galassia, finalmente, hanno scoperto come effettuare un viaggio interstellare e sono pronte per espandere il proprio impero e il loro dominio in tutta la galassia! La tua specie è tra queste. Come capo, devi assicurarti che il tuo impero in ascesa sia dominante alla fine! Potrai raggiungere questo risultato colonizzando, con le tue astronavi, interi sistemi, avendo il controllo di nebulose nelle quali effettuare studi, mentre cerchi di espandere il tuo dominio! Pianifica la tua strategia in modo saggio e il tuo impero diventerà il più grande della galassia!
Si ringrazia l’editore per la copia recensore.
I COMPONENTI
La scatola è piuttosto compatta, nel classico formato 20×20 cm. Al suo interno troverete:
- 7 plance settore;
- 4 tasselli settore di partenza;
- 96 pedine in legno (16 astronavi, 64 capitali, 16 Porti Commerciali);
- 9 tasselli nebula;
- 15 tasselli sistemi inesplorati;
- 6 tasselli tunnel spaziali o buchi neri;
- 1 plancia segnapunti;
- regolamento in lingua italiana.
La prima cosa che balza agli occhi aprendo la scatola sono le numerose pedine in legno: 96!
Tra queste risaltano immediatamente le astronavi sagomate, ma vi sono anche capitali e porti commerciali, rappresentati da cubetti e segnalini circolari.
Completano la dotazione le plance di settore e i vari tasselli che serviranno per le varianti, tutti in cartoncino spesso e maneggevoli.
Le illustrazioni hanno uno stile minimal, ma che ben si coniuga alla tipologia di gioco e all’ambientazione spaziale.
La produzione è curata in ogni aspetto, i materiali sono di buona fattura e perfettamente funzionali.
COME SI GIOCA
Dopo aver composto la mappa modulare e distribuito astronavi, capitali e stazioni commerciali in base al numero di giocatori, si è pronti a giocare.
Durante il proprio turno il giocatore deve muovere un’astronave verso un sistema e colonizzarlo.
Si può muovere una propria astronave a scelta, spostandosi liberamente di quanti spazi si desidera, ma solo in linea retta, attraversando anche altri sistemi, ma solo se non colonizzati dagli avversari.
La colonizzazione deve essere effettuata piazzando una capitale o una stazione commerciale, che rimarrà così posizionata fino al termine della partita.
Durante questa fase si colonizzeranno diversi tipi di sistemi:
- nebulosa, che permette di prendere un tassello nebulosa del colore corrispondente e consentirà di guadagnare PV a fine partita in base la numero;
- sistema planetario, che permette di guadagnare immediatamente PV in base ai pianeti presenti;
- sistema vuoto, che non dà PV immediati.
Sia la capitale che la stazione commerciale permettono di ottenere PV immediati in base al sistema che viene colonizzato, ma la stazione commerciale darà anche punti addizionali a fine partita, in base a quanti sono i sistemi controllati dagli avversari che saranno adiacenti al proprio.
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Questa stazione commerciale farà guadagnare 5 punti aggiuntivi a fine partita, dato che ha 5 sistemi controllati dagli avversari adiacenti alla stazione commerciale gialla |
Il gioco prosegue fino a quando tutti i giocatori hanno utilizzato i loro pezzi o quando non hanno più mosse valide da effettuare, dopodiché si calcola il punteggio finale in base ai token nebulosa raccolti e le stazioni commerciali, infine viene assegnato un bonus aggiuntivo di 3 punti per il territorio più ampio; chi ha collezionato più PV sarà il vincitore.
Nel regolamento sono previste diverse varianti, che possono essere combinate tra loro, rendendo il gioco molto vario e adattabile alle proprie preferenze. Sui sistemi vuoti si possono, infatti, inserire nuove tessere tra cui tunnel spaziali, che dotano le astronavi di movimenti speciali, buchi neri, che rappresentano una minaccia per le astronavi e sui quali non si può transitare, sistemi aggiuntivi e particolari come la stazione di rifornimento, la nebulosa cromatica, gli asteroidi.
ASTRATTOMETRO 
Il gioco ha il cuore pulsante di un astratto, ma con un’ambientazione spaziale ricercata e pensata in ogni dettaglio.
Small Star Empires: 8/10
CONSIDERAZIONI
Small Star Empires è principalmente un gioco di controllo area, dall’anima profondamente astratta, anche se gode di un’ambientazione spaziale e si colonizzano sistemi planetari.
Le regole sono immediate e facilmente assimilabili, come nella tradizione degli astratti moderni. Implicano difatti un’unica mossa in due fasi, ma questo aspetto non va sottovalutato e il gioco ci invita a riflettere su diversi profili: arrivare velocemente ai sistemi più vantaggiosi, anticipare il movimento e le azioni degli avversari, lasciarsi aperte più possibilità, non farsi bloccare e, al tempo stesso, valutare come posizionare i propri pezzi.
La corsa alla colonizzazione sul sistema con il maggior numero di pianeti o verso le nebulose dello stesso colore è piuttosto istantanea, perché se capitale e sistemi planetari colonizzati segnano immediatamente da 1 a 3 punti, in base al numero di pianeti che contengono, è anche vero che colonizzare tre nebulose dello stesso colore rende 8 punti; mentre se si opta per le stazioni commerciali si faranno ulteriori punti a fine partita, ma solo per ogni sistema adiacente colonizzato da un altro giocatore, il che può dare fino a 6 punti per ogni sistema. Aggiungiamoci che ogni giocatore ha in dotazione 16 colonie e solo 4 stazioni commerciali e sarà evidente che è indispensabile posizionarle saggiamente.
L’aspetto che mi ha colpita immediatamente è proprio questo brillante binomio: l’azione estremamente semplice da compiere e la profondità di scelte tattiche e strategiche che l’accompagna, per guadagnare punti nella maniera più efficiente. Con l’avanzare dei turni poi, l’inesorabile affollamento della mappa restringe lo spazio decisionale e i movimenti, che all’inizio sembravano ampi, si riducono all’osso: sarà fondamentale prendere decisioni in maniera consapevole già dai primi momenti e con buon anticipo, dato che eventuali leggerezze si pagheranno.
La mappa modulare e i 7 diversi settori fronte-retro offrono già di per sé una buona rigiocabilità, che cresce grazie alle varianti proposte, le cui configurazioni permettono di ottenere esperienze eterogenee sul modo di agire, in particolare i buchi neri e i tunnel spaziali, che sono tra l’altro le mie due varianti preferite.
Troviamo invece un pizzico di alea con i sistemi inesplorati, dato che si volta un tassello a faccia in su e si risolvono gli effetti, in particolare gli 8 effetti sono tutti diversi e piuttosto caratteristici: astronavi danneggiate, nebulose cromatiche, stazioni di rifornimento.
Non amiamo particolarmente l’alea? Possiamo giocare al base o alle altre varianti. Vogliamo sperimentare la sfida con pizzico di buona/cattiva sorte? Proviamola!
Grazie all’estrema modularità, possiamo sperimentare, senza che una variante influenzi altri tipi di sfide a noi più congeniali.
Questo è un altro aspetto che mi ha piacevolmente colpita: le varianti occupano quasi la metà del regolamento, ma soprattutto aggiungono in diversi step più livelli di complessità, a proprio piacere.
Non manca neppure la modalità campagna per giocare partite multiple in successione oppure i confini aperti che permettono di attraversare un sistema avversario, pagando una capitale.
Ho trovato il sistema del punteggio molto equilibrato: questo fa sì che la sfida sia sempre tesa, dato che in parte il punteggio è sempre visibile a tutti; inoltre, a fine partita, i punti sono molto ravvicinati, per cui ogni singolo punticino conquistato sarà essenziale per raggiungere la vittoria.
Le partite hanno una durata piuttosto contenuta, all’incirca di 10-15 minuti, tanto che è fattibile giocare in una serata la modalità campagna, che prevede un numero predefinito di vittorie totali da conseguire in più sfide.
La scalabilità è garantita da un setup specifico in base al numero di giocatori: infatti in 2 avremo a disposizione 4 astronavi, mentre in 4 solamente 2. Questo rende le partite in più giocatori più strette e aumentano le possibilità di rimanere bloccati, con poche opportunità di ripresa se le mosse non vengono effettuate in maniera oculata.
Per la mia esperienza dà il meglio in più giocatori, soprattutto in 4, vantaggio inconfutabile di questo titolo, visto che è una caratteristica piuttosto rara per un astratto.
Lati negativi? Se cercate un’ambientazione in cui immedesimarvi alla conquista dello spazio, considerate che è poco incisiva: Small Star Empires ha il cuore palpitante di un astratto.
In conclusione ho trovato Small Star Empires un astratto di posizionamento e conquista del territorio veloce e ben strutturato: infatti l’azione semplice da effettuare è accompagnata da una buona profondità di scelte tattiche e strategiche da compiere.
Estremamente modulabile e adattabile alle proprie preferenze, permette di essere giocato a più livelli di complessità, grazie alle numerose varianti proposte.
Consigliato principalmente a chi predilige gli astratti, ma appetibile a tutti grazie all’ambientazione, considerando però che non è particolarmente immersiva.